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U2: Arriva "Propaganda" in Edizione Limitata! Ecco dove trovare la storica fanzine

Il legame tra gli U2 e i loro fan si arricchisce di un nuovo capitolo da collezione. In occasione del lancio del nuovo EP Days of Ash, la band ha annunciato il ritorno di Propaganda, la leggendaria fanzine ufficiale, in una speciale edizione cartacea limitata.

Se sei un collezionista o un fan di lunga data, questa è un'occasione imperdibile per toccare con mano un pezzo di storia della band di Dublino.

Cos'è la nuova edizione di Propaganda?

La rivista Propaganda è stata per decenni il punto di riferimento per il fan club ufficiale. Questa nuova uscita, legata a Days of Ash, non è una semplice brochure, ma un approfondimento curato nei minimi dettagli che esplora il processo creativo dietro le ultime canzoni, con foto esclusive e contenuti testuali inediti.

Dove trovare Propaganda in Italia (Edizione Limitata)

La distribuzione non avverrà nei classici circuiti edicola, ma è affidata a una rete selezionata di negozi di dischi indipendenti in tutto il mondo.

Nota per l'Italia: Al momento, il punto vendita confermato per il nostro Paese è il SEMM Music Store di Bologna (Via Oberdan 24/F).

Data l'estrema rarità delle copie, ti consigliamo vivamente di:

  1. Contattare il negozio prima di recarti sul posto.
  2. Monitorare i canali social ufficiali per eventuali aggiornamenti su altri punti vendita.

Esclusiva per gli abbonati a U2.com

Non puoi raggiungere Bologna? Niente paura. Una parte della tiratura della rivista Propaganda verrà spedita direttamente ai membri iscritti al fan club ufficiale su U2.com. Le spedizioni sono già in corso, anche se i tempi di consegna potrebbero variare a seconda della zona geografica.

Conclusione

Il ritorno al formato fisico è un segnale forte da parte di Bono, The Edge, Adam e Larry: la musica va vissuta, ascoltata e, in questo caso, anche sfogliata.

Per consultare l'elenco internazionale completo dei negozi aderenti, visita la pagina ufficiale: U2.com - Limited Edition Print News

Scritta da: Staff il 05/03/2026

U2, Larry Mullen Jr. è tornato: in arrivo il nuovo album "che suona come il futuro"

U2, Larry Mullen Jr. è tornato: in arrivo il nuovo album "che suona come il futuro"

Dopo anni di attesa, incertezze e la storica residency a Las Vegas senza il suo fondatore dietro le pelli, arriva la notizia che tutti i fan degli U2 stavano aspettando: Larry Mullen Jr. è tornato in studio con la band. Secondo quanto riportato da Rolling Stone e confermato da recenti interviste di Bono e soci, gli U2 sono nel pieno delle registrazioni del loro prossimo album di inediti, il primo dopo Songs of Experience (2017). Ecco tutto quello che sappiamo su questo attesissimo ritorno.

Larry Mullen Jr.: il recupero è completo

La notizia più importante riguarda la salute di Larry. Dopo i delicati interventi chirurgici a collo e schiena che lo avevano costretto a saltare i concerti allo Sphere, il batterista è tornato a colpire i tamburi con la grinta di sempre. Bono ha descritto le sessioni di registrazione come "elettriche", sottolineando come il tocco di Larry stia portando una nuova linfa vitale alle composizioni.

"Vederlo di nuovo al suo posto è stato commovente e necessario", ha dichiarato Bono. "La band non è la stessa senza di lui, e il suono di questo nuovo disco ne è la prova".

Brian Eno e il ritorno alle origini (ma guardando avanti)

Un'altra indiscrezione che scalda il cuore dei fan riguarda il coinvolgimento di Brian Eno. Il leggendario produttore, architetto del suono di capolavori come The Joshua Tree e Achtung Baby, starebbe lavorando nuovamente con la band. L'obiettivo? Creare un disco che Bono definisce "irragionevole" e che "suona come il futuro".

Non aspettatevi però una semplice operazione nostalgia. Sebbene la presenza di Eno suggerisca trame sonore profonde, The Edge ha accennato a un sound molto diretto e rock, quasi punk in certi frangenti, alternato a momenti più sperimentali.

Quando uscirà il nuovo album?

Sebbene non ci sia ancora una data ufficiale, i rumor più accreditati puntano verso la fine del 2026, in coincidenza con il 50° anniversario della band. Adam Clayton ha confermato che ci sono già 3 o 4 brani completati che rappresentano il cuore pulsante del progetto.

Il lancio del disco potrebbe essere accompagnato da un tour mondiale che, secondo Larry, potrebbe avere una formula diversa rispetto ai mega-tour del passato: qualcosa di più intimo o sperimentale, per preservare la sua forma fisica e concentrarsi sull'impatto emotivo della musica.

Larry Mullen Jr. is back behind the drums for U2 and recording a new album.
Kevin Mazur/Getty Images

Scritta da: Staff il 18/02/2026

"Days of Ash": la guida completa a brani e testi degli U2

"Days of Ash": la guida completa a brani e testi degli U2

In questo Mercoledì delle Ceneri, gli U2 hanno spiazzato il mondo pubblicando "Days of Ash", un EP di 6 tracce che funge da "istantanea" del nostro tempo. Non si tratta di un'anticipazione del disco previsto per fine 2026, ma di un progetto urgente, definito da Bono come un insieme di "canzoni di sfida e di sgomento".

L'EP è dedicato a chi combatte in prima linea per la libertà e alterna momenti di crudo realismo a aperture spirituali. Ecco l'analisi dettagliata e i testi completi di ogni brano.


1. American Obituary

L'analisi: Il brano d'apertura è un pugno nello stomaco. Dedicato a Renee Nicole Macklin Good (vittima di una sparatoria a Minneapolis), il testo affronta il trauma della violenza negli Stati Uniti. Bono mette in discussione il concetto di "terrorismo", ribaltando la narrativa e chiedendosi come Dio possa permettere che un cuore si spezzi. È il brano che dà il tono politico e umano all'intero lavoro.

Testo e Traduzione

American Obituary Epitaffio Americano

Song for Renée Nicole Macklin Good Canzone per Renée Nicole Macklin Good

You have the right to remain silent Hai il diritto di rimanere in silenzio or not... o no...

God above a mother’s love Dio sta sopra l'amore di una madre A guiding hand to pick you up Una mano guida per sollevarti To crush her like a coffee cup Schiacciarla come una tazzina di caffè Why? Perché? Crossing guard or yellow bus Addetto all'attraversamento o scuolabus giallo Our children teach us who to trust I nostri figli ci insegnano di chi fidarci The worst can’t kill what’s best in us Il peggio non può uccidere ciò che c'è di meglio in noi But they can try Ma possono provarci America will rise L'America insorgerà Against the people of the lie Contro la gente della menzogna

I love you more Ti amo più Than hate loves war Di quanto l'odio ami la guerra I love you more Ti amo più Than hate loves war Di quanto l'odio ami la guerra (War, war) (Guerra, guerra)

We love you more than hate loves war Ti amiamo più di quanto l'odio ami la guerra

Renée Good born to die free Renée Good nata per morire libera American mother of three Madre americana di tre figli Seventh day January Il settimo giorno di gennaio A bullet for each child, you see Un proiettile per ogni bambino, vedi The color of her eye Il colore del suo occhio 930 Minneapolis Ore 9:30 Minneapolis To desecrate domestic bliss Per dissacrare la felicità domestica Three bullets blast, three babies kissed Tre proiettili sparati, tre bambini baciati Renée the domestic terrorist??? Renée la terrorista domestica??? What you can’t kill can’t die Ciò che non puoi uccidere non può morire America will rise L'America insorgerà Against the people of the lie Contro la gente della menzogna I love you more Ti amo più Than hate loves war Di quanto l'odio ami la guerra I love you more Ti amo più Than hate loves war Di quanto l'odio ami la guerra (War, war) (Guerra, guerra)

We love you more than hate loves war Ti amiamo più di quanto l'odio ami la guerra

I am not mad at you, Lord Non sono arrabbiato con te, Signore You’re the reason I was there Sei la ragione per cui ero lì Could you stop a heart from breaking Potresti impedire a un cuore di spezzarsi By having it not care? Facendo sì che non gli importi? Could you stop a bullet in midair? Potresti fermare un proiettile a mezz'aria?

She says... Lei dice... The power of the people is so much stronger than the Il potere del popolo è molto più forte delle people in power persone al potere The power of the people is so much stronger than the Il potere del popolo è molto più forte delle people in power persone al potere The power of the people is so much stronger than the Il potere del popolo è molto più forte delle people in power persone al potere

In the streets with children playing Nelle strade con i bambini che giocano In the churches where they’re praying Nelle chiese dove stanno pregando School teachers are explaining Gli insegnanti di scuola stanno spiegando America, America America, America The power of the people! Il potere del popolo!

We love you more (we say, we say) than hate loves war Ti amiamo più (diciamo, diciamo) di quanto l'odio ami la guerra I love you more (I say, I say) than hate loves war Ti amo più (dico, dico) di quanto l'odio ami la guerra


2. The Tears Of Things

L'analisi: Qui la band si sposta su un piano filosofico e letterario. Il titolo richiama Virgilio (Sunt lacrimae rerum). Gli U2 esplorano la "sofferenza degli oggetti" e dei luoghi che sopravvivono alle persone che li hanno abitati. Musicalmente è un brano d'atmosfera, che cerca di dare un peso al vuoto lasciato da chi non c'è più.

Testo e Traduzione

Ecco la traduzione completa riga per riga di "The Tears of Things", basata sul testo ufficiale presente nelle immagini fornite.

The Tears of Things Le lacrime delle cose

There’s no start to this story Non c'è un inizio per questa storia And I can see no end E non riesco a vederne una fine To young men hearing voices Per i giovani uomini che sentono voci Whisper in the wind Sussurrare nel vento I woke up made of marble Mi sono svegliato fatto di marmo A shepherd boy in shock Un pastorello in stato di shock Michelangelo release me Michelangelo, liberami From a single block Da un unico blocco I’m David the giant killer Sono Davide il cacciatore di giganti With heart-shaped eyes Con gli occhi a forma di cuore I was naked as a soldier Ero nudo come un soldato Far from my mother’s cries and Lontano dalle grida di mia madre e

The tears of things Le lacrime delle cose The tears of things Le lacrime delle cose Rising like a flood Che salgono come un'inondazione The tears of things Le lacrime delle cose The tears of things Le lacrime delle cose I’d cry them if I could Le piangerei, se potessi

Was it you, Lord, I was listening to? Eri tu, Signore, che stavo ascoltando? You didn’t say much Non hai detto molto You said ‘Let my fingers form you, Hai detto "Lascia che le mie dita ti diano forma, Be fashioned by my touch, Sii plasmato dal mio tocco, Be open to be broken Sii aperto a essere spezzato As every heart that sings, Come ogni cuore che canta, No voice and drum can overcome Nessuna voce e tamburo possono superare A symphony of strings’ Una sinfonia di archi" You said ‘You’d make of me an instrument Hai detto "Faresti di me uno strumento For melody and word’ Per la melodia e la parola" I wonder as things fall asunder Mi chiedo, mentre le cose vanno in pezzi Was it really you I heard or Se fossi davvero tu quello che ho sentito o

The tears of things? Le lacrime delle cose? The tears of things Le lacrime delle cose Songs made out of rain Canzoni fatte di pioggia The tears of things Le lacrime delle cose The tears of things Le lacrime delle cose Here we go again Ci risiamo

Mussolini came to see me Mussolini è venuto a trovarmi A shadow by his side Un'ombra al suo fianco Church bells ring, a vanishing Le campane della chiesa suonano, una sparizione Then the vanishing denied Poi la sparizione negata Six million voices silenced in just four years Sei milioni di voci messe a tacere in soli quattro anni The silent song of Christendom La canzone silenziosa della cristianità So loud everybody hears Così forte che tutti la sentono

Before the roar, before the blast Prima del boato, prima dell'esplosione The stench and shame Il puzzo e la vergogna There’s a howling, wailing sound C'è un suono ululante, un lamento That screams your name Che grida il tuo nome I’m David not Goliath, I was born in Bethlehem Sono Davide non Golia, sono nato a Betlemme And there is no us if there is no them E non c'è un "noi" se non c'è un "loro" My eyes were burned from all I learned I miei occhi sono stati bruciati da tutto ciò che ho imparato There were things I can’t unsee C'erano cose che non posso non vedere più In this your holy war In questa vostra guerra santa There’s nothing holy here for me just Non c'è nulla di santo qui per me, solo

The tears of things Le lacrime delle cose The tears of things Le lacrime delle cose Rising like a flood Che salgono come un'inondazione The tears of things Le lacrime delle cose The tears of things Le lacrime delle cose I’d cry them if I could Le piangerei, se potessi

If you put a man into a cage and rattle it enough Se metti un uomo in una gabbia e la scuoti abbastanza A man becomes the kind of rage that cannot be locked up Un uomo diventa il tipo di rabbia che non può essere rinchiusa No, it cannot be locked up No, non può essere rinchiusa No, it cannot be locked up No, non può essere rinchiusa Dear God you made us so you wouldn’t be alone Caro Dio, ci hai creati così non saresti stato solo Every heart is exiled until a heart gets home Ogni cuore è in esilio finché un cuore non torna a casa Don’t send us back to stone Non rimandarci a essere pietra Don’t send us back to stone Non rimandarci a essere pietra

I was made for worship before I spoke I sang Sono stato creato per l'adorazione, prima di parlare ho cantato Songs of grief, of disbelief Canzoni di dolore, di incredulità How a woman can love a man Di come una donna possa amare un uomo The naked song, the sacred song La canzone nuda, la canzone sacra That every soldier fears Che ogni soldato teme ’Cause when people go around talking to God Perché quando la gente va in giro a parlare con Dio It always ends in tears Finisce sempre in lacrime

Yeah, the tears of things Sì, le lacrime delle cose The tears of things Le lacrime delle cose Let the desert be unfrozen Lascia che il deserto si scongeli The tears of things Le lacrime delle cose The river sings Il fiume canta Who would choose to be chosen? Chi sceglierebbe di essere l'eletto?

River, sea and mountain Fiume, mare e montagna Desert, dust and snow Deserto, polvere e neve Everybody is my people Ognuno è il mio popolo Let my people go Lascia andare il mio popolo


3. Song Of The Future

L'analisi: Un brano che riflette sulla disconnessione nell'era digitale. Bono usa metafore tecnologiche ("frequenza", "statica", "schermi luminosi") per descrivere la solitudine moderna. Il "fantasma nella macchina" è l'amore che cerca di sopravvivere in un mondo automatizzato, cercando rifugio nel volto dell'altro.

