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03/02/2012 - Victoria Beckham manda in crash il sito dell'Irish Hospice Foundation di Bono



Il sito web dell'Irish Hospice Foundation è andato in crash la scorsa notte dopo che la ex popstar oggi stilista Victoria Beckham ha inviato un tweet in cui ringraziava Bono e Ali del dono ricevuto per il figlio Harper, una copia del libro Peter and the wolf, segnalando inoltre il sito dell'Irish Hospice Foundation, a cui fare una donazione, ai suoi fans e followers su Twitter (più di due milioni e mezzo).

Questo il tweet:

Victoria Beckham @victoriabeckham
Thanks Bono and Ali for Harper's supercool Peter and the Wolf book!


"Peter and the Wolf" vi ricordiamo nasce nel 2003 da un idea di Bono di pubblicare un libro illustrato di favole per bambini per raccogliere fondi; al libro ha collaborato anche Gavin Friday, noto musicista e amico del leader degli U2.
Il libro si può acquistare sul sito dell'Irish Hospice o al seguente link:


Fonte: Indipendent.ie
Scritta da: alle ore 00.00
01/02/2012 - Bono e Facebook: un investimento che rende più di una carriera da rockstar!
Bono-Facebook
La società di investimento di Bono, la Elevation Partners, ha acquistato nel novembre del 2009 una quota di Facebook con un investimento di 210 milioni di dollari. Quella stessa quota, oggi, vale 975 milioni, un incremento quindi del 400%! E visto l'ormai imminente sbarco a Wall Street del social network più "cliccato" della rete sembra proprio che questa operazione si sia rivelata davvero indovinata.

Numerosi anche gli altri investitori famosi che aspettano l'IPO (Initial Public Offering), l'offerta di azioni con la quale Facebook potrebbe annunciare il suo sbarco in Borsa, l'evento finanziario dell'anno, tra cui ricordiamo Reid Hoffman , il fondatore di LinkedIn e Marc Pincus, amministratore delegato di Zynga, la casa produttrice dei giochi FarmVille e CityVille.

Proprio Bono lo scorso anno era stato nominato il peggior investitore a causa delle pessime scelte operate dalla società d'investimento Elevation Partners, la scelta di investire in Forbes Media aveva causato ad esempio perdite di centinaia di milioni.


Fonte: Telegraph.co.uk
Scritta da: alle ore 00.00
31/01/2012 - A marzo una nuova applicazione per creare musica con The Edge!



Verrà presentata il 25 e 26 febbraio durante il Music Show di Dublino la nuova applicazione creata da Kevin Godley e sviluppata da Andy Wood, Wholeworldband, che permetterà di creare musica con altri musicisti e appassionati di musica di tutto il mondo sia in audio che video. Tra i nomi importanti che contribuiranno con performance personali già in upload, figurano The Edge, Gavin Friday, Gemma Hayes, Cathy Davey, Mik Pyro (Republic of Loose) e Liam Ó Maonlaí (Hot House Flowers).
Musicisti e appassionati di musica in tutto il mondo avranno a disposizione così una selezione di video performance, incluso il proprio, dalla libreria WholeWorldBand, per creare nuovi video, aggiungendosi o sostituendosi ad altri musicisti più o meno famosi. I brani o video così creati saranno disponibili per il download e la condivisione su Facebook e Youtube, i brani più scaricati saranno quelli che otterranno maggiori guadagni.
Dopo la dimostrazione a Dublino al Music Show l'applicazione sarà disponibile su Itunes per iPhone 4/4S e iPad2.



Fonte: Wholeworldband.com
Scritta da: alle ore 00.00
30/01/2012 - Gli U2 e la pirateria: conferenza stampa di McGuinness e smentita su dichiarazioni di Bono



Il manager degli U2 Paul McGuinness ha fatto la sua prima apparizione al MIDEM nel 2008, scatenando un dibattito globale su come i provider internet debbano svolgere un ruolo maggiormente rilevante nella battaglia contro la pirateria.

Quest’anno McGuinness e tornato a parlare nel corso di una conferenza stampa di un’ora dal titolo "Commerce of Chaos: Why Copyright still Matters Online", in cui ha discusso di Spotify, pirateria e tecnologia.

Il manager degli U2 ha espresso la propria perplessità sul ruolo che gli ISP (internet service provider) e aziende come Google rivestono nella lotta alla pirateria, affermando che a suo avviso non si impegnerebbero abbastanza e sottolineando il fatto che, sebbene ci sia qualche cambiamento, la maggior parte dei contenuti divulgati sui loro canali non vengono pagati.

Questo è, a mio avviso, assolutamente e totalmente sbagliato. Non credo che possiamo contare su politici che hanno paura di risultare impopolari.

Non ha parole lodevoli neanche nei confronti della Apple:

La loro spietatezza si applica alla qualità dei loro prodotti e al design, in modo tale che tu possa sopportarlo, ma loro non hanno inventato l'MP3, hanno solo prodotto il migliore in commercio.

Su Spotify:

Spotify è in definitiva una buona cosa. Ma al momento sono propenso a trattarla come un mezzo di promozione. Se dobbiamo scegliere dove pubblicizzare il debutto di un album, è improbabile scegliere di darla a Spotify. Preferisco affidarla ad un DJ di una grande stazione radiofonica.
Spotify non è ancora diventata popolare tra gli artisti perché gli artisti non vedono benefici finanziari nel lavorare con Spotify. Questo è in parte colpa delle etichette e in parte proprio di Spotify - non c'è sufficiente trasparenza. Non vedo alcuna ragione per cui il modello di Spotify di base non dovrebbe far parte del futuro. Essenzialmente è un modello onesto quindi è da incoraggiare. Mi piacerebbe vederlo adottato ovunque, in tutta onestà.


Sul discorso pirateria:

C'è sempre stata molta incoerenza e ipocrisia nel dibattito sulla questione.
Mi auguro che tra pochi anni saremo seduti in una stanza dicendo: "Che era tutto questo clamore? Ora otteniamo la nostra musica pagandola attraverso le nostre bollette telefoniche e ISP. Perché c'è voluto così tanto tempo per farlo?"


Fonte

Riguardo al discorso pirateria vogliamo smentire alcune voci circolate nei giorni scorsi su un possibile intervento di Bono in favore di SOPA (Stop Online Piracy Act):
SOPA è una proposta di legge presentata alla camera dei deputati statunitense nello scorso anno che permetterebbe, ai titolari di copyright statunitensi, di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti e, al Dipartimento di Giustizia e ai titolari di copyright, di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d'autore (Fonte)
La presunta dichiarazione di Bono in favore di SOPA, riportata dai media, viene presa da una lettera scritta dal cantante al New York Times nel 2010 mentre la proposta, come precedentemente scritto, è del 2011.
Scritta da: alle ore 00.00
30/01/2012 - Bloody Sunday, oggi ricorre il 40esimo anniversario



Sono passati 40 anni da quella maledetta domenica di sangue del 1972 in cui, nella città nordirlandese di Derry, vennero uccise 14 persone disarmate che partecipavano ad una manifestazione. Fu l'esercito del Regno Unito a sparare sulla folla.
Bono era solo un ragazzino all'epoca ma rimase molto colpito dall'episodio, a tal punto da scrivere una canzone, una decina di anni dopo, che parlava proprio di quella domenica di sangue. Il brano venne intitolato "Sunday Bloody Sunday" e, ad oggi, è la canzone che forse più di ogni altra rappresenta la band di Dublino.

Come disse Bono durante l'intro a Red Rocks "This song is not a rebel song, this song is Sunday Bloody Sunday"

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29/01/2012 - Wim Wenders candidato all'Oscar ringrazia gli U2



E' del 2007 l'ispirazione di Wim Wenders per un documentario sulla danza e sulla figura di Pina Bausch coreografa di fama mondiale che, a partire dagli anni Settanta, ha rivoluzionato la concezione della danza contemporanea; in particolare dopo aver indossato gli occhialini di plastica e aver visto U2 3D, uno dei primi film appunto a sfruttare la tecnologia del 3D (vi ricordiamo in proposito una news che riporta un'intervista alla regista Catherine Owens)
"Ho discusso con Pina per 20 anni su questo film..", ha spiegato Wenders. "Io proprio non sapevo come farlo. Ho avuto enormi riserve su come fare le riprese, non per la bellezza della danza, ma perché sentivo che il mio mestiere era inadeguato". Dopo essere rimasto ipnotizzato davanti alla visione del film concerto degli U2, il regista ha capito che ciò che mancava era proprio l'elemento dello spazio.
Pina è stato candidato proprio nei giorni scorsi per il Premio Oscar nella categoria 'Miglior Documentario'.
Nel film il regista guida lo spettatore in un viaggio sensuale e di grande impatto visivo, seguendo gli artisti della leggendaria compagnia Tanztheater Wuppertal sulla scena e fuori, nella città di Wuppertal, il luogo che per 35 anni è stato la casa e il cuore della creatività di Pina Bausch. La sceneggiatura è sempre opera di Wim Wenders, regista di "Palermo Shooting" e di molte altre opere di rilievo che nel corso del tempo hanno segnato la storia del cinema: "The Million Dollar Hotel", "Al di là delle nuvole" e l’indimenticabile "Il cielo sopra Berlino".



Fonte: Philly.com
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28/01/2012 - Billboard Power 100: N. 27 U2 & Paul McGuinness
The Band And The Man On A Mission...



Gli U2 ed il loro manager Paul McGuinness compaiono nella classifica Billboard Power 100.
Le cifre 736.421.586 $ (incassi lordi del 360° Tour) e 7.272.046 (numero di biglietti venduti) parlano chiaro: gli U2 hanno stabilito il record mondiale in precedenza detenuto dai Rolling Stones.

Per molti anni appassionati e professionisti della musica avevano chiamato gli Stones la più grande band del mondo. Logica vorrebbe che gli U2 possano ora prenderne lo scettro. E, a differenza di molte altre band, gli U2 hanno realizzato che la musica non è solo rilevante ma vende anche! No Line on the Horizon (2009) ha debuttato al numero 1 della Billboard 200 e ha venduto 1,2 milioni di copie.

Il fatto che Paul McGuinness sia stato l'unico manager della band la dice lunga. McGuinness ha trasformato 4 ragazzi sconosciuti di Dublino, di dubbie abilità musicali, in superstars globali, il che suggerisce che possiede competenze persuasive intangibili e sconcertanti istinti naturali. "Paul è un brillante stratega, un abile negoziatore per conto dei suoi clienti e ha una conoscenza enorme di ogni aspetto del nostro business," ha affermato Arthur Fogel, presidente di Live Nation, il quale ha aggiunto che McGuinness "si comporta con grazia e onore."

Fonte
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28/01/2012 - E' degli U2 la miglior performance al Superbowl Halftime!
U2-Halftime-Show-SuperBowl-2002

Si sta avvicinando il giorno del Superbowl, evento sportivo molto sentito in America, ed il network statunitense NBC ha pubblicato un articolo sulle migliori e le peggiori performance dei vari artisti musicali che si sono esibiti durante l'intervallo della partita di football più importante dell'anno (quest'anno toccherà a Madonna). Secondo questo articolo l'esibizione degli U2 durante il Superbowl del 2002 regna incontrastata in questa particolare classifica. Il 3 febbraio 2002 al Louisiana Superdome di New Orleans la band irlandese ha offerto uno spettacolo memorabile suonando Beautiful Day, MLK e Where The Streets Have No Name (quest'ultima canzone è stata preceduta da alcuni versi del Salmo 51 pronunciati da Bono). Fu la prima edizione del Superbowl dopo le stragi del'11 settembre.

Ecco come viene descritta la performance degli U2 nell'articolo (che trovate QUI):

Il miglior spettacolo nell'intervallo del Superbowl di sempre e che non sarà mai e poi mai eguagliato. Risucite a capire quanto fosse difficile riuscire ad offrire uno spettacolo che fosse un tributo alle vittime dell'11 settembre ed al tempo stesso non si rivelasse un'esibizione pacchiana e di cattivo gusto? Ero sbalordito. Ad oggi ancora non riesco a credere quanto sia stato bello quello show. E' stato davvero un miracolo. Mi aspettavo vigili del fuoco che ballavano sul palco ed immagini di aeroplani. Invece hanno proiettato la lista dei nomi delle vittime sullo schermo ed hanno suonato un set di canzoni memorabili culminato con Bono che ha mostrato la bandiera americana cucita all'interno della sua giacca mandando l'intero stadio in delirio. Nessuno riuscirà mai a fare meglio. Non c'è storia.

Vi ricordiamo che nello stesso stadio, il 25 settembre 2006, gli U2 si sono esibiti insieme ai Green Day per celebrare la riapertura dell'impianto sportivo a seguito dei lavori di ristrutturazione che sono stati necessari dopo i danni provocati dall'uragano Katrina che colpì in modo pesantissimo proprio New Orleans un anno prima, nell'agosto 2005. In quell'occasione i Green Day suonarono Wake Me Up When September Ends con The Edge sul palco e vennero poi raggiunti dal resto della band irlandese per eseguire insieme The Saints Are Coming, cover di un pezzo degli Skids che nella versione reinterpretata dalle due band divenne un singolo per raccogliere fondi per Music Rising.

Ecco il video dell'esibizione al Superbowl del 2002:


Ed ecco infine il video degli U2 con i Green Day del 2006:


Fonte: NBC
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27/01/2012 - "Spider-Man Turn Off The Dark" Mobile App



Dopo il grande successo avuto a Broadway, il musical di Bono e Edge diventa un'applicazione per cellulari!

Sarete in grado di ascoltare musica, caricare foto e ricevere notifiche per offerte speciali che non possono essere trovato altrove sul web. Inoltre, avrete la possibilità di guadagnare badge guardando video esclusivi, condividendo contenuti e rimanendo connessi al vostro 'web-slinging superhero' preferito.

Mobile Roadie Apps
iPhone
Android

Fonte: spidermanonbroadway.com
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27/01/2012 - Brad Pitt ringrazia Bono per l'impegno umanitario.



Anche la star di Hollywood Brad Pitt in una recente intervista all'Hollywood Reporter ha ringraziato Bono da cui ha detto di aver imparato molto per quanto riguarda l'impegno umanitario. In particolare Pitt ha dichiarato di aver cercato il leader degli U2 dopo una visita in Marocco che gli avrebbe aperto gli occhi sulle condizioni di estrema povertà di molte zone dell'Africa. Da qui la decisione di "scendere dal divano" e unirsi a Bono nel portare avanti diverse cause umanitarie.
Brad Pitt è tra l'altro cofondatore della Make It Right Foundation dal 2007, fondazione che ha l'obbiettivo di aiutare le persone colpite da violenti uragani.
Vi ricordiamo infine l'ultimo spot girato per i dieci anni della Global Fund che ha visto Bono ancora una volta protagonista a sostegno della lotta all'AIDS, alla malaria e alla tubercolosi.



Join ONE, Join (RED)

Fonte
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24/01/2012 - Offerte Amazon: il cofanetto dei primi tre album rimasterizzati!
Se ancora non avete nella vostra collezione privata questi tre album rimasterizzati questa è l'occasione giusta.
Amazon.it propone a prezzo scontato i primi tre album: Boy, October e War, tutti e tre Remastered in formato cofanetto ad edizione limitata!!!
Quando uscirono i remastered qualche anno fa il prezzo di tutti e tre insieme si aggirava intorno ai 70-80 euro!

Ecco il link per acquistarli su Amazon.it!


