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Nuova data per gli U2 a Milano il 16/10

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Come vi avevamo anticipato salgono a quattro le date per l'eXPERIENCE + iNNOCENCE Tour in Italia.

Pochi minuti fa Live Nation Italia ha annunciato infatti un nuovo concerto degli U2, sempre al Mediolanum Forum di Assago, per martedì 16/10.

I biglietti saranno in vendita a partire da domani secondo le ormai consuete modalità:

- Prevendita U2.com - Experience da mercoledì 14/02 alle ore 10
- Prevendita U2.com - Innocence da mercoledì 14/02 alle ore 12
- Prevendita Live Nation da giovedì 15/02 alle ore 9 (su Ticketmaster.it)
- Prevendita Amazon da giovedì 15/02 alle ore 10
- Chiusura prevendite U2.com, Live Nation e Amazon giovedì 15/02 alle ore 17
- Vendita libera da venerdì 16/02 alle ore 10 (su Ticketmaster.it e TicketOne.it)

Tutto i dettagli su:
www.u2.com/tour

Scritta da: Staff il 13/02/2018

Nuove date per gli U2: tutte le info e gli orari

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Come vi avevamo ampiamente anticipato sono state annunciate oggi molte nuove (e attese) date all'eXPERIENCE + iNNOCENCE Tour 2018.

Partendo dall'Italia è stata annunciata la terza data a Milano, lunedì 15 ottobre sempre al Mediolanum Forum di Assago.

E' stata aggiunta anche una terza data al Madison Square Garden di New York il 1° luglio: il concerto era stato a lungo rumoreggiato ma sembrava ormai destinato a non concretizzarsi.

Di seguito gli orari di presale e di vendita libera per tutte le date annunciate tra venerdì e oggi, Milano compresa:

New York 01/07/2018
Berlino 01/09/2018
Colonia 05/09/2018
Parigi 12/09/2018
Lisbona 17/09/2018
Madrid 21/09/2018
Copenhagen 30/09/2018
Amburgo 04/10/2018
Amsterdam 08/10/2018
Milano 15/10/2018
Manchester 20/10/2018
Londra 24/10/2018
Belfast 27/10/2018
Dublino 05/11/2018
Dublino 06/11/2018

U2.com - Gruppo eXPERIENCE Inizio martedì 30/01 alle ore 10:00 locali - Dublin e Belfast ore 9:00 locali - Lisbona ore 15:00 locali
U2.com - Gruppo iNNOCENCE Inizio mercoledì 31/01 alle ore 10:00 locali
Retail (album) Inizio mercoledì 31/01 alle ore 12:00 locali
Fine presale U2.com e retail Giovedì 01/02 alle 17:00 locali
Presale Livenation Inizio giovedì ore 9:00 locali (presale solo per Milano, Londra e Manchester)
Vendita libera Inizio venerdì ore 10:00 italiane

Massimo 2 biglietti acquistabili in presale
Massimo 4 biglietti acquistabili in vendita libera

Per tutti i link e le informazioni ufficiali relative alle vendite fate riferimento a:

u2.com/tour

www.livenation.co.uk/artist/u2-tickets#international

Scritta da: Staff il 29/01/2018

Gli U2 ai Grammy Awards: la performance della serata

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Gli U2 hanno partecipato questa notte ai 60esimi Grammy Awards pur non avendo ricevuto nessuna nomination. Sono infatti comparsi per ben tre volte durante la serata:

  • Bono e The Edge hanno suonato nel medley di apertura assieme a Kendrick Lamar e Dave Chappelle.

  • Successivamente gli U2 hanno suonato una versione di "Get Out Of Your Own Way" su una zattera sull'Hudson River a New York con la statua della libertà in lontananza.

  • L'ultima apparizione è stata di Bono e The Edge per presentare Bruno Mars vittorioso con l'album dell'anno 24K Magic.


Scritta da: Staff il 29/01/2018

U2 eXPERIENCE+iNNOCENCE Tour 2018: ecco le nuove date e nuovi rumor sull'Europa!

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Sono in corso di svolgimento le vendite generali dei concerti degli U2 in Europa.
Come si supponeva è stata una vendita fulminea dovuto anche alle limitate disponibilità come indicato nello specifico da Ticketone.it e Ticketmaster.it per le date milanesi dell'11 e 12 ottobre 2018.
Nel resto d'Europa la situazione si presenta simile con la data iniziale del eXPERIENCE+iNNOCENCE Tour 2018 del 31 agosto a Berlino vicina al sold-out come la data di Colonia del 4 settembre, la date di Parigi del 8 e 9 settembre, il ritorno a Lisbona il 16 settembre, la data di Madrid del 20 settembre, il ritorno in Germania ad Amburgo il 3 ottobre e la data del 7 ottobre allo Ziggo Dome di Amsterdam.