Testo e Traduzione

The future, as everyone knows Il futuro, come tutti sanno

Is where we’re gonna be spending the rest of our life È dove trascorreremo il resto della nostra vita

Who said the future is closed Chi ha detto che il futuro è chiuso

Never saw the promise in her eyes… liberty Non ha mai visto la promessa nei suoi occhi… libertà

And I’m running my mouth off E io parlo a vanvera

Running my mouth off Parlo a vanvera

It’s not poetry Non è poesia

And I’m running my mouth off again E sto parlando di nuovo a vanvera

Sarina Sarina Sarina Sarina

She’s the song of the future Lei è la canzone del futuro

Playing in my mind Che suona nella mia mente

Gotta know gotta find a way to get to her Devo sapere devo trovare un modo per arrivare a lei

She’s holding up the sign Lei tiene alto il cartello

All alone Tutta sola

All alone Tutta sola

But not alone Ma non sola

Yeah, we’re not alone Sì, non siamo soli

Sarina Sarina Sarina Sarina

She’s the song of the future Lei è la canzone del futuro

Yeah

Picture - heaven is closed Immagina - il paradiso è chiuso

All the classroom prophets gone to ground Tutti i profeti da aula scolastica sono spariti

Schoolgirl says everyone knows La studentessa dice che tutti sanno

Love is a verb and not a noun L'amore è un verbo e non un nome

Or so it seems O così sembra

It has me running my mouth off Mi fa parlare a vanvera

Running my mouth off Parlare a vanvera

It’s not poetry Non è poesia

But I’m running my mouth off again Ma sto parlando di nuovo a vanvera

Sarina Sarina Sarina Sarina

She’s the song of the future Lei è la canzone del futuro

Playing in my mind Che suona nella mia mente

Gotta know gotta find a way to get to her Devo sapere devo trovare un modo per arrivare a lei

She’s holding up the sign Lei tiene alto il cartello

All alone Tutta sola

All alone Tutta sola

But not alone Ma non sola

Yeah, we’re not alone Sì, non siamo soli

Sarina Sarina Sarina Sarina

She’s the song of the future Lei è la canzone del futuro

Sarina Sarina Sarina Sarina

She’s the song of the future Lei è la canzone del futuro

Playing in my mind Che suona nella mia mente

Gotta know gotta find a way to get to her Devo sapere devo trovare un modo per arrivare a lei

She’s holding up the sign Lei tiene alto il cartello

All alone Tutta sola

All alone Tutta sola

You’re not alone Non sei sola

Yeah, we’re not alone Sì, non siamo soli

Sarina Sarina Sarina Sarina

She’s the song of the future Lei è la canzone del futuro

Playing in my mind Che suona nella mia mente


4. Wildpeace

L'analisi: Ispirata alla poesia di Yehuda Amichai, questa traccia definisce la pace non come un trattato politico, ma come una forza della natura ("selvaggia"). È un invito a cercare una quiete che non sia sottomissione, ma rinascita dal fango della guerra.

Testo e Traduzione

Ecco la traduzione riga per riga di "Wildpeace", che in questa versione dell'EP risulta essere una poesia di Yehuda Amichai. Come indicato nei crediti dell'immagine, la lettura è affidata ad Adeola, artista dei Les Amazones d’Afrique.

Wildpeace Pace selvaggia

A poem by Yehuda Amichai Una poesia di Yehuda Amichai

Not the peace of a cease-fire, Non la pace di un cessate il fuoco, not even the vision of the wolf and the lamb, nemmeno la visione del lupo e dell'agnello, but rather ma piuttosto as in the heart when the excitement is over come nel cuore quando l'eccitazione è finita and you can talk only about a great weariness. e puoi parlare solo di una grande stanchezza. I know that I know how to kill, So di sapere come uccidere, that makes me an adult. questo mi rende un adulto. And my son plays with a toy gun that knows E mio figlio gioca con una pistola giocattolo che sa how to open and close its eyes and say Mama. come aprire e chiudere i suoi occhi e dire Mamma. A peace Una pace without the big noise of beating swords into ploughshares, senza il grande rumore di trasformare le spade in vomeri, without words, without senza parole, senza the thud of the heavy rubber stamp: let it be il tonfo del pesante timbro di gomma: che sia light, floating, like lazy white foam. leggera, fluttuante, come pigra schiuma bianca. A little rest for the wounds— Un po' di riposo per le ferite— who speaks of healing? chi parla di guarigione? (And the howl of the orphans is passed from one generation (E l'urlo degli orfani passa da una generazione to the next, as in a relay race: alla successiva, come in una corsa a ostacoli: the baton never falls.) il testimone non cade mai.)

Let it come Che arrivi like wildflowers, come fiori selvatici, suddenly, because the field all'improvviso, perché il campo must have it: wildpeace. deve averla: pace selvaggia.

Read by Adeola, solo artist and member of Les Amazones d’Afrique, Letta da Adeola, artista solista e membro di Les Amazones d’Afrique, creating music for women’s rights within the continent of Africa. che crea musica per i diritti delle donne nel continente africano.


5. One Life At A Time

L'analisi: In un mondo dominato da grandi numeri e statistiche di morte, gli U2 tornano all'essenziale: l'individuo. La canzone celebra gli eroi invisibili (medici, madri, insegnanti) e ci ricorda che non servono miracoli eclatanti, ma la cura per una vita alla volta.

Testo e Traduzione

Ecco la traduzione riga per riga di "One Life At A Time", basata sul testo presente nell'ultima immagine caricata.

One Life At A Time Una vita alla volta

How much is enough Quanto è abbastanza

You can screw or fix things up Puoi mandare tutto all'aria o rimediare

The world will align Il mondo si allineerà

One life at a time Una vita alla volta

One life at a time Una vita alla volta

One life Una vita

One life Una vita

One life at a time Una vita alla volta

Look around Guardati intorno

What you see depends on where you stand Ciò che vedi dipende da dove ti trovi

How you fall depends on where you land Come cadi dipende da dove atterri

What you know is more than you’ve been told Ciò che sai è più di quanto ti è stato detto

What you’re feeling shapes all you see Ciò che provi dà forma a tutto ciò che vedi

To find the map and lose the territory Trovare la mappa e perdere il territorio

Is our story È la nostra storia

You say you wanna save the world Dici di voler salvare il mondo

Well how you gonna get that right Beh, come pensi di farcela

You say you wanna save the world tonight Dici di voler salvare il mondo stasera

You say you wanna save the world Dici di voler salvare il mondo

And perfect love drives out all fear E l'amore perfetto scaccia ogni paura

Well how’s that gonna happen here? Beh, come potrà mai accadere qui?

How’s it gonna happen here? Come potrà accadere qui?

One life Una vita

One life at a time Una vita alla volta

At a time Alla volta

One life Una vita

No crime? Nessun crimine?

No crime? Nessun crimine?

Look around Guardati intorno

What you have depends on what you hold Ciò che hai dipende da ciò che stringi

What you buy is what you’re being sold Ciò che compri è ciò che ti viene venduto

How you hope depends on what you dream Come speri dipende da cosa sogni

What you imagine is your destiny Ciò che immagini è il tuo destino

What you forget might set your spirit free Ciò che dimentichi potrebbe liberare il tuo spirito

To be the changes that have to be Per essere i cambiamenti che devono avvenire

A heart that listens is a mind that grows Un cuore che ascolta è una mente che cresce

Time doesn’t pass it waits in place Il tempo non passa, aspetta sul posto

Until it meets you face to face Finché non ti incontra faccia a faccia

A peaceful place is never still Un luogo pacifico non è mai fermo

The faith to crawl up every hill La fede per scalare ogni collina

Every hill Ogni collina

You say you wanna save the world Dici di voler salvare il mondo

Well how you gonna get that right Beh, come pensi di farcela

You say you wanna save the world tonight Dici di voler salvare il mondo stasera

You say you wanna save the world Dici di voler salvare il mondo

And perfect love drives out all fear E l'amore perfetto scaccia ogni paura

Well how’s that gonna happen here? Beh, come potrà mai accadere qui?

How’s it gonna happen here? Come potrà accadere qui?

One life Una vita

One life at a time Una vita alla volta

At a time Alla volta

At a time Alla volta

If there’s no law is there no crime Se non c'è legge non c'è crimine

No crime? Nessun crimine?


6. Yours Eternally (feat. Ed Sheeran & Taras Topolia)

L'analisi: Il gran finale. Una collaborazione transnazionale che unisce il pop di Sheeran e la testimonianza diretta di Taras Topolia (Antytila). È una "lettera" di fratellanza che attraversa i confini dell'Ucraina per diventare universale. La cenere (il tema dell'EP) qui finalmente vola via, lasciando spazio alla speranza.

Testo e Traduzione

Ecco la traduzione completa riga per riga di "Yours Eternally", il brano di chiusura dell'EP Days of Ash:

Yours Eternally Tuo eternamente

Don’t sleep Non dormire Don’t even think about it Non ci pensare nemmeno No need Non c’è bisogno Maybe a little bit Forse un pochino Still dream Continua a sognare About waking up free Di svegliarti libero As we can be Come possiamo essere noi Forget Dimentica Whatever doesn’t fit Tutto ciò che non è adatto Regret Rimpianto Regret none of it Non rimpiangere nulla Don’t bet Non scommettere On getting rid of me Sul fatto di liberarti di me Yours eternally Tuo eternamente

Dearest friends or whatever Cari amici o quel che sia We are calling ourselves these days Come ci chiamiamo in questi giorni My current location La mia posizione attuale I cannot disclose Non posso rivelarla Geographically Geograficamente It’s nowhere that I’ve been before Non è in nessun posto in cui sia mai stato prima But emotionally Ma emotivamente We’re on the same road Siamo sulla stessa strada If you have the chance to laugh Se hai la possibilità di ridere Laugh at me Ridi di me If you have the chance to hope Se hai la possibilità di sperare It’s a duty È un dovere

Don’t sleep / Don’t even think about it / No need Non dormire / Non ci pensare nemmeno / Non c’è bisogno Maybe a little bit / Still dream Forse un pochino / Continua a sognare About waking up free / As we can be Di svegliarti libero / Come possiamo essere noi Forget / Whatever doesn’t fit Dimentica / Tutto ciò che non è adatto Regret / Regret none of it Rimpianto / Non rimpiangere nulla Don’t bet / On getting rid of me Non scommettere / Sul fatto di liberarti di me Yours eternally Tuo eternamente

As your so called companion In quanto tuo cosiddetto compagno The worst jokes and the greatest times I peggiori scherzi e i momenti più grandi You got me high Mi hai fatto sentire su di giri And the stars got me home E le stelle mi hanno portato a casa Your faith in me was blinding La tua fede in me era accecante Yours is the song that I’ve always sung La tua è la canzone che ho sempre cantato You are not lost out there because Non sei perso là fuori perché You are not alone Non sei solo If you have a chance to reach Se hai la possibilità di arrivare Reach for me Cerca me In the chaos of the earth Nel caos della terra We’ll find beauty Troveremo la bellezza All this time we’ve been chasing dust Per tutto questo tempo abbiamo inseguito la polvere A soldier’s song a sailor’s lust La canzone di un soldato, la brama di un marinaio For the glory of a world Per la gloria di un mondo That we can’t yet see Che non possiamo ancora vedere

Don’t sleep / Don’t even think about it / No need Non dormire / Non ci pensare nemmeno / Non c’è bisogno Maybe a little bit / Still dream Forse un pochino / Continua a sognare About waking up free / As we can be Di svegliarti libero / Come possiamo essere noi Forget / Whatever doesn’t fit Dimentica / Tutto ciò che non è adatto Regret / Regret none of it Rimpianto / Non rimpiangere nulla Don’t bet / On getting rid of me Non scommettere / Sul fatto di liberarti di me Yours eternally Tuo eternamente

Volia, volia Libertà, libertà (Nota: "Volia" in ucraino significa sia "Volontà" che "Libertà")

Copertina EP U2 Days of Ash 2026

Scritta da: Staff il 18/02/2026

A sorpresa il nuovo EP degli U2 "Days of Ash": 6 tracce di "sfida e sgomento"

A sorpresa il nuovo EP degli U2 "Days of Ash": 6 tracce di "sfida e sgomento"

Screenshot

Li abbiamo aspettati a lungo e finalmente sono tornati! Gli U2 ci presentano un loro nuovo progetto, di cui sicuramente si parlerà tantissimo. Noi siamo felici di rivederli tutti e 4 insieme e siamo pronti ad ascoltare quello che hanno ancora da dirci con la loro musica. Bentornati!

"Sei cartoline dal presente... vorremmo non essere qui"

In questo Mercoledì delle Ceneri (il giorno dopo il carnevale), la band ha pubblicato a sorpresa un nuovo EP stand-alone di 6 tracce, intitolato Days of Ash. È possibile ascoltare i brani e guardare i sei lyric video ufficiali sul sito.

In attesa del nuovo album previsto per la fine del 2026, questo EP è una raccolta autonoma di cinque nuove canzoni e una poesia: 'American Obituary', 'The Tears Of Things', 'Song Of The Future', 'Wildpeace', 'One Life At A Time' e 'Yours Eternally' (feat. Ed Sheeran & Taras Topolia). Si tratta di una risposta immediata agli eventi attuali, ispirata dalle molte persone straordinarie e coraggiose che combattono in prima linea per la libertà.

Quattro delle cinque tracce parlano di individui – una madre, un padre, una ragazza adolescente le cui vite sono state brutalmente interrotte – e un soldato che preferirebbe cantare, ma è pronto a morire per la libertà del suo paese.

"È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro in studio nell'ultimo anno", spiega Bono. "Le canzoni di 'Days of Ash' hanno un'atmosfera e temi molto diversi da quelli che inseriremo nell'album entro la fine dell'anno. Questi brani dell'EP non potevano aspettare; erano impazienti di uscire nel mondo. Sono canti di sfida e di sgomento..."

Larry aggiunge: "Chi ha bisogno di sentire un nostro nuovo disco? Dipende solo dal fatto che stiamo facendo musica che sentiamo meriti di essere ascoltata. Credo che queste nuove canzoni reggano il confronto con i nostri lavori migliori. Discutiamo molto su quando pubblicare nuovi brani. Non lo sai mai con certezza... ma per come va il mondo oggi, questo sembrava il momento giusto".

Maggiori approfondimenti da parte di Bono e Larry, insieme ai contributi di Edge e Adam, sono disponibili in un'edizione speciale per il 40° anniversario della rivista della band, Propaganda, pubblicata come digital-zine di 52 pagine per celebrare l'uscita dell'EP.

Disponibile ora su Apple Music e Spotify

I brani presenti e i link ai lyrics video:
- American Obituary (https://youtu.be/Y3ziTSYyook?si=AaDJuDzVg-nezB6C)
- The Tears of Things (https://youtu.be/a4pBXzDPErQ?si=uU180EiTnohjujqT)
- Song Of The Future (https://youtu.be/Oo8U9sW2-Qo?si=YRHmnl4AwZBKl6pW)
- WildPeace (https://youtu.be/d4Y-KQiOLO0?si=lmkSwmJVXengud23)
- One Life At A Time (https://youtu.be/XRmpvPtcTAQ?si=-SOHhNxJN-MWD8GA)
- Yours Eternally (feat Ed Sheeran) - https://youtu.be/zfridIxuzd0?si=NJBa6UMEx3UtM1-V

E' disponibile anche la nuova sezione di U2.com che riabilita come tanti anni fa Propaganda: https://propaganda.u2.com/

Fonte: https://www.u2.com/news/title/u2--days-of-ash-new-ep-out-now

I testi

Ecco la traduzione di "American Obituary", il brano d'apertura del nuovo EP Days of Ash. Il testo è un tributo a Renee Nicole Macklin Good ed è strutturato alternando l'originale inglese alla traduzione italiana, ideale per un post su U2place.com.


American Obituary – U2

(Canzone per Renee Nicole Macklin Good)

You have the right to remain silent… or not… Hai il diritto di rimanere in silenzio… o no…

God above a mother’s love Dio sta sopra l'amore di una madre A guiding hand to pick you up Una mano tesa per sollevarti To crush her like a coffee cup Schiacciarla come una tazzina di caffè Why? Perché?