U2 Remastered 1977-1984 [Coll] [Ltd] [Rmst] [Edizione: Germania]




Vi ricordiamo che i contenuti dei tre album sono i seguenti (per ognuno la versione DELUXE e non standard):
http://www.u2place.com/pages/speciali/remastered/boyremastered.asp
http://www.u2place.com/pages/speciali/remastered/octoberremastered.asp
http://www.u2place.com/pages/speciali/remastered/warremastered.asp
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23/01/2012 - Gli U2 a Bologna, The Unforgettable Night 1985: il racconto di Renato
Da alcuni anni, sul nostro forum, è presente una sezione chiamata "U2 Live Experience" che permette a chiunque di raccontare la propria esperienza live con la band. In particolar modo i racconti di chi ha vissuto i primi anni e i primi concerti degli U2 sono interessantissimi perchè permettono, a chi non c'era o non era ancora nato (e anche chi invece era presente) di rivivere momenti così lontani ma allo stesso tempo così intensi e indimenticabili. Ecco perchè abbiamo deciso di pubblicare questo racconto del nostro caro amico Renatowire, perchè si tratta di uno degli show più famosi e indimenticabili della band, oltre che uno dei primi in Italia degli U2.


Il biglietto di Bologna 1985
Il biglietto di Bologna 1985 © Roberto Grassilli



Ecco il racconto di Renatowire su Bologna 1985! Buona lettura!

Non è facile scavare così a fondo nei ricordi, purtroppo molte cose sono svanite ed altre si sono affievolite, ma grazie ad alcuni oggetti come i biglietti, i tour programme e le registrazioni dei vari concerti come per magia la memoria ritorna e la flebile fiammella si riaccende e inizia ad ardere e diventa un fuoco indimenticabile.

Ho avuto la fortuna di poter assistere al concerto di Bologna 06.02.1985 (il mio primo concerto in assoluto) quindi potete immaginare le emozioni, nel febbraio del 1985 avevo 15 anni andai a Bologna assieme a mio fratello maggiore ed i suoi amici coetanei, ricordo bene che a casa avevamo alcune cassettine con le registrazioni di War, Under a Blood Red Sky e quella originale di The Unforgettable Fire, durante tutto il periodo invernale c’era solo una playlist nello stereo a cassetta U2 e sempre U2... avevamo spodestato i Police ed i Dire Straits.

Il giorno del concerto mi sentivo eccitato per la mia prima volta ma anche molto spaventato, all’esterno del Teatro Tenda ricordo che c’erano molte persone senza biglietto, giravano molte canne e altro, il pubblico non era sicuramente quello dei giorni nostri... i giovani ventenni venivano da anni difficili segnati da scontri sociali ed emarginazione.
Niente può cancellare il ricordo di un pullman nel piazzale del Teatro Tenda con uno striscione U2 FOREVER, quei ragazzi avevano fatto un lungo viaggio credo provenissero da Potenza e Avellino.

Una volta all’interno del Teatro Tenda la paura lasciò spazio alle emozioni non quelle dei Belfagor, non lasciarono un segno particolare in me ma anche nel resto del pubblico, inizia 4th of July luci basse ecco inizia il concerto entrano gli U2: "Buonasera..." e poi Eleven O’ Clock Tick Tock, I Will Follow il ritmo si fa veloce tutto il pubblico salta e balla ma sopratutto canta, dopo solo due canzoni le barriere tra il gruppo e il pubblico sono state abbattute, inizia Seconds cantata in coppia da Bono e The Edge, si abbassano le luci Edge prende posto alle tastiere inizia Mlk il pubblico si calma Bono riappare al centro del palco illuminato da una debole luce bianca nell’assoluto silenzio Bono canta Mlk... e sembra una preghiera, poi di colpo ecco Bono introdurre il prossimo pezzo “Benvenuti Benvenuti nell’indimenticabile fuoco... The Unforgettable Fire”.
Un boato, i cori continuano e poi ancora Bono “Se sapessi parlare Italiano vi direi che vi amo”... this is the song... Wire la chitarra di The Edge frenetica ci travolge, poi di una vera e propria apocalisse Sunday Bloody Sunday.
All’interno del Teatro Tenda fa molto caldo dal soffitto la condensa formatasi ricade a sul pubblico e su gruppo, ancora buio inizia Cry seguita da The Electric co. Bono ci mostra un asciugamano bianco in segno di pace lo appoggia sull’asta del microfono, il concerto a questo punto è un fiume in piena io continuo a saltare e mi sembra di non toccare più terra senza indugi ecco ancora Bono ”La vostra casa adesso è la mia casa”
A Sort of Homecoming, dopo Bono inizia un lungo discorso sulle note di Bad: racconta di un incontro avuto ad Hamburg la settimana precedente con alcune ragazze che si prostituiscono Bono si avvicina ad una di loro e chiede quanto ti senti di valere per questa notte lei risponde 50 marchi tedeschi lui risponde ne vali di più allora lei dice 60 marchi tedeschi lui dice tu vali molto di più di 60 marchi tedeschi allora lei dice 100 marchi tedeschi e Bono dice BAD.
Bad è sicuramente il punto più alto del concerto inizia in punta di piedi e poi ti travolge, Bono si siede su una spia e fissa il pubblico negli occhi, come se colloquiasse con loro, poi all’improvviso fa salire sul palco una bambina accennando qualche passo di valzer congedandola con un inchino ed un perfetto baciamano.
Ecco ancora il buio avvolge il palco e The Edge si risiede alle tastiere: inizia October che sfocia in New Year’day: il finimondo salti, spintoni la voce di Bono si distinguae a fatica il pubblico continua a cantare come alla prima canzone, Edge è strepitoso tra piano e chitarra lascia tutti a bocca aperta, ale ohooo ale ohooo il pubblico mostra il suo gradimento ed ecco Pride: vorrei che questo concerto non finisse mai sto vivendo un’esperienza fantastica, Larry picchia la sua batteria ed ecco partire Gloria sono stremato ma continuo a saltare e Bono presenta il gruppo Adam Clayton, The Edge e Larry Mullen Jr.
Il ritmo si calma sulle note di Party Girl, ma riprende immediatamente con Two hearts beat as one a metà canzone Bono chiude gli occhi quasi in segno di resa si aggrappa all’asta del microfono smettendo di cantare per qualche secondo in tal preciso istante che da sotto il palco si è levato un coro che intonava il riff del pezzo allora Bono ha ripreso a cantare portando a termine anche il penultimo brano di un grande concerto, Bono introduce 40, Adam e The Edge si scambiano gli strumenti sul palco e quasi buio inizia Bono visibilmente stanco canta quest’ultima canzone improvvisando all’interno anche alcuni snippet Do they know it’s Christmas Time, a luci spente e brano finito il pubblico intona il coro How long we sing this song che prosegue anche durante l’uscita dal teatro tenda.

In quella fredda sera del febbraio 1985 sono stato battezzato dal fuoco indimenticabile, sono rientrato a casa dopo una notte trascorsa in stazione con molti altri fan stanchi ma felici di aver assistito al primo tour degli U2 in Italia... come ha dichiarato Bono sia a Milano che a Bologna “La prima ma non l’ultima volta”

renatowire

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22/01/2012 - La Top100 dei dischi più rari e introvabili degli U2!
Dopo anni di attesa ecco pronta la più completa raccolta per gli amanti del collezionismo sugli U2, la famosa Top 100 dei dischi più rari e preziosi (e costosi) degli U2!
Il progetto Top100 è andato avanti fin dai primi anni di U2place, portato avanti da Stefano (Las) con l'aiuto di mostri sacri del collezionismo italiano e straniero.
Finalmente oggi siamo riusciti a quasi 10 anni di distanza a fornire l'unica guida dettagliata e completa riguardo al mondo del collezionismo U2 per i 130 pezzi più rari degli U2.

Come avrete modo di vedere non si tratta solo di dischi in vinile ma anche di CD, Box, Promo, etc.
Questa guida e classifica è stata stilata nuovamente nell'ultimo anno con l'aiuto di Fabio e Alessandro e sarà in continuo aggiornamento per quanto riguarda le foto e le informazioni di dettaglio e ovviamente è soggetta a interpretazioni e variazioni di prezzo (ad esempio tra un anno alcune posizioni potrebbero essere cambiate o esserci nuove new entry).

Uno degli scopi principali di questa guida, che vorremmo estendere a tutti gli altri siti internazionali, è di riportare ordine nel mercato del collezionismo U2, indicando sia ai venditori, ma soprattutto agli acquirenti, per quali pezzi vale la pena fare follie, e per quali no; augurandoci che ritorni ragionevolezza ed onestà, e che si imponga, grazie a queste linee guida, una sorta di codice di autoregolamnetazione, che impedisca a chiunque di aumentare eccessivamente ed immoralmente i prezzi che negli ultimi anni sono aumentati vertiginosamente.

Vi invitiamo, anche per chi non è appassionato di collezionismo così estremo, a guardare questa nuova sezione e a scoprire cose che mai avreste pensato potessero esistere!
Un grazie sparso va a: Stefano Las, Enzo, Mojopin, Fabio, Alessandro, tutto lo staff di U2place e chiunque abbia contribuito con foto e descrizioni!

La top100 dei dischi U2: solo su U2place.com!

www.u2place.net/collezionismo



Ecco il disco più raro attualmente sul mercato (All I Want Is You Green Vinyl)

Scritta da: alle ore 00.00
20/01/2012 - U22: la tracklist definitiva di U2.com!
Dopo decine di migliaia di voti, gli utenti di U2.com hanno deciso quali saranno le tracce che comporranno la tracklist di'U22'.
I fans sono stati chiamati a scegliere i 22 migliori brani live tra i 46 proposti dalla band durante le date del 360 tour, creando così un'ipotetica setlist virtuale.

Adam Clayton ha così commentato la scelta dei fans degli U2: 'Questo sarà un CD veramente speciale. Non mi aspettavo alcuni di questi brani, è una raccolta davvero fresca che rende l'ascolto molto interessante.'

Ecco i 22 brani scelti:

1. Bad
2. Where The Streets Have No Name
3. Magnificent
4. One
5. Ultraviolet
6. Even Better than The Real Thing
7. With or Without You
8. Beautiful Day
9. City of Blinding Lights
10. The Unforgettable Fire
11. I Still Haven't Found What I'm Looking For
12. All I Want is You/Love Rescue Me
13. Moment of Surrender
14. Until The End of the World
15. The Fly
16. One Tree Hill
17. Stay (Faraway, So Close)
18. Walk On
19. Zooropa
20. Elevation
21. Out of Control
22. Mysterious Ways

Ricordiamo che il cd composto dalle 22 tracce sarà inviato agli iscritti (a pagamento) di u2.com assieme ad un tour book di 24 pagine

Fonte: U2.com

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20/01/2012 - Me & U2: the book. A life story as a U2 fans for 25 years. Their music, my life




If you attended some of the U2 gigs during the 360° Tour in the last three years you might have noticed among the people in the queue a quite peculiar man with thick red hair and a bunch of books with a red cover in his arms. If you have sharpened the view you also have discovered that the title on the books’ cover was “Me & U2”. This indeed is the book that Cathal, the red haired guy, has decided to write back in 2009. It is a book of memories, all connected to U2 and their music, and to the fact of being a fan for over 25 years. Cathal has also decided he would sell the book to other fans at gigs in order to finance his own tour.
It was indeed touring myself that I had the chance to meet him and get fascinated by the adventure he was living. Therefore I thought it could be interesting also for other fans like me to get to know at least a bit of his story.
Read this interview, and if it works up your appetite you can buy Cathal’s books (the second one is a collection of stories/reviews of the concerts he has attended in the 360° Tour) on his own site or via amazon kindle e-book:

Me And U2

Have also a look at his facebook’s pages:
https://www.facebook.com/pages/Me-U2/104697002910046
https://www.facebook.com/meandu2documentary

Have a good reading
Eleonora

1) How did you get the idea for the book in the first place?

Whilst travelling through Indonesia in 2008 I had an idea to write a travel book about following the next U2 tour. Initially I thought the book could also include some old stories from earlier in my life about being a U2 fan for 25 years. On a cold, damp Saturday evening In January 2009 I went out for a run in my local park. Whilst running, it hit me: I could write a memoirs book solely about being a U2 fan. I could take it with me to sell during the tour, hopefully to make it a self-funding trip. I began writing that night, and within a frantic three months had more or less finished the book.

2) How did you come up with the idea to give it to the first fan in the queue at each gig on the 360°?

That was a spontaneous idea I had whilst walking along the GA queue before the very first show in Barcelona. I’d had an idea to have a word printed on a piece of paper for a photo in each city which would build up over time into one of Bono’s lyrics, modified to reflect ‘Me & U2’. (I called this series of photos ‘Words @ Gigs’.) Whilst walking along the queue, I thought I could get the photo with the people at the front. I decided I was going to the first concert in Barcelona only as a U2 fan, and not to sell any books. But I brought ten books to give away. I then decided to give free books to the group of three fans at the front of the queue. And then the tradition was started!

3) What has this experience mostly left you? What have you “brought” back home?

Gosh, that’s a huge question!

Personally, I took a huge step out of my old comfort zone to do this project. Putting myself into any kind of public exposure (even though it's actually very small) was a massive step for me. I also did two live radio interviews and one live TV interview which, again, were major challenges for me. I was worried about putting my photo onto my blog away back in July 2009! So I've certainly grown in confidence in one respect.

One challenge I failed with was trying to approach people directly to see if they would like to buy a book. I found it very difficult to do 'cold selling'. But strangely, the very few times I tried it, it worked. But even success couldn't break down the inhibitions.

Socially, I’ve met hundreds of U2 fans around the world, and become good friends with perhaps twenty or so. I’ve discovered that there are supportive, positive and generous people all over the world. I’ve a huge reservoir of beautiful memories built up which I can plunge into nostalgically. Oh, and financially, I’ve brought a big credit card debt back home.

4) Best audience?

The noisiest was in Mexico City. 100,000 people manically screaming their heads off for two hours is something to hear. The most physical crowd was in Buenos Aires, where the entire field was in a wild tumult for the whole show. It was incredible to see everyone on the field waving, bouncing, pushing, and swaying.

5) Worse audience?

Some of the crowds in America were unresponsive, and relatively quiet and reserved. Salt Lake City was like this, but it was a very cold night. I remember being frustrated by the crowd in the pit in Brisbane when many people used Bad as their song to go to the toilet! The crowd in Gothenburg were quite reserved too.

6) Which are the main differences you have found between the European audience and the rest of the world one?

The European audiences are mostly excellent: loud and enthusiastic. But there are differences within Europe too, and even within a country. I think it’s easier to distinguish between native English speaking audiences and non-English speaking audiences. English-speaking audiences in America, Australia, England were much more reserved than elsewhere.

7) Peculiarities and attitudes you have noticed in the different queues?

Yeah the cultures are very different around the world. Fans in Argentina, Brazil and Mexico were happy to queue for many, many days – five, six, seven (or more!) days were common. However Argentina and Brazil used a group system where the groups were numbered and fans were allowed to leave the queue provided at least one person from their group was always present.

European queues were always for individual. In Moscow, the queue system broke down very dramatically with hundreds and hundreds of police and soldiers all confused as to what was going on. In Helsinki, by comparison, one steward with a megaphone managed to organize a very efficient queue. Apparently fans in Gothenburg had to walk into the stadium in a line with their hands on the shoulders of the person in front!

All the stadiums in America banned queuing overnight, so fans went to the stadium a day or two before the show, got a number from the line leader, and then left. They returned for a ‘roll call’ at 6am on the morning of the concert, before the official queue started. This caused a few problems along the road. One of U2’s security team got involved in organizing the queue with the fans from the Baltimore concert onwards.