Questa situazione di elevata richiesta di biglietti ha portato all'annuncio di nuove date, alcune riportate già sul sito ufficiale della band U2.COM altre sul sito di Live Nation.
Ecco le nuove date:

Berlino, 1 settembre 2018 - Mercedes Benz Arena
Colonia, 5 settembre 2018 - Lanxess Arena
Parigi, 12 settembre 2018 - AccorHotels Arena
Lisbona, 17 settembre 2018 - Altice Arena
Madrid, 21 settembre 2018 - Wizink Center
Amburgo, 4 ottobre 2018 - Barclaycard Arena
Amsterdam, 8 ottobre 2018 - Ziggo Dome

Secondo alcuni informazioni in nostro possesso se le date di Milano del'11 e 12 ottobre saranno dichiarate sold-out, pare che verrà annuciata oggi o nei prossimi giorni una nuova data degli U2 il 15 ottobre 2018 sempre al Mediolanum Forum di Assago.
A seguito degli annunci ufficiali seguiranno altresì notizie in merito alle modalità di acquisto in prelazione e vendita libera.

Mentre sembra che le date irlandesi del eXPERIENCE+iNNOCENCE Tour in Europa prevista a Belfast e Dublino verranno annunciate la settimana prossima.

Vi ricordiamo che questo è un rumor e come tale deve essere inteso, eventuali annunci ufficiali verranno riportati quanto prima

Stay Tuned!

Scritta da: Andrea Saccone il 26/01/2018

U2 eiTour: le date ufficiali e tutte le info sui biglietti

U2.com ha annunciato questa mattina le prime date europee per l'eXPERIENCE + iNNOCENCE Tour 2018.

La leg europea prenderà il via il 31 agosto da Berlino e toccherà Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo, Danimarca, Italia, Irlanda e Paesi Bassi.

Come vi avevamo anticipato in tempi non sospetti per l'Italia è stato scelto il Mediolanum Forum di Assago, dove gli U2 si esibiranno l'11 e 12 ottobre prossimi.

u2-milano-2018-info

2018-08-31 - Berlin, Germany - Mercedes-Benz Arena Berlin
2018-09-04 - Cologne, Germany - Lanxess Arena
2018-09-08 - Paris, France - AccorHotels Arena
2018-09-09 - Paris, France - AccorHotels Arena
2018-09-16 - Lisbon, Portugal - Altice Arena
2018-09-20 - Madrid, Spain - WiZink Center
2018-09-29 - Copenhagen, Denmark - Royal Arena
2018-10-03 - Hamburg, Germany - Barclaycard Arena
2018-10-07 - Amsterdam, Netherlands - Ziggo Dome
2018-10-11 - Milano, Italy - Mediolanum Forum
2018-10-12 - Milano, Italy - Mediolanum Forum
2018-10-19 - Manchester, England - Manchester Arena
2018-10-23 - London, England - The O2

I biglietti per questi concerti andranno in vendita generale venerdì 26 gennaio.

In programma anche alcuni concerti a Dublino e a Belfast, che verranno annunciati in un secondo momento.

Vi terremo aggiornati ora dopo ora con tutte le info inerenti la messa in vendita dei biglietti (presale, prezzi, FAQ, ecc.)

I biglietti per queste date andranno in vendita generale venerdì 26 gennaio alle 10:00.

La vendita generale verrà anticipata dalla presale per gli iscritti a u2.com, che inizierà giovedì 18 gennaio alle 10:00 per il gruppo Experience (venerdì 19 gennaio per il gruppo iNNOCENCE) e continuerà fino a sabato 20 gennaio alle 17:00.

Coloro che hanno acquistato entro il 30/11/2017 una copia di Songs of Experience su Amazon.it avranno diritto ad accedere ad una presale a partire da lunedì 22 gennaio alle 9:00 e fino a mercoledì 24 gennaio alle 17:00

FAQ:

- Non è stato ancora comunicato se la vendita per le date italiane avverrà tramite Ticketone.it, Ticketmaster.it o entrambi i canali.

- Le presale di u2.com e Amazon consentiranno di acquistare al massimo 2 biglietti.