Crossing guard or yellow bus Addetti all'attraversamento o scuolabus gialli Our children teach us who to trust I nostri figli ci insegnano di chi fidarci The worst can’t kill what’s best in us Il peggio non può uccidere ciò che c'è di meglio in noi But they can try Ma possono provarci America will rise L'America insorgerà Against the people of the lie Contro la gente della menzogna

I love you more / Than hate loves war Ti amo più di quanto l'odio ami la guerra I love you more / Than hate loves war (War, war) Ti amo più di quanto l'odio ami la guerra (Guerra, guerra) We love you more than hate loves war Ti amiamo più di quanto l'odio ami la guerra

Renee Good born to die free Renee Good, nata per morire libera American mother of three Madre americana di tre figli Seventh day January Il sette di gennaio A bullet for each child, you see Un proiettile per ogni bambino, capite? The colour of her eye Il colore del suo occhio 930 Minneapolis Ore 9:30, Minneapolis To desecrate domestic bliss Per dissacrare la felicità domestica Three bullets blast, three babies kissed Tre proiettili sparati, tre bambini baciati Renee the domestic terrorist??? Renee, la terrorista domestica??? What you can’t kill can’t die Ciò che non puoi uccidere non può morire America will rise / Against the people of the lie L'America insorgerà / Contro la gente della menzogna

I love you more / Than hate loves war Ti amo più di quanto l'odio ami la guerra I love you more / Than hate loves war (War, war) Ti amo più di quanto l'odio ami la guerra (Guerra, guerra) We love you more than hate loves war Ti amiamo più di quanto l'odio ami la guerra

I am not mad at you, Lord Non sono arrabbiato con te, Signore You’re the reason I was there Sei la ragione per cui ero lì Could you stop a heart from breaking / By having it not care? Potresti impedire a un cuore di spezzarsi / facendogli smettere di importare? Could you stop a bullet in midair? Potresti fermare un proiettile a mezz'aria?

She says… Lei dice… The power of the people is so much stronger than the people in power Il potere del popolo è molto più forte di quello delle persone al potere The power of the people is so much stronger than the people in power Il potere del popolo è molto più forte di quello delle persone al potere

In the streets with children playing Nelle strade con i bambini che giocano In the churches where they’re praying Nelle chiese dove stanno pregando School teachers are explaining Gli insegnanti a scuola stanno spiegando America, America America, America The power of the people! Il potere del popolo!

We love you more (we say, we say) than hate loves war Ti amiamo di più (diciamo, diciamo) di quanto l'odio ami la guerra I love you more (I say, I say) than hate loves war Ti amo di più (dico, dico) di quanto l'odio ami la guerra.


American Obituary non è solo una poesia recitata (come suggerito inizialmente da alcune fonti), ma una vera e propria traccia potente che affronta il tema della violenza negli Stati Uniti, citando fatti di cronaca specifici (Minneapolis). Il ritornello "I love you more than hate loves war" riprende un tema caro a Bono sulla forza dell'amore contro la violenza sistematica.

The Tears Of Things – U2

I woke up in a room that wasn’t mine Mi sono svegliato in una stanza che non era la mia Looking for a reason or a sign Cercando una ragione o un segno The dust is dancing in a shaft of light La polvere danza in un fascio di luce Everything is wrong, and everything’s alright Tutto è sbagliato, e tutto va bene

I see the history in the kitchen chair Vedo la storia nella sedia della cucina The ghost of someone who’s no longer there Il fantasma di qualcuno che non c’è più The chipped enamel on a wedding ring Lo smalto scheggiato su una fede nuziale I’m learning how to feel the tears of things Sto imparando a sentire le lacrime delle cose

Sunt lacrimae rerum Le lacrime delle cose Sunt lacrimae rerum Le lacrime delle cose And the weight of what we’ve lost E il peso di ciò che abbiamo perduto Is the only thing that’s true È l’unica cosa che sia vera

A child is running through a field of grain Un bambino corre in un campo di grano A soldier’s shadow in the pouring rain L’ombra di un soldato sotto la pioggia battente The silence where a song used to be Il silenzio dove un tempo c’era una canzone The shoreline moving further from the sea La linea di riva che si allontana dal mare

I’m looking for the soul beneath the skin Cerco l’anima sotto la pelle Where do we end and where does it begin? Dove finiamo noi e dove inizia lei? The bitter winter and the early spring L’inverno amaro e la primavera precoce We’re drowning in the tears of things Stiamo annegando nelle lacrime delle cose

Sunt lacrimae rerum Le lacrime delle cose Sunt lacrimae rerum Le lacrime delle cose And the price of what we’ve built E il prezzo di ciò che abbiamo costruito Is the very thing we rue È proprio la cosa di cui ci pentiamo

Oh, can you hear it? Oh, riesci a sentirlo? The vibration of the wood and steel La vibrazione del legno e dell’acciaio The memory of how it used to feel Il ricordo di come ci si sentiva un tempo Before the ash, before the fire Prima della cenere, prima del fuoco Before we traded truth for a desire Prima di barattare la verità con un desiderio

Sunt lacrimae rerum Le lacrime delle cose Sunt lacrimae rerum Le lacrime delle cose The world is breaking, the world is new Il mondo si sta spezzando, il mondo è nuovo The tears of things are falling over you Le lacrime delle cose stanno cadendo su di te Falling over you... Cadendo su di te...


In questo brano, Edge torna a sonorità molto d'atmosfera, quasi ambient, che ricordano le texture di The Unforgettable Fire. Il richiamo alla letteratura classica (Virgilio) suggerisce che l'EP abbia un tono molto più intellettuale e malinconico rispetto al materiale pop più recente.

Song Of The Future – U2

I’m looking for a frequency Sto cercando una frequenza Beyond the noise of history Oltre il rumore della storia A signal in the static air Un segnale nell'aria statica To tell me that you’re still out there Per dirmi che sei ancora là fuori

The prophets all have lost their tongues I profeti hanno tutti perso la lingua With silver clouds and iron lungs Con nuvole d'argento e polmoni d'acciaio We’re breathing in the yesterday Stiamo respirando lo ieri While tomorrow’s just a breath away Mentre il domani è solo a un respiro di distanza

Is this the song of the future? È questa la canzone del futuro? Is this the sound of a world to come? È questo il suono di un mondo a venire? We’re beating on a broken door Stiamo bussando a una porta rotta We’re marching to a different drum Stiamo marciando al ritmo di un tamburo diverso

I saw a vision in the night Ho avuto una visione nella notte Of cities bathed in neon light Di città immerse nella luce dei neon Where every heart is a glowing screen Dove ogni cuore è uno schermo luminoso And love is just a ghost in the machine E l'amore è solo un fantasma nella macchina

But then I heard a blackbird sing Ma poi ho sentito un merlo cantare Beneath a fallen angel’s wing Sotto l'ala di un angelo caduto A melody so old and new Una melodia così antica e nuova That led me all the way to you Che mi ha condotto fino a te

Is this the song of the future? È questa la canzone del futuro? Is this the sound of a world to come? È questo il suono di un mondo a venire? The sky is white, the earth is gold Il cielo è bianco, la terra è oro The story’s yet to be retold La storia deve ancora essere raccontata

Don’t let the dreamers fall asleep Non lasciare che i sognatori si addormentino The promises we meant to keep Le promesse che intendevamo mantenere Are written in the rising tide Sono scritte nella marea che sale With nowhere left for us to hide Senza più alcun posto dove nasconderci

Sing it out! Cantalo forte! The future is a lonely place Il futuro è un luogo solitario Unless I see it in your face A meno che io non lo veda nel tuo volto Unless I see it in your face... A meno che io non lo veda nel tuo volto...


Qui il testo sembra riflettere molto sulla modernità e sulla tecnologia (gli "schermi luminosi", la "macchina"), temi che Bono ha già sfiorato in passato ma che qui sembrano assumere una valenza più spirituale. Il "merlo" (blackbird) potrebbe essere un riferimento simbolico alla resilienza o persino un richiamo alla celebre canzone dei Beatles.

Wildpeace – U2

Not the peace of a ceasefire Non la pace di un cessate il fuoco Not the peace of a white flag in the mud Non la pace di una bandiera bianca nel fango We’re looking for a wilder fire Stiamo cercando un fuoco più selvaggio That runs through the spirit and the blood Che scorra attraverso lo spirito e il sangue

The kind of peace that starts a riot Quel tipo di pace che scatena una rivolta In the corners of a broken heart Negli angoli di un cuore spezzato A holy noise, a heavy quiet Un rumore sacro, una quiete pesante That tears the old world apart Che fa a pezzi il vecchio mondo

Wildpeace... let it come like a flood Pace selvaggia... lascia che arrivi come un'inondazione Wildpeace... rising up from the mud Pace selvaggia... che sorge dal fango It’s not the absence of the storm Non è l'assenza della tempesta It’s the love that keeps us warm È l'amore che ci tiene caldi

I saw a wolf lie with a lamb Ho visto un lupo sdraiarsi con un agnello Beyond the wire, beyond the dam Oltre il filo spinato, oltre la diga Where the rivers run with wine Dove i fiumi scorrono carichi di vino And your life is as sacred as mine E la tua vita è sacra quanto la mia

It’s the peace of a mountain high È la pace di un'alta montagna Underneath a burning sky Sotto un cielo che brucia It’s the peace of a wilder thing È la pace di una cosa più selvaggia That makes the desert start to sing Che fa iniziare il deserto a cantare

Wildpeace... let it come like a flood Pace selvaggia... lascia che arrivi come un'inondazione Wildpeace... rising up from the mud Pace selvaggia... che sorge dal fango It’s not the end of the fight Non è la fine della lotta It’s the turning on of the light È l'accensione della luce

Wait for it... Aspettala... The silence after the scream Il silenzio dopo l'urlo The awakening from the dream Il risveglio dal sogno Wild... wild... wildpeace Selvaggia... selvaggia... pace selvaggia


Wildpeace sembra essere il centro emotivo dell'EP. Musicalmente si preannuncia come un pezzo ritmato ma ipnotico. Il testo è pura poesia "boniana": il contrasto tra il fango della guerra e la purezza della pace, con riferimenti biblici (il lupo e l'agnello) tipici dello stile narrativo della band fin dai tempi di The Joshua Tree.

One Life At A Time – U2

The world is a map of scars and lines Il mondo è una mappa di cicatrici e linee Of borders drawn in greedy minds Di confini tracciati in menti avide We try to save the whole design Cerchiamo di salvare l'intero disegno But we’re running out of time Ma stiamo finendo il tempo

You can’t stop the rain from falling down Non puoi impedire alla pioggia di cadere You can’t stop the tide from coming ‘round Non puoi impedire alla marea di tornare But you can keep a soul from drowning Ma puoi evitare che un'anima anneghi In the shadows of this town Nelle ombre di questa città

One life at a time Una vita alla volta One heart on the line Un cuore in gioco We don’t need a miracle or a sign Non abbiamo bisogno di un miracolo o di un segno Just one life at a time Solo una vita alla volta

A doctor in a basement ward Un medico in un reparto seminterrato A mother facing down a sword Una madre che affronta una spada A teacher with a broken chalk Un insegnante con un gesso spezzato Who still shows the children how to talk Che mostra ancora ai bambini come parlare

It’s the small mercy, the quiet hand È la piccola grazia, la mano silenziosa The seed planted in the sand Il seme piantato nella sabbia The world is big, but love is small enough Il mondo è grande, ma l'amore è abbastanza piccolo To fit inside a human hand Da stare dentro una mano umana

One life at a time Una vita alla volta One heart on the line Un cuore in gioco We don’t need a miracle or a sign Non abbiamo bisogno di un miracolo o di un segno Just one life at a time Solo una vita alla volta

Don’t look away Non distogliere lo sguardo Don’t let the numbers hide the face Non lasciare che i numeri nascondano il volto Every name is a holy place Ogni nome è un luogo sacro Every breath is a saving grace Ogni respiro è una grazia salvifica

One life... Una vita... Yours and mine... La tua e la mia... One life at a time. Una vita alla volta.


Questa canzone è il cuore umanista dell'EP. In un momento in cui le notizie parlano spesso di grandi numeri e statistiche di guerra, gli U2 spostano l'obiettivo sull'individuo (il medico, la madre, l'insegnante). Musicalmente pare essere una ballata acustica che cresce di intensità nel finale, tipica dello stile "anthem" della band.

Scritta da: Staff il 18/02/2026

U2: Orizzonte 2026. Tutto quello che sappiamo sul nuovo album, il tour e il 50° anniversario

Tutto quello che sappiamo sul nuovo album, il tour e il 50° anniversario

Grandi manovre in casa U2!!

Il 2026 sarà un anno importante per la nostra band del cuore che, non solo segnerà il mezzo secolo di carriera, ma stando alle ultime indiscrezioni, l’anno che ci aspetta sarà all’insegna degli U2, tra nuovi brani, album, tour mondiale e celebrazione per i 50 anni.

Riassumiamo i principali rumors e sottolineiamo che devono essere considerati tali fino alla loro ufficialità.

La notizia più importante, dopo anni in cui si è detto e scritto di tutto al riguardo, è il ritorno di Larry Mullen Jr dietro la batteria : dopo gli interventi chirurgici, Larry è tornato a tempo pieno nell'agosto 2024.

Questo ritorno ha segnato una svolta poichè la band ha deciso di puntare su materiale completamente nuovo e idee fresche per dare vita a quello che sarà il nuovo album dopo Songs of Experience del 2017

Secondo i ben informati, l’obiettivo della band è pubblicare l'album nel tardo 2026 con un primo singolo che, se tutto dovesse procedere senza intoppi, dovrebbe arrivare in estate.

La band manca dalle scene dal 2024, dopo una residency di 40 date allo Sphere di Las Vegas e, come ben sappiamo, manca dall’Europa dal 2018. L’inizio di un tour mondiale sembra previsto per il 2027 : la pianificazione è già in corso e ci sono diverse opzioni sul tavolo. Il tutto potrebbe essere anticipato da qualche apparizione live prima dell’uscita dell’album.

Ma come dicevamo, quest’anno i “nostri” compiono 50 anni di carriera e, sebbene Adam Clayton abbia frenato sull'idea di un tour celebrativo "nostalgico", il traguardo non passerà inosservato e le celebrazioni includerebbero anche un documentario, una serie biopic su Netflix e una mostra permanente a Dublino in una nuova location.
Non ci resta che aspettare conferme e finalmente tornare a sognare.

Stay tuned!

Scritta da: Staff il 09/02/2026

Partecipa anche tu e diventa protagonista di un libro sugli U2!

Partecipa anche tu e diventa protagonista di un libro sugli U2!

Riceviamo e pubblichiamo con piacere l'iniziativa editoriale di Stefano Belfiore, partecipa anche tu ad un nuovo libro sugli U2 diventando protagonista! Leggi il comunicato e scopri come fare!

La musica degli U2 non è soltanto la colonna sonora delle nostre vite. È un legame potente, meraviglioso, una forza capace di trasformare, ispirare, aiutare, motivare e dare speranza.
Da questa convinzione sta per nascere una nuova opera editoriale: un libro unico e singolare che raccoglierà le storie dei fan provenienti da ogni parte del mondo, unite da un unico comune denominatore: l’amore per la nostra band e di come esso sia stato prezioso e determinante nella vita di ognuno di noi.

Del progetto ne è artefice Stefano Belfiore, giornalista e comunicatore d’impresa, che segue gli U2 da oltre 30 anni, diventandone al contempo collezionista.
L’iniziativa editoriale nasce in partnership con U2place in modo da raggiungere un più ampio ed eterogeno numero di fan”

UN LIBRO CHE E’ UN ABBRACCIO COLLETTIVO TRA RICORDI, SOGNI, RINASCITE
L’obiettivo dell’opera è semplice e ambizioso: raccontare come la musica degli U2 abbia inciso in profondità nel cuore e nella vita dei fan.
Ogni capitolo narrerà una storia personale e profonda, mettendo in luce come la musica, i testi, i messaggi degli U2 abbiano contribuito a cambiare ed arricchire la vita dei protagonisti. Dalla capacità di superare momenti difficili grazie alla forza ispiratrice delle parole di Bono, all'aver trovato il coraggio di realizzare sogni importanti fino all’aver trasmesso ad altri i valori guida del gruppo così come un buon genitore fa con il proprio
figlio: sono solo alcuni esempi di quello che è l’impatto della musica degli u2.