In New Zealand, there were nine people in the queue before the second concert when I got there at 10am! And by 2pm there were only about 80 people in the queue! In Brisbane, the stadium provided free water, sun cream, and covered gazebos for shade.

8) Best show? Why?

Oooh, it’s far too difficult to choose just one! Here’s a short list:

Dublin 2 – cos it was my first time on the field and I was near the outer rail
Chorzow – cos the communion between the band the Polish audience was profound
Boston 2 – cos it was my first time in the pit, right in the middle
Turin – cos it was Bono’s first show after his injury on a very emotional night
Auckland 2 – cos I was centre on the front rail
Buenos Aires 2 – cos the crowd were so wild
Mexico City 2 – cos the crowd were so loud

If I had to choose just one … just one … then … er … maybe Chorzow … or Mexico City

9) Worst show? Why?

The shows with more reserved crowds were the ones I enjoyed the least, like Gothenburg, Salt Lake City. Helsinki 1 there were a few technical issues and the band had an off night. Anaheim 1 was the seventh show in a row with an identical setlist which was frustrating.

10) What do you remember about the Rome show?

I didn’t get in! So I missed the biggest flash mob you guys organised! I was outside the stadium during the show. There were hundreds of Italian fans trying to get in. There were a few stampedes towards the gates if one opened and the fans thought they could all run in. Miss Sarajevo was fab because the fans outside were still cheering and banging on the fence after Bono sang the opera part.

11) Most touching moment in the tour?

Again, there are many. One Tree Hill in Auckland was very moving, as it was the day after many miners died in a mining disaster, which caused much sorrow and grief nationwide. I almost cried during Bono’s prance around the outer stage during Stingray Guitar in Turin. I had deep, delicious chills and goosebumps when I was in the pit at Sydney 1 and they played Bad. But the most touching moment was New Year’s Day in Chorzow when the fans turned the stadium into the Polish flag.

12) What do you think of the 360° tour as a whole?

The scale of both the tour and the stage were testaments to Bono’s crazy imagination and colossal ambition. Apparently he had the idea for the Claw and tried to demonstrate to others over dinner using forks! Two years later there it is. And there are three of them. And they managed to get NASA and the International Space Station involved. As with all U2 stadium tours, there was a lot of flash new technology developed. And they grossed over $700 million. And raised millions for charity through the Red Zones. And got thousands of people to sign up to the One campaign. I hope Bono was satisfied with all this!

Musically, the tour had lots of variety from start to end, although there were some stale series of setlists as U2 played it safe once they were happy they had a mind-blowing show for people who would go to just one show.

It’s a shame the tour didn’t go to Asia – or even play on the Asian side of Istanbul. But I’m also glad they didn’t because I couldn’t afford to go!

13) In your opinion, there was something missing in this last tour in comparison to the previous ones?

I hadn’t travelled abroad to see U2 play outside the UK or Ireland before the 360 tour, so this tour had more for me compared to previous tours!

Strangely, I think U2 were a little nervous about their own material after 2009 when No Line On The Horizon didn’t seem to being doing well. I think they played it safe with their setlists, trying to play too many of the greatest hits every night. The best performances of songs were usually the freshest ones e.g. the No Line On The Horizon songs, or Zooropa at Sao Paulo, or The Fly at Anaheim 2.

14) How do you like the Claw?

I absolutely loved it. What a mad vision Bono had there, and how wonderfully it was realised. I think we all had the same reaction when we first saw it – shocked.

15) Have you ever counted the money you have spent over these three years touring after the band?

I haven’t yet. I plan to, but I’m afraid to work it out. I suspect it cost around £30,000 in total, but that’s just a guess. I think I spent around £12,000 on flights, but that’s also a guess. (And no, I couldn’t afford it. I should have stopped after the Australia leg of the tour but stubbornness and stupidity and credit cards kept me going.)

16) What do you think about the Italian fans (be honest)?

I love the Italian expressiveness, how they show and share their emotions so openly. Great, passionate concerts need great , passionate crowds, and Italians have no reserve about screaming their appreciation. And they are far and away the best in the world at organising displays!

On the other hand, the shameless, desperate and anarchic attempts of the fans outside the Stadio Olimpico in Rome to try to charge illegally into the stadium were quite shocking.

Milan has very special memories for me cos I sold my first copies of ‘Me & U2’ there, after failing dismally in Nice. Two really cool guys, both called Lili, approached me and bought a copy each. Many other fans stopped to have a look and ask me what I was selling but didn’t buy as they couldn’t read English (“Me y oo due? Ah, il libro!”). The Italian fans who passed me were very outgoing, much more so than fans in other countries, who usually walked past me and gave me strange looks.

17) Where have you mostly bought the tickets? Any scalpers? Any difficult situation in particular?

I bought most of them online in the general public sale. I usually bought two of the cheapest tickets (the £30 / $30 / €30 tickets), and then took the couchsurf host I stayed with to the gig. So I got accommodation and saw the gig for €60!.

I got some good deals off eBay. If someone was trying to auction a ticket for above face value, then I was happy to pay below face value. I paid £2 for a ticket for Amsterdam 2. I also got a €80 ticket in Gothenburg for €10.

I was given many free tickets, I think it was around 10 free GA tickets and two free Red Zone tickets, from very generous fans. (So I then gave my other €30 ticket to my couchsurf host.)

And I was given a ticket to Sao Paulo 2 (when U2 first played Zooropa and Out Of Control), by a local radio station about ten minutes before the gig. I’d have been gutted if I had missed that show!

I sneaked into Horsens 1 for the last two songs. And I sneaked into Brisbane 1 for the entire show.

My friend Kevin won me a ticket to Glastonbury three weeks before the festival.

18) Ever get bored?

Surprisingly little. I got bored of certain songs (Sunday Bloody Sunday, Elevation, I Will Follow) but each concert was always interesting, even if some of the buzz had gone. Being in a new city, a new city and meeting new people managed to keep the tour fresh, even when the setlists were stale.

I watched many shows ‘on my own’ and it was always more fun to go in with a friend. And the three hours between the GA crowd entering the stadium and going in myself could be a bit lonely compared to the fun with hanging out with my GA buddies in the line.

And I got frustrated by the eternal delays getting out of the stadium and then back to my accommodation after the shows. It could take hours in some cities.

19) Milan, Turin and Rome gigs: which were the main differences in your opinion?

(I’m writing this whilst watching the Milan football derby on TV! Oh, how I’d love to be there!)

I only saw the show in Turin. I had to leave Milan before the concert started because I had to fly back to London for work the following morning, so I missed the crowd display there too unfortunately. And I didn’t get a ticket to Rome. Two shows I would dearly love to have seen – and I would have traded many other shows to have been there, especially because the Live In Milan DVD from the Vertigo tour is so dazzlingly spectacular.

20) How about the documentary? how did you get the Idea?

My friend Roland (the producer) had the idea and loaned me his Flip video camera to take with me during the 2011 tour legs. I shot lots and lots of footage everywhere I went, and he took the all and tried to extract something usable. I hope it’s interesting for other fans to watch, but I’m always worried because I talk very quickly with a strong Irish accent so maybe we’ll have to provide subtitles!

Scritta da: alle ore 00.00
20/01/2012 - Me & U2: il libro. La storia della vita di un fan degli U2. La loro musica, la sua vita!



Chi di voi ha assistito a qualche data del 360° Tour negli ultimi tre anni, avrà spesso notato, aggirarsi tra le persone in coda un personaggio alquanto peculiare, dalla folta chioma rossa che portava sotto braccio una pila di libri dalla copertina rossa e nera. Se avete aguzzato la vista avete anche scoperto che sulla copertina del libro era scritto “Me & U2”. Questo è, infatti, il libro che Cathal, l’uomo dai capelli rossi, ha deciso di scrivere un libro di ricordi legati agli U2 e alla loro musica nell’arco dei venticinque anni in cui è stato loro fan, e di vendere il libro ad altri fan per finanziarsi il tour. Proprio durante il tour, chi vi scrive ha avuto la possibilità di conoscere Cathal e di rimanere affascinata dall’avventura che questo ragazzo ha intrapreso. Per questo ho pensato potesse interessare anche ad altri fan come me conoscere la sua storia.
Se dopo aver letto quest’intervista concessa in esclusiva solo per U2place, vi sarà venuta voglia di acquistare i libri di Cathal (il secondo libro è una raccolta di racconti/recensioni dei vari concerti visti durante il 360° tour) potete farlo attraverso il suo sito oppure tramite il nostro link Amazon in formato eBook Kindle:

Me And U2

Potete anche visitare le sue pagine Facebook:

https://www.facebook.com/pages/Me-U2/104697002910046
https://www.facebook.com/meandu2documentary

Buona lettura
Eleonora



1) Innanzitutto, come ti è venuta l’idea del libro?

Stavo viaggiando in Indonesia nel 2008 e mi venne l’idea di scrivere un libro seguendo il successivo tour degli U2. Inizialmente pensai che il libro avrebbe potuto contenere alcuni racconti relativi agli anni precedenti della mia vita e all’essere stato fan degli U2 per oltre 25 anni. Una sera fredda e umida di gennaio 2009 uscii per una corsa nel parco il vicino a casa. Mentre correvo, ebbi un’illuminazione: avrei potuto scrivere un libro di memorie legate totalmente al fatto di essere un fan degli U2. Avrei potuto portarlo con me e venderlo durante il tour con la speranza così di finanziarmi il viaggio. Comincia a scrivere quella sera stessa e nell’arco di tre frenetici mesi avevo quasi finito il libro.


2) e l’idea di regalare il libro ad ogni primo fan in coda ai diversi show del 360°, come ti è venuta invece?

Quella è stata un’idea nata spontaneamente mentre camminavo lungo la fila per l’entrata al prato prima dello concerto inaugurale di Barcellona. Avevo avuto l’idea di stampare una parola su pezzi di carta differenti da inserire in una foto da scattare in ogni città; questo a lungo andare avrebbe composto il testo di una canzone di Bono modificato in modo da ricondurre il pensiero a‘Me & U2’ (chiamai la serie di foto ‘Words @ Gigs’ (parole ai concerti)). Mentre camminavo lungo la fila, pensai che avrei potuto fare una foto insieme alle persone che erano in testa. Decisi che sarei andato al primo concerto di Barcellona in veste di semplice fan e non per vendere il libro. Tuttavia portai con me dieci copie da regalare. Decisi poi di regalare il libro a un gruppo di tre persone che stava in testa alla fila. Da lì ebbe inizio la tradizione!

3) cosa ti ha lasciato questa esperienza? Cosa ti sei “portato a casa”?

accidenti, questo è un domandone!

Personalmente per realizzare questo progetto ho compiuto un passo enorme uscendo dalla sicurezza delle mie vecchie abitudini. Mi sono esposto pubblicamente (anche se effettivamente poi non così tanto) e per me è stato un grandissimo sforzo. Ho anche rilasciato due interviste in diretta alla radio e una alla televisione, che ripeto, per me ha costituito un’enorme sfida. Nel 2009 mi preoccupava persino pubblicare la mia foto sul mio blog, per cui posso affermare di avere accresciuto la sicurezza in me stesso.

Ho fallito tuttavia nell’approcciare direttamente le persone per capire se potessero avere interesse nell’acquistare il libro. È stato per me difficilissimo vendere “a domicilio”. Tuttavia stranamente, le poche volte che ci ho provato ha funzionato. Neppure il successo però è riuscito ad abbattere le mie inibizioni.

Dal punto di vista della socializzazione ho incontrato centinaia di fan degli U2 in giro per il mondo e con una ventina circa di loro siamo diventati buoni amici. Ho scoperto che esistono persone solidali, positive e generose in ogni angolo del mondo. Ho costruito una splendida raccolta di ricordi nella quale tuffarmi con nostalgia. Ah dimenticavo, finanziariamente mi sono portato a casa un grosso debito con la società che gestisce la mia carta di credito.

4) quale è stato il pubblico più caldo?

Il più rumoroso a Città del Messico. 100.000 persone che urlano in modo maniacale per due ore è qualcosa che va sperimentato. La folla più “fisica” a Buenos Aires invece, dove il prato è stato investito da un tumulto selvaggio per l’intero concerto. È stato incredibile vedere tutti i fan presenti nel prato ondeggiare, rimbalzare, spingere e dondolare.

5) e il pubblico più freddo?

Il pubblico presente ad alcune date americane era indifferente e relativamente tranquillo e riservato. Salt Lake Salt era così ma era anche una serata molto fredda. Ricordo un senso di frustrazione a Brisbane, dove la folla nel pit usava “Bad” come canzone di accompagnamento verso il bagno. Anche il pubblico di Göteborg era piuttosto riservato.

6) quali sono le differenze maggiori riscontrate tra il pubblico in Europa e nel resto del mondo?

In linea di massima il pubblico europeo è tutto eccellente: rumoroso ed entusiasta. Tuttavia vi sono differenze anche all’interno dell’Europa, talvolta persino in uno stesso paese. Credo sia più semplice distinguere tra pubblico di madrelingua inglese e non. Il pubblico madrelingua inglese in America, Australia ed Inghilterra era molto più introverso che in qualsiasi altro luogo.

7) particolarità e atteggiamenti notati nelle diverse file?

Decisamente, le culture sono molto diverse in tutto il mondo. I fan in Argentina, Brasile e Messico erano felici di stare in coda per tanti e tanti giorni. Cinque, sei, sette (o anche di più) giorni erano normali. Tuttavia gli argentini e i brasiliani usavano un sistema a gruppi, dove ogni gruppo riceveva un numero e ai fan era permesso lasciare la coda a patto che almeno un componente del gruppo fosse sempre presente.

Le code europee erano sempre individuali. A Mosca la coda è stata letteralmente sfondata con centinaia e centinaia tra poliziotti e soldati confusi perchè non capivano cosa stesse succedendo. A Helsinki, in compenso uno steward con un megafono è stato sufficiente per organizzare una fila molto efficiente. A Göteborg apparentemente in fan sono dovuti entrare nello stadio camminando in fila tenendo ognuno la propria mano sulla spalla della persona che li precedeva nella fila.

In America tutti gli stadi hanno vietato le code durante la notte, così i fan andavano allo stadio uno o due giorni prima del concerto, ricevevano un numero dal “capo della fila” e poi se ne andavano. Tornavano poi per l’appello alle 6 del mattino il giorno dello show, prima che la coda ufficiale potesse iniziare a formarsi. Questo ha causato un po’ di problemi strada facendo. A partire dal concerto di Baltimora una delle squadre di sicurezza degli U2 è sempre stata coinvolta nell’organizzazione della fila insieme ai fan.

In Nuova Zelanda per il secondo concerto, c’erano nove persone in coda quando sono arrivato lì alle 10.00 del mattino. Alle 14.00 le persone in coda erano ancora solo ottanta. A Brisbane lo stadio ha fornito acqua, protezione solare e gazebo per l’ombra.

8) il concerto migliore? perchè?

Oooh, è troppo difficile sceglierne uno solo! Ti faccio una breve lista:

Dublino 2 – perché è stato il mio primo concerto dal prato ed ero vicino alla passerella esterna.
Chorzow – perché lil feeling tra il pubblico polacco e la band era profonda.
Boston 2 – perché è stata la mia prima volta nel pit, proprio al centro.
Torino – perché è stato il primo show dopo l’infortunio di Bono in una serata molto emozionante.
Auckland 2 – perché ero in centro, in prima fila.
Buenos Aires 2 – perché il pubblico era in delirio.
Mexico City 2 – perché il pubblico era chiassosissimo.

