©U2place.com

U2place.com... a place where the wind calls your name...

Social Network

Entra a far parte di U2place.com, unisciti ai nostri Social Network!

Il forum

Entra a far parte di U2place.com Forum! La più grande community U2 al mondo è italiana!
Iscriviti gratuitamente al nostro forum.

Speciali

Vieni a scoprire tutte le rubriche, gli "specials" e le coreografie che U2place negli anni ha seguito e ideato!

U2place Mobile


Segui U2place anche in mobilità!

Un giorno da redattore per Bono

Tags:

Il cantante degli U2 è stato, per un giorno, redattore del noto giornale inglese The Indipendent. Il giornale ha aderito alla campagna lanciata da Bono e denominata RED che prevede la partecipazione di grandi aziende, marchi e persone del mondo degli affari per raccogliere, attraverso la vendita o l'utilizzo di alcuni prodotti appositamente realizzati per la campagna, fondi da destinare alla lotta ccontro l'Aids in Africa. Una parte del ricavato delle vendite odierne del giornale sono andate proprio a sostegno di tale iniziativa. E Bono ha avuto il privilegio di poter esser redattore del giornale e ha scelto la prima pagina, ha scritto l'editoriale e ha avuto modo di indirizzare il lavoro di tutta la redazione. Di sicuro effetto la prima di copertina dell'Indipendent: è occupata da un'illustrazione dell'artista inglese Damien Hirst, al centro della quale campeggia una scritta amaramente sarcastica: "Niente Notizie Oggi", "solo 6.500 africani sono morti oggi a causa di una malattia prevenibile e per cui esistono terapie. L'AIDS". La citazione del versetto delle Bibbia richiama il libro della Genesi 1,27 dove è scritto "Dio creò gli esseri umani a sua immagine e somiglianza".


Anche il chitarrista degli U2 ha partecipato a questa iniziativa. Impegnato nella raccolta fondi per le vittime dell'uragano Katrina, Edge ha parlato del rapporto tra musica, neri d'America di origine africana e della musica di New Orleans.


Di seguito la traduzione in italiano dell'editoriale scritto da Bono.


Io sono testimone di questo. Cosa posso farci?


Potrei dire che, senza ombra di smentita, sono stufo delle rock star che si comportano da messia così come lo sono il prossimo uomo, donna e bambino. E sono quindi stufo di questo lavoro normale che diventa straordinario se pensiamo che è legato ad un problema di reale gravità come è quello dell'emergenza Aids. E così io provo sinceramente a districarmi con attenzione quando mi muovo tra i sogni di dignità che vedo sotto i miei piedi mentre lavoro per quella terribile bellezza che è l'Africa.


Mi piacevano molto le torte alla crema. Avevo imparato ad amarne il sapore. Ma prima che siate tentati di lasciarvi andare all'immaginazione, permettetemi di contestualizzare. E non per amore della mia vanità ma per amore della di quella gente che dipende da voi, lettori, e dalla vostra capacità di rispondere alla precarietà delle loro vite.


Immaginate questo: un villaggio dove la scomparsa di una intera generazione ha costretto dei bambini ad occuparsi di altri bambini (la sindrome del Signore delle Mosche).


Io sono testimone di questo. Cosa posso farci?


Oppure immaginate questo: la mia nuova amica Prudence, la quale, pur avendo la possibilità di accedere a terapie anti-retrovirali, non ha potuto condividerle con sua sorella, ormai morta, o con la sua migliore amica Janny perchè era più importante mantenere in vita i suoi camici attivisti.


Perchè? Perchè immaginate questo: la maggior parte degli attivisti e di infermieri professionisti non possono permettersi le medicine che invece sono disponibili in ogni nostra farmacia dietro l'angolo.


E io sono testimone di tutto questo. Ho guardato questo anime bellissime e coraggiose, queste anime che sono costrette a combattere questa massa di fuoco che è la pandemia con un semplice annaffiatoio, ben sapendo che non riusciranno a vedere il giorno in cui il proprio sforzo sarà onorato. Sono stato testimone delle loro conversazioni intorno ai tavoli dove mangiano, mentre decidono chi deve vivere e chi deve morire perchè non hanno pillole a sufficienza per tutti. E ho visto Zackie Achmat rifiutare le cure fintanto che non è riuscito a vincere la sua battaglia contro il governo del Sud Africa per fare in modo che tutti potessero accedere a tali cure. Che testimone che è stato. E così io faccio la mia testimonianza.