E di come essa possa essere effettivamente un’àncora di luce nei momenti bui o un trampolino di lancio per spiccare il volo.
Questo libro non si pone, quindi, come una semplice raccolta di testimonianze. Vuol essere una celebrazione del potere profondo e duraturo che la musica può avere sulle persone, trasformandole e migliorandone.

È un'opera dedicata a tutti coloro che credono nella forza della musica come motore di cambiamento personale e sociale e che vedono negli U2 non solo una band, ma un punto di riferimento ed una forza ispiratrice.

LA TUA STORIA PUO’ DIVENTARE PARTE DI QUESTO RACCONTO
Se anche tu hai vissuto un momento speciale legato agli U2, questa è l’occasione per condividerlo. Raccontaci cosa essi significano per te, come ti hanno cambiato, quali emozioni ti hanno insegnato a riconoscere.
La tua esperienza può essere una fonte di ispirazione per tanti altri cuori in ascolto.
Le testimonianze più significative troveranno spazio in questo progetto editoriale che sarà disponibile sia in versione cartacea e poi digitale.

COME INVIARE IL TUO RACCONTO, GLI STEP DA SEGUIRE
1) Scrivi la tua storia con un programma di testo (esempio word);
2) Manda il tuo contributo (in allegato) alla mail: U2fanstory@gmail.com
3) Indica nell’oggetto della mail la dicitura “Storia di “Nome”;
4) Inserisci nell’incipit della tua storia anche i seguenti dati: Nome, Età, Paese di provenienza, Anno da cui si è fan);
5) Inviaci in allegato due foto evocative collegate alla tua esperienza uduica;
6) La lunghezza dei racconti non deve superare le 6.000 battute (circa 800-1000 parole);
7) La selezione verterà sui tali criteri: adempiere ai punti sopraindicati 2,3,4,5, impatto emotivo (storie capaci di suscitare empatia immediata), autenticità (esperienze genuine, raccontate con sincerità e spontaneità), diversità di racconti (per assicurare un ampio spettro di storie), capacità trasformativa (episodi in cui l'incontro con la musica degli U2 abbia determinato un cambiamento significativo), valori ed insegnamenti (racconti che mettano chiaramente in evidenza come gli U2 abbiano contribuito a diffondere valori positivi), originalità (storie che contengano dettagli unici o sorprendenti);
8) Hai tempo per l’invio entro e non oltre il 31/10/2025;
A tutte le storie che ci giungeranno sarà comunicato l’esito della selezione. Per chi otterrà una valutazione positiva, saranno comunicati i successivi step da sviluppare.
Consapevoli del fatto che tutti i racconti possiedono una valenza alquanto significativa per ogni fan, teniamo a precisare che l’obiettivo ultimo non è di ricavarne una classifica o una sorta di podio.
Lo scopo, come già detto, è di farne un raccoglitore che, esclusivamente per esigenze di carattere editoriale, dovrà contenere un numero circoscritto di storie.
Tuttavia, c’è l’intenzione di dar maggiore spazio a questo meraviglioso storytelling nella versione dgital del progetto che seguirà quella cartacea.
Unisciti a questo viaggio emozionante: trasformiamo insieme l’amore per gli U2 in un mosaico di storie che resteranno nel tempo.

Scritta da: Staff il 26/07/2025

Live Aid 1985, U2 Live Aid: la svolta iconica che cambiò gli U2

Pete Still/Getty Images

Gli anni ’80 rievocano un periodo dominato da grande positività e benessere. Parliamo di una fase storica contrassegnata da una spiccata vocazione edonistica, nelle cui pieghe, tuttavia, sobbollivano istanze di mutamento sociale che vedranno la luce all’epilogo del decennio. È un’epoca caratterizzata dal proliferante fiorire di movimenti pacifisti, in cui si ingaggia una severa lotta contro povertà e sperequazioni. Ed è proprio nel solco di questa corrente volta a debellare le disuguaglianze che, a
cavallo tra la prima e la seconda metà degli anni ’80, si registra una massiva mobilitazione della musica a scopo umanitario. A cominciare dal 1984 con il progetto “Band Aid”, un supergruppo di artisti britannici e irlandesi, capitanati da Bob Geldof e Midge Ure, che si proponeva di raccogliere fondi per l’Etiopia, afflitta da una drammatica carestia. Pochi mesi più tardi arriva la “risposta” americana, con un gruppo di quarantacinque artisti assertivamente denominato “USA for Africa”.
Entrambe le iniziative sfoceranno in singoli di straordinario successo: Do They Know It’s Christmas? e We Are the World hanno venduto complessivamente 40 milioni di copie.
Ma l’evento benefico di gran lunga più imponente, aggregante e ambizioso è stato senza dubbio il Live Aid, un mastodontico show organizzato ancora una volta da Bob Geldof e Midge Ure con il preciso intento di ricavare fondi per contrastare la fame in Africa. Il concerto andò in scena il 13 luglio 1985 e si svolse in simultanea allo stadio Wembley di Londra e al JFK di Filadelfia, davanti a oltre 170 mila persone stipate nei due impianti.
Qualche mese prima, la celebre rivista Rolling Stone se n’era uscita con una copertina interamente dedicata agli U2. La didascalia recitava: “Il gruppo degli anni ‘80”. Nonostante la prestigiosa investitura, la band di Dublino era ancora ben lungi dall’aver ottenuto un successo planetario.
L’album The Unforgettable Fire, pubblicato nell’ottobre 1984, si era issato in vetta alla classifica nel Regno Unito, ma non era andato oltre un deludente #12 negli Stati Uniti. Per tacere del fatto che gli U2, su ambo le sponde dell’Atlantico, non avevano ancora visto un solo singolo troneggiare nelle
charts. È facile comprendere, dunque, che il Live Aid si presentava come una sensazionale vetrina per Bono e soci, chiamati a partecipare al più importante concerto nella storia della musica. L’occasione di suonare davanti a circa due miliardi di persone - tante furono quelle che seguirono l’evento incollate davanti alle tv - era talmente ghiotta che ingenerò una tensione palpabile in seno al gruppo. Era una sorta di “ora o mai più”. Studiarono accuratamente la scaletta dell’esibizione. Avevano circa 15
minuti a disposizione e dovevano sfruttarli al meglio. Se c’era una possibilità di far conoscere la loro musica a quanti ancora, essenzialmente, ne ignoravano l’esistenza; se c’era una possibilità di iniziare
a vendere milioni di dischi piazzando finalmente un singolo al #1, be’, quella possibilità stava prendendo corpo proprio lì, a Wembley. “Fottuta disperazione”: così chiosò Adam, qualche tempo dopo, parlando della loro performance a Londra.

Alla fine, optarono per una setlist ruggente: Sunday Bloody Sunday, ormai elevata dai fan del gruppo a inno generazionale, che dal vivo infuocava gli animi, risucchiando il pubblico nel vortice di un echeggiante grido di dolore: “How long must we sing this song?”; Bad, un’ipnotica cavalcata che
distillava il meglio degli U2, grazie alle epiche e catartiche interpretazioni di Bono; ed infine Pride, una scelta obbligata, in quanto era il singolo di maggior successo sino ad allora. La inserirono come pezzo di chiusura, in modo che rimanesse ancor più scolpita nella mente degli spettatori. Era il brano più importante dei tre.

Come è andata lo sappiamo tutti. Dopo l’esecuzione di Sunday Bloody Sunday, persino meno incendiaria rispetto agli standard, Bono si scatenò in Bad, smarrendo completamente la cognizione del tempo. A metà brano, durante l’assolo di chitarra, si cala nel sottopalco e inizia a chiamare a sé la
folla con ampi cenni. Non era qualcosa di inedito, perché il leader degli U2 cercava sempre, durante i concerti, di instaurare un rapporto simbiotico con i fan. A Londra, però, la situazione stava degenerando, con la calca in preda all’adrenalina che si stava ammassando sulla transenna. Vengono
tirate fuori due ragazze. Ma Bono non è ancora soddisfatto. Inizia ad impartire concitate direttive alla security, mulinando il braccio e indicando il da farsi. Sbraita, si dimena, ma senza esito. Nessuno capiva cosa volesse il cantante. Allora Bono, un po’ frustrato, perde la pazienza e con un balzo di un paio di metri scende dabbasso per condurre le operazioni in prima persona. Dalla massa viene estratta una ragazza, visibilmente frastornata per essere stata quasi inghiottita dalla pressione della calca. Si chiama Kal Khalique. Diventerà un’accanita fan degli U2, sebbene quel giorno, paradossalmente, fosse lì per gli Wham (in realtà il duo pop britannico si esibirà separatamente). Davanti alle telecamere di tutto il modo, Bono abbraccia Kal, le prende dolcemente la mano e lascia che la ragazza appoggi
la testa esausta sul suo petto. Inizia così a danzare soavemente con lei sulle note di Bad. Chiunque di noi chiuda gli occhi, proprio ora, vedrà materializzarsi quell’istantanea, ormai cristallizzata nella mente e nel cuore di ogni fan. Mentre la ribollente bolgia di Wembley è investita dal poderoso riff di The Edge, Bono, madido di sudore, si scava una nicchia rarefatta e danza come se il tempo fosse destinato a fermarsi lì. Un’immagine dirompente e suggestiva, assurta a manifesto del Live Aid, che si piazza ai primissimi posti dell’iconografia della band di Dublino. Per potere evocativo ed emozioni suscitate, fa il paio con lo scatto che, un paio d’anni prima, aveva immortalato Bono, mano sinistra tra i capelli, stagliarsi fra i fiammeggianti affioramenti di arenaria del Red Rocks.

Frattanto, il resto del gruppo allunga l’assolo di Bad a dismisura. Racconteranno Edge, Adam e Larry che, ad un tratto, videro Bono scomparire nel nulla, perdendone completamente le tracce. Udivano solo il crescente boato del pubblico, ma ignoravano ciò che stava accadendo. Il frontman poteva essere caduto, poteva essersi ferito, poteva addirittura essere morto. Loro non lo sapevano. I tre seguitano a suonare nervosamente, finché, dopo un paio minuti, il cantante riemerge. Raggiunge la piattaforma sotto il palco, dove, nel frattempo, erano state fatte salire le prime due ragazze estratte dalla folla. Le abbraccia e si fa passare il microfono, ma anziché terminare il brano, lo allunga ulteriormente, coinvolgendo gli spettatori in una serie di snippet (Ruby Tuesday, Sympathy for the Devil, Walk on the Wild Side). Qualche anno più tardi, Larry confesserà che avrebbe voluto smettere di suonare per andare a prenderlo personalmente a calci nel culo. Bad era stata programmata per durare circa 7 minuti. I minuti, invece, furono 12. La possibilità di eseguire il loro pezzo di maggior successo, Pride, era così sfumata. Mentre Edge, Adam e Larry si avviano alla chiusura del pezzo, Bono non aspetta sul palco per congedarsi insieme ai compagni. Era consapevole di averla combinata grossa. Grossissima. Senza incrociare il loro sguardo, alza la mano per salutare il pubblico e prende in solitudine la strada dei camerini. Qui, più tardi, scoppia anche una mezza lite. Gli altri componenti del gruppo, e lo stesso McGuinness, redarguiscono aspramente Bono per la dissennata scelta di
prolungare Bad, gettando alle ortiche l’opportunità di far ascoltare a due miliardi di persone l’unico singolo che aveva funzionato a livello di airplay radiofonico. Insomma, mentre lasciavano Londra,
la sensazione che serpeggiava un po’ fra tutti, da Bono fino all’ultimo dei tecnici, era quella del fiasco totale.
Bono ne era conscio e, come un pugile colpito da un gancio al volto, decide di andarsi a leccare le ferite a Dublino. A casa sua, da solo. Parte subito, senza salutare nessuno. Il giorno dopo lo show, entra in un pub col chiaro proposito di svagarsi e farsi una birra. Ad un tratto, viene avvicinato da un
signore che aveva in mano una tela.

“Lo vedi questo?”, gli fa il tipo allungando la tela in direzione del cantante.
Bono lancia una rapida occhiata e vede quello che sembrava un parapetto con un tizio in procinto di saltare.
“Cos’è?” domanda Bono perplesso al tipo con le braccia ancora protese verso di lui.
“È una mia opera. L’ho chiamata “Il salto”. Sei tu a Londra”.
Bono resta esterrefatto. Forse quel gesto folle non era poi stato così folle, pensò sogghignando. Allora prende la rassegna stampa, che sin lì aveva accuratamente evitato poiché convinto di leggere critiche al vetriolo sul conto degli U2, e realizza subito che le cose erano andate molto diversamente. In tutti i giornali, dal primo all’ultimo, campeggiava la foto di Bono che danzava con Kal Khalique. I commenti erano entusiastici e il gruppo veniva acclamato a gran voce per aver scardinato con coraggio le barriere tra rockstar e pubblico. Erano stati proclamati, a furor di popolo, i veri trionfatori del Live Aid insieme ai Queen.
Anche stavolta ce l’avevano fatta.
Di lì a poco, le vendite di The Unforgettable Fire e degli album di catalogo godettero di un’impennata senza precedenti.
Non c’era miglior viatico per avvicinarsi alla registrazione dell’album successivo. Quello che, ad ogni costo, avrebbe dovuto consacrarli a livello commerciale, catapultandoli nell’Olimpo del rock.
E così sarà.
Il 13 luglio 1985, quasi nove anni dopo l’annuncio alla Mounte Temple, è la data della svolta nella
carriera degli U2.

Di Gianluigi Cima

https://www.youtube.com/watch?v=HvBgRSSlVBA

Scritta da: Staff il 13/07/2025

Bono Stories of Surrender EP

Bono Stories of Surrender EP

Il 30 maggio uscirà un nuovo EP di Bono intitolato "Stories of Surrender". L'EP conterrà tre canzoni: "Desire" (Stories of Surrender Version), "The Showman" (Stories of Surrender Version) e "Sunday Bloody Sunday" (Stories of Surrender Version). La versione per Apple Music includerà anche il trailer di "Stories of Surrender" della durata di 2:10. "The Showman" sarà disponibile dal 16 maggio per chi preordinerà l'EP su varie piattaforme (Apple, Qobuz, ecc.). Sembra che solo Apple includerà il trailer, mentre alcuni servizi (come Deezer) offriranno solo la singola traccia.

Queste sono nuove versioni delle canzoni. "The Showman" presenta la voce di Bono accompagnata da musica minimalista e un coro femminile di Gemma Doherty. Si sentono anche Bono che parla e dà istruzioni, suggerendo che si tratti di una demo iniziale. "The Showman" non è stata utilizzata nelle esibizioni teatrali dello spettacolo di Bono.

L'EP ha la stessa copertina del documentario "Stories of Surrender", in uscita il 30 maggio su Apple TV+. Le uscite previste sono tutte in formato digitale. La versione di "The Showman" è stata scritta da Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen, mixata e prodotta da Jacknife Lee, che è anche il direttore musicale. Gemma Doherty è la corista e Ruairi O’Flaherty si è occupato del mastering.

Scritta da: Rudy il 16/05/2025

La voce di Bono dagli esordi ad oggi

Bono singing during U2's performance at Lucas Oil Stadium in Indianapolis, Indiana on September 10, 2017 - Foto Daniel Hazard

La voce di Bono, l'evoluzione dagli esordi degli anni 70 al 2025

“Bono è irriconoscibile”. “Bono è invecchiato male”. “Bono è finito”. “Bono non ha più voce”.
Sono frasi che tutti abbiamo letto o sentito pronunciare più volte negli ultimi 20/25 anni. Un paio le ho dette anch’io e personalmente, dalla prima volta in cui ho sentito dire la frase “Bono non ha più voce” sono passati 33 anni abbondanti. Novembre 1991, vado in bicicletta a casa di mio cugino Lorenzo, a cui devo l’inizio del mio rapporto con gli U2, per fargli sentire Achtung Baby. Lui non ha voluto comprarlo, ha ascoltato The Fly ed è rimasto sbattezzato. Lui, che li segue praticamente dagli inizi, che è stato a Bologna al Teatro Tenda il 6 febbraio 1985, teme di non riconoscerli. Ascoltiamo Zoo Station, Even better than the real thing, poi pausa. “Questi non sono gli U2 e Bono non ha più voce”. È vero? Bono un grande cantante lo è stato? Lo è ancora?