Se dovessi sceglierne uno solo…uno solo….allora… bè….forse Chorzow … 0 Mexico City

9) il concerto peggiore? perchè?

Gli show con i fan più chiusi sono quelli dove mi sono divertito meno, come Göteborg, Salt Lake City. Durante Helsinki 1 ci sono stati alcuni problemi di carattere tecnico e la band non era in serata. Anaheim 1 è stato il settimo concerto consecutivo con una scaletta identica, il che è stato frustrante.

10) cosa ricordi dello show di Roma?

Non sono riuscito a entrare! Così mi sono perso il flash mob gigante che voi ragazzi avete organizzato! Sono rimasto fuori dallo stadio durante il concerto. C’erano centinaia di fan italiani che cercavano di entrare. Ci sono state alcune fughe selvagge attraverso i cancelli perché appena se ne apriva uno tutte le persone presenti pensavano di poter entrare. Miss Sarajevo è stata favolosa perché i fan rimasti fuori non smettevano di applaudire e fare rumore contro la recinzione dopo che Bono ha cantato la parte di lirica.

11) il momento più toccante?

Ancora una volta, ve ne sono molti. One Tree Hill ad Auckland è stata molto commovente perché era il giorno successivo alla morte di molti minatori nel disastro della miniera (miniera di Pike River, NZ – 25/11/2010 ndr) che ha causato moltissimo dolore e afflizione in tutto il paese. Ho quasi pianto mentre Bono balzava lungo la passerella esterna a Torino. Ho provato profondi, deliziosi brividi e pelle d’oca nel pit a Sydney 1 quando hanno suonato Bad. Tuttavia il momento più toccante in assoluto è stato durante New Year’s Day a Chorzow quando i fan hanno trasformato lo stadio in una bandiera polacca.

12) Giudizio generale sul 360° tour?

Le dimensioni sia del tour sia del palco erano testamento della folle immaginazione e della colossale ambizione di Bono. Apparentemente ebbe l’idea del Claw e tentò di darne dimostrazione durante una cena ai suoi commensali utilizzando usando le forchette. Due anni dopo eccolo lì. E ce ne sono tre. Sono anche riusciti a coinvolgere la NASA e la Stazione Spaziale Internazionale. Come per tutti i tour outdoor degli U2 sono state sviluppate diverse nuove tecnologie. Hanno incassato più di 700 milioni di dollari. E raccolto milioni in beneficienza grazie alla Red Zone oltre ad ottenere che migliaia di persone si iscrivessero alla One Campaign. Spero Bono sia soddisfatto di tutto questo.

Musicalmente è stato molto vario, dall’inizio alla fine, anche se vi sono stati episodi di scalette ripetute consecutivamente dovute al fatto che una volta che i quattro si sentono sicuri su un pezzo danno vita a spettacoli strabilianti per persone che hanno in programma di assistere ad un solo show.


È un peccato che il tour non abbia toccato l’Asia – o anche che non sia arrivato sul lato medio-orientale di Istanbul. D’altro canto ne sono anche felice perché non me lo sarei potuto permettere.


È un peccato che il tour non abbia toccato l’Asia – o anche che non sia arrivato sul lato medio-orientale di Istanbul. D’altro canto ne sono anche felice perché non me lo avrei potuto permettere.

13) a tuo parere, mancava qualcosa a questo tour rispetto a quelli precedenti?

Non ho viaggiato all’estero per vedere gli U2 suonare al di fuori di U.K. e Irlanda nei tour precedenti al 360°, così, per me, questo tour è migliore degli altri.

Stranamente penso che gli U2 fossero un po’ nervosi riguardo al loro materiale dopo il 2009 quando No Line On The Horizon sembrò non vendere come sperato. Così si sono giocati carte sicure nelle scalette suonando troppi dei loro maggiori successi ogni sera. Le performance migliori sono state in genere quelle più “fresche” come ad esempio le canzoni da No Line On The Horizon, o Zooropa a San Paolo, o The Fly ad Anaheim 2.

14) ti piace il Claw?

Lo amo. Che visione folle ha avuto Bono, e com’è stato realizzato magnificamente. Penso tutti noi abbiamo avuto la stessa reazione nel vederlo la prima volta – letteralmente scioccati.

15) hai mai calcolato i soldi spesi nell’arco di questi tre anni di tour seguendo della band?

Ancora no. Ho in mente di farlo ma ho paura. Ho il sospetto il tutto mi sia costato circa £30,000 ma è una stima. Credo di avere speso circa £12,000 per i voli, ma anche questa è una stima (e no, non potevo permettermelo. Mi sarei dovuto fermare dopo la leg australiana ma testardaggine e stupidità, e le carte di credito mi hanno fatto andare avanti).

16) cosa ne pensi dei fan italiani (sii onesto)?

Adoro l’espressività italiana, il modo in cui mostrano e condividono le proprie emozioni così apertamente. Grandi concerti appassionanti richiedono un grande pubblico appassionato, e gli italiani non hanno riserve nel mostrare urlando il proprio apprezzamento. Inoltre sono i migliori al mondo nell’organizzazione di coreografie!

D’altro canto i tentativi disperati e senza vergogna dei fan di Roma che cercavano anarchicamente di accedere in maniera illegale allo stadio, sono stati piuttosto scioccanti.

Di Milano ho un ricordo speciale perché lì ho venduto le prime copie del mio libro ‘Me & U2’, dopo essere caduto miseramente a Nizza. Due ragazze fighissime che si chiamavano entrambe Lili, si sono avvicinate ed hanno comprato due copie del libro. Molti altri fan si sono fermati per dare un’occhiata e chiedermi che cosa stessi vendendo ma non lo comprarono perché non erano in grado di leggere in inglese (“Me y oo due? Ah, il libro!”). I fan italiani che mi passavano davanti erano molto socievoli, molto più che quelli di altri paesi, che solitamente mi passavano davanti guardandomi strano.

17) dove compravi generalmente i biglietti per i concerti? Qualche bagarino? Qualche situazione particolarmente difficile?

La maggior parte dei biglietti l’ho acquistata online durante le vendite pubbliche. Solitamente compravo due biglietti tra i più economici (i biglietti da £30 / $30 / €30), e poi trovavo qualcuno che mi mettesse a disposizione il proprio divano (coachsurfing ndr.) ed io lo portavo con me al concerto. In questo modo avevo concerto e alloggio per 60 Euro!

Ho trovato alcuni buoni affari su eBay. Se qualcuno provava a mettere all’asta un biglietto per un prezzo maggiorato rispetto a quello ufficiale di vendita, allora ero felice di pagare un prezzo inferiore. Ho pagato £2 per un biglietto per Amsterdam 2. Ho anche ottenuto un biglietto per Göteborg da 80€ a soli 2€.

Mi sono anche stati regalati molti biglietti gratuiti da fan molto generosi; credo fossero dieci GA e due Red Zone (quando questo accadeva regalavo anche l’altro mio biglietto da 30€ alla persona che mi ospitava).

Mi è anche stato regalato un biglietto per San Paolo 2 (quando gli U2 suonarono per la prima volta Zooropa e Out Of Control) da una radio locale dieci minuti prima che cominciasse il concerto. Mi sarei ucciso se avessi perso quel concerto.

A Horsen 1 sono entrato di straforo in tempo per sentire le ultime due canzoni. E a Brisbane sono entrato di straforo per l’intero show.

Il mio amico Kevin ha vinto per me un biglietto per Glastonbury tre settimane prima del festival.

18) ti sei mai annoiato?

Incredibilmente davvero poco. Mi hanno annoiato alcune canzoni (Sunday Bloody Sunday, Elevation, I Will Follow) ma ogni concerto era comunque, anche se un po’ l’ebrezza iniziale era andata scemando. Trovarmi in città sempre nuove, incontrando gente nuova è servito a dare un senso di freschezza al tour anche quando la scaletta non cambiava.

Molti concerti li ho visti da solo e devo dire che andarci con un amico era più divertente. Le tre ore che passavano tra l’apertura dei cancelli e l’inizio dello show potevano diventare un po’ tristi se paragonate a quanto invece mi divertivo in coda con i miei amici.

Mi frustravano i tempi lunghissimi che trascorrevano dall’uscita dallo stadio post concerto e l’arrivare poi a “casa” . in alcune città mi ci cono volute ore.

19) Milano, Torino e Roma (per quello che hai potuto sentire dall’esterno dello stadio): quali sono state le differenze maggiori a tuo parere?

(sto rispondendo alle vostre domande mentre guardo il derby Milan Inter in tv! Come vorrei essere lì)

Ho visto solo il concerto di Torino. Ho dovuto lasciare Milano prima che cominciasse il concerto perché dovevo tornare a Londra per lavoro. Così sfortunatamente mi sono perso anche lì la vostra coreografia. E non ho trovato il biglietto per Roma. Due concerti ai quali avrei voluto dannatamente partecipare - avrei fatto cambio con molti altri show per essere lì, specialmente perché le riprese del dvd live di Milano fatte durante il Vertigo tour sono spettacolari.

20) Dimmi del documentario. Come ti è venuta l’idea?

Il mio amico Roland (il produttore) ebbe l’idea di prestarmi la sua videocamera portatile da portare con me per durante la leg del 2011. Ovunque andassi giravo tonnellate di immagini e Roland ha estratto ciò che poteva essere utilizzato. Spero il documentario sia interessante per i fan ma sono preoccupato perché io parlo molto velocemente e con un forte accento irlandese, così forse sarò costretto a inserire dei sottotitoli.

Scritta da: alle ore 00.00
18/01/2012 - Spiderman, Turn off the dark, continua la battaglia legale.



Parallelamente al successo crescente del musical a Broadway (vedi news) continuano le azioni legali tra la regista Julie Taymor e i produttori del musical che ha portato in scena le musiche di Bono e The Edge.
Dopo la querela presentata dalla Taymor in novembre per una presunta violazione dei diritti d'autore, i produttori hanno risposto con una controquerela, accusando la regista di aver messo a repentaglio la produzione, non interessandosi agli aspetti fondamentali per il successo del musical stesso; nelle 66 pagine presentate dagli avvocati infatti si afferma che la Taymor non avrebbe lavorato affinchè il musical fosse recepito e apprezzato da un pubblico che si aspettava venisse sviluppata la storia originale dell'eroe della Marvel Comics, e a cui erano affezionati, al contrario la Taymor avrebbe sviluppato un musical "oscuro, sconnesso e allucinogeno", soffermandosi su fattori come il suicidio, la morte e il sesso.
Nonostante il freddo accoglimento da parte della critica il musical ha incassato a oggi 81 milioni di dollari secondo la Broadway League.

Vi proponiamo un video per il brano Pull the Trigger:



Fonte: Irish Times
Scritta da: alle ore 00.00
16/01/2012 - Bono in Africa: Festival del Deserto (VIDEO) ed intervista al Guardian
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Sembra proprio che Bono, insieme alla moglie Ali, sia nel bel mezzo di un suo personale 'tour africano' in questo periodo. Dopo essere stato in Ghana per ONE.org (vedi NEWS) ed in Uganda per Invisible Children / MEND (LINK) il cantante ha fatto tappa a Timbuctu, nel Mali, per assistere al Festival au Desert che si tiene nella città africana. Bono è anche salito sul palco per cantare una canzone assieme al gruppo africano dei Tinariwen.

Ecco un breve video della serata:


QUI invece altre foto del festival.

A questo LINK potrete trovare delle foto molto belle del fotografo Adrian Steirn del passaggio in Ghana pubblicate dal Guardian.

Il giornalista del quotidiano inglese John Mulholland ha inoltre realizzato in'intervista con Bono e Jeffrey Sachs di cui vi proponiamo la traduzione integrale. E' vietata la riproduzione anche solo parziale senza autorizzazione.

John Mulholland: Bono, rispetto a 10 anni fa cosa è cambiato in Ghana? Se dovessi portare là un gruppo di gente che non crede molto agli aiuti, cosa gli mostreresti dicendo “Ecco, questi sono i benefici che hanno portato gli aiuti umanitari”?

Bono: La cosa che ho sempre fatto più fatica a digerire e a sopportare era quando i medici diagnosticavano un male ma non erano in grado di curarlo adeguatamente. E’ una cosa successa spessissimo in tutta l’Africa per il virus dell’HIV/Aids. Anche dopo l’arrivo dei farmaci anti-retrovirali nell’ovest del continente solo una piccola percentuale di malati riuscivano ad avere le medicine necessarie. E senza quei farmaci si muore. Quindi riuscire adesso ad avere medicine e cure per più di 6 milioni di persone è un grande risultato per me. Avere farmaci per la malaria è una gran cosa. Ho visitato l’ospedale di Accra che è finanziato ad aiutato dal Global Fund (Fondo Globale per la lotta contro AIDS, Malaria e Tubercolosi, ndt) ed ho avvertito veramente un senso di ottimismo.

Sono particolarmente orgoglioso perché un terzo delle risorse del Fondo Globale in Ghana sono state fornite da RED [fondata nel 2006 per raccogliere fondi per il Fondo Globale vendendo prodotti di marca tramite Nike, Apple, Starbucks ed altri]…e ONE ed a altre campagne hanno dato il loro aiuto per raccogliere gran parte del resto dei fondi da altri donatori. Per cui sono stato davvero sopraffatto ieri quando ho visto quell’ospedale e la cosa mi ha proprio confortato. E siamo anche vicini a poter offrire un’istruzione “universale”. Ad esempio la Millennium Challenge sta costruendo 240 nuove scuole. E’ incredibile. Dati concreti ci dicono che il Ghana ha avuto una crescita del 14% solo nell’ultimo anno. Pensiamo che la diffusione della malaria è scesa di più del 50%, forse anche più del 60%, ed è straordinario.

Ma per rispondere più nello specifico alla tua domanda: io stesso sono ‘diffidente’ riguardo gli aiuti sai? Non conosco nessuno che veda gli aiuti come la soluzione naturale a questi problemi. L’aiuto è qualcosa che dobbiamo offrire in situazioni di emergenza per traghettare chi è in difficoltà verso uno stato di auto-sufficienza e di auto-sostenibilità. L’Irlanda aveva bisogno dell’aiuto dell’Europa, la Germania a sua volta ha avuto bisogno dell’aiuto degli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale. Tutti abbiamo bisogno di aiuto. Si tratta di un investimento dopo tutto, e allora quale è il ritorno di questo investimento?

E’ evidente che il Ghana ad esempio avrà molto meno bisogno di aiuti nei prossimi cinque anni di quanto ne abbia bisogno adesso e potrebbe non averne bisogno affatto tra 10 anni. Per rispondere finalmente alla tua domanda, la ragione per cui sono così esaltato per gli aiuti è che qui riusciamo davvero a vedere una fine a questo processo. Come risultato di un aiuto intelligente e mirato la “grande macchina” degli aiuti non servirà più qui, speriamo che questo si verifichi in 10 anni. Un modo per cui questo processo potrebbe velocizzarsi sarebbe che paesi come il Ghana usassero le proprie risorse naturali per la propria gente, e la chiave di tutto questo è maggiore trasparenza e chiarezza nel settore estrattivo – qualcosa su cui ONE sta insistendo con forza con l’Unione Europea proprio adesso. Ho incontrato personalmente 8 dei leader del G20 e 5 ministri delle finanze dei paesi del G20 per parlare proprio di questo.

John Mulholland: Jeff, il clima in cui si stanno sviluppando accese discussioni riguardo agli aiuti nella parte occidentale del continente è molto difficile, con voci sempre più insistenti contrarie alle spese per gli aiuti. Cosa vorresti rispondergli?