E questa gente che combatte contro il fuoco merita invece di avere autobotti, e aerei di soccorso pieni d'acqua da poter lanciare sulle fiamme. Come minimo, meritano che la loro situazione venga classificata come emergenza. Codice Rosso, come l'uragano Katrina o lo tsunami nel sud dell'Asia, i quali hanno portato via più di 150000 vite. Queste sono catastrofi naturali. L'Africa perde 150000 tra uomini, donne e bambini ogni mese a causa dell'Aids, un disastro del tutto evitabile, un male preventivabile e guaribile.


Colin Powell descrive il piccolo virus HIV come la più grande arma di distruzione di massa del pianeta. E allora perdonateci se ampliamo la nostra strategia fino a raggiungere lestrade più ricche, dove molti di voi vivono e lavorano.


Abbiamo bisogno di incontrarvi dove voi fate compere, dove telefonate, dove vivete le vostre vite occupate e indaffarate. Quelli di noi che si spendono in questa campagna sentono che una breccia è stata fatta nella coscienza popolare grazie al Live Aid E al Live8, al Red Nose Day, al Comic Relief e a Make Poverty History. Ma stiamo ancora perdendo la battaglia: 9000 nuove infezioni ogni giorno nei paesi in via di sviluppo.


Ci sono molti che penseranno che RED è la peggior idea che abbiano mai sentito


Sappiamo che all'estrema destra sentiremo il solito discorso capzioso: "è un problema proprio dell'Africa" (la stessa logica distorta  porterebbe a trascurare un ubriaco che ha appena avuto un incidente). E questo a dispetto del fatto che la maggior parte (nonchè in crescita) della gente sieropositiva sono donne monogame sposate. Sappiamo che sentiremo "gli Aficani non possono prendere pillole perchè non hanno orologi per controllare le ore". Anche se nessuno di noi sa che in realtà gli Africani si adattano molto meglio di tutti noi alle cure cui vorremmo sottoporli.


Dall'altra parte, all'estrema sinistra, sappiamo che incontreremo persone che pensano "meglio morti che RED", una reazione al commercio su grande scala che non è del tutto ingiustificata ma, vista l'emergenza del problema Aids, non credo che questa sia una svendita. Io invece credo che significhi unirsi per combattere un problema. Questa emergenza richiede un cambiamento radicale, che cresce ogni giorno ... e che rende più semplici le cose difficili.


I prodotti RED non possono sostituire l'attivismo. Per chiunque pensi che questo significhi che io mi ritiro nelle sale di rappresentanza smettendo di picchiare il mio pugno contro la porta del No. 10 (di Downing Street - abitazione del Primo Ministro inglese - ndt), beh, mi dispiace deludervi. Dobbiamo continuare la nostra marcia e spingere i nostri leaders a rispettare le promesse che hanno fatto all'Africa. E spingere loro a promettere ancora. L'incredibile movimento che abbiamo visto nascere l'anno scorso intorno al G8 è ciò che vogliamo, alla fine, che vinca un giorno. Ma per troppe persone quel giorno sarà comunque troppo tardi. Ora, proprio ora, la vita di persone che non incontrerete mai, che non potranno mai ringraziarvi, dipende dalle medicine che verranno comprate con il ricavato delle vendite di questo giornale. Per quella gente, le mie motivazioni o le nostre (RED) motivazioni sono cose irrilevanti.


Prima pagina dell'Indipendent Bono redattore

Scritta da: umberto il 16/05/2006

©U2place.com Fans Club 1999-2023 - Creato da Rudy Urbinati
La community online più famosa e più importante in Italia sugli U2

Tutti i contenuti di U2place possono quindi essere utilizzati a patto di citare sempre U2place.com come fonte ed inserire un link o un collegamento visibile a www.U2place.com oppure alla pagina dell'articolo. In nessun caso i contenuti di U2place.com possono essere utilizzati per scopi commerciali. Eventuali permessi ulteriori relativi all'utilizzo dei contenuti pubblicati possono essere richiesti a u2place@gmail.com. U2place non � responsabile dei contenuti dei siti in collegamento, della qualità o correttezza dei dati forniti da terzi. Si riserva pertanto la facoltà di rimuovere informazioni ritenute offensive o contrarie al buon costume. Eventuali segnalazioni possono essere inviate a u2place@gmail.com