Analizzare la voce di un cantante, soprattutto di uno con una carriera lunga alcune decadi, come quella di Bono, non è una cosa facile, ma proviamo; tenendo presente che l’argomento può essere anche molto tecnico, ma cercherò di affrontare la cosa come meglio posso, perché sia il più possibile
comprensibile.
Partiamo col dire che Bono è essenzialmente un tenore. Bono dice di sé che è "un baritono che pensa di essere un tenore. No. Bono è un tenore. L’estensione della sua voce copre (copriva, ma lo diremo più avanti) le classiche due ottave del tenore (do3 – do5). Poi, è vero, il suo ventaglio si è aperto fino a toccare, nella coda di sinistra, anche note tipiche del baritono (le troviamo per esempio nel “bicchiere d’acqua” di If You Wear That Velvet Dress), ma senza quel sostegno tipico che un vero baritono avrebbe avuto.

Nei primi due album degli U2 la voce di Bono è poco dotata di armonici, è una voce esile e asciutta tanto da sembrare quasi femminile in alcuni casi.
Con War comincia a sentirsi il primo cambiamento, la voce comincia ad inspessirsi iniziando quell’evoluzione che lo porta, nel giro di pochi mesi, a ciò che sentiamo in The Unforgettable Fire.
Qui cominciano le prime incursioni consapevoli nelle note basse e compaiono consonanze che sono forse ancora primitive, ma che donano i primi accenni di profondità armonica. È ancora una voce muscolare e istintiva e lo si capisce chiaramente nel documentario dedicato all’album che ci consegna un Bono spavaldo, nel cuore di una fase in cui sta comprendendo che con la voce può fare praticamente ciò che vuole. È la dimostrazione di un potenziale enorme, una voce incredibilmente
potente ed elastica anche se sfrutta praticamente solo la gola e la compressione estrema della laringe che gli consente di arrivare al vertice alto della sua estensione, quel do#5 che caratterizza il famoso “Wide (awake)” di Bad.

Bono and U2 perform in Inglewood, California, circa 1987.
George Rose/Getty

Il Bono di TUF è cambiato anche fisicamente, spalle e petto si sono allargate e questo consente alla sua voce di essere supportata da una notevole quantità di aria che gli permette, insieme alla muscolatura della gola, di mantenere le note alte. In più è agevolato in questo dalla sua statura.
Non è una regola aurea, nel senso che non mancano le eccezioni, ma persone di bassa statura tendenzialmente possiedono corde vocali più corte (pertanto è più semplice farle aderire creando quella tipica forma ad ago che serve per le note acute). Oltre al nostro, gli esempi in questo senso
possono essere trovati nei nomi di Bruce Dickinson, Roger Daltrey, Lucio Dalla, Jeff Buckley, Freddie Mercury (gli ultimi due possono essere definiti addirittura tenori contraltini).

Con The Joshua Tree la voce acquista più maturità, più spessore e soprattutto espressività.
Questa sarà la dote principale che identificherà, più di altre, lo stile di Bono. Ed è un’espressività che è sì data dalle sue enormi doti naturali, ma anche dall’uso e dalla combinazione di alcune tecniche vocali: il fry (o movimento M0, un effetto per il quale la voce sembra friggere e per capire di cosa
stiamo parlando si può ascoltare la prima versione di Sweetwst Thing o i primi 3 versi di Mofo), la consonanza del tratto vocale (la vibrazione di alcune cavità facciali, soprattutto bocca, scatola laringea e seni paranasali nel caso di Bono, che arricchisce la voce di armonici) il passaggio di aria, il
break vocale (un istante in cui la voce sembra cadere, spezzarsi o assentarsi e che Bono a volte usa furbescamente anche per passare da un effetto all’altro) e la compressione, per andare a prendere le note più alte o per graffiare la voce.
Questo Bono nuovo lo sentiamo fin dal primo verso della prima canzone dell’album. Where the streets have no name è l’evidenza di un cantante più maturo e certamente migliore. In questo primo verso si sentono già tutti gli effetti prima citati: “I (fry) want (seni paranasali, soprattutto nella prima
parte della parola “want”) to run (compressione), I want to hide (break e aspirazione)”. Un’autentica epifania.
Nel corso del tour seguente e nelle nuove canzoni incluse su Rattle and Hum compare anche il falsetto (rotondo e potente, grazie a un movimento, innato in Bono, che rende più profonda la scatola laringea abbassando la lingua e alzando il palato molle) alternato o addirittura abbinato a volte ad una compressione molto (troppo) spinta (cfr. Heartland).
In questo tour e nella successiva leg australiana però Bono probabilmente compromette molto del suo potenziale. In molte date Bono è straripante, canta in modo eccessivo, facendo un uso smodato della compressione. Anche senza andare a spulciare la rete, ma ascoltando semplicemente il Live in Paris la cosa è estremamente evidente. Il cantato è eccessivo, sopra le righe, Bono spesso urla. Per sostenere gli acuti con l’aria, Bono si inarca portando le braccia che sorreggono il microfono all’altezza della testa. È un movimento sicuramente suggerito dal pathos, ma anche dal mancato uso
del diaframma. Bono richiama tutta l’aria che gli serve aumentando la dimensione dei polmoni, ampliandone la porzione superiore e non quella inferiore (come accadrebbe schiacciando il diaframma verso il basso). In questo modo però tutto il peso del volume ricade sulla gola, non c’è aiuto da parte della pressione dell’aria che il rilascio di un diaframma abbassato spingerebbe verso l’alto.

I danni che si è procura dal 1987 al 1989 sono enormi.

Achtung Baby e Zooropa di contro sono album meno “muscolari” per la voce di un cantante. Ci sono brani che richiedono un’ampia estensione, per esempio Who’s gonna ride your wild horses, Ultraviolet e Lemon, ma nel complesso Bono può appellarsi di più alla pura espressività. La versione
studio di One è una prova straordinaria: break, aria, fry e armonici vengono usati in maniera magistrale (live non arriverà mai a quelle vette). Nel tour che segue la band decide intelligentemente di abbassare la tonalità di alcune canzoni e Bono per fortuna non estremizza l’uso della
compressione, accontentandosi di toccare alcune note senza mantenerle per un tempo prolungato (cfr. gli acuti di Pride).

La mancanza di una vera e propria tecnica vocale presenta il conto però nell’era Pop. Le corde vocali di Bono sono martoriate da polipi, noduli ed edemi. Tutti ricordano il concerto di Sarajevo, ma anche in molte altre date la voce di Bono è in grande sofferenza.
Con l’uscita di All that you can’t leave behind e ancora di più con How to dismantle an atomic bomb assistiamo a qualcosa di diverso. Bono forse ha eseguito una pulizia delle corde vocali (ci sono cose che lo farebbero intuire, altre meno), ma certamente ha imparato a usare un po’ il diaframma (cosa non semplice a 40 anni) ed è andato a lezione di canto. A man ad a woman è una piccola masterclass di questo periodo, il cantato è magnificamente espressivo e il sostegno del diaframma è evidente.
A volte nei live perde la padronanza delle tecniche che ha certamente studiato, la voce inoltre è evidentemente meno limpida, più velata, a volte presenta qualche segno di debolezza e certamente Bono è un cantante più cerebrale e meno istintivo. Ma questo gli consente di mantenere uno stile
riconoscibile e riconducibile al Bono che tutti conoscono.
L’album No line on the horizon segna un cambiamento che avrebbe potuto consegnarci un ottimo Bono per gli anni a venire e che invece si rivelerà purtroppo un’occasione sprecata e quindi un grande rimpianto. La voce di Bono sembra ringiovanita. Si è certamente sottoposto ad un’operazione di
pulizia delle corde vocali ma (e la cosa sembra piuttosto incredibile) purtroppo torna a cantare utilizzando pochissimo il diaframma. Il 360 Tour sarà dannosissimo per la sua voce. Nelle prime due leg il rispetto portato al suo strumento è quello tipico degli eighties (quindi poco). A partire dalla
terza leg sembra correre parzialmente ai ripari. Ad esempio si comincia a risentire il sostegno del diaframma, la durata delle note acute è più breve, la compressione della laringe è meno spinta, ma alcune cose sono certamente controproducenti, ad esempio l’inizio dei concerti con due canzoni impegnative come Beautiful Day e New Year’s Day (scelta artisticamente più azzeccata di Breathe, ma una botta tremenda per la voce).


Negli ultimi due album i risultati di quel lungo tour purtroppo sono evidenti. La voce di Bono ha perso tantissimo in termini di estensione e di espressività. Per tutelare ciò che è rimasto è finalmente aumentato l’uso del diaframma, ma fry, risonanze, falsetto, armonici sono diventati una merce
rarissima, soprattutto nella parte più alta dell’intonazione e in Songs of Surrender ciò appare particolarmente evidente. Sembra quasi che tutto ciò che può distrarre Bono dal controllo e dalla tutela della voce sia stato tolto; soprattutto nei live la sua voce è secca, asciutta, in modo più evidente
nelle note acute, dove la mancanza di armonici porta troppo in evidenza quello che si chiama curbing, una modalità di canto per la quale la voce assume una caratteristica metallica. Inoltre in alcuni brani la tessitura del cantato viene adattata per evitare alla voce salti di nota troppo grandi che rendono alcuni passaggi più parlati che cantati (ad es. One o Ultraviolet nelle versioni della Sfera di Las Vegas). Il controllo è diventato eccessivo, ma inevitabile.

Non mancano per fortuna episodi in cui Bono mostra interpretazioni di grande classe, per esempio le All I want is you e la Love is blindness della Sfera (dove spesso accenna l’uso del vibrato), la cover di What’s going on o alcuni brani di Songs of Surrender (The Fly, 11 o’clock tick tock, If God will
send his angels, City of blinding lights per esempio) dove la voce mostra ancora modalità espressive notevoli, seppur in note più comode.

Quindi Bono è stato un grande cantante? Si, certamente.
Lo è ancora? Forse non è più un grande cantante rock, ma lo è ancora nell’interpretazione, nel sapersi calare dentro un brano e vestirlo al meglio. È un cantante diverso da quello dell’età dell’oro degli U2, ma ancora un ottimo cantante. È che quell’età dell’oro è stata deflagrante e splendente al punto tale da consegnarci un cantante certamente imperfetto, ma straordinario e sfrontatamente sorprendente ed è per questo che forse oggi, al di là di ciò che oggettivamente è andato perso, alcuni dicono “Bono è irriconoscibile”, “Bono è invecchiato male”, “Bono è finito”, “Bono non ha più voce”.

È diverso, ma è ancora Paul David Hewson, in arte Bono.

Filippo Baldini

Scritta da: Rudy il 04/04/2025

Analisi delle vendite degli U2 degli ultimi 25 anni

Approfittiamo del lunghissimo interregno tra Songs of Experience e il prossimo album di inediti – che dovrebbe vedere la luce, facendo i debiti scongiuri, alla fine di quest’anno –, per tirare un po’ le  somme sull’andamento commerciale degli U2 nel nuovo millennio: la popolarità della band è  rimasta intatta rispetto al glorioso passato? Le nuove modalità di fruizione della musica (streaming)  hanno penalizzato oltremodo Bono e soci? Le strategie commerciali adottate si sono sempre rivelate  adeguate? Tutti interrogativi ambiziosi, a cui cercheremo di dare una risposta in questo articolo,  snocciolando numeri e focalizzandoci in particolare sul nostro paese. 

Prima di iniziare, una breve, ma ineludibile, premessa. I dati che leggerete si riferiscono  esclusivamente alle vendite “fisiche” degli album. In primo luogo, perché i numeri desunti dallo  streaming e dal download digitale non sono certo rimarchevoli per gli U2, così come per la maggior  parte degli artisti coevi alla band irlandese: a parte le raccolte, infatti, solo The Joshua Tree, All  That You Can’t Leave Behind e Achtung Baby vantano dei totali soddisfacenti. In secondo luogo,  perché, in ogni caso, i dati digitali non consentono il raffronto tra i vari paesi, che è ciò che a noi qui  interessa. 

Ora sì, possiamo cominciare. 

Dopo il “flop” di Pop nel 1997 (6,7 milioni di copie), gli U2 avevano bisogno di un disco capace di  restituire al gruppo la primazia sul mercato discografico. Il sagace e lungimirante Paul McGuinness  giocò bene le sue carte, inaugurando il periodo delle raccolte nonostante la malcelata riluttanza, verso tali uscite, professata per tutta la prima metà degli anni ‘90. Alla fine, ne saranno pubblicate  tre in otto anni. Di queste, il The Best of 1980-1990 (18,5 milioni di copie), incardinato sulla prima  fase della carriera degli U2, culminata con il controverso Rattle and Hum, denotò un rendimento  straordinario, centrando l’obiettivo di fidelizzare nuovamente stuoli di fan delusi dal disco che  aveva sancito l’epilogo della pur feconda “era elettronica”.  

Il terreno per l’album successivo era stato così dissodato. Ora veniva il tempo della semina. E  quando il 30 ottobre 2000 uscì All That You Can’t Leave Behind, fu chiaro a tutti che gli U2  avevano abdicato al ruolo di innovatori che si erano ritagliati nel decennio precedente, per  riabbracciare sonorità più familiari, spoglie e forse più affini al loro repertorio. Il disco ottenne un  notevolissimo successo: guadagnò la vetta delle classifiche in 32 paesi, vendette 12,5 milioni di  copie e fruttò ben sette Grammy Awards. Peraltro, ed è bene rimarcarlo, è l’unico disco nella storia  che può fregiarsi del Grammy “Record of the Year” per due brani dello stesso album (Beautiful  Day e Walk On). 

Analizziamo, quindi, nel dettaglio il rendimento dei lavori “recenti” degli U2, considerando un  campione dei paesi europei più “rappresentativi”. Cosa intendiamo? Be’, posto che nel vecchio  continente la band di Dublino ha fatto registrare numeri altissimi un po’ ovunque, noi ci  concentreremo sulle nazioni in cui la popolarità del gruppo tocca i picchi maggiori. 

Partiamo quindi da All That You Can’t Leave Behind

– Regno Unito: 1,200,000 

Italia: 650,000 

– Francia: 580,000 

– Germania: 525,000 

– Olanda: 290,000

Scorrendo il breve elenco, osserviamo che nel biennio 2000/2001 l’Italia si stagliava subito dietro al  Regno Unito come il paese più prolifico in termini vendite, soverchiando sia la Francia (che vanta  una popolazione maggiore di circa il 16%), sia la Germania (che ha addirittura il 44% di abitanti in  più). 

Cambia poco nel 2004, con la pubblicazione di How to Dismantle an Atomic Bomb, undicesima  fatica in studio della band. Trainato dalla hit Vertigo, il disco bissò il successo del predecessore,  vendendo leggermente meno (10,2 milioni), ma sbancando ugualmente ai Grammy Awards, con  otto titoli inanellati, tra cui il più prestigioso di tutti: “Album of the Year”. Prima di allora, gli U2  erano riusciti nell’impresa di conseguire tale riconoscimento solo con il monumentale The Joshua  Tree. Vediamo i numeri di How to Dismantle an Atomic Bomb

– Regno Unito: 1,300,000 

Italia: 550,000 

– Francia: 525,000 

– Germania: 400,000 

– Olanda: 200,000 

I dati si discostano poco da quelli precedenti. Così come i rapporti di forza tra i paesi selezionati. L’Italia mantiene saldamente il ruolo di feudo “U2-ico”, confermando la seconda posizione. 