Jeffrey Sachs: Ci sono modi giusti e modi sbagliati di gestire gli aiuti. L’aiuto funziona bene quando è una cosa pratica, quando è centrato e mirato per un obiettivo, quando diventa un investimento, quando è parte di una strategia; non raggiunge il suo scopo invece quando si tratta di denaro in una busta di un alleato, specialmente in una zona di guerra, o quando è solo una “tangente” per ottenere supporto diplomatico. Deve essere gestito seriamente, professionalizzato, basato su dei risultati da ottenere. E sono molto contento che il Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale (DfID) stia seguendo questo approccio. Qual è la sostanza delle cose? Quali sono i risultati da ottenere? Cosa otterremo da questo? Il tutto all’interno di un “contratto” concreto, sostanzialmente, tra chi dona e chi raccoglie gli aiuti.

E’ così che dovrebbe essere gestito. E quando viene fatto in questo modo le malattie possono essere tenute sotto controllo, la produttività alimentare può crescere, si possono costruire delle infrastrutture, si possono educare i bambini ed i ragazzi, la crescita della popolazione può rallentare se le ragazze riescono a concludere l’istruzione superiore/secondaria. Ci sono diverse cose molto importanti che sono necessarie per aiutare regioni e Paesi che per motivi storici, geografici, geopolitici o sfortuna si trovano in situazioni in cui hanno bisogno di essere aiutati a raggiungere uno stato di crescita auto-sostenuta.

Bono: C’è una cosa che potrebbe convincere gli scettici. Perché a nessuno ovviamente piace la cultura della dipendenza. Non c’è nessuna discussione a riguardo. Noi vogliamo che finisca. Credo che ci sia qualcosa di strano sulla faccenda degli aiuti così come stanno le cose adesso. Le due parti più importanti coinvolte in questo processo – quelli che pagano le tasse e che mettono a disposizione le loro risorse e le persone a cui queste risorse servono per sopravvivere o per mantenere la propria famiglia - sono proprio quelle persone che sono meno informate su quello che accade. Questo quindi deve assolutamente cambiare.

Gli inglesi, in un periodo di dura austerità, hanno deciso tenere fede ai propri principi ed alle promesse fatte alle persone bisognose di luoghi molto lontani, ma devono sapere esattamente che obiettivi verranno raggiunti e quanto gli costerà.

Quando ci sarà una comunicazione chiara e precisa su questo processo, su questo “contratto”, penso che tutte le nebbie ed i dubbi sugli aiuti sull’assistenza allo sviluppo si diraderanno e la gente andrà avanti dando il suo consenso: “E’ davvero una cosa che vale la pena di fare ed è un grande privilegio dare meno dellì’1 per cento del reddito nazionale per trasformare delle vite umane.”

John Mulholland: Jeff, hai parlato poco fa di aiuti basati sui risultati – ma la gente spesso sfrutta questa opportunità per parlarne male e farsi pubblicità. Ti è successo di verificare questo comportamento?

Jeffrey Sachs: Penso che ci siano due cose che sono su un piano completamente diverso. Da una parte ci sono le parole, e ce ne sono tante che volano in giro. Poi c’è il fatto che la diffusione della malaria è diminuita del 40% in 10 ani. Credimi, la sola cosa che conta veramente è quest’ultima.

Ci sono state tante discussioni e si è parlato tanto di questo, spesso da critici che non si sono mai mossi dai loro uffici, non conoscono minimamente cosa succede nella realtà, proprio non riescono a vederlo.

John Mulholland: Bono, cosa diresti ai leader mondiali per rassicurarli sui finanziamenti che hanno stanziato per il Fondo Globale e che adesso sembrano in pericolo?

Bono: Il confondere e nascondere quello che sta accadendo realmente è solo nebbia per giustificare il fatto di non prendere una posizione e stare senza far niente. Abbiamo dovuto domare un fuoco di polemiche negli Stati Uniti perché sembrava che ci fosse un grande tasso di corruzione per le sovvenzioni del Fondo Globale. E non era vero. C’è stato solo qualche episodio isolato di corruzione. Il Fondo Globale è controllato in modo oggettivo ed indipendente e se c’è qualcosa che non va come dovrebbe lo pubblicano sul proprio sito, si autodenunciano.

Questi episodi vengono usati da chi critica ed è contro gli aiuti come ragioni per non finanziare i progetti di aiuto, ma in realtà il discorso è proprio il contrario. La trasparenza dovrebbe darci la sicurezza di procedere su questa strada. Pensate: ci sono 3,3 milioni di persone che ricevono i farmaci anti-retrovirali dal Fondo Globale. 1,3 milioni di donne incinte che non trasmettono il virus ai propri figli. Ci sono 5,6 milioni di orfani in un qualche tipo di programma di sostegno e di aiuto reso possibile dal Fondo Globale. 8,6 milioni di casi di tubercolosi diagnosticati e curati. E’ assolutamente incredibile.

E nonostante questo dobbiamo andare ogni anno al Congresso e combattere per ottenere questi fondi. In Germania dobbiamo lottare per il Fondo Globale. Nel Regno Unito stiamo facendo una campagna per ottenere il raddoppio degli aiuti “intelligenti” per il Fondo Globale.

Il motivo per cui David Cameron può essere così coraggioso per i poveri del mondo ed ha stanziato lo 0,7% del reddito nazionale è perché ha ricevuto un mandato. La gente nel Regno Unito è molto informata a riguardo.

Ti dirò, non è proprio il momento giusto per essere una rock star piena di soldi, o una star del cinema, una first lady…e parlare della gente povera. E’ come se la gente pensasse: “Ma smettila e tornatene a casa”. E sono contento che la gente si comporti così. Fuori dal Regno Unito non riceviamo lo stesso interesse e gli stessi risultati per questi problemi senza dover ricorrere a volti e nomi famosi e senza di essi i politici sono molto meno disponibili.

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Fonte: The Guardian / The Telegraph / u2news
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14/01/2012 - Bleed into one: la storia della musica rock cristiana.



E' partita la campagna promozionale per il film documentario Bleed into one, che racconta la storia della musica rock cristiana: il produttore Tim Hudson ha pensato a un nuovo trailer, lo scopo è quello di raccogliere 60.000 dollari per i costi di post produzione.
Nel trailer già in circolazione sono presenti interventi di Bono e The Edge, oltre che di Phil Keaggy, famoso chitarrista che ha definito gli U2 la più grande rock band del mondo.
Il titolo stesso come affermato dal produttore è un tributo speciale agli U2 di cui Tim Hudson in particolare ama la canzone Drowning man, una canzone eterea che ha avuto il potere di apportare in lui profondi cambiamenti.
Di seguito il trailer del film.



Fonte
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13/01/2012 - The Joshua Tree in dvd con "I miti del Rock"



Il dvd di The Joshua Tree sarà in uscita il 14 gennaio con QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.

I miti del Rock è una raccolta delle performance live degli artisti più rappresentativi del rock, con immagini esclusive dei concerti e delle esibizioni più significative.
In uscita 8 dvd, a partire dal più classico degli album degli U2, passando per Deep Purple, Pink Floyd, Eric Clapton, Nirvana, Jimy Hendrix, Santana, Eric Clapton.

“I Miti del Rock in Dvd” – Exclusive Live Collection – è realizzata da Saifam in collaborazione con Eagle Pictures ed è la più importante rassegna in dvd dedicata ai concerti Rock Live mai uscita in edicola. Si parte sabato con il primo dvd: U2, The Jousha Tree, per arrivare all’ottava e ultima uscita della collana, il 21 aprile.

Vi facciamo notare però che questo DVD non è un live ma è uno speciale su joshua tree con interviste in studio agli U2...

Vi segnaliamo però che tramite U2place potete acquistare lo stesso DVD ad un vantaggioso prezzo cliccando qui sotto





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13/01/2012 - Zoom On Music: "Discovery" dei Daft Punk

Discovery
Daft Punk





Anno: 2001
Prodotto da: Thomas Bangalter, Guy-Manuel de Homem-Christo
Registrato: Parigi
Formazione: Guy-Manuel de Homem-Christo,Thomas Bangalter

Tracklist 

On More Time
Aerodynamic
Digital love
Harder, better, faster, stronger
Crescendolls
Nightvision
Superheroes
High life
Something about us
Voyager
Veridis Quo
Short Circuit
Face to face
Too long

“We’re human, after all” (Daft Punk)


Al di là dell’aspetto robotico che il duo parigino assume durante alcune delle sue performance, Guy-Manuel e Thomas sono umani al 100%, e forse al di là di ogni aspettativa anche la loro musica lo è di più di tante formule sonore più convenziali e hand-played. Per la musica dei Daft Punk, potremmo creare decine e decine di etichette, dance, techno, synth-pop, house-music, più largamente musica elettronica e via dicendo; tutto sommato le possibili classificazioni sono tutte calzanti ma Discovery, targato 2001, se ne emancipa a pieno titolo poiché è soltanto e semplicemente un grandioso album pop, anzi una entità pop legata a doppio filo con la sua controparte visiva e la sua dimensione dance, insomma 3 in 1.

Discovery si apre forse con il brano più famoso dei Daft Punk: One More Time è una hit da discoteca in cui ritroviamo tutti gli ingredienti tipici dei francesi, grande gusto melodico, reiterazione del motivo portante, ritmiche molto prossime al dancefloor. Cosa ricordano le chitarre hardrock di Aerodymanic e le lugubri campane iniziali? Niente di più ovvio per un duo elettronico, un po’ Van Halen e un pò Bach, il tutto su un sample tanto semplice quanto irresistibile. Il disco continua con Digital Love che sembra uno spot pubblicitario radiofonico della tv francese anni ’80 e non meno una nuova reinterpretazione di Video Killed Radio Star dei famosi quanto passeggeri Buggles. Con Harder Better Faster Stronger si vira verso il versante più dance dei Daft Punk, non siamo distanti anni luce dal precedente Homework, ma il minimalismo lascia il posto ad un accenno di forma canzone e le classiche voci distorte si fanno più insistenti. Dai futuristici fraseggi blues di HBFS ci si sposta nei dintorni di Rio De Janeiro, gli urli gioiosi e le ripartenze di Crescendolls sono un samba composto nel 2035. Nightvision è il pezzo in cui la pista da ballo si svuota per far riposare il popolo in festa, siamo in territori ambient al di là dei Pirenei. Il tempo di un vodka lemon e si torna tra fasci multicolor perché Superheroes e High Life sono un 1-2 terrificante per coloro ai quali all’ascolto di un disco piace unire una serie di movimenti più o meno coordinati degli arti superiori ed inferiori: il primo è un brano killer che in 10 secondi trova stabile dimora nella testa dell’ascoltatore, melodia “percussiva” ed un finale in crescendo ed epico insolito per un brano da dancefloor; il secondo appare come un riuscitissimo brano house in cui fanno esordio voci femminili. Il lato A farà storia, rivolgersi a Confessions on a Dance Floor di Madonna. Arriva finalmente il “pezzo normale”, Something About You recupera un mood più sommesso, un cantato lineare quasi naturale e arrangiamenti a metà tra il soul e quell’ambient lounge di gusto vagamente jazzy. Vojager è senz’altro uno dei motivi per cui Discovery andrebbe ascoltato, i bpm sono risaliti e la linea melodica disegnata dal synth farebbe morire di invidia i migliori autori pop della scena inglese anni ‘90. Veridis Quo stravolge Moroder, alla drum machine si sovrappone un synth alla Rondò Veneziano, l’apoteosi del pop. Short Circuit appare come la colonna sonora di un b-movie anni ’80 con i suoi suoni volontariamente démodé e kitch. Il disco si congeda con Face to Face e la Too Long (che paga un credito a Prince), recuperando pattern melodici ispiratissimi e reiterandoli lungo tutta la durata dei brani: le luci soffuse di un club più o meno esclusivo diventano via via più fioche, io mi limito a togliere le cuffie e a scendere dall’astronave.

Viaggio tanto interstellare quanto terreno, in Discovery tutto è amalgamato alla perfezione da questi signori parigini che confezionano un album dalla rara perfezione estetica e dalla magistrale stratificazione sonora. Discovery non è mai però esercizio di stile, bensì una rielaborazione inedita di decenni di musica pop, rock ed elettronica . I Daft Punk giocano a fare i Tarantino della musica elettronica. Citano, elaborano, reinterpretano anni ed anni di ascolti, tagliano e cuciono e la loro regia è degna della statuetta d’oro, quelle che si danno a febbraio. Discovery più che una vera e propria scoperta si manifesta con una riscoperta del vintage, quello meccanico, suonato, elettrico, elettronico: un grande archivio che viene mixato e buttato in quella turbina di creatività marchiata Daft Punk. Tutto sembra nuovissimo di zecca.

Discovery è un lavoro da ascoltare in cuffia con una birra, ma consono anche ai volumi elevatissimi delle discoteche. Allo stesso tempo è “voce narrante” di un singolare progetto cinematografico. Troppo nostalgici per Terry Gilliam e troppo leggeri per Kubrick, Discovery diventa colonna sonora del film giapponese di animazione Interstella 5555 (realizzato da Leiji Matsumoto autore del celebre Capitan Harlock) decretandone in parte il successo tra i cultori del genere.

Disco dal gusto fortemente retrò, pervaso costantemente da una vena nostagica e nel quale troviamo le più svariate influenze, si inserisce allo stesso tempo prepotentemente nell’immaginario collettivo della scena elettronica europea e di oltreoceano post 2000. Correva l’anno 2005 quando James Murphy con i suoi LCD Soundsystem omaggiano con il famoso brano “Daft punk is playing at my house” il duo francese. L’ultimissimo guru dell’elettronica Flying Lotus ne subisce l’influenza nel suo caleidoscopio musicale Cosmogramma. Bristol scene, Madchester scene, Miami scene, elettronica francese tutte hanno contribuito alla realizzazione di Discovery ma ognuna di esse si è arrichita con Discovery. Le reciproche influenze con i connazionali Air e M83 furono notevoli, con i primi i Daft Punk condividono le atmosfere rarefatte di alcuni episodi, con i secondi l’insistenza dei leitmotiv nelle composizioni.

I Daft Punk sono un marchio di fabbrica riconoscibile dopo un paio di millisecondi, è un loro pregio, alla lunga forse sarebbe diventato un difetto, nel 2001 però il loro marchio di fabbrica nonché l’imponente cultura musicale confluiva in Discovery, un gioellino pop adatto ai bambini di 6 anni quanto agli adulti di 60, pop nell’accezione nobile del termine. Buon ascolto, buona visione e buon viaggio interstellare! Oppure palla di cristallo…One More Time!

zooman

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12/01/2012 - Intervista a Bono e The Edge su U2.com, parte seconda.
Il sito u2.com ha pubblicato ieri la seconda parte dell'esclusiva intervista a Bono e The Edge.
Vi proponiamo alcuni frammenti interessanti a proposito del nuovo album e di Glastonbury.


I cambiamenti nel panorama musicale da iTunes a Spotify a Facebook ci danno qualche informazione circa il modo in cui gli U2 rilasceranno il nuovo album?