- Nessuna presale garantisce di riuscire ad acquistare biglietti.

- Non è stato ancora comunicato se con la presale di u2.com/Amazon sarà possibile o meno acquistare un biglietto per una data ed un biglietto per un'altra. Probabilmente questa possibilità ci sarà.

- I prezzi dei biglietti per Milano:

1 Primo Settore Numerato
€ 224,25

2 Secondo Settore Numerato
€ 120,75

3 Parterre in Piedi
€ 86,25

4 Terzo Settore Numerato
€ 86,25

5 Terzo Settore Numerato
€ 86,25

6 Quarto Settore Numerato
€ 40,25

Stay tuned!

Scritta da: Staff il 16/01/2018

eXPERIENCE+iNNOCENCE Tour 2018: ecco le prime date del nuovo tour europeo degli U2! [Rumor]

U2 iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour 2015 - Turin Pala Alpitour Arena 04.09.15

Dopo il rumor pubblicato nella giornata di giovedì (Vedi News) siamo entrati in possesso di nuove informazioni in merito al nuove date del eXPERIENCE+iNNOCENCE Tour 2018 degli U2.
Sembra ormai quasi certo che la prossima settimana saranno annunciati i nuovi concerti in europa e che a partire dalle prossime settimane saranno in vendita i biglietti.
Ecco le informazioni che siamo riusciti a raccogliere grazie all'aiuto di una fonte autorevole:

- Sembra che il tour verrà ufficializzato martedì 16 gennaio dove verranno specificate le modalità di acquisto dei biglietti.
- La prelazione ai soli iscritti al sito ufficiale della band U2.Com sembra che inizierà il 18 gennaio con le relative differenzazioni in merito ai gruppi eXPERIENCE, iNNOCENCE e acquirenti di Songs of Experience attraverso amazon prima del 30 novembre 2017.

- La leg europea del eXPERIENCE+iNNOCENCE Tour 2018 partirà ad inizio settembre dalla Germania, si vocifera che il primo concerto si terrà alla Lanxess Arena di Colonia.
- Sembrano confermate 4 date alla Accorhotels Arena di Parigi il 8, 9, 12, 13 settembre 2018.
- E' stata scelta come location anche questa volta lo Ziggo Dome di Amsterdam dove sembra che la band irlandese suonerà ad inizio ottobre.

- Mentre sembra confermato che gli U2 suoneranno in Italia a metà ottobre con 4 concerti al Forum di Assago di Milano (a conferma dei vari rumor che vi abbiamo riportato circa un mese fa) e successivamente il tour continuerà nel regno unito.

- Infine il tour dovrebbe concludersi alla fine di ottobre in Irlanda, al momento il concerto finale è previsto alla SSE Arena di Belfast dove gli U2 suonarono nel 2015, mentre sembra che allo stato attuale non siano previsti concerti a Dublino.

Vi ricordiamo che questo è un rumor e come tale deve essere intenso, eventuali annunci ufficiali verranno pubblicati quanto prima

Stay Tuned!

Scritta da: Andrea Saccone il 13/01/2018

Experience+Innocence Tour 2018: nuovi rumor sugli U2 in Europa!

NEW YORK, NY - JULY 18: The Edge and Bono perform onstage during U2's iNNOCENCE + eXPERIENCE tour at Madison Square Garden on July 18, 2015 in New York City. (Photo by Kevin Mazur/WireImage)

Negli ultimi giorni si sono susseguite numerosi voci in merito ai nuovi concerti degli U2 in Europa.
Dopo l'annuncio delle date americane a novembre, U2.com aveva specificato che con il nuovo anno sarebbero state rese pubbliche le nuove date in Europa.
Adesso si fanno più insistenti i rumor che vedono un annuncio della leg europea del eXPERIENCE+iNNOCENCE Tour 2018 già a partire della prossima settimana.
Non si hanno ancora conferme definitive in merito a location e date specifiche ma si vocifera che la band irlandese sarà in tour in Europa tra settembre e ottobre del 2018.

Vi ricordiamo che questo è un rumor e come tale deve essere inteso, eventuali annunci ufficiali verranno pubblicati quanto prima

Stay Tuned!

Scritta da: Andrea Saccone il 11/01/2018

[rumor] Gli U2 a Dublino?

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Secondo un articolo dell'Irish Mirror, gli U2 stanno per ufficializzare un numero imprecisato di serate alla 3Arena di Dublino, l'ex Point Depot, già teatro di meravigliose serate verso la fine dell'ieTour.