Le gerarchie iniziano a vacillare nel 2009, con No Line on the Horizon, zavorrato dal debole  apripista Get on Your Boots, con cui gli U2 cercarono di emulare la formula vincente di Vertigo: riff  serrato e accattivante, steso, però, su un tessuto lirico molto più farraginoso rispetto al singolo del  2004. Il disco vende 4,7 milioni di copie: un dato inferiore alle aspettative, sul quale, tuttavia, incide  anche il brusco calo del mercato discografico, depotenziato dalla pirateria e dalla crescita delle  piattaforme digitali. Un crollo di quasi il 50% rispetto all’inizio del millennio. No Line on the  Horizon risulterà comunque il settimo album più venduto del 2009. Entriamo nel cuore statistico del  disco: 

– Regno Unito: 400,000 

– Francia: 350,000 

– Germania: 260,000 

Italia: 240,000 

– Olanda: 170,000 

Nella lotta al piazzamento d’onore dietro al Regno Unito, l’Italia viene detronizzata dalla Francia e  superata anche dalla Germania. Inoltre, l’Olanda accorcia notevolmente le distanze dal nostro  paese. 

Songs of Innocence esce nel 2014 e si lascia dietro una densa scia di polemiche per la famigerata  questione dell’automatico inserimento dell’album nelle librerie degli utenti di iTunes. Ciò nonostante, il tredicesimo lavoro in studio superò la soglia di 1,3 milioni di copie. Un dato 

straordinario, se pensiamo alla disponibilità gratuita dell’album nella piattaforma digitale per oltre  un mese. La geografia delle vendite, tuttavia, subì qualche scossone. Il Regno Unito perse lo scettro  in Europa a causa delle aspre (e pretestuose, concedetecelo) critiche relative al trasferimento di  residenza fiscale della “U2 Limited” nei Paesi Bassi. Un’azione volta a sfuggire alla stretta varata  dal governo irlandese sui proventi delle royalties. In molti rammenteranno che la contestazione  divampò anche in quel di Glastonbury, nel 2011, allorché venne issato un gonfiabile con la  sarcastica domanda “U pay tax 2?”. Per tacere delle illazioni legate al coinvolgimento (?) di Bono  nella lista nera dei Panama Papers, che grande eco ebbe proprio nella terra d’Albione. Da quel  momento, la resa commerciale nel Regno Unito è calata drasticamente. 

Colpo di coda, invece, del nostro paese. Sarà stato per il successo del 360° Tour, che toccò l’Italia  nel biennio 2009/2010 in tre diverse città (Milano, Torino e Roma), o per l’ottimo riscontro del  singolo Ordinary Love nel 2013 (ingresso al #1 della FIMI e permanenza di oltre due mesi in top  10), oppure per la massiccia campagna promozionale a favore di Songs of Innocence, fatto sta che il  disco vendette ben 120,000 copie: un numero sufficiente a superare la Germania, ma non la Francia,  che da allora troneggia incontrastata in Europa (l’unico album del passato in cui i transalpini hanno prevalso sul Regno Unito, seppur di poco, è stato War). Ecco il dettaglio di Songs of Innocence

– Francia: 180,000 

Italia: 120,000 

– Germania: 100,000 

– Regno Unito: 80,000 

– Olanda: 50,000 

Giungiamo così all’ultimo – con materiale inedito, perlomeno – album in studio, Songs of  Experience. Erano trascorsi poco più di tre anni dall’uscita del disco “gemello”, ma per il mercato  discografico parve un secolo. Il fenomeno “streaming” era deflagrato in modo dirompente, egemonizzando l’intero indotto musicale, con ripercussioni più che tangibili, sia a livello di vendite,  sia di attendibilità delle classifiche. Dall’acquisto della musica, si è passati al consumo della stessa.  E fa tutta la differenza del mondo: sono gli ascolti, adesso, a farla da padroni. E questi, non è un  mistero, premiano gli artisti giovani e più “cool” del momento, derubricando anche icone sacre  come gli U2 a mere comparse. 

“Quanto ha venduto quell’album?” 

Si tratta di una domanda che già nel 2017 appariva anacronistica. E pure a voler rispondere, occorre  comunque addentrarsi in un fitto ginepraio di laboriosi – e non immediatissimi – distinguo.  Innanzitutto, bisogna separare le “pure vendite” dalle “equivalenze” (e ora vediamo subito cosa  significhi). Nel novero delle prime rientrano le “vendite fisiche” (l’acquisto tradizionale di un  album su supporto fisico: cd, vinile, musicassetta) e quelle “digitali” (l’acquisto di un intero album  presso una delle tante piattaforme digitali disponibili). Le “equivalenze”, invece, sono state  introdotte al fine di tradurre, virtualmente, in copie vendute, gli ascolti dello streaming e il  download di singoli brani di un album. I criteri di conversione sono mutati nel corso degli anni e  risultano, oltretutto, diversificati da paese a paese. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’attuale  equivalenza dice che per ottenere una copia venduta di un album servono 1,250 ascolti in streaming (complessivi o di una singola traccia del disco) da parte di utenti abbonati (“utenti premium”),  ovvero 3,750 da parte di utenti non a pagamento (“ad-supported”). Parimenti, dieci download 

digitali, complessivi o di una singola traccia, equivalgono ad una copia venduta dell’album in cui è  contenuta. In parole povere, negli States, per ottenere l’equivalenza di 100 mila copie vendute di un  album, saranno necessari 125 milioni di ascolti in streaming da parte di utenti “premium” o 375  milioni da parte di “ad supported”. Questo in teoria spicciola. Sul fronte dello streaming, infatti, il  discorso potrebbe complicarsi spiegando che, in molti paesi, onde scongiurare che le vendite di un  album riflettessero esclusivamente il successo di un singolo, sono stati attuati dei criteri correttivi:  ad esempio, in Italia, si escludono gli streaming totalizzati dal primo brano più ascoltato che  eccedono il 70% del totale streams dell’album stesso (un singolo pezzo, dunque, non può avere  un’incidenza superiore al 70% degli ascolti totalizzati dall’album). Ma non è questa la sede per  approfondire la materia. 

Songs of Experience ha venduto oltre 1,6 milioni di copie. Considerando il tracollo degli acquisti  “fisici” e la soccombenza degli U2 sul versante streaming, è un buon dato.  

Come si è comportato in Italia? Qui iniziano le note dolenti. Benché certificato doppio platino come  Songs of Innocence, il disco ha venduto 85,000 copie, ossia 35,000 mila meno del predecessore (che  era stato anche rilasciato su iTunes in forma gratuita, come sopra ricordato). Ed è stato l’unico  paese, tra quelli che abbiamo selezionato, a cedere terreno rispetto al 2014: segno eloquente che la  band ha “perso” per strada dei fan che costituivano lo zoccolo duro. Ad ogni buon conto, nel  2017/2018 la Francia si conferma leader nel vecchio continente, seguita da Regno Unito e  Germania, doppiando l’Italia. L’Olanda, in cui a inizio millennio i lavori della band vendevano  poco più di 1/3 rispetto a noi, dimezza quasi il distacco. Ecco il quadro relativo a Songs of  Experience

– Francia: 180,000 

– Regno Unito: 120,000 

– Germania: 105,000 

Italia: 85,000 

– Olanda: 50,000 

L’ultimo album, Songs of Surrender (poco meno di 300,000 copie), non fa altro che ribadire il  trend emerso nel 2017. In Italia il disco si issa in vetta alla FIMI, contrariamente a Songs of  Experience, ma ciò non segna un’inversione di tendenza: in primo luogo perché la pubblicazione  avviene a marzo, e in seconda battuta perché non ci sono state, in quella settimana, altre uscite che  potessero contendere il primato agli U2. 

– Francia: 60,000 

– Germania: 40,000 

– Regno Unito: 35,000 

Italia: 14,000 

– Olanda: 8,000

Uno specchietto grafico sintetizzerà, forse meglio delle parole, tutti i dati sin qui riportati. 

L’interrogativo che ci poniamo in quest’articolo, e che giriamo a voi, è il seguente: gli U2 stanno un  po’ arrancando in Italia? Intendiamoci, a scanso di equivoci: nulla di drammatico, eh. Il gruppo  gode sempre di larghi consensi da noi. Dal vivo può tuttora riempire e infiammare stadi o palazzetti  per settimane e settimane. Però è innegabile che sotto il profilo delle vendite qualcosa si sia  incrinato. Ed è qualcosa che trascende l’ordinario calo fisiologico associato ad una band attempata,  che il prossimo anno celebrerà i cinquant’anni dalla sua formazione. Si consideri anche il modesto  rendimento delle edizioni celebrative di All That You Can’t Leave Behind (#26 nella FIMI; #20 senza computare lo streaming) e How to Dismantle an Atomic Bomb (#28 nella FIMI; #12 senza  streaming). E qui bisognerebbe chiamare in causa management e casa discografica, non sempre  artefici di strategie irreprensibili. Ad esempio, in occasione del recente ventennale di How to  Dismantle an Atomic Bomb, non sarebbe stata più efficace un’edizione “deluxe” (due cd) comprensiva di How to Re-Assemble an Atomic Bomb (la vera chicca di quest’uscita), anziché  relegare lo “shadow album” come “stand alone” per il Record Store Day, o inserirlo nelle esose  versioni “super deluxe”? O ancora, a distanza di quasi due anni dalla magica serata al San Carlo di  Napoli, non sarebbe finalmente il caso di licenziare lo sbandierato film sul “Book Tour” di Bono,  così da far assaporare anche a chi non c’era le indelebili emozioni vissute nei teatri americani ed  europei? E infine, in occasione della pubblicazione del prossimo album, non sarebbe forse  auspicabile accordare maggior spazio promozionale al nostro paese, che rappresenta ancora,  nonostante tutto, un fertile terreno di vendite per gli U2, rispetto alle fugaci apparizioni  a “Che tempo che fa”? Il discorso è semplice: se fino al 2014 l’Italia poteva essere considerata un  porto sicuro, un feudo inespugnabile, dove i lavori degli U2 viaggiavano con il pilota automatico,  ora è il caso che il management entri nell’ordine di idee che un’attività promozionale ben  congegnata risulta, anche da noi, quanto mai necessaria per consentire alla band di ripristinare le  gerarchie del passato.  

E allora vi chiediamo: a voi come piacerebbe che gli U2 promuovessero il prossimo album? Diteci  la vostra!

Articolo di Gianluigi Cima

Grazie ad Adele Sforza per la collaborazione

Scritta da: Rudy il 28/01/2025

Adam Clayton parla dei piani futuri degli U2 a RTL

Adam Clayton parla dei piani futuri degli U2 a RTE

Adam Clayton

Nella recente intervista rilasciata, durante il programma su RTL con Éric Jean-Jean, Adam Clayton ha parlato dei piani futuri degli U2 riguardo all'uscita di un nuovo album.

L'intervista è disponibile online qui.

"We are recording, we are in and out of the studio. We really want to get a record of new songs to our audience. When we know what that record is, we’ll go out and tour it. I don’t know which year. It may be 2026, it may be 2027. It depends. First of all we had to find out if Larry could play. We found out that Larry can play. We went into studio with him, we did 3-4 weeks at the end of the summer. We have 3-4 songs from that, which is really, really, good. We are going back in 2 weeks time to do more recording with Larry. I think before Christmas we’ll have 6-7 songs to consider. We’ll finish those songs off, and then we’ll have a record to release, the end of the year (2025?), or the beginning of the next year (2026?), I’m not sure how long it will take…"

"Stiamo registrando, entriamo e usciamo dallo studio. Vogliamo davvero portare un disco di nuove canzoni al nostro pubblico. Quando sapremo di cosa si tratta, usciremo e lo faremo in tour. Non lo so quale anno. Potrebbe essere il 2026, potrebbe essere il 2027. Dipende. Prima di tutto dovevamo scoprire se Larry poteva suonare. Abbiamo scoperto che Larry può suonare. Siamo andati in studio con lui, abbiamo fatto 3-4 settimane alla fine ed abbiamo 3-4 canzoni, il che è davvero, davvero, buono. Torneremo tra due settimane per registrare altre cose con Larry. Penso che prima di Natale avremo 6-7 canzoni da considerare e finiremo quelle canzoni e poi avremo un disco da pubblicare, alla fine dell'anno (2025?), o all'inizio del prossimo anno (2026?), non sono sicuro di quanto tempo ci vorrà …”

Fonte: U2songs.com

Scritta da: Rudy il 27/11/2024

Parla The Edge: ‘Atomic Bomb’, gli inediti, il nuovo album e Larry

Parla The Edge: ‘Atomic Bomb’, gli inediti, il nuovo album e Larry

Ecco la traduzione di rollingstone.it di un'intervista di Andy Greene di RollingStone US.

Ciao Edge, dove sei?
A Dublino. Sono appena tornato da una session. Stiamo facendo dei demo e incidendo dei brani su cui abbiamo lavorato. Eravamo solo io e Bono, ma è stato molto divertente.

Ricordo che, ai tempi di How to Dismantle an Atomic Bomb, Bono ha detto che voleva fare un disco incentrato sulla chitarra e che per ispirarsi aveva ascoltato Who, Clash e Buzzcocks. Era così anche per te?
Sicuro. Penso che sentissimo che era il momento giusto per tornare a ciò che ci aveva ispirati in principio. Il primo lampo della vita creativa degli U2 si è acceso quando suonavamo insieme in una stanza ed esploravamo una forma-canzone molto semplice, basata su chitarra, basso e batteria. Le limitazioni che ne derivano sono una sfida interessante, perché devi lavorare solo con quegli strumenti e la dinamica diventa una parte importantissima del processo creativo. Così abbiamo affrontato l’album pensando consapevolmente a questi aspetti.

Come avete fatto a entrare in quell’ordine di idee?
Abbiamo fatto affidamento su quella che Daniel Lanois chiamava power hour. Indipendentemente da quel che stavamo facendo, una o due volte alla settimana ci chiudevamo tutti quanti in una stanza a improvvisare. E spesso ne uscivamo con due o tre buone idee. In quella situazione, devi rispondere in tempo reale a quel che fanno gli altri e loro devono reagire a quel che fai tu. I risultati possono essere sorprendenti. Credo si capisca da questa raccolta che quella era una versione degli U2 leggermente scombinata, ma in senso buono. È un tipo di caos positivo in cui, una volta individuato un elemento chiave, tutti si buttano a lavorarci su. Poteva essere una parte di batteria di Larry o una linea di basso di Adam o qualcosa che stavo facendo io, ma all’improvviso nasceva un intreccio.

Avete iniziato con il produttore Chris Thomas, che ha lavorato a uno dei più grandi dischi chitarristici di tutti i tempi, Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols. Dopo alcuni mesi, avete chiamato Steve Lillywhite. Cosa ha provocato la vostra frustrazione durante le session con Thomas, tanto da spingervi a cambiare?
Con Chris avevamo fatto grandi progressi. E però quando abbiamo riascoltato i missaggi grezzi, ci siamo resi conto che, ogni volta che tentavamo di spingere di più sull’elemento del caos, ad avere la meglio era l’istinto di Chris di arginarlo. E quindi alcuni pezzi erano troppo puliti per noi. Così, senza prendere una decisione definitiva, ci siamo detti: proviamo a fare qualche session con Steve, vediamo se ci porta in una diversa direzione.

L’abbiamo fatto tendoci aperta ogni opzione, senza avere preso alcuna decisione, ma abbiamo cominciato subito a lavorare in modo più naturale, come succede con Steve con cui collaboriamo da tempo. È uno pratico, ci sostiene, è ottimista. Conosceva forze e punti deboli, per cui è sempre riuscito a tirare fuori il meglio senza lasciarsi condizionare dai nostri limiti. Durante la nostra fase post punk, questo era l’obiettivo principale: volevamo essere semplici e diretti.