Edge:Ci sono molte pressioni affinchè si inizi a pensare a una nuova singola canzone perchè questa è la moda. E' un pò un ritorno al periodo precedente agli LP, quando tutto era rappresentato dal 45 giri. Abbiamo cercato di tenere duro in questo senso, perchè amiamo l'album come formato, siamo cresciuti con esso e continueremo a pensare in questi termini ancora per un pò.
Bono: Ma di più, pensiamo di non pubblicare nulla finchè ogni singola canzone ci apparirà vitale.
Edge:E siamo avidi! Vogliamo essere d'impatto su più livelli, vogliamo una collezione di canzoni d'impatto, che la gente senta sotto la pelle e con cui vivere, ma vogliamo anche un 45 di impatto, un grande singolo che raggiunga posti e persone che un LP non raggiungerebbe..L'obbiettivo finale è avere un album di canzoni così avvincente che non solo si adatta perfettamente al gusto delle persone che lo ascoltano, ma addirittura cambia i gusti degli ascoltatori, questo è il nostro obbiettivo.

Gli ultimi album degli U2 sono usciti ogni quattro anni circa, qualche indizio sui tempi del prossimo album?

Bono: Non lo sappiamo ancora, ma abbiamo tre album a cui lavorare. Il nostro amico Chris Martin dice "Perchè non unite i tre album e ne pubblicate almeno uno?". E questo può anche avere un senso, ma noi non siamo soliti lavorare in questo modo. Mi piace pensare che se le cose continueranno ad andare bene con Brian Burton - Danger Mouse- scioccheremo le persone con dei nuovi suoni e delle nuove canzoni.

Alla fine la band è riuscita a suonare a Glastonbury lo scorso anno. Com'è andata?

Bono: Il pubblico è stato molto generoso con noi, anche le persone che erano li per protestare. Io ammiro le persone che si organizzano per protestare, sebbene in questo caso credo non abbiano capito fino in fondo lo scopo per cui erano impegnati: a proposito della storia che gli U2 abbiano sede in un paradiso fiscale, cosa che non è vera. Uno dei punti di forza dell'economia irlandese è la sua competitività in tema di tasse, e il popolo irlandese si sta battendo perchè rimanga così, quindi non avrebbe senso pensare che il popolo Irlandese neghi a una società irlandese ciò che offre a società estere, ma spesso la gente non approfondisce bene.
Glastonbury non è stato un normale show targato U2, è stato molto più grintoso e affilato e il palco sembrava una pista di ghiaccio, quindi non sono riuscito a muovermi come volevo. Comunque il nostro intento era quello di incontrare un nuovo pubblico, e non ci importava se per farlo dovevamo andare nel fango e nella pioggia. Vogliamo mantenere freschezza per il nostro vecchio pubblico anche cercando un nuovo pubblico. Lo speciale di un'ora andato in onda in quell'occasione alla BBC è una cosa che ci riempe d'orgoglio.

A parte il campo musicale, il 2011 è stato un anno fondamentale anche dal punto di vista storico:

Bono: Un anno di fondamentale importanza. Il nuovo millennio in realtà è iniziato nel 2011 in Piazza Tahir. Il modello predominante del passato è stato invertito, il modello piramidale con il popolo alla base e il potere al vertice. Questo modello è stato sovvertito ed è ironico di come ciò sia accaduto proprio nelle terre delle piramidi. Ora il lato più forte è alla base, e il potere deve prestare ascolto alla base se non vuole perdere rilevanza. La comunicazione tra le persone resa possibile dai social media è ciò che ha permesso che questo accadesse: nell'era informatizzata in cui viviamo non puoi essere un despota o un dittatore e nasconderlo maltrattando il proprio popolo. Tutto avviene in campo aperto, trasparenza è la parola nell'anno dell'attivismo.

L'attivismo e le cause sociali stanno sempre a cuore agli U2, da ultimo con le (Red) Zone durante il 360 Tour, com'è andata?

Edge:Si, all'inizio del tour abbiamo pensato di tentare per la prima volta una vendita di biglietti parallela , per la vendita appunto dei biglietti (Red) Zone. Ogni sera abbiamo devoluto i profitti dalla vendita di questi biglietti alla (Red) Campaign. Alla fine questo ha generato una donazione di 12 milioni di dollari al Fondo per la Lotta all'AIDS, alla tubercolosi e alla malaria. Ne siamo molto orgogliosi.

Potete leggere l'intera intervista se siete iscritti al sito U2.com.
Scritta da: alle ore 00.00
11/01/2012 - Bono al Late Late Show nel 1983: questo ed altri video dall'archivio di RTÉ!
Sul sito di TV50, lanciato quest'anno dalla TV irlandese RTÉ per festeggiare i suoi 50 anni di vita, è stato pubblicato da pochi giorni un video tratto dal programma Late Late Show condotto da Gay Byrne (storico presentatore irlandese). Si tratta di un'intervista a Bono durante la quale il leader degli U2 parla del video di New Year's Day che la band aveva da poco girato a Sälen (Svezia) per poi passare ad altri temi come la droga, che definisce una cosa "noiosa", parlando poi anche del concerto tenuto dagli U2 nel parcheggio dove si trovava il Dandelion Market nel 1979 e del modo di affrontare il crescente successo che il gruppo stava ottenendo. Nel video fa una breve apparizione anche Ali che si trova tra il pubblico della trasmissione.

Ecco il video dell'intervista:


Vi segnaliamo inoltre che sul sito di RTÉ è presente un bell'archivio audio-video contenente filmati ed estratti audio raccolti dalla rete irlandese dal 1978 fino al 2009. Vi consigliamo veramente di dare un'occhiata perchè ci sono dei video molto interessanti:

RTÉ - Archivio U2

Per visualizzare ed ascoltare correttamente questo materiale è necessario utilizzare Real Player che potete scaricare gratuitamente QUI.
Scritta da: alle ore 00.00
10/01/2012 - Bono in Ghana per ONE


Bono, cofondatore di ONE.org, insieme ad Anna Loos e Jan Josef Liefers ha visitato il Ghana per lo sviluppo di vari progetti e per parlare con rappresentanti della società civile e politica oltre che con gli attivisti che lavorano per una maggiore trasparenza nelle industrie estrattive, per la lotta all'AIDS, alla tubercolosi e alla malaria; il viaggio è continuato con Jeffrey Sachs al fine di parlare con i rappresentanti dell'Organizzazione Ghana SEND.
Presente anche il senatore USA John Tune con una delegazione di altri sei senatori, destando l'entusiasmo per questa visita in Ghana e in altri paesi africani per vedere i progressi degli investimenti degli Stati Uniti.
La delegazione del Congresso ha inoltre incontrato Joshua Bolten, ex capo del personale del presidente George W. Bush, che si è unito alla delegazione e a Bono nel vedere i progressi compiuti nella lotta contro l'AIDS presso l'Ospedale Korle.
Il Ghana è un buon esempio di successi importanti nella lotta contro la povertà estrema.

Fonte: One.org
The Daily Republic
Scritta da: alle ore 00.00
08/01/2012 - Il video di Oakland 2011 su Switchcam: diventa il regista del 'tuo' concerto!
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Sappiamo tutti molto bene che ogni giorno su Youtube viene caricata una quantità enorme di video (si parla di 48 ore di filmati al minuto!) ma ci rendiamo spesso conto anche di quanto questa mole di dati sia spesso disordinata e quindi dispersiva. Switchcam, una startup americana con base a San Francisco in California, ha pensato bene di mettere un pò d'ordine in questo grande contenitore di video e di permettere agli utenti di guardare uno stesso evento da più angolazioni diverse senza dover visualizzare i filmati uno ad uno singolarmente ma permettendo di cambiare ripresa in tempo reale a proprio piacimento. E' come se ognuno potesse creare in tempo reale il suo multicam personale, il mix di immagini e di angolazioni che più gli piace, pescando direttamente dall'immenso database video di Youtube. Il sistema studiato e messo a punto da Switchcam prende i video di uno stesso evento e li sincronizza in modo che il cambio di inquadratura sia il più lineare possibile.

Volete un esempio? Recentemente sul sito è stato pubblicato il concerto che gli U2 hanno tenuto lo scorso anno ad Oakland, il 7 giugno 2011. A questo LINK infatti potrete diventare i registi del vostro multicam personale del concerto e divertirvi a secgliere l'angolazione che più vi piace tra quelle messe a disposizione dal sistema.

Switchcam_OK

Nonostante ci siano già molti concerti ed eventi di vari artisti internazionali (Pearl Jam, Radiohead, Coldplay, Snow Patrol e tanti tanti altri) il servizio è ancora in fase di beta, cioè in versione ancora in via di sviluppo, quindi col tempo verranno apportate modifiche e migliorie ad un sistema che però è già molto interessante e rappresenta a nostro avviso una bella possibilità per chi si vuole divertire con i video dei propri artisti preferiti. E' probabile (e sperabile) che nella versione finale sia proprio il singolo utente a poter creare un evento-concerto e scegliere quali video aggiungere da Youtube per farli poi sicronizzare da Switchcam ed ottenere un mix multicam potenzialmente sempre diverso perchè ognuno può decidere l'angolazione che preferisce ed il momento in cui cambiarla.

Inoltre tramite il modulo di feedback che trovate sulla destra della pagina di Switchcam potrete consigliare modifiche e miglioramenti da apportare al servizio. Attualmente dopo poche visite il sito richiede un account facebook per procedere con la visualizzazione di tutti i video già presenti nel sistema. Di questi tempi questo non dovrebbe rappresentare un grosso problema anche se speriamo che questa piccola limitazione venga eliminata una volta che sarà completata la versione finale del sito.

Il futuro dei video live online è già qui?

Fateci sapere cosa ne pensate partecipando alla discussione dedicata sul nostro Forum o sulle pagine dei social network che seguite: Facebook - Twitter - Google+

Buona visione!

Grazie a monica per la segnalazione
Scritta da: alle ore 00.00
06/01/2012 - Bono e The Edge, uno sguardo sulla musica del 2011 e del futuro!



Il sito ufficiale U2.com ha pubblicato ieri come contenuto speciale riservato agli iscritti, una lunga intervista in cui si chiede a Bono e The Edge di esprimersi circa il panorama musicale degli ultimi 12 mesi

"Le cose più interessanti finiranno per essere quelle che hanno un certo dualismo, una specie di "conflitto" interno che è certamente quello che sta succedendo con Bon Iver, con Florence e The machine e con The Black Keys" "Un grande anno" ha commentato ancora Bono, "Le cose si muovono in diverse direzioni allo stesso tempo. Non c'è un movimento unitario culturale.. ma diversi movimenti di pensiero che sono tutti molto interessanti "
A questi artisti citati da Bono e The Edge, vanno aggiunti gli Snow Patrol con Fallen Empires e i Coldplay con Mylo Xyloto, e ancora Gavin Friday con l'album Catholic (Lord I'm coming è tra l'altro la canzone che apre e chiude il film This must be the place di Sean Penn, e che ha visto protagonista Eve la figlia di Bono).

In particolare circa le donne protagoniste della scena musicale del passato 2011 e che ben si proiettano nel 2012, Bono ricorda di aver incontrato durante la lavorazione di No line on the horizon, Polly Harvey e di come abbiano scoperto delle affinità circa le letture in quel periodo, quali ad esempio alcune poesie scritte da soldati e persone in tempo di guerra; tra le altre ancora Lana Del Ray, Adele, naturalmente, e la tragicità della perdita di Amy Winehouse.
Interessante l'analisi di Bono sul fatto che come negli anni '70 la recessione ci ha dato il punk rock, The Clash, i Sex Pistols, anni bui di alti prezzi del petrolio, recessione e disoccupazione, anche oggi le condizioni di questa crisi economica, possono innescare la nascita di grande musica. Di diverso parere Edge, che vede in un rassicurante ritorno al reale e a ciò che è più tangibile una possibile reazione di fronte alla paura che i diritti civili non siano più tutelati, e che non si sia più in grado di controllare il proprio destino, portando anche la musica verso il genere folk.
Ripensando a due recenti apparizioni infine Bono si dice felice di essere stato tra i "menestrelli" in Grafton Street alla vigilia di Natale, tanto quanto di aver cantato con Edge alla Clinton Fondation, dove hanno eseguito tra le altre, canzoni come Sunday Bloody Sunday e A man and a Woman, ma con un interpretazione "spoglia" che avrebbe gettato alcune indicazioni circa la strada da seguire in futuro.

Proprio circa il futuro Bono conferma che la band sta lavorando su tre album senza ancora aver deciso cosa verrà pubblicato, ma "The Songs of Ascent' dovrebbe avere proprio quel tipo di intimità di cui stiamo parlando di oggi".
Un ultimo pensiero per i REM, compagni di viaggio per più di trent'anni, Edge nella speranza di vederli presto riuniti a lavorare su qualcosa in comune, ricorda di come Stipe non abbia detto nulla neanche a loro, per rispetto dei propri fans che voleva fossero informati per primi del loro addio.

Potete leggere l'intera intervista se iscritti al sito U2.com.

Grazie a Vale82 per la segnalazione
Scritta da: alle ore 00.00
06/01/2012 - Welcome to the underworld of The Claw: Il mondo nascosto sotto al Claw
Nel giorno dell'Epifania, sul sito di U2valencia è stato pubblicato un interessante video girato da un fan che ha avuto la fortuna di poter accedere alla zona sotto il Claw prima di uno dei concerti di La Plata (Argentina) dell'aprile scorso.

Nel video vengono svelati molti particolari sconosciuti alla maggior parte dei fan, come la zona dove vengono conservati gli strumenti della band, tutto l'equipaggiamento tecnico nascosto sotto l'artiglio, le armoniche di Bono e molto altro.



Fonte: U2valencia / Rauletu2
Scritta da: alle ore 00.00
11/01/2012 - U2 PLACE INTO THE SOUND: Bono il pilota che corre per restare fermo

Bono, il pilota che corre per restare fermo


Bono Halleluja


Bono ,il pilota che corre per stare fermo

Paul ,andiamocene..è pericoloso

si Ali, sono stato un pazzo a portarti qui..tieniti forte a me

Bono nel 1986 volle portare sua moglie in San Salvador e Nicaragua..voleva toccare con mano e vedere tutto ciò che immaginava. Prese coscienza che le pallottole che sfiorarono la sua testa e quella della sua donna erano americane.

Pallottole e mitragliate su bambini e poveri contadini, non americane, amerikane.

Già, l’ameriKa del mito era anche quella del controsenso…dollari per foraggiare una guerra che scacciasse la  paura del comunismo in centro America..come era possibile?

Come era possibile che l’America mitica di Elvis, Lou Reed, Jim Morrison, Ginsberg, era quella ambigua che calpestava i diritti di poveri contadini..L’America di un ex attore di Hollywood che aveva un viso rosso come una rosa su di un cespuglio di spine come tutti i colori di una scala reale

Torna a Dublino, mentre gli U2 si apprestano a registrare The Joshua Tree, Il disco che  ha il suono dell’America, colpi di harmonica e di slide guitar country, ritmi filo blues..voce sporca, pochi fronzoli..e tanta accusa verso l’Amerika e loro 4 trasformati in un look filo western..stivali, jeans strappati… fa vedere a the Edge quelle immagini e gli chiede di “mettere il Salvador dentro l’ amplificatore”.