In base al rumor, sono già state prenotate una serie di serate.
L'esperienza ci insegna che questi rumor precisi, sono in realtà praticamente notizie vere e proprie, non ci resta che attendere l'ufficialità della leg Europea.

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FONTE

Scritta da: Staff il 05/01/2018

Bono: l'intervista di Rolling Stone in Italiano!

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Abbiamo tradotto per intero l'intervista originale di Rolling Stone a Bono. Ogni riproduzione è vietata senza autorizzazione. Articolo originale: "Bono: The Rolling Stone Interview"

Nel 1985, poco dopo che gli U2 fecero breccia in America, Rolling Stone li definì "band degli anni Ottanta". Nel corso di 30 anni e 16 storie di copertina, la rivista ha stabilito una profonda relazione con gli U2. Il nuovo album della band, Songs of Experience, è in testa alle classifiche dall'inizio di dicembre, il che significa che gli U2 ora hanno un album "Numero uno" in ogni decennio dagli anni Ottanta in poi.
Ho intervistato per la prima volta Bono nel 2005, quando abbiamo parlato per 10 ore in un lungo weekend a Cancún, in Messico, iniziando un dialogo intimo sul rock & roll, la giustizia sociale, la fede e lo scopo dell'arte.
Questa intervista riprende lì dove è stata interrotta, anche se questa volta la posta in gioco è molto più alta. L'elezione di Donald Trump e l'ondata crescente di fascismo in Europa hanno scosso Bono, così come l'esperienza di pre-morte che ha subito mentre scriveva Songs of Experience. Mentre ha ancora difficoltà a parlare del suo "evento di estinzione", come lo chiama, Bono ha rivelato il profondo effetto che ciò ha avuto sia sulla sua vita che sul nuovo album.

Abbiamo condotto l'intervista in due sessioni seduti al tavolo della cucina del mio appartamento di New York. Di persona Bono è caldo, coinvolgente e premuroso, anche mentre discute su argomenti difficili. Ciò che traspare è la sua ambizione, che brucia più intensamente che mai. Gli U2 rimangono affamati: per i nuovi approcci al songwriting, per trovare il loro posto nell'era dello streaming, per un nuovo tour pianificato per la primavera. Bono continua a convogliare la sua energia in cause globali, incontrandosi con i leader mondiali e lavorando per conto della sua campagna ONE, che combatte la povertà estrema. È la più rara delle rockstar: un'artista e un'attivista nella stessa misura. Come sempre, rimane un ottimista - e uno dei più grandi chiacchieroni del rock, pieno di arguzia, candore e poesia.

Hai appena finito il Joshua Tree Tour. La nostalgia è qualcosa che gli U2 amano evitare, quindi come è stato uscire e suonare un vecchio album tutte le sere?
La decisione che abbiamo preso era [agire] come se fossimo appena usciti con The Joshua Tree la settimana prima. Quindi non c'erano vecchi film di Super 8 o altro per dare il senso di quel tempo. Sentivamo che la sua forza era che aveva un significato, forse anche più significato ora di quanto non avesse in quegli anni. Questa era l'idea, ed è andata sempre meglio. Abbiamo finito con quattro notti a San Paolo, davanti a quasi 300.000 persone, ed è stato un crescendo.

Ma se sono onesto - e probabilmente dovrei esserlo in questa intervista - non mi sono ancora completamente ripreso. Mi sono dedicato al canto in modi nuovi, ma non c'era molto da scoprire, e conoscere i posti in cui stavamo suonando, le città in cui stavamo suonando e’ ciò che mi piace davvero fare. Entrare all'interno delle canzoni è stato più difficile di quanto pensassi. Sono molto esigenti dal punto di vista emotivo, la parola giusta è... franchezza. E poi ci stavamo preparando per Songs of Experience. Tutta questa promozione richiede molto lavoro, ma se credi nelle canzoni, devi difenderle e presentarle.

Songs of Experience ha appena debuttato al numero uno nella classifica degli album, il che significa che hai avuto un album in cima alle classifiche in ogni decennio dagli anni Ottanta in poi. Perché continui così ?
Voglio dire, non è per tutti - e non può durare per tutto il tempo. Ma sembrava giusto. Questi ultimi due album mescolano il personale e il politico in modo che tu non sappia con chi stai parlando. È una specie di trucco magico. Ho compreso che tutti i problemi che troviamo nel mondo esteriore sono solo manifestazioni di ciò che abbiamo dentro di noi, nei nostri mondi interiori. Il più grande stronzo, il più grande, il più sessista che possiamo essere, il più egoista, cattivo, astuto, tutti quei personaggi che vedi nello specchio. Ed è qui che inizia il lavoro di trasformazione. Non è quello che ci dice l'esperienza?