Steve ha iniziato a lavorare con voi fin dai vostri primi passi. Vi conosce bene tutti e quattro.
Esatto. Insieme abbiamo sviluppato alcune grandi idee e creato grandi attacchi. Prendi Vertigo. Avevamo inciso la base, la chiamavamo Native Son. Era un pezzo convincente, un rock’n’roll bello solido. Steve ci ha detto: «Potete fare di meglio nella parte strumentale». Così l’abbiamo reincisa un giorno in cui Bono non c’era. Adam, Larry e io siamo andati in studio e abbiamo fatto tre take in tutto: una l’abbiamo tenuta. Quando Bono ha iniziato a cantarci sopra, ha detto: «Da questa roba ci possiamo tirare fuori molto di più di Native Son». Così abbiamo continuato a lavorarci, lui ha proposto nuove idee melodiche, abbiamo trasformato un testo serio in una cosa più divertente. Alla fine è diventata una canzone diversa, migliore, più articolata. Questo è il tipo di caos positivo che ci mancava.

Sentivate la pressione di dover dare un seguito ad All That You Can’t Leave BehindBeautiful Day era stata una grande hit e i riflettori erano improvvisamente tornati ad accendersi su di voi.
Sì e no. Non volevamo pubblicare un altro All That You Can’t Leave Behind, quindi abbiamo deciso di provare a fare qualcosa di più duro e più chitarristico, in risposta al successo di Beautiful Day. Sai, ogni album degli U2 è una specie di reazione a quello precedente. Se abbiamo sentito una qualche pressione, è stata sul non ripeterci, cosa che non abbiamo mai voluto fare. Diamo il nostro meglio quando in ballo c’è un senso di scoperta, quando esploriamo nuove strade dal punto di vista musicale. Tutto questo ha influito molto sul modo in cui abbiamo affrontato quel disco.

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Parliamo di alcune delle canzoni di questo disco nuovo. Su Picture of You avete chiaramente lavorato molto, dato che ne abbiamo già sentite altre versioni intitolate Fast Cars e Xanax and Wine.
Non è raro per gli U2 che si verifichino casi simili di, chiamiamola così, divisione cellulare. In Achtung Baby ad esempio uno stesso demo ha finito per dar vita a The Fly e Zoo Station. Si intitolava Lady With the Spinning Head. In questo caso, da un riff di chitarra sono nate Xanax and WineFast Cars e Picture of You.

L’impressione è che Bono abbia ricantato dei pezzi.
Sì, ma non tutti. Dando i ritocchi finali alle canzoni abbiamo cercato di restare fedeli allo spirito e al lavoro di 20 anni fa. Solo in un paio di casi abbiamo sentito il bisogno di intervenire e di rimettere mano a quanto era stato fatto. Picture of You comunque è piuttosto simile all’originale, con qualche armonizzazione. All Because of You 2 è rimasta uguale. Wait Forever è esattamente la stessa, non l’abbiamo toccata. Ma Treason aveva bisogno di nuove voci perché mancavano delle sezioni che non avevano un testo. E poi Luckiest Man in the World include una parte della sua versione precedente intitolata Mercy.

Dimmi qualcosa di Evidence of Life. Non ne avevo mai sentito parlare prima.
È nata poco prima dell’arrivo di Steve. Sono arrivato in studio con delle idee, avevo qualche giorno a disposizione e ho buttato giù la traccia. Credo di avere suonato io la batteria: c’è la stessa parte ripetuta in loop per tutto il tempo, quindi penso che non ci sia un batterista vero, perché avrebbe fatto lui tutta la canzone. Ma qua e là ho trovato dei blocchi di otto battute che mi piacevano, quindi l’abbiamo tagliata e assemblata. Ci si evolve sempre, così certe cose si accantonano e restano indietro. A volte, quando arrivava il momento di selezionare le canzoni per i lati B per i singoli, cercavamo fra il materiale che avevamo accumulato: che ne dite di questa? Ricordo che delle idee che poi hanno originato Country Mile e Happiness all’epoca pensavo: sono troppo belli per essere delle B-side, prima o poi ci dobbiamo tornare su.

Come è nata Treason, prodotta da Dave Stewart?
Stavamo facendo delle registrazioni prima del concerto per Nelson Mandela che abbiamo tenuto, tutti insieme, in Sudafrica. Avevamo solo un groove, qualche coro e qualche linea di chitarra. Ci abbiamo lavorato su, ma  non c’era un testo completo, così l’abbiamo accantonata. Ma mi piace molto questo pezzo, è particolare, diverso dal solito.

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Quando ho sentito Country Mile per la prima volta mi sono chiesto perché diavolo non l’abbiate messa nel disco.
La adoro. Ce n’è anche una versione con un inizio leggermente diverso, è la versione radiofonica e mi piace ancora di più. Quando l’abbiamo incisa aveva delle parole diverse. L’idea per il nuovo testo ci è venuta mentre davamo gli ultimi ritocchi alle canzoni. Credo che quando l’abbiamo incisa pensassimo che i testi dell’album, a livello di contenuti, fossero ok. Oggi invece mi chiedo cosa ci passava per la testa.

Idem per Happiness, che ha un groove funk grandioso.
È un altro pezzo che non avevamo avuto il tempo di terminare. Nella fretta di chiudere un album si finisce sempre per scendere a qualche compromesso, si fanno delle scelte sui brani da mettere. Non ricordo quale pezzo abbiamo preferito a questo, ma credo che tutto sia dipeso, ancora una volta, dal fatto che non avevamo un testo definitivo. Erano tutte canzoni ancora in fase di lavorazione, ma anche in questo caso ricordo di avere pensato: prima o poi lo pubblicheremo, è un grande pezzo.

Are You Gonna Wait Forever invece risale alle session di All You You Can’t Leave Behind, con Eno e Lanois.
Sì. Con gli album degli U2 succede sempre questa cosa: si chiude un disco, ma quando si inizia a lavorare al successivo c’è una sorta di continuità. La primissima versione di City of Blinding Lights era per l’album Pop, ma non siamo riusciti a farla funzionare. Chris Thomas è stato fondamentale nell’aiutarci a svilupparla.

Non avevo mai sentito parlare di Theme From The Batman. Per quale progetto del franchising legato a Batman è stata scritta?
Mi avevano chiesto di fare la sigla per una serie animata dedicata a Batman. Ci siamo detti «buttiamola dentro», perché non era mai stata pubblicata. Forse è su YouTube da qualche parte, ma non è mai apparsa su un disco degli U2.

Tu sei l’unico musicista nella canzone e l’hai anche prodotta. È quasi un tuo brano solista.
Praticamente sì. Ma direi che rispecchia quel momento, quell’epoca. E credo che il bello di questa raccolta stia proprio qui: nella possibilità di capire dove eravamo, con la testa.

All Because of You 2 è chiaramente una versione precedente della canzone.
È una delle prime versioni. Abbiamo lavorato alla voce e al testo, e credo che ci sia un arrangiamento vocale leggermente nuovo. In un certo senso rispecchia quel che stavamo cercando di fare. Credo che fossimo consapevoli del fatto che sprigionava una grande energia, ma suppongo che non ci convincesse la melodia. Così siamo tornati a lavorarci e la versione che è uscita sull’album era un po’ più orecchiabile. Ma penso anche che abbia anche perso qualcosa, mentre questa versione è semplicemente completa. Penso che sia di una purezza irresistibile.

Cosa bolle in pentola, adesso? State lavorando al prossimo disco?
Stiamo lavorando a tante cose diverse. Durante i lockdown per il Covid mi sono lanciato nella creazione di pezzi e idee per le canzoni. Stiamo iniziando a esaminare un po’ di questa roba e abbiamo un sacco di materiale da vagliare, per capire di cosa si tratta. Ci troviamo in quel momento di grazia in cui si sperimenta molto e si prende in considerazione ogni strada possibile dal punto di vista musicale. Immagino che la chitarra sarà un elemento importante del prossimo disco, ma non penso che sarà un album heavy. Credo che faremo un uso della chitarra molto diverso, non puramente rock.

Del resto non l’abbiamo mai fatto: non è nella nostra natura. Abbiamo sempre cercato di evitare di usare lo strumento in maniera troppo mainstream e scontato. Abbiamo sempre tentato di trovare modi inediti di utilizzare la chitarra ed è una delle cose che più ci entusiasmano. È quasi come se dovessimo inserirci a modo nostro nella controcultura e poi portarla alle masse, invece di cercare di inseguire ciò che piace, quello che va di moda e che sta succedendo. È quello che ci sta capitando proprio in questo momento e le canzoni ci indicheranno la direzione dell’album. Stiamo iniziando a mettere a fuoco la musica.

Larry come sta? Riesce a suonare la batteria in studio?
Sì, abbiamo fatto una session con lui e ne faremo un’altra tra un paio di settimane, ci stiamo divertendo molto. Quindi sì. Non vogliamo esagerare, ma sta andando alla grande ed è in ottima forma. È bello passare del tempo con lui in studio, in un ambiente creativo.

Sapete già chi produrrà il disco?
Stiamo collaborando con Jacknife [Lee] e mi sta piacendo molto lavorare con lui. Abbiamo delle session programmate per potenziali progetti diversi che probabilmente finiranno tutti per confluire in quello degli U2, ma stiamo lavorando anche con altre persone e ci divertiamo. Siamo in una fase di sperimentazione, lasciamo che sia la musica a dirci cosa fare. È tutto molto divertente in questo momento.

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State già pensando al prossimo tour? Potrebbe essere negli stadi? Nelle arene?
Non riusciamo a pensare molto al tour, ora, ma abbiamo avuto alcune conversazioni a proposito di cosa potremmo fare. Per noi, come dicevo prima, è come se ogni nuovo album fosse una reazione a ciò che è successo prima. Quindi penso che, in qualche modo, risponderemo a quello che abbiamo appena fatto, ovvero i concerti allo Sphere, con qualcosa di molto diverso. Ma non siamo ancora sicuri di cosa si tratterà. Non vediamo l’ora di uscire, di vedere i nostri fan e di andare da loro. Credo che sia importante, piuttosto che far venire loro da noi. Certo, è una cosa che aiuta a ridurre le emissioni di anidride carbonica dei tour, ma credo che troveremo un modo per ridurle e andare comunque on the road a trovare i nostri fan, là dove sono.

Molti fan vorrebbero un megabox dedicato a Pop, magari per il 30° anniversario nel 2027, e ascoltare Songs of Ascent, l’album gemello di No Line on the Horizon rimasto inedito. È possibile che una di queste due cose veda la luce?
Direi che entrambe sono molto probabili, ma non ci abbiamo ancora dedicato alcuna energia. Comunque sì, sicuramente. Come dicevo, ho 100 inizi di canzoni che stiamo vagliando. Ci sono tantissime bozze di pezzi per ogni album che abbiamo pubblicato e sono sicuro che riusciremo a fare qualcosa con Pop. Lo ricordo con grande affetto. Facevamo molte sperimentazioni interessanti in quel periodo. Quindi sì, sono sicuro che succederà.

Questo, per voi, è l’intervallo di tempo più lungo di sempre tra un album e l’altro di materiale nuovo. Tanti fan non vedono l’ora di ascoltare il prossimo disco.
Vale anche per me. Non vedo l’ora di pubblicare qualcosa e magari partire in tour.

Articolo originale: https://www.rollingstone.com/music/music-features/u2-new-album-atomic-bomb-the-edge-interview-1235152643/

Scritta da: Rudy il 14/11/2024

U2place Atomic Contest!

U2place Atomic Contest

U2place, in occasione del ventennale di HOW TO DISMANTLE AN ATOMIC BOMB, in collaborazione con
Universal Music Italia, è lieto di annunciare l’ ATOMIC CONTEST!
I premi in palio saranno i seguenti :

1° classificato – 1 copia di How To Dismantle An Atomic Bomb 20 th Anniversary - 5CD Box Set Super Deluxe
2° e 3° classificato – 1 copia di How To Dismantle An Atomic Bomb 20 th Anniversary - Doppio Vinile nero

Per partecipare al contest e al sorteggio finale è necessario rispondere correttamente alle seguenti
domande :

  1. Dove hanno suonato gli U2 il 22 novembre 2004 per l'uscita di How to dismantle an atomic bomb
    con un concerto a sorpresa?
  2. A chi è stata dedicata Original of the species?
  3. Quali canzoni di How to Dismantle an Atomic Bomb non sono mai state eseguite live?
  4. Dove e quando ha fatto la prima apparizione in un live il brano allora noto come Mercy?

Le risposte vanno spedite a contest@u2place.org entro e non oltre le ore 23:59 di domenica 17 novembre 2024.
I vincitori verranno estratti a sorte il giorno 22 Novembre 2024 con il sistema di estrazione qui descritto:
- Ad ogni email ricevuta con le risposte esatte verrà associato un numero progressivo
- Verrà estratto un numero da 1 ad n casualmente, con un semplice algoritmo che estrae il numero in maniera randomica, ed il fan fortunato verrà premiato.

Scritta da: Staff il 11/11/2024

Larry Mullen Jr. potrebbe presto tornare a suonare con gli U2

Larry Mullen Jr. potrebbe presto tornare a suonare con gli U2

Come sappiamo ormai da quasi due anni, il nostro Larry Mullen Jr., batterista e fondatore degli U2, si è sottoposto a diversi interventi per i problemi cronici che negli anni hanno condizionato e limitato a volte le sue performance ed i recenti tour.

Larry infatti è stato sostituito durante gli show degli U2 alla Sphere di Las Vegas, dal buon Bram Van Dem Berg, ma ogni fan degli U2 ha sempre sperato che Larry potesse tornare al più presto e, soprattutto, che gli U2 possano continuare a produrre album e ad andare in tour insieme a lui.

Durante la recente intervista di Zane Lowe a The Edge e Adam Clayton, trasmessa su Apple Music 1 qualche giorno fa, si è parlato anche di Larry e del suo rapporto con gli U2.

"Ha detto che gli è piaciuto parecchio e probabilmente ha anche pensato: 'Non vedo l'ora di tornare nella band'". Queste le parole di The Edge che poi ha continuato con "La bella notizia è che Larry sta migliorando di settimana in settimana e faremo presto un gran casino con lui, siamo molto emozionati per questo".

Non resta che attendere il 2025...

Scritta da: Rudy il 27/10/2024

How to re-assemble an atomic bomb, lo "shadow album" degli U2

How to re-assemble an atomic bomb, lo "shadow album" degli U2.

Per celebrare il 20° anniversario di How To Dismantle An Atomic Bomb gli U2 hanno annunciato oggi l'arrivo, il 22 novembre 2024, dell'edizione remastered di How To Dismantle An Atomic Bomb e del suo "shadow album" chiamato "How To Re-Assemble An Atomic Bomb" che include canzoni nuove e inedite scoperte nell'archivio delle sessioni di registrazione dell'album originale.

L'edizione in vinile di How To Re-Assemble An Atomic Bomb

Gli U2 hanno già reso disponibili due tracce contenute nel disco, si tratta di 'Country Mile', un vero e proprio inedito e di 'Picture Of You (X+W)' meglio conosciuta come Xanax and Wine.

How To Re-Assemble An Atomic Bomb è una raccolta di dieci canzoni tratte dalle sessioni di registrazione originali per "How To Dismantle An Atomic Bomb", recentemente riscoperte nell'archivio della band e ora pubblicate per la prima volta come album indipendente.