Nasce musicalmente Bullet the blue sky, la canzone più dura degli U2..ossessiva e inquietante..la canzone che ha nell’assolo di slide di Edge la contraerea americana che spara..l’amplificatore viene tirato bello alto e innesca facili feedback di chitarra (i fischi dello strumento rivolto verso l’amplificatore)..struttura semplice e ripetitiva..basso martellante e incisivo..batteria dura, con un rullante incisivo ..chitarra molto cattiva , high gain, come mai prima di allora..la tradizione americana del blues passa nello slide (il ditale metallico che crea un suono “hawaiano” ) di Edge ..lui che non voleva suonare il blues..suona l’assolo inconsapevole che dietro il vetro della stanza di ripresa Danny e Bono ascoltano e registrano..Edge suona il solo e gli viene bene..lo stoppano e gli dicono “ è Ok”..senza sapere di essere ripreso..un assolo semplice, molto blues..mentre il riff precedente il solo simula il planare della contraerea americana..Bono nel finale si prodiga in un monologo contro l’imperialismo americano, una sorta di  rap accusatorio..vuole sfidare l’America e dirgli in faccia quando ci andrà a suonare quanto contradditorio sia  che ci siano meravigliosi territori, grandi scrittori, incredibili musicisti, culla del rock and roll, e altrettanto persone capaci di sostenere tali personaggi che giocano con la vita delle persone.  San salvador si era trasferito a Windmill Lane, vietta non lontana dal centro di Dublino..ma là fuori ancora non c’era l’America anche se da lì a poco ci sarebbero andati tra le sue braccia.Là fuori invece la solita sporca vecchia Dublino, dei pub di gente petulante e di tossici che si bucano sotto la Bank of Ireland..o poco più a nord..a Ballymun, quartiere degradato..frequentato dal giovane Bono che conosce una ragazza che si fa di eroina..e la descrive in una canzone, lei non sa che sta correndo per rimanere ferma. Per sempre.

Running to stand still nasce con una chitarra country che fa il verso a Ry Cooder (un grande chitarrista di slide guitar) e un dolce semplice accompagnamento di piano..Gli U2 ci mettono molta america in questa canzone, sentimento, struggimento..Bono canta di una persona che butta la via la vita ancora una volta, dopo Wire, Bad…mentre la sua harp Blues Harmonica in Re libera il suo dolore.

Sono 2 canzoni importanti per gli U2, toccano le corde di Bono che mette  tutto se stesso, le portano in giro in tour..nel Joshua Tree tour durante l’assolo di Bullet the blue sky Bono accende un Occhio di Bue (il grande faro bianco) e lo spara a tempo col colpo di slide di Edge, simulando l’attacco della contraerea nella notte salvadoregna..Edge spara watt dall’ampli, ulula, sibila dentro le braccia dell’America..mentre un tizio conta i dollari da dare a qualche contras…le due Americhe, così si doveva chiamare quel meravigliosso disco che poi è diventato The Joshua Tree, un albero del deserto americano che sarebbe stato buttato giù poco dopo, ma non del tutto.

Già, succede che gli u2 se ne vanno..per ritornare picchettando l’albero di Giosuè..buttano giù tutto, ma non abbandonano queste due canzoni….sono troppo importanti per loro, per Bono..le trasformano. Gli U2 di “tre accordi ,la verità” si trasformano..inventano se stessi, si sono scilolti e ricostituiti tra berlino e Dublino, sulle ceneri dell’europa dell’est e abbracciano la tecnologia come mai prima..e tentano di portare tutto quello che avevano usato in studio a Berlino e Dublino sul palco dello zootv tour..Iniziano a usare sequencer nei quali mettere le parti non da loro suonabili come le tastiere, i pianoforti,bassi,   percussioni di ogni tipo..messe a tempo  e i campionatori.

Per gli U2 è un ri-iniziare a suonare come mai avevano fatto, un nuovo esercizio. Da musicisti condizionati dalla tecnologia…tutto a tempo, tutto con dei tempi prestabiliti, con dei momenti precisi, con pause, come in uno spettacolo teatrale, ogni cosa al proprio posto senza tante possibilità di tornare indietro… una riga bianca in mezzo alla strada .                                                                                                                                                                           Avevano voluto re inventarsi e un prezzo c’era da pagare..rivoluzionare il loro modo di suonare dal vivo, non solo per le nuove canzoni ma per tutte le altre e per sempre..gli U2 su un sequencer, una macchinetta,un computer su cui sono montate in sequenza delle parti che poi compongono una base musicale..possibile? Si, non c’era alternativa..la svolta era in quella direzione, dalle braccia dell’america a quelle dell’europa, dei Kraftwerk e Bowie, synth e suoni industriali..la tradizione blues e rock and roll di Giosuè passa a un nuovo suono, un blues industriale.

Se nella prima parte dello zootv c’era spazio per il nuovo album, nella seconda gli U2 iniziano quella pratica di reinventare le proprie canzoni, ne fanno cover attualizzandole allo spettacolo proposto. Le prime due a subire massicciamente proprio questa trasformazione sono Bullet e Running to stand..reinventate e riarrangiate in chiave ZooTV..modernizzate seppure vecchie di solo 5 anni!! Di certo non avrebbero potuto riproporle in stile vecchio, non si poteva.

Lo ZooTV diventa un campo del salvador, per bono c’è ancora molta america nello zootv. Bullet nello ZooTV era spesso anticipata da bad/all i want is you...Già, la canzone scritta per Ali, la persona a cui ha fatto rischiare la vita in Salvador..e 1,2,3,4 BAAM,entra una fucilata sonora che ci porta in un conflitto a fuoco.Ci sono già i proiettili sopra la nostra testa. Bono sembra dire ad Ali di starsene da una parte almeno questa sera, vuole affrontare il nemico da solo....Baaam la band entra e colpisce,la batteria è il motore della contraerea che sta scaldando i motori..si stanno alzando gli elicotteri,siamo ancora nel Golfo persico?

O in Tv, the drug of the nations? Quando edge tira lo slide di chitarra nell'intro..la contraerea è già in volo,plana Bono rappa il testo di bullet..un pò dell'America dei neri è in lui..come tutti suoi miti che ha addosso, morrison, iggy pop, lou reed e Elvis.

Bono, voce distorta come in Zoostation, sa cosa ha vissuto laggiù. Tarantolato dirige le operazioni..rappa di cattiveria, correndo verso le braccia dell'America, "non puoi farne a meno dell'america, è lei che viene da te tutti i giorni"  si trasforma varie volte,  entra vestito da pilota di elicottero e scandisce le banconote e guida il palco dello zootv, mentre dietro di loro bruciano croci diventate svastiche..il ku klux klan cantato in Bullet viene proiettato nei vidiwall del palco.. le trabant diventano le contraeree notturne , fari nella  notte e la canzone cambia struttura..aumenta di ritmo...la chitarra la batteria, il basso entrano di colpo e creano un grosso muro..il Salvador è di nuovo di casa, la chitarra ancora più di prima mitraglia note come proiettili e il suono è quanto mai acido e distorto, la voce filtrata come nella mosca .. Entra il solo, spesso improvvisato come nella tradizione rock blues..acidissimo come non mai e the Edge si ricorda di un certo Jimi di seattle, non puoi farne a meno..hendrix sta alla chitarra come pastorius al basso..non puoi farne a meno..è colui che ha inventato la chitarra moderna, il primo sperimentatore di suoni, il primo bluesman che ha tagliato la tradizione a pezzi mettendo nel suo modo di suonare i primi effetti per chitarra, wha wha,echo, distorsori tirati a mille, colui che ha fatto passare la propria anima dentro 6 corde collegate all'amplificatore..colui che suonò l'inno americano facendo ululare la chitarra e che fu ripreso dagli U2 nei tour precedenti proprio prima di Bullet..non era possibile quindi non portare Hendrix l'americano sul palco dello ZooTV, con una camicia sgargiante e le paillettes sui pantaloni..mentre il piede pigia su quel wha wha che ha fatto la storia della chitarra, un tutt'uno con la tradizione, a modo loro gli U2 vogliono ricordare cosa ha dato l'america al mondo, non quello che sta facendo.
Edge tira bending blues e col piede sul  wha wha (nome onomatopeico che richiama il pianto di un bimbo u a uaaa) , diventa guitar hero per la prima volta abbracciando la tradizione chitarrisitca rock e si lascia andare in un assolo lungo, blues pentatonico, acido, sporco e sofferente..pestando sul cry baby come un moderno Hendrix di voodoo child in camicia fuxia..la stratocaster di Hendrix è nelle sue mani e il suo wha wha dentro i distorsore fuzz ulula al vento, u aaaaa u aaaaaaaaaa, i bambini del Salvador sono lì sul palco, stanno subendo una mitragliata..quando entra Bono vestito da pilota e predica il suo sermone, scandendo a chiare lettere il suo dire..là fuori c’è l’America..portata sullo ZooTV che aveva inizio con il rap di Bush e  San Salvador si trasforma nella guerra del golfo. San Salvador, Golfo, Amerika, Amerikaaaa, dentro le braccia dell’America..distorta e lacerante nello slide diretto nell’ampli e nel wha wha di edge..il palco sembra un campo di guerra in un  videogame, aerei che sparano a volontà, croci, la guerra del Golfo, le televisioni diventano un nuova arma di conquista di massa, siamo accerchiati, c’è un nemico da uccidere, là fuori.

O dentro se stessi? Se non fosse per la canzone che segue, Running to stand still, attualizzata come la consorella precedente..eliminiamo il pianoforte e mettiamo in un sequencer il suono di una dose di roba che ci annienta..il basso synth che pulsa a inizio canzone è una preparazione dell’autodistruzione..mentre Edge rimpiazza il pianoforte con un arpeggio di chitarra sugli stessi accordi, in maniera semplice efficace come sa fare..mentre Bono si tira su una manica perché sa cosa fare…deve preparare un laccio, wire..e viene illuminato sulla passerella, ancora vestito come in guerra..forse con se stesso? È fuggito dal Salvador e ha visto le pallottole ma ha perso degli amici in città perché pensavano di fuggire dai problemi autodistruggendosi, per rimanere fermi..lui che invece ha scelto di entrare in una band per salvare se stesso.  Entra la batteria e Edge fa entrare un fondo sonoro, un collante tra la sua chitarra e gli altri strumenti, un suono etereo di fondo che assomiglia a un’orchestra di archi, lo shimmer sound..quella che sembra una tastiera non è che un suono da lui prodotto attraverso uno dei suoi effetti..geniale, innovativo, già proposto nei precedenti tour ma qui ancora più integrato nel contesto, mentre Bono sul break prima del finale quando  si ferma la canzone batte 2 dita su una vena, mentre il basso synth sotto pulsa la  dose....sniffa e fa esplodere, sono arrivato, ho corso per rimanere qui, invece di fuggire sprofondo.. hallelujah, è un momento altissimo dello show,intenso,profondo..la harp blues harmonica prepara il finale che è continuato dal suono etereo di Edge, collante tra questa e la prossima canzone, mentre gli aerei americani stanno via via lasciando il campo e il  cielo sarò libero..una canzone che è correndo per rimanere fermi si butta in una dove le strade non hanno nome, il suono di edge è una liberazione,etereo, onirico..ci vuole qualcosa che liberi la pressione delle due canzoni precedenti dove si parlava di pallottole e perle bianche, di prevaricazione e autodistruzione, di fuga..allora ci vuole una liberazione da questa cappa di oscurità che culmina nell’intro di Streets, la canzone che abbatte tutto ciò, di colpo il Salvador e Ballymun non hanno più un nome, nessun nome per nessuno..il mondo non ne ha bisogno, abbiamo bisogno di correre, scappare e liberarci da tentazioni e ingiustizie..scappare da una contraerea, da un ago..correre per liberarsi, liberare le proprie angosce e paure,raggiungere il sole e ripararmi dalla pioggia veleno.

Quando entra l’arpeggio di the edge, siamo già in fuga,liberi

Dove le strade non hanno nome.

Beppe

e adesso buona 'visione'

 
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05/01/2012 - Le speranze e le paure sugli U2 del 2012 (Rolling Stone)



Il magazine Rolling Stone propone una serie di speranze e paure per alcuni grandi artisti musicali.
Ecco quelle relative agli U2

Speranza: L'album degli U2 del 2009, No Line On The Horizon, è stato un disco estremamente ambizioso che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Canzoni come "Moment of Surrender" e "Magnificent" classificate come migliori lavori della band, ma i singoli non sono riusciti a collegarsi con il pubblico di massa e per gli standard degli U2 è stata una delusione.
Si dovrebbero concentrare solo sul fare un altro grande album, abbandonando alcuni vecchi cavalli di battaglia in favore di grandi canzoni del passato. Che ne dite di "Acrobat", "Drowning Man" e "Numb"? "Pride (In The Name of Love)" è una grande canzone, ma quando è troppo è troppo.

Paura: gli U2 tendono a terminare ogni decennio con una delusione commerciale e poi iniziare il nuovo con un album che è l'esatto contrario del loro ultimo lavoro. Il fallimento di Rattle and Hum ha dato al mondo Achtung Baby e il fallimento del (criminalmente sottovalutato) Pop ha portato all'approccio back-to-basics di All That You Can't Leave Behind. Hanno trascorso gran parte degli ultimi due anni a lavorare con una serie di produttori tra cui Danger Mouse e RedOne. Temiamo che il loro obiettivo primario sia la competizione con Lady Gaga alla radio. E' una lotta che andranno a perdere. Ehi Bono, non pensare più a questo nuovo album, solo rendilo grande. Ti sarà utile nel lungo periodo.


Fonte
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04/01/2012 - La nuova rubrica: "U2 Place Into The Sound" !!! (Gibson Explorer)
Apriamo questo 2012 con la prima delle tante e importanti novità che U2place ha deciso di proporvi durante questo anno di "attesa" per il prossimo album e tour degli U2: una nuova rubrica!

"U2 Place Into The Sound"

Abbiamo scelto questo nome perchè gli U2 suonano al cuore (into the heart) e le loro sonorità sono la nostra anima e quale luogo (place) migliore se non una nuova rubrica su U2place tutta dedicata al "suono" degli U2?

Vi siete mai chiesti come nasce un pezzo degli U2? Perché Edge utilizza quel suono preciso? Non avete la curiosità di conoscere come nasce una base e perché in quel punto preciso c’è quel suono? Oppure cosa passava per la testa ai vari componenti della band durante la nascita di un pezzo?
Con questa nuova rubrica che inauguriamo oggi, cerchiamo di rispondere a domande tipo queste ed a moltissime altre che abbiamo già in cantiere, perché è un modo più profondo per affrontare e conoscere gli U2, ma che racchiude anche il fascino della band stessa.
Per aiutarci a comprendere tecnicamente ma con lo stile innamorato e generoso del fan, abbiamo chiesto al nostro placer Beppe di contribuire nel trattareargomenti così ostici, a tratti lontani, ma che alla radice racchiudono l’essenza degli U2.
U2place è sempre stato all'avanguardia nell’affrontare la band sotto tutti i punti di vista, pensiamo di poter inaugurare oggi una sezione che potrà risultare molto interessante per tutti...

e chiunque può scriverci a intothesound@u2place.org, chiedendoci un argomento da spiegare che noi sceglieremo di volta in volta.

Inauguriamo la sezione con questo primo articolo di Beppe intitolato:

Uno spigolo che Explora!





Estate 1978, Dublino…”senti Dave, che ne dici se in Agosto non andiamo un po’ di giorni a New York in vacanza”

“magari papà, magari”

Mmmm, non ho ancora una chitarra mia..devo trovarmene una..boh speriamo almeno a new york di trovare qualcosa di buono…qui a Dublino non c’è niente se non quei Vox dei fottuti inglesi.

Sono due  anni ormai che suono con i ragazzi ma non ho ancora una chitarra mia..vediamo se papà mi fa un regalo.

Agosto 1978, Dave e famiglia vanno a New York

16 Agosto, 17 anni appena compiuti..chissà.

“oooh finalmente un negozio di chitarre… che strana questa chitarra ,chissà come suona..mah!....Senta, posso provare un po’ di chitarre?”

“certo..scegli quelle che vuoi..hey hai un accento strano, sei irlandese?”

“eh, beh si vengo da Dublino..sono in vacanza con la mia famiglia..ma qui ce ne saranno molti di irlandesi, molti dalla mia città sono scappati qui a new york e Boston”

“beh si ragazzo, ce ne sono..ma forse sei il primo irlandese a cui interessa una chitarra..”

“senta..vorrei provare questa  rickenbacker e questa les paul, però mi interesserebbe provare quella chitarra a spigoli in vetrina”

“ prova pure queste intanto..poi ti prendo la gibson in vetrina”

Mmm,suonano bene sia la rickenbacker che la  les paul ,sono tante diverse tra loro..però non so..alla fine queste e la stratocaster sono sempre le solite..magari le trovo anche a Dublino tra un po’..mi affascina l’altra..quella a spigoli. Ha una forma che mi piace..suona bene, sembra una via di mezzo tra la les paul e la stratocaster..e poi si adatta bene al mio palmo..e poi, non si era detto con i ragazzi di non essere come gli altri, di avere un suono nuovo? Paul mi ha soprannominato “lo spigolo” eh beh, questa è la chitarra giusta allora!

“senta ,come si chiama questa?”

“Explorer, Gibson Explorer…ha qualche anno, è del ’76..è una riedizione della chitarra del  1958…è stata prodotta in pochi esemplari proprio perché è una reissue..saresti fortunato a comperarla, ragazzo!”

“papà, mi piacerebbe questa”

“non so Dave, però se piace a te..è il tuo regalo di compleanno…senta, quant’è?”

“allora,compreso tutto tasse etc..fanno 248,4 dollari!”

Wow, chissà che penseranno i ragazzi.

“hey edge, bella chitarra..figa! Viene dallo spazio?”

“Ti piace Adam? L’ho comperata a New York…appena l’ho vista in vetrina ho pensato… è mia! Dopotutto, non ci siamo detti di non essere come gli altri?”

“si certo, passami la birra”

“Senti Edge, ti ho portato questo..prova a smanettarci un po’”

“che cos’ è, Bono ?”

“è un delay a pedale, mi piacerebbe tu lo usassi, ci tirassi fuori qualcosa…dobbiamo essere una punk band con un suono nuovo”

“ok Bono, ci provo”

Dave Evans the Edge nasce artisticamente quel 16 agosto 1978 a New york..forse non immaginava che quella sua prima chitarra explorer  color legno  sarebbe stato il suo distintivo  e ancora oggi ,viceversa, se si pensa a questo modello di chitarra con quel colore non glielo si può non associare…più di tutte le altre chitarre che ha ed ha usato.

Oggi, anche nelle riviste,cataloghi o nei libri di chitarre quando citano l’explorer ’76 la associano a “la chitarra del chitarrista degli U2”..è il suo simbolo storico.

Eppure..c’era già in quel Agosto un indizio di chi fosse questo chitarrista..un tizio che ride poco,pensa molto, parla il giusto.

Già, un uomo che è soprannominato dal suo cantante “lo spigolo” e si compera una chitarra che è tutta uno spigolo, buffo no?

Una chitarra dalla forma aggressiva, dal suono abbastanza duro ,nata e usata prevalentemente nel rock, hard rock,rock blues..per gente tosta..a pensarci sarebbe la meno indicata per un chitarrista dal tocco leggero che usava i suoni sporchi con discrezione e non martellava di power chords i dischi degli U2..insomma una chitarra che è il contrario di ciò che ha fatto the Edge.

Ma non è un caso..nella sua testa c’è sempre stata l’idea di invertire i classicismi, fare ciò che non fanno gli altri, trovare altre strade..”suonare qualcosa che non fosse blues”..usare quindi una chitarra dall’aspetto aggressivo in una band che invece all’inizio si è posta sempre con molta caparbietà negli intenti anziché cavalcare l’onda punk del periodo in cui nacque…al posto delle schitarrate distorte e delle incazzature contro qualcosa..accordi sospesi, note su corde vuote,armonici a creare un telaio sonoro tra batteria e basso e appena sotto la voce di Bono.

Qui nasce la sfida…

Bene, ho L’explorer..vuoi vedere che questa chitarra non sia capace di suonare altro dell’hard rock o del rock blues..al diavolo..al diavolo la tradizione… vuoi dirmi che una chitarra è nata solo per uno scopo? Per me no..vedrai..e poi mi piace,è piena di spigoli..sarebbe inusuale per ciò che faremo, noi non siamo come gli altri..

Sembra pensare così il giovane Edge, prendo  la tradizione e la faccio mia .

Se L’explorer era nata per il Rock sanguigno, edge l’ha portata in altri territori..più delicati, eterei.

Una chitarra fatta a spigoli con una paletta a punta..sembra fatta apposta per un gruppo che vuole fare a pezzi la tradizione e prendere il punk non per distruggere ma per costruire, partendo da dentro.

Che enorme sfida e che fascino!

E allora i will follow, out of control, twilight, stories for boys,the electric co., 11 o’ clock hanno il suono di questa chitarra che diventa un tutt’uno con questo musicista ventenne, magro e serioso ma già sicuro di se sul palco nonostante l’età..già, il ventenne the edge sembrava già un veterano rispetto ai suoi compari.

I primi giovanissimi U2 di Boy hanno  il suono di questa chitarra a spigoli!



C’ è una scena in “it might get loud” in cui lo si vede suonare su una spiaggia la sua explorer attaccata al suo primo effetto delay analogico e il suo inseparabile Vox ac30 del ’64 (quello con la scritta u2 su un lato) e lo si vede smanettare su quell’effetto che ha fatto la sua storia e ha forgiato il suono degli U2.

Niente virtuosismi con questa chitarra da virtuosi..note, poche ma buone…2/3 note al massimo assieme e spesso aggiunte a delle corde vuote per creare una sospensione..atmosfera…mentre sotto il basso martella spesso la stessa nota portante..il resto lo fa lui, il suo echo analogico, le sue triadi maggiori e minori..buttando là ogni tanto le none o le corde a vuoto, i cantini ”anche le corde vuote sono note!”

Riff semplici ma efficaci, power chords suonati alternativamente pieni e con le corde a vuoto..le note basse danno l’accodo, segnano la ritmica..i cantini creano sospensione, come nel ritornello di The electric co (tecnica ripresa poi su Pride early morning april 4)…anche questo è uno schiaffo alla tradizione rock che è piena di power chord pieni e potenti.

Il giovane Edge aveva già due  direzioni, marchiare il suono della band fin dall’inizio e crearsi uno stile fatto di non virtuosismi, di micro assoli, di non tecnica..anzi, l’unica cosa che gli riesce di suonare è proprio la musca degli U2..niente blues,niente scale.

in fin dei conti sei vuoi crearti uno stile autentico non devi imparare da nessuno se non dal tuo istinto..poche nozioni, quelle fondamentali e tanta intuizione.

The Edge è un tipo furbo, sagace, con un occhio ruba con un orecchio ascolta..prende e fa proprio tutto ciò che assorbe..ci vuole abilità e intelligenza…lui con questa aria da bravo ragazzo ,da studente modello con questa chitarra che sembra il suo esatto contrario…ci vuole un esorcismo!

No, basta una scatoletta analogica con 5 potenziometri che campiona la nota che prende e la ributta fuori al tempo che stabilisci, si un delay…con modulazione, ovvero un effetto chorus, uno sfasamento della nota prodotta .. l'illusione di 2 o più strumenti o voci che suonano insieme la stessa parte,  simulando la differenza di tempo e intonazione che accade quando due o più persone cercano di suonare esattamente la stessa cosa allo stesso tempo…tutto ciò crea profondità nel suono, un ambiente etereo e sarà il marchio di fabbrica di Edge .

In questo il suo soprannome è azzeccatissimo..il limite,il bordo..lo spigolo..arrivare fin dove si può, esplorare, sperimentare. Sembra la sua indole..dagli inizi rarefatti al pieno del vigore sonoro di zootv e popmart..fino a sperimentare suoni  iperindustrial distorti alla  nine inch nails ,organi e altri bizzarri suoni  messi in no line on the Horizon…come dire uso questi effetti a modo mio.

Ma in questo effetto Memory man analogico non si possono memorizzare i vari tempi , allora pezzettini di scotch colorati per capire dove posizionare le rotelline del delay a seconda della canzone da eseguire..ogni rotellina corrisponde a una funzione..una per la misura del tempo (in millisecondi, spesso brevi in quei tempi), una per la quantità di ripetizioni (cioè quante volte deve ripetere il suono che gli arriva) una per il volume di uscita del delay , una per regolare quell’effetto chorus spiegato

The ocean è un giusto esempio dell’abilità del primo The Edge, poche note, armonici (le note prodotte sfiorando le corde sopra determinate barrette dei tasti)e l’atmosfera creata riproduce in un certo senso l’infrangersi delle onde sulla spiaggia.

Tutto ha un senso…magari anche rompere queste stesse onde con la sua acuminata Explorer, usata successivamente live per a sort of homecoming e nell’album di svolta nel suono degli U2 the unforgettable fire..con le  prime sperimentazioni forzate sotto la regia di Brian eno e daniel lanois…e poi messa a riposo per un bel po’, seguendo questo  modo di intendere la musica usiamo tutto l’usabile, fino allo Zootv per Ultraviolet (in studio non saprei) perchè probabilmente per sua stessa ammissione  combina bene degli elementi tra una gibson  les paul  (la chitarra di zoostation, until,etc)e una fender stratocaster (streets,pride,etc)..è aggressiva ma dolce allo stesso tempo

Abbandonata fino a una valigia, a beautiful day e a new york..chissà, l’album che ha riportato a un certo senso gli U2 agli origini e dove the edge si è ricordato di avere ancora la sua prima chitarra acuminata..e magari ricordando di averla comperata a New York, quale occasione migliore se non ri sfoderarla per una canzone omonima scritta dal suo amico fraterno Bono?

Recuperata per Miracle drug nel vertigo tour e  anche per il ritorno della stingray guitar del 360° tour..dove fai tuo un riff di Marc Bolan dei T-rex , 20th century  boy , che usava una chitarra gibson color oro.. già,che combinazione, una chitarra che ha 2 punte che sembrano 2 raggi di sole per una canzone con questo nome…il ritorno della chitarra luccicante ..l’avresti potuto suonare con altre chitarre?

Anni fa ne trovai una identicissima ,la sua del 1976, in un mercatino vintage ..beh la provai un po’ per curiosità e perché se ne trovano pochissime in giro e fu una bella sensazione,era immacolata..bellissima..con il solito manico lunghissimo e spostato fuori dal corpo com’ è, un po’ spiazzante perché con la stessa postura e posizione su una chitarra normale suoni su un tasto, in una Explorer sei su un altro proprio per il baricentro spostato verso al paletta..dal suono meno grosso di una les paul , più scavato, definito e con molto attacco…alti e bassi ma non invasivi.

A proposito di ricordi..caro The Edge, lo sai che quella chitarra comperata per 248 dollari adesso vale almeno 3000 euro?

Beppe
Scritta da: alle ore 00.00
04/01/2012 - La nascita di Vertigo da Native Son nel ricordo di Steve Lillywhite.



Premiato recentemente con il riconoscimento di CBE (Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico) Steve Lillywhite ricorda in una recente intervista il periodo di lavorazione all'album degli U2 How to dismantle an atomic bomb.
In particolare il produttore, che ha lavorato tra l'altro con artisti come Peter Gabriel, Talking Heads,Morrissey e Kirsty MacColl, con la quale è stato sposato, e che ha avuto però proprio con gli U2 il suo rapporto più duraturo, ricorda quando dalla demo di Native Son arrivarono a quella che è diventata poi Vertigo, hit che secondo Lillywhite è ancora oggi capace di trascinare all'entusiasmo stadi interi.
"Nel momento in cui ha iniziato a cantare la canzone con la band", ricorda il produttore, "Bono si è proiettato un anno nel futuro, su un palco al Madison Square Garden", e di conseguenza come sua abitudine, ha apportato cambiamenti durante l'esecuzione della canzone.
Steve Lillywhite ricorda che le modifiche apportate, che sono sembrate poi semplici, come aver cambiato il coro, le parole, quel Hello Hello iniziale, hanno portato a una versione finale che aveva quel qualcosa di visceralmente U2, un fattore che Native Son pur essendo una buona canzone, non possedeva a giudizio del produttore.
Vi proponiamo le due versioni a confronto:





Fonte: Artdesk.com
Scritta da: alle ore 00.00
04/01/2012 - Glastonbury: la paura negli occhi degli U2!



Il Festival di Glastonbury e'stato uno dei concerti più attesi della loro carriera: quello che ha colto il fotografo Barry Delaney negli occhi degli U2 è stata quella paura genuina che i giovani rockers spesso mostrano una volta saliti sul palco quando l'attesa e le aspettative per un concerto sono molto alte.
Barry Delaney si ritrova spesso sul palco con le stars per poterle riprendere da vicino e rendere l'intensità di quei momenti; a Glastonbury il fotografo, che conosce gli U2 da quando ancora non erano una rock band famosa, era posizionato nel pit e ha potuto cogliere da vicino l'emozione di Bono e compagni per quella serata speciale.



Fonte: indipendent.ie
Scritta da: alle ore 00.00
04/01/2012 - Spider-Man: turn off the dark è record di incassi



Nonostante un inizio difficoltoso fatto di rimandi, licenziamenti, critiche e recensioni negative, sembra che il musical di Bono e The Edge abbia preso il volo.
Secondo quanto riferito dalla Broadway League, questa settimana Spider-Man: turn off the Dark ha registrato il maggiore incasso settimanale con ben 2.941.794 dollari
.
A quanto pare, in questo caso, pubblico e critica si sono posizionati decisamente agli antipodi!

Fonte

Si ringrazia Medulla per la segnalazione
Scritta da: alle ore 00.00
01/01/2012 - U2 Live: il mese del Boy Tour su U2Torrents!
Per festeggiare il nuovo anno su U2torrents hanno pensato bene di rendere "free leech" tutti gli audio e video del Boy Tour. Questo significa semplicemente che il download di questi torrent non peserà sulla vostra ratio ma verrà conteggiato solo l'upload quindi se qualcuno ha problemi di condivisione è il momento giusto per approfittarne e sistemare un pò la situazione godendo comunque di ottimo materiale audio-video.


Ecco i link in continuo aggiornamento (per questo vi consigliamo di controllare più volte durante questo mese!):

AUDIO Boy Tour

VIDEO Boy Tour

Inoltre sul nostro forum potrete discutere dei concerti in questione e seguire i consigli dei nostri "esperti" in materia su quali concerti e quali registrazioni meritino maggiore attenzione: U2place.com Forum - Il Mese del Boy Tour

Buon ascolto e buona visione!
Scritta da: alle ore 00.00
29/12/2011 - Gli U2 visti dall'alto del Claw, riprese inedite del 360 tour!
Dopo due anni di 360 tour molti di voi avranno ormai visto decine di video girati dagli spettatori, dai fan, etc.... l'ormai famoso "The Claw" lo conosciamo da tutte le angolazioni e ne conosciamo tutti i "segreti", ma probabilmente non abbiamo mai visto dall'alto un concerto degli U2...

Oggi in rete abbiamo trovato alcuni video inediti girati a Moncton (l'ultima data del tour) probabilmente da qualche tecnico delle luci...
Gustatevi questa prospettiva dello show e del Claw...

"A new frame, a new perspective"

















Scritta da: alle ore 00.00

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