Come hai immaginato Songs of Experience in relazione a Songs of Innocence, il suo album gemello del 2014?
Ho avuto questa idea dell’io più giovane che parlava al vecchio io da molto tempo. È un dispositivo drammatico interessante. [Diversi anni fa] ero ad una mostra delle fotografie di Anton Corbijn ad Amsterdam, e qualcuno mi ha chiesto: "Cosa vorresti dire a questa foto?". Era una foto di me all'età di 22 anni. Ci ho pensato, e poi ho detto, "Smettila di indovinare te stesso".

E poi quella persona ha chiesto cosa avrebbe detto il più giovane al me più anziano. Sono un po 'nervoso. Non ero sicuro, ho preso quell'esitazione come un indizio che forse non ero a mio agio con dove sono ora. Stavo iniziando a rendermi conto che avevo perso parte di quella ferocia. Un pò di quella chiarezza, quel punto di vista in bianco e nero.

Ma ora sembra che tu sia completamente in un altro posto. Sembra che tu abbia più chiarezza, che tu abbia imparato di più.
Sono meno sicuro di prendere rischi politici o rischi sociali. Quando sono diventato un attivista, le persone erano come, "Davvero?" Ma alla fine lo hanno accettato. Poi ho iniziato a interessarmi al commercio e al meccanismo che ha fatto uscire la gente dalla povertà e dalla prosperità. E poi alcune persone hanno detto: "Non puoi davvero farlo”
Dissi: "Ma se sei un artista, devi andare lì".
Tu ed io abbiamo avuto la conversazione nel corso degli anni: cosa può fare l'artista? Cosa non è permesso all'artista fare e ci sono dei limiti? Ora, direi al mio io più giovane: "Sperimenta di più e non lasciare che le persone ti rinchiudano. Non c'è niente che non puoi mettere sulla tua tela se fa parte della tua vita". Abbiamo questa idea nella cultura degli anni Sessanta e Settanta, che gli artisti erano in qualche modo al di sopra della mischia, o dovrebbero essere al di sopra della mischia.

Che hanno una scusa per non partecipare
Avevo una scusa per non partecipare. Ma sapevo che alcune persone che hanno un lavoro normale sono altrettanto preziose degli artisti, forse più preziose. E ci sono più stronzi per pollice quadrato tra noi artisti. Ricordo di aver incontrato Björk e lei disse che in Islanda fare una sedia è un grosso problema. Ad esempio, una canzone non è più importante di una sedia.
E ho proseguito "Beh, a seconda della sedia, gli irlandesi sanno che è vero". Quindi, se è vero, allora smettila di dire che un artista è una persona elevata.

Questo disco sembra parlare di una cosa: la sopravvivenza. La sopravvivenza del mondo e del nostro sistema politico. Ma parliamo della tua stessa sopravvivenza. Nel bel mezzo della registrazione hai avuto un'esperienza di pre-morte. Dimmi cos'è successo.
Beh, non voglio.

Capisco. Ho avuto una mia esperienza di recente. Le persone vogliono sapere della mia salute e sono reticente a parlarne. Perchè mi sento in questo modo? Mi vergogno? E' una debolezza che sto cercando di nascondere?
È solo una cosa... le persone hanno questi "eventi di estinzione" nelle loro vite; potrebbe essere psicologico o potrebbe essere fisico. E sì, è stato fisico per me, ma penso di essermi risparmiato tutta quella soap opera. Soprattutto con questo tipo di ossessione delle celebrità con le minuzie della vita delle persone - ne sono uscito. Voglio parlare del problema in un modo che permetta alle persone di riempire gli spazi vuoti di ciò che hanno passato, capisci?

Una cosa se ne parlassi in un posto come Rolling Stone, ma quando arriva al tuo tabloid locale è semplicemente orribile. Diventa la domanda che tutti stanno chiedendo.

Ma parliamone in senso completo. Voglio dire, è fondamentale per l'album.
Si. Questa apocalisse politica che andava avanti in Europa e in America trovava una rima perfetta con quello che stava succedendo nella mia vita. E ho avuto una grandinata di colpi nel corso degli anni. Ottieni segnali di allarme e poi ti rendi conto che non sei un carro armato, come dice [sua moglie] Ali. Edge ha questa cosa che dice di me, che considero il mio corpo un inconveniente.