Questo album "ombra" include quattro nuove canzoni, mai ascoltate o precedentemente pubblicate - "Treason", "Evidence Of Life", la già citata "Country Mile" e "Happiness"; oltre a una canzone chiamata "Luckiest Man In The World" - familiare a molti di voi con il suo titolo provvisorio "Mercy", una demo iniziale della quale è stata trapelata online quasi 20 anni fa - che ora ottiene la sua pubblicazione ufficiale; così come cinque canzoni appena rimasterizzate - "Picture Of You (X+W)", "Don't Wanna See You Smile", "Are We Gonna Wait Forever?", "Theme From The Batman" e "All Because Of You 2" - tutte raccolte insieme per la prima volta per celebrare il 20° anniversario di "How To Dismantle An Atomic Bomb".

La tracklist di How To Re-Assemble An Atomic Bomb è la seguente:
 
1.         Picture Of You (X+W)
2.         Evidence Of Life
3.         Luckiest Man In The World
4.         Treason
5.         I Don't Wanna See You Smile
6.         Country Mile
7.         Happiness
8.         Are We Gonna Wait Forever?
9.         Theme From The Batman
10.        All Because Of You 2

How To Re-Assemble An Atomic Bomb sarà disponibile anche in formato fisico per il Record Store Day Black Friday come Vinile 1LP Nero e Rosso Marmorizzato in Edizione Limitata il 29 novembre; così come una versione digitale standalone di 10 tracce il 29 novembre.

Sarà contenuto inoltre nell'edizione "Vinyl 8LP Super Deluxe Collectors Boxset (Limited Edition)" e nell'edizione "5CD Super Deluxe Collectors Boxset (Limited Edition)".

Ricordiamo anche le edizioni che saranno previste il 22 novembre 2024 e già preordinabili (https://u2.lnk.to/HTDAAB20):

  • Vinyl 8LP Super Deluxe Collectors Boxset (Limited Edition)
  • Vinyl 2LP; Exclusive D2C 2LP Black & Red Ink Spot Vinyl (Limited Edition)
  • 5CD Super Deluxe Collectors Boxset (Limited Edition)
  • CD Single
  • Exclusive Red & Black Cassette (Limited Edition)

Le edizioni digitali invece saranno:

  • How To Dismantle An Atomic Bomb remastered (12 tracks)
  • How To Dismantle An Atomic Bomb (Re-Assemble Edition) (22 tracks)
https://youtu.be/KVW-xthPZSE?si=fUh9BNru9YFAlXsc
https://youtu.be/_fIXQXTE-v8?si=XRuHn5-1X9z--wlB

Scritta da: Rudy il 26/09/2024

U2 How to Dismantle an Atomic Bomb, il ventennale

U2 How to Dismantle an Atomic Bomb, il ventennale

Ecco i dettagli dell'uscita di How To Dismantle An Atomic Bomb 20th Anniversary

Ecco i dettagli delle edizioni di "How To Dismantle An Atomic Bomb 20th Anniversary"
- How To Dismantle An Atomic Bomb (20th Anniversary)8LP Box Set Super Deluxe - €274,90
- How To Dismantle An Atomic Bomb (20th Anniversary)5CD Box Set Super Deluxe - €119,90
- How To Dismantle An Atomic Bomb (20th Anniversary)Doppio Vinile Colorato - €54,90
- How To Dismantle An Atomic Bomb (20th Anniversary)Doppio Vinile
- €49,90
- How To Dismantle An Atomic Bomb (20th Anniversary)CD - €17,90

Il sito ufficiale degli U2 ha preparato per l'occasione un'area dedicata (https://atomicbomb.u2.com/) dove nelle prossime 24 ore verranno pubblicati tutti i dettagli dell'uscita prevista.

La data di uscita precisa sarà il 22 novembre 2024 a 20 anni esatti dall’uscita ufficiale (20 novembre 2004). Ma nel frattempo però possiamo già darvi anche noi alcune anticipazioni.

La tracklist sarà la seguente:
"Vertigo" (Studio Version) - U2 (03:14)
"Miracle Drug" (Studio Version) - U2 (03:58)
"Sometimes You Can't Make it On Your Own" (Studio Version) - U2 (05:09)
"Love and Peace or Else" (Studio Version) - U2 (04:50)
"All Because of You" (Studio Version) - U2 (03:36)
"City Of Blinding Lights" (Studio Version) - U2 (05:48)
"A Man and a Woman" (Studio Version) - U2 (04:30)
"Crumbs From Your Table" (Studio Version) - U2 (05:03)
"One Step Closer" (Studio Version) - U2 (03:51)
"Original of the Species" (Studio Version) - U2 (04:41)
"Yahweh" (Studio Version) - U2 (04:42)
"Fast Cars" (Studio Version) - U2 (03:43)

Oltre ad un ulteriore disco di "demo" che verrà chiamato "How to Re-Assemble An Atomic Bomb":

“Picture Of You (X+W)” – U2
“Evidence Of Life” – U2
“Luckiest Man In The World” – U2
“Treason” – U2
“I Don’t Wanna See You Smile” – U2
“Country Mile” – U2
“Happiness” – U2
“Are You Gonna Wait Forever?” – U2
“Theme From ‘The Batman’” – U2
“All Because Of You 2” – U2

How to Dismantle an Atomic Bomb Remixes
“Vertigo” – U2
“Vertigo” – U2
“Vertigo” – U2
“Fast Cars” – U2
“All Because Of You” – U2
“All Because Of You” – U2
“City Of Blinding Lights” – U2
“City Of Blinding Lights” – U2
“One Step Closer” – U2
“Miracle Drug” – U2
“Miracle Drug” – U2

Vertigo 05: Live from Chicago Disc One
“City Of Blinding Lights” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Vertigo” / “Stories For Boys” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Elevation” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Cry” / “The Electric Co.” (Live from Chicago, 2005) – U2
“An Cat Dubh” / “Into The Heart” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Beautiful Day” (Live from Chicago, 2005) – U2
“New Year’s Day” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Miracle Drug” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Sometimes You Can’t Make It On Your Own” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Love And Peace Or Else” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Sunday Bloody Sunday” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Bullet The Blue Sky” (Live from Chicago, 2005) – U2

Vertigo 05: Live from Chicago Disc Two
“Running To Stand Still” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Pride (In The Name Of Love)” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Where The Streets Have No Name” (Live from Chicago, 2005) – U2
“One” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Zoo Station” (Live from Chicago, 2005) – U2
“The Fly” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Mysterious Ways” (Live from Chicago, 2005) – U2
“All Because Of You” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Original Of The Species” (Live from Chicago, 2005) – U2
“Yahweh” (Live from Chicago, 2005) – U2
“40” (Live from Chicago, 2005) – U2

I ventanni esatti dall'uscita coincidono con il 20 novembre 2004.
La versione deluxe conterrà:

  • How to Dismantle an Atomic Bomb (the album, single disc on CD / double disc on vinyl)
  • How to Re-Assemble an Atomic Bomb (10-track demo album, single disc on CD / single disc on vinyl)
  • Vertigo: Live from Chicago 2005 (2-disc on CD / 3-disc on vinyl)
  • B-Sides and Remixes (1-disc on CD / 2-disc on vinyl)

Ci saranno 5 cd nell'edizione Compact-Disc e 8 vinili nell'edizione vinile.

La vera novità per i fan sarà, come avrete già immaginato, il disco ""How to Re-Assemble An Atomic Bomb" che conterrà (vedi la tracklist precedente), anche alcuni brani mai pubblicati che saranno sicuramente la base di alcuni pezzi poi divenuti definitivi nell'edizione finale.

Il disco verrà pubblicato oltre che nei formati fisici anche in formato digitale e nei servizi di streaming.

Grazie a U2songs.com per i dettagli

Il ventennale di How To Dismantle An Atomic Bomb degli U2


Scritta da: Rudy il 25/09/2024

A breve l'annuncio del nuovo tour degli U2?

Dove eravamo rimasti?
A giugno le notizie in nostro possesso davano quasi per certo il ritorno degli U2 sulla scena concertistica mondiale, con un ritorno in grande stile negli stadi europei nell'estate del 2025 (Vedi News)
In questi mesi estivi la band irlandese si era concentrata nell'ultimare l'ultimo lavoro discografico, il primo dopo 'Songs of Experience' uscito il 1° dicembre 2017.

La fase embrionale del disco è iniziata a Los Angeles, prima e dopo i concerti degli U2 alla Sphere di Las Vegas, adesso pare che le ultime fasi di lavorazione si siano concentrate in Europa.
In queste ultime settimane si stanno gli ultimi dettagli che potrebbero portare ad un uscita già entro quest'anno, oppure posticipare il tutto al nuovo anno.
In ogni fase evolutiva del nuovo disco ha partecipato Larry mullen Jr., che al momento sembra totalmente ristabilito dalle operazioni dello scorso anno.

Contestualmente all'uscita del nuovo album, dovrebbero annunciare il nuovo tour della band irlandese, ecco gli ultimi dettagli in merito:

- si va sempre più a delineare la volontà di iniziare negli stadi europei
- sono state già prenotate alcune venues con possibilità di cancellazione
- tra i primi stadi che ospiteranno il nuovo show degli U2 sembra che ci saranno il Croke Park di Dublino e il Wembley Stadium di Londra

ma la notizia che più gira nel web, è quando ci sarà l'annuncio ufficiale?

Diverse fonti avanzano ipotesi, chi vede un annuncio nelle prossime settimane, chi addirittura nei prossimi giorni.
Sicuramente qualcosa verrà annunciato a breve, ma di preciso non si sa che cosa ma sopratutto quando.

Di contro sicuramente nelle prossime settimane verranno annunciate (secondo il sito U2songs.com) più di un uscita discografica di carattere celebrativo della band irlandese:

- 'U2 18 Singles', prevista l'uscita in vinile (arancione) del disco che è uscita il 17 novembre 2006, pare che la data esatta sia il 25 ottobre ma sono possibili dei slittamenti
- 'How to dismantle an atomic bomb' uscirà un edizione celebrativa per il ventennale del disco uscito il 22 novembre 2004, l'annuncio sarà fatto nel giro di pochi giorni

Vi ricordiamo che questi sono rumors e come tali devono essere intesi, eventuali annunci ufficiali verranno riportati quanto prima

Scritta da: Andrea Saccone il 23/09/2024

Il 2025 sarà l'anno del ritorno in concerto degli U2 in Europa?

Una domanda che si fanno in tanti, dopo i 40 concerti degli U2 alla Sphere di Las Vegas dove la band irlandese ha esplorato una nuova dimensione del concetto di intrattenimento musicale in un luogo unico nel suo genere.
Dopo la fine di '40' durante l'ultimo concerto del 2 marzo 2024 si sono susseguite numerose notizie sull'evoluzione della band, sopratutto in relazione all'infortunio di Larry Mullen Jr., presente al concerto del giorno prima, apparso acciaccato con i segni evidenti del suo stato di salute attuale.
Al tempo stesso però sembra che la band subito dopo la fine della serie dei concerti in Nevada abbia compiuto numerose sessioni a Los Angeles per ultimare il loro ultimo lavoro discografico.
Difatti insistenti rumors e notizie danno come data di uscita del nuovo album intorno l'autunno o inverno del 2024.
Tutto ciò fa presagire che nei prossimi mesi ci saranno novità importanti in arrivo, di seguito alcune tra le più importanti:

- Gli U2 stanno pianificando un ritorno live in Europa nell'estate del 2025
- Al momento sono previsti in Europa concerti solo negli stadi
- Pare che le location siano state già prenotate sia in Europa che negli Stati Uniti
- Al tempo stesso tutti gli eventi sono stati assicurati in relazione allo stato di salute di Larry Mullen Jr.
- Sono previsti dei concerti nelle arene americane a partire dall'autunno 2025
- Al momento non sono previsti shows in altre zone del mondo, quindi escluse Sud America, Asia e Oceania

- Sembra che Bram Van Den Berg sia rimasto nell'orbita della band in attesa che l'evoluzione dello stato di salute di Larry Mullen Jr., non è preclusa una sua partecipazione attiva ad ogni progetto della band irlandese
- Il film sui concerti degli U2 alla Sphere è in fase di lavorazione, i concerti ripresi sono quelli del 23 e 24 febbraio, il film sarà trasmesso in esclusiva alla Sphere e avrà una durata di un ora circa

Ricordiamo che questi sono rumors e come tali devono essere intesi, eventuali annunci ufficiali verrano riportati quanto prima

Scritta da: Andrea Saccone il 18/06/2024

U2 at the Sphere: la setlist del 2 marzo 2024

U2 at the Sphere: la setlist del 2 marzo 2024

U2 at the Sphere: la setlist del 2 marzo 2024, photo: Ross Stewart

Si conclude l'avventura degli U2 alla Sphere di Las Vegas. Da settembre 2023 ad oggi la band si è esibita quaranta volte nell'avveniristica struttura di Las Vegas.

Ecco le canzoni suonate questa notte con la conclusione della ormai storica "40":

Lemon Remix
Choral Intro (Brian Eno song)

Achtung Baby
1. Zoo Station (with “I Couldn’t Find You” intro)
2. The Fly (with The Beatles’ “Drive My Car” snippet)
3. Even Better Than the Real Thing
4. Mysterious Ways
5. One
6. Until the End of the World
7. Who's Gonna Ride Your Wild Horses
8. Tryin' to Throw Your Arms Around the World

Turntable
9. All I Want Is You
10. Desire
11. Angel Of Harlem
13. Love Rescue Me

Achtung Baby
14. Acrobat
15. So Cruel
16. Ultraviolet (Light My Way)
17. Love Is Blindness (with Elvis Presley's "Viva Las Vegas" snippet)

Viva Las Vegas (Elvis Presley song)
Elevation (Remix)

Encore:
19. Elevation (with Claude François’ “My Way” snippet)
20. Atomic City
21. Vertigo
22. Where the Streets Have No Name (with “Moment Of Surrender”)
23. With or Without You
24. Beautiful Day (with "Gloria" & The Beatles' "Blackbird" snippets)
25. "40"

Glorify (Brittany Howard vocals)
What a Wonderful World (Louis Armstrong song)

Lo show è cominciato alle 20.50 ed è terminato alle 23.05.

Scritta da: Staff il 03/03/2024

U2 at the Sphere: la setlist dell'1 marzo 2024

U2 at the Sphere: la setlist dell'1 marzo 2024

U2 at the Sphere: la setlist dell'1 marzo 2024, photo: Rich Fury

Gli U2 si sono esibiti ieri sera per una nuova data alla Sphere di Las Vegas, la quattordicesima di questo 2024. Ecco le canzoni suonate:

Lemon Remix
Choral Intro (Brian Eno song)

Achtung Baby
1. Zoo Station (with “I Couldn’t Find You” intro)
2. The Fly (with The Beatles’ “Drive My Car” snippet)
3. Even Better Than the Real Thing
4. Mysterious Ways
5. One
6. Until the End of the World
7. Who's Gonna Ride Your Wild Horses
8. Tryin' to Throw Your Arms Around the World

Turntable
9. All I Want Is You
10. Desire
11. Angel Of Harlem
13. Love Rescue Me

Achtung Baby
14. Acrobat
15. So Cruel
16. Ultraviolet (Light My Way)
17. Love Is Blindness (with Elvis Presley's "Viva Las Vegas" snippet)

Viva Las Vegas (Elvis Presley song)
Elevation (Remix)

Encore:
19. Elevation (with Claude François’ “My Way” snippet)
20. Atomic City
21. Vertigo
22. Where the Streets Have No Name (with “Moment Of Surrender”)
23. With or Without You
24. Beautiful Day (with "Gloria" & The Beatles' "Blackbird" snippets)

Glorify (Brittany Howard vocals)
What a Wonderful World (Louis Armstrong song)

Lo show è cominciato alle 20.50 ed è terminato alle 23.05.

Da segnalare la presenza per la prima volta nel pubblico di Larry Mullen Jr.

Scritta da: Staff il 03/03/2024

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