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06/01/2010 - Bono:"I 10 punti da cambiare nei prossimi 10 anni"

Il 2 gennaio scorso Bono ha rilasciato un importante intervista al New York Times sulle più importanti tematiche che devono essere affrontate in questo nuovo decennio che si è aperto.


E’ un fatto che a Bono la creatività non manchi, e considerando che di buone idee il mondo ha un grande bisogno, ecco non una delle mille top ten d’inizio o fine anno che guardano al buono, al bello o allo sconcio dei mesi andati, ma un elenco stilato direttamente dalla rock star  per declinare quelle che a suo avviso sono le dieci ideee che potrebbero rendere migliori i prossimi 10 anni. O per meglio dire, renderli “più interessanti, sani o civili”. Una lista di piccole o grandi cose che a detta di Bono, potenzialmente potrebbero cambiare il mondo.




E da dove si parte? Dall’industria dell’ automobile, ovvio. Ma precisiamo che, pur non essendo dichiarato, la lista parte dal basso. Secondo il leader degli U2 occorre assolutamente restituire “sex appeal” alle quattroruote, ridare loro il fascino che avevano negli anni ’40, ’50 e ’60. Accusate d’avere un po’ il “posteriore pesante” le automobili di oggi sarebbero figlie della democrazia, ovvero di scelte della maggioranza che raramente produrrebbero qualcosa di bello. Insomma, non senza humor Bono fa appello ad un’iniezione di “fascismo” nel mondo dell’auto e all’intervento di designer illuminati. Proteggere la creatività dalla pirateria.


E’ un altro punto della “lista Bono” per migliorare il mondo. Il cantante avverte:" film, tv e giornali sinora si sono salvati dal download selvaggio in virtù delle notevoli dimensioni dei file. Ma una volta che le “leggi della banda larga” faranno un ultriore salto in avanti eccoli destinati a segire le stesse sorti della musica. Riusciranno i magnati del cinema dove i musicisti e le loro “etichette” non sono riusciti?"




Sulla scorta di un impegno sociale mai venuto meno, il musicista si rende portavoce di una proposta decisamente innovativa per migliorare l’economia delle popolazioni del terzo mondo. Il presupposto è ogni persona ha un eguale diritto ad inquinare, sia che viva in America (dove l’amissione annua pro capite di CO2 è di circa 20 tonnellate) sia che viva in Etiopia (dove le emissioni scendono a circa 0,1 tonnellate). La differenza potrebbe essere monetizzata ed il ricavato usato per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare le condizioni di vita nei paesi poveri.




Angiogenesi e vaccini contro i rotavirus; lo studio della prima potrebbe portare nuove ed efficaci cure contro il tumore, i secondi salvare centinaia di migliaia di persone nei paesi africani. Sono i due punti concernenti la “sanità” indicati nella “lista Bono” per un mondo migliore.

Il cantante, peraltro, pare nutrire una certa attenzione scientifica, cita ad esempio il dottore Anton Zeilinger, il fisco austriaco che grazie ai suoi studi sul “teletrasporto quantistico” è diventato “una rock star della fisica”.  “Dio, a quanto pare, è un Trekkie”, afferma Bono (i trekkie sono i fan di Star Trek, serie tv dove il teletrasporto ha fatto la sua prima comparsa pubblica) o forse no, è Dio è un “nerd” (un secchione), poiché al momento le implicazioni di Zeilinger sarebbero interessanti soprattutto dal punto di vista metafisico".



"Se Mandela inaugurasse i Mondiali di calcio, il mondo piangerebbe di gioia"


Il Festival di Abramo. E qui il decalogo di Bono diventa molto serio. L’idea è quella di un festival artistico che celebri l’origine delle tre religioni abramitiche: Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Ogni anno, potrebbe essere tenuto in un luogo diverso e Gerusalemme sarebbe ovviamente il luogo migliore per iniziare. E non sia mai detto che la pace in medioriente sia favorita proprio dalla musica.

Una proposta affine è il punto immeditamente successivo: battezzato la piramide rovesciata.  Il potere politico della gente si rafforza grazie ai telefoni cellulari, al web e alle azioni della società civile, favorite da queste tecnologie. Ed il peso della base della piramide grava in maniera considerevole quando i vertici sono corrotti o non riescono a mantenere le promesse elettorali.

Ma ci sono luoghi dove le pressioni della società civile non bastano, luoghi dove Bono Vox auspica una rivoluzione non violenta. “Ho posto le mie speranze sulla possibilità – anche se remota al momento – che i regimi in Corea del Nord, Myanmar e altrove, stiano prendendo atto delle difficoltà che una cittadinanza risvegliata può dare ai tiranni, e che le persone che vivono in luoghi pieni di rabbia e di disperazione, luoghi come i Territori Palestinesi, trovino nei prossimi giorni il loro il Gandhi, il loro re, le  loro Aung San Suu Kyi”.

E per concludere ancora un messaggio postivo, il leader degli U2 tenta di descrivere l’impatto della Coppa del Mondo di Calcio in Sudafrica, avanto globale che nel paese di Mandela si accompagna ad una crescita econimica che negli ultimi anni è stata mediamente del 5 per cento.

“Sarebbe opportuno – conclude Bono Vox – che Nelson Mandela, che ha fatto più di chiunque altro per il risveglio dell’Africa, desse il via alla cerimonia di apertura. Se si presentasse, il mondo piangerebbe di gioia”.

Autore: bono83 alle ore 10.39 Bookmark and Share

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