Nel 2000 hai avuto paura di avere un cancro alla gola giusto?
No è stato un controllo, uno specialista voleva fare una biopsia alle corde vocali che mi avrebbe fatto rischiare la voce, ma è andato tutto ok.

Alcuni anni fa, ti ho fatto visita all'ospedale con il braccio in una specie di struttura del George Washington Bridge.
Dopo il mio incidente in bici, ho fatto finta che fosse un incidente automobilistico.

Sembrava brutta, e poi l'ultima cosa. Questo è aver sfiorato molto la morte.
C'è una tragedia comica con un incidente in bicicletta a Central Park - non è esattamente James Dean. Ma la cosa che mi ha scosso è che non me lo ricordo. Questa era l'amnesia; Non ho idea di come sia successo. Questo mi ha lasciato un po 'a disagio, ma l'altra roba mi ha totalmente inchiodato era come: "Puoi darmi un suggerimento su cos'è successo?"


Stai facendo l'album e all'improvviso hai dovuto affrontare il tuo problema di salute. In che modo ha influenzato l'album e la tua visione di esso?



Beh, abbastanza strano. La mortalità sarebbe stata comunque una degli argomento solo perché è non spesso viene trattato. E non puoi scrivere Songs of Experience senza scriverne al riguardo. E ho avuto un paio di questi "shock nel sistema", chiamiamoli, nella mia vita. Come il mio incidente in bicicletta o il mio infortunio alla schiena. Quindi sarebbe sempre stato il soggetto. Non volevo essere così esperto in questo.

Ho incontrato questo poeta di nome Brendan Kennelly. L'ho conosciuto per anni; è un poeta incredibile. E lui disse: "Bono, se vuoi arrivare nel luogo dove vive la scrittura, immagina di essere morto." Non c'è ego, non c'è vanità, non ti preoccupi di chi offenderti. Questo è un ottimo consiglio. Non volevo assolutamente scoprirlo al di fuori di un'escursione mentale. Non volevo scoprire la via difficile.





Quindi, come è entrata in gioco l'idea della mortalità?
Gavin Friday, uno dei miei amici di Cedarwood Road [a Dublino], ha scritto una delle mie canzoni preferite. Si chiama "L'ultima canzone che canterò mai", su questo personaggio a Dublino, quando crescemmo, chiamato Diceman, che morì a 42 anni, cinque anni dopo che gli era stato diagnosticato l'HIV. Mi sono reso conto solo di recente che "Love Is All We Have Left" è il mio tentativo di scrivere quella canzone.


Puoi essere più preciso? Tipo, quali canzoni pensi siano uscite direttamente dal tuo momento di pre-morte?

Non così tante, come...


Lo stato d'animo.



Credo... Voglio dire, che ne dici di questo: "The Showman" - è una canzone leggera, una canzone divertente, ed è diventata una canzone davvero importante. Non arrendersi alla malinconia è la cosa più importante se combatti per uscire da qualunque angolo tu sia. L'autocommiserazione? Gli irlandesi, siamo fottuti battitori del mondo a quel livello; è la nostra caratteristica nazionale meno interessante. E non ho mai voluto arrendermi a questo, così il punk rock, il ritmo di alcune canzoni, è diventato improvvisamente molto importante.

Ma la seconda strofa è la chiave, e ha la migliore linea nell'album, che è questa: "È quello che è, non è quello che sembra / Questa roba fottuta è roba da sogni / Ne ho avuto abbastanza bassa autostima per portarmi dove voglio andare." Vorrei poter dire che era mio, ma fu Jimmy Iovine a dirlo. Un mio amico lo stava mandando via e io dissi: "Oh, un po 'insicuro, Jimmy?" E Jimmy si voltò e disse: "Ho solo una scarsa autostima per portarmi dove voglio andare".



Sembra una valutazione realistica di te e delle tue cazzate.

Gli artisti sono persone molto insicure. Gavin Friday, la sua frase per me anni e anni fa era "L'insicurezza è la migliore sicurezza per un artista". Un artista ha bisogno di sapere cosa sta succedendo nella stanza e sentire la stanza, e tu non senti la stanza se sei normale, se sei intero. Se hai un grande senso di sé, non saresti così vulnerabile né alle opinioni degli altri né all'amore, agli applausi e all'approvazione degli altri.


L'intero evento ha arricchito l'album, però - parla di un'esperienza.
Ma non è fantastico? Pensavo che l'esperienza sarebbe stata più contemplativa, e ha avuto quel lato, ma il cuore dell'album è lo sperma, il punk e la pulsione di esso. C'è una sorta di giovinezza al riguardo. Molti dei tempi sono scaduti. E ha alcune delle linee più divertenti, penso. "Il dinosauro si chiede perché cammini ancora sulla Terra." Voglio dire, ho iniziato quella frase su me stesso.


Essere un dinosauro?
Sì, certo, ma poi ho iniziato a pensarci in termini di ciò che accade in tutto il mondo. E ho pensato: "Dio, democrazia, la cosa con cui sono cresciuto con tutta la mia vita ... è quello che sta davvero affrontando un evento di estinzione".


In un'intervista che tu e io abbiamo fatto nel 2005, hai detto questo: "La nostra definizione di arte sta aprendo di sicuro lo sterno, solo un intervento a cuore aperto, vorrei che ci fosse un modo più semplice, ma la gente vuole il sangue, e io sono uno di loro."
Vita, morte e arte. . . tutti quei dannati affari.


In che modo la tua fede ti ha fatto superare tutto questo?
La persona che scrisse meglio dell'amore in epoca cristiana fu Paolo di Tarso, che divenne San Paolo. Era un duro stronzo. È un ragazzo super intellettuale, ma è fiero e ha, ovviamente, l'esperienza di Damascene. Lui se ne va e vive come fabbricante di tende. Comincia a predicare e scrive questa ode all'amore, che tutti conoscono dalla sua lettera ai Corinzi: "L'amore è paziente, l'amore è gentile ... L'amore sopporta ogni cosa, l'amore crede tutte le cose" - lo senti a un sacco di matrimoni. Come scrivi queste cose quando sei al livello più basso? Perché non l'ho fatto. Non l'ho fatto Non mi sono approfondito. Sto cercando qualcuno come Paul, che era in prigione e scriveva queste lettere d'amore e pensava: "Come succede? È incredibile."Ora, non lo cura del tutto, di ciò che pensa delle donne o dei gay o di qualsiasi altra cosa, ma nel suo contesto ha una visione dell'amore incredibilmente trascendente. E credo che l'oscurità sia dove impariamo a vedere. È allora che ci vediamo più chiari, quando non c'è luce.Mi hai chiesto della mia fede. Ho avuto un senso di soffocamento. Sono un cantante e tutto ciò che faccio viene dall'aria. Resistenza, viene dall'aria. E in questo processo, ho sentito che stavo soffocando. Questa è stata la cosa più spaventosa che possa accadermi perché sono dolorante. Chiedi ad Ali Ha detto che non mi sarei accorto se avessi un coltello che spuntava dalla mia schiena. Sarei come, "Huh, che cos'è?" Ma questa volta l'anno scorso, mi sentivo molto solo e molto spaventato e non ero in grado di parlare e non ero nemmeno in grado di spiegare la mia paura perché ero un pò...


Quando ti sentivi come se stessi soffocando?
Si. Ma, sai, le persone hanno avuto molto di peggio da affrontare, quindi questa è un'altra ragione per non parlarne. Stai sminuendo tutte le persone che, sai, non ci sono mai riuscito o non sono state in grado di ottenere assistenza sanitaria!


Ti senti come sfortunato?
Sfortunato? Sono il fottuto uomo più fortunato della Terra. Non pensavo di aver paura di una rapida uscita. Ho pensato che sarebbe stato scomodo perché ho un paio di album da fare e i bambini da vedere crescere e questa bella donna, i miei amici e tutto il resto. Ma non ero quel ragazzo. E poi all'improvviso sei quel ragazzo. E tu pensi: "Non voglio andarmene da qui. C'è ancora molto da fare". E sono benedetto. La grazia e alcune persone davvero intelligenti mi hanno superato e la mia fede è forte.Leggo i Salmi di David tutto il tempo. Sono sorprendenti. È il primo bluesman che grida a Dio: "Perché è successo a me?" Ma c'è anche onestà. . . . E, ovviamente, assomigliava a Elvis. Se guardi la scultura di Michelangelo, non pensi che David assomigli ad Elvis?


È una grande bellezza.
È anche fastidioso che sia l'ebreo più famoso del mondo e non è circonciso... è solo pazzesco. Ma, comunque, è un personaggio molto attraente. Balla nuda davanti alle truppe. Sua moglie è arrabbiata con lui per averlo fatto. Senti che potresti piacergli, ma fa cose terribili mentre vaga per quattro fasi: servo, poeta, guerriero, re. Cose terribili È una figura abbastanza moderna in termini di contraddizioni. . . . È noioso?Ma se tornate ai suoi primi giorni, David è unto da Samuele, il profeta Samuele, e, soprattutto, i suoi fratelli più grandi, un pastore di pecore che presumibilmente odora di merda di pecora, gli viene detto, "Sì, tu sarai il re d'Israele". E tutti ridono, tipo "Stai scherzando? Questo ragazzo?" Ma solo pochi anni dopo, Saul, il re, è segnalato come un demone e l'unica cosa che placherà il demone è la musica... Ha senso per me. David può suonare l'arpa. Mentre sta camminando verso il palazzo, deve pensare: "Ecco, è così che succederà". Ancora meglio, quando incontra il re e diventa amico di Jonathan, il figlio del re. E' come, "Whoa, questo avverrà sicuramente! Il vecchio profeta Samuel aveva ragione." E poi cosa succede? In un momento di rabbia demoniaca, Saul si volta contro di lui, cerca di ucciderlo con una lancia, ed è, di fatto, esiliato. Viene inseguito e si nasconde in una grotta. E nell'oscurità di quella grotta, nel silenzio e nella paura e probabilmente nella puzza, scrive il primo salmo.E vorrei che non fosse vero. Vorrei non conoscere abbastanza dell'arte per sapere che è vero. Che a volte devi solo essere in quella caverna di disperazione. E se sei ancora sveglio. . . c'è questo pezzo molto divertente che viene dopo. Così David, il nostro eroe, si nasconde nella caverna e l'esercito di Saul viene a cercarlo. Infatti, il re Saul entra nella caverna dove si nasconde David. . . ah. . . utilizzare le strutture. Non sto inventando questo - questo è nelle Sacre Scritture. David è seduto lì, nascosto. Poteva semplicemente uccidere il re, ma lui dice "No, lui è l'unto, non posso toccarlo". Si limita a tosare un pezzo della tunica di Saul, e poi Saul sale sul suo cavallo mentre se ne vanno. Sono giù nella valle, e poi David esce e lui dice: "Il tuo senza-re, la tua Saulità, io ero così vicino."È una bella storia. Ci ho pensato per tutta la vita, perché sapevo dove era nato il blues.


Su "Lights of Home" scrivi: "Non dovrei essere qui perché dovrei essere morto, posso vedere le luci di fronte a me, credo che i miei giorni migliori siano avanti, posso vedere le luci di fronte a me. Oh, Gesù, se sono ancora tuo amico, che diavolo, che diavolo hai per me? "
C'è un riferimento a Bob Dylan in quella canzone; Ti dirò solo perché so che ami Bob. Va, "Ehi, ora, conosci il mio nome? Dove sto andando? Se non riesco a ottenere una risposta nei tuoi occhi, la vedo, le luci di casa." Almeno nella mia testa, il riferimento è a una delle mie canzoni preferite di Dylan, "Señor Señor". In quella canzone, incontra un angelo e lui e va in giro con lui. Ho sempre immaginato che fosse l'angelo della morte.


Il nome completo della canzone è "Señor (Tales of Yankee Power)." Questo aiuta a spiegare?
No, penso che sia Bob che ti mette fuori strada.


La tua canzone chiede: "Gesù, che cosa hai per me?" Beh, cosa pensi che abbia per te?

C'è un'incredibile liberazione nel lasciar andare. Pensavo di averlo già fatto, ma questa era la prossima puntata di fiducia. Sai, le persone di fede possono essere molto fastidiose. Come quando le persone sui Grammy ringraziano Dio per una canzone e pensi: "Dio, quella è una canzone di merda, non dare a Dio il merito di quello - dovresti farlo tu stesso!" Sono sicuro di averlo fatto io stesso. E qualcuno come, "L'ho preso direttamente dalla bocca di Dio!" E stai pensando: "Wow, Dio non ha gusto!"


Non sa scrivere una canzone del cazzo!

Come, "Questa è una brutta rima, Dio!" Quindi devi stare molto attento a questo, ma se mi stai chiedendo cosa ho imparato, ho imparato a cercare di mettere da parte il tempo per meditare il giorno successivo. Non voglio avere tutti i religiosi sul tuