Live Odissey

17 maggio 1986 - Dublino, Self Aid @ R.D.S. Showground
mojopin72 (Stefano M.)
SELF AID, R.D.S. SHOWGROUNDS, DUBLIN, May 17th, 1986
Setlist: C'mon Everybody, Pride, Sunday Bloody Sunday, Maggie's Farm/Cold Turkey, Bad/Candle in the Wind/Walk on the Wild Side.

Ci sono momenti nella storia di una band che rendono quella storia unica e irripetibile.
Ci sono momenti in cui la musica si mescola con la storia di una nazione e di un popolo facendo assumere ai testi e alle note un valore non solo musicale.
Ci sono gesti e soprattutto discorsi di Bono storicamente così importanti da essere ricordati come vere e proprie canzoni e non come introduzioni.
Chi di noi non ricorda il discorso sulla Sunday Bloody Sunday di Rattle and Hum che finisce con il famoso FUCK THE REVOLUTION come se fosse una vera e propria canzone e non un intermezzo parlato?
Chi negli anni 80 non ricordava a memoria quel discorso?

Il SELF AID del 17 maggio 1986 é l'esempio di qualcosa di straordinario che va al di là dei 30 minuti di musica, che va oltre l'aspetto artistico e che ha reso gli U2 un gruppo diverso dagli altri e Bono non solo un cantante, ma un personaggio unico nel suo modo di comunicare.

Questo racconto é soprattutto per i più giovani che probabilmente avranno ascoltato quei 30 minuti di musica, ma forse non li hanno collocati nella giusta dimensione e nel contesto storico.

Cos'era il SELF AID? Com'era l'Irlanda nel 1986 e chi erano gli U2 nel 1986?
L'Irlanda nel 1986 ed in generale nella prima metà degli anni 80 veniva da un periodo di devastante depressione economica, il tasso di disoccupazione era ai massimi storici e i sussidi di disoccupazione che i governi avevano garantito non erano più sufficienti per mantenere le famiglie dei disoccupati.
Gli U2 nel 1986 erano ancora una band "irlandese". Cosa intendo per "irlandese"? Erano una band non ancora travolta dallo showbusiness e pur avendo fatto nell'anno precedente un tour mondiale erano ancora considerati "irlandesi" dai loro connazionali. Chi conosce anche in maniera sommaria il modo d'essere di un irlandese sa quanto quel popolo é legato alla propria terra e alle proprie tradizioni, quanto sia "geloso" delle proprie origini. Per questo motivo col passare degli anni, man mano che gli U2 assumevano sempre più l'aspetto della band "internazionale" quel sentimento di amore incondizionato si perse. Non voglio dire che gli Irlandesi poi non li avrebbero più amati ma al sentimento di orgoglio e amore si é poi unita una certa diffidenza, soprattutto tra le persone che erano coetanee o più adulte dei 4 ragazzi.
Nel 1986 per gli irlandesi gli U2 erano solo orgoglio e amore e quella sera gli U2 avrebbero chiuso una maratona musicale di 12 ore dove tutti tra i più grandi artisti irlandesi marcavano presenza: Clannad, Pogues, Boomtown Rats, Rory Gallagher, Christy Moore, Gary Moore, Elvis Costello e Van Morrison. Dei ragazzi di 25 anni avevano il compito di chiudere una serata preceduti da tanti artisti che fino a pochi anni prima erano fonte di ispirazione e ammirazione e di cui avevano anche fatto da gruppo di supporto.......
Il Self Aid era un Festival che aveva come obiettivo quello di raccogliere fondi per creare nuove strutture che potessero a loro volta creare nuove opportunità di lavoro. Fu trasmesso in diretta dalla TV e dalla Radio nazionale irlandese e durante la diretta era possibile telefonare per donare denaro o per offire direttamente un lavoro ad uno dei disoccupati iscritti nelle liste di collocamento. Fu preceduto da feroci critiche e va ricordata la copertina del famoso settimanale di Dublino "In Dublin": ritraeva una foto di Bono ed un titolo "ROCK AGAINST THE PEOPLE", lo slogan del Festival "MAKE IT WORK" era storpiato ironicamente in "MAKE IT WORSE". Si contestava il fatto che l'evento avrebbe potuto ridurre i 230.000 disoccupati irlandesi ad un caso di carità, dando addirittura un alibi alla politica che sembrava immobile nei confronti del problema.

Per tutti questi motivi la performance degli U2 non poteva essere normale......

Bono era già salito sul palco verso le 22.30 per presentare la performance di quello che é ancora oggi un monumento della musica irlandese: Christy Moore. Il buon Christy convinse un imbarazzatissimo Bono a rimanere on stage per fare i cori del classico irlandese "Let's Make It Work". Per chi non l'avesse ancora fatto consiglio l'ascolto di 2 album abbastanza recenti di Moore: "Graffiti Tongue" (1997) in cui si trova la versione originale di "North And South Of The River" con Bono ai cori ed Edge ovviamente alla chitarra e "Traveller" (1999) dove Edge compare in "What's The Story Git?".
Gli U2 salirono sul palco a mezzanotte circa introdotti dal mitico Dave Fanning :" Everybody in Ireland is watching you now: from Wexford to Donegal, from Belfast to Kerry, They're all watching a great day. Aswer me this: "Are You happy?" "Are you ready?" "Do you wanna see a band from Dublin?" "Do you wanna see a band that you know and I know to be the greatest live rock band in the world?" Well they are standing behind me right now: it's Adam, it's Bono, it's Larry, it's The Edge, it's U2!!!!!!!
Beh, prima parlavo di discorsi che rimangono nella memoria storica al livello di canzoni, anche questa introduzione era una sorta di inno soprattutto se la si ascolta con i boati del pubblico che la accompagnano.
Basta poi vedere un attimo la faccia di Bono o sentire per radio le sue prime parole per capire che i 30 minuti seguenti sarebbero stati maestosi: "ABBIAMO SOLO TRENTA MINUTI SCARSI E QUINDI DOBBIAMO FARE TUTTO IN FRETTA!" e si parte con una trascinante C'mon Everybody a cui segue una Pride devastante dove le 30000 persone vengono trasportate in 5 minuti di gioia collettiva. Forse una delle più belle Pride della storia per la magia della serata e per la voce di Bono che in quegli anni era qualcosa di difficile solo da immaginare "SONG ABOUT PRIDE, DON'T LET THEM TAKE IT AWAY" con chiaro riferimento all'orgoglio che viene strappato a chi non ha lavoro. Bono é in trans, fa "un'escursione" tra il pubblico stile Live Aid ed una capriola all'indietro picchiando quasi la testa per terra. E' una versione indimenticabile, il pubblico sembra il quinto U2.
Il momento più alto però é quello successivo con l'introduzione a SUNDAY BLOODY SUNDAY che riporterò per intero perché é questo il discorso che ha dignità pari ad una canzone:"I DON'T KNOW WHAT IT'S LIKE TO BE OUT OF WORK, WHAT'S IS LIKE TO BE UNEMPLOYED. I JUST DON'T KNOW, SINCE I WAS 16 I GOT TO JOIN THIS GROUP, I'M 26 NOW AND I CAN'T IMAGINE WHAT IT MUST BE LIKE TO STAND IN LINE WEEK AFTER WEEK, OR TO LOSE YOUR JOB AFTER 10 OR 20 YEARS, OR WORSE, NEVER TO EVEN HAVE HAD A JOB. BUT THERE'S A LOT OF YOU THAT KNOW JUST WHAT IT'S LIKE. WE'LL LET ME SAY: THIS COUNTRY BELONGS TO YOU, JUST AS MUCH IT BELONGS TO RTE, JUST AS MUCH IT BELONGS TO CIE, OR ESB, AND AIB OR THE BANK OF IRELAND. AND IF YOU WORK FOR ANCO OR FOR MANPOWER, IF YOU ARE PAID BY THE PEOPLE, YOU BETTER LOOK AFTER THOSE PEOPLE. SO TREAT THEM NICE ON MONDAY MORNING, GOD BLESS YOU I LOVE, SUNDAY BLOODY SUNDAY!! (n.b. le sigle che Bono cita sono le maggiori compagnie industriali del paese e Bono chiude con "trattateli bene lunedì mattina" perché il concerto é alla domenica sera.....).
Per me anche questa SUNDAY é una delle più belle di sempre, per la prima volta nella storia eseguita con la prima strofa lenta con Edge che accompagna con l'arpeggio il discorso di Bono.
L'imbarazzo di Bono in questo discorso é evidente, famoso il modo in cui nervosamente si toccava il braccio destro teso col sinistro in una curiosa posizione ad "ombrello".
Un ragazzo di 26, che faceva il musicista da 10 e stava per diventare ricco doveva "far coraggio" a migliaia di disoccupati. Bono anni dopo raccontò che il ricordo più bello di quella nottata fu l'incontro, a show terminato, con un signore sulla cinquantina senza lavoro che gli disse rassicurandolo :"ragazzo non ti preoccupare, sono certo che anche se non sei mai stato senza lavoro hai capito come si possa sentire un disoccupato".

Sunday Bloody Sunday é seguita da una struggente, intensa ed ipnotica MAGGIE'S FARM di Bob Dylan. Maggie's Farm é un caso di magia musicale perché fu scritta da Dylan in tempi non sospetti per poi diventare un inno ribelle nei confronti della politica di Margareth Tatcher nel Regno Unito. Gli U2 la eseguirono per la prima volta in carriera quella sera, scelta quanto mai azzeccata. La canzone parla dell'immigrazione degli irlandesi come diretta conseguenza della povertà e della disoccupazione ed é clamorosa l'improvvisazione di Bono sul testo che va a toccare il tema dei disastri nucleari a Chernobyl e Sellafield:"TEMPERATURE RISING, THE FEVER IS HIGH, I CAN'T SEE THE FUTURE WHEN THEY'RE SCREWING UP THE SKY. THE WATER IS HEAVY, AND SO IS MY HEAD. I DON'T LIVE IN CHERNOBYL INSTEAD I LIVE IN SELLAFIELD!".

A quel punto la performance doveva terminare perché a tutti i gruppi erano concessi 15 minuti, gli U2 erano già oltre ai 20 così Bono si allontana un attimo dal palco, torna e urla:"GLI UOMINI QUA DIETRO DICONO CHE NE POSSIAMO SUONARE ANCORA UNA!". Comincia ad ascoltare quali pezzi il pubblico sta acclamando e tra le richieste predominano New Year's day e BAD, la scelta é veloce, non c'é più tempo neppure per i discorsi:"THIS IS A SONG ABOUT THIS CITY AND IT'S CALLED BAD".
Seguono 9 minuti da lacrime con lo snippet di CANDLE IN THE WIND le cui liriche vengono adattate alla serata come successe per il precedente storico del Live Aid: "THEY CRAWLED OUT OF THE WOODWORK, ONTO PAGES OF CHEAP DUBLIN MAGAZINE!"......la stoccata finale a chi aveva criticato la manifestazione. Anche in una situazione così importante BAD prese direzioni diverse e sconosciute e non finirò mai di ripetere quanto quella canzone sia stata importante per la loro carriera.
La stampa nei giorni successivi riconobbe all'unanimità che il Festival fu un successo, i soldi raccolti non "carità" ed in generale era stato dato un messaggio di speranza agli irlandesi.
Non si scrisse più "make it worse" ma semplicemente "IT WORKED!".

La serata finì con un tributo a Phil Lynott frontman dei Thin Lizzy scomparso l'anno precedente che gli U2 hanno sempre ammirato moltissimo. Per farvi capire l'importanza dei Thin Lizzy nella storia musicale irlandese basta ricordare il fatto che ancora oggi in Irlanda, il 4 gennaio, data dell'anniversario della morte di Lynott, si tengono Festival commemorativi e tributi in tutto il paese. Il finale fu memorabile con tutti gli artisti sul palco a cantare "WHISKEY IN THE JAR". Bono ovviamente si distinse strappando una grossa macchina fotografica ad un cameraman e immortalando il pubblico in delirio dopo 12 ore di maratona musicale come per voler stampare in un'instantanea un grande momento di storia.

Ritengo che il Self Aid sia stato un altro momento spartiacque nella storia della Band, sia stato un momento magico che non può essere ridotto a 30 minuti di buona o grande musica. Il Self Aid é stato un altro episodio che ha reso gli U2 unici e la loro storia inimitabile.
Spero che questo racconto serva ai più giovani per documentarsi su qualcosa di imprescindibile per ogni fan e serva anche a chi ha già ascoltato o visto questa memorabile performance per meglio soffermarsi sul contesto storico in cui si é svolta e magari per amarla ancora di più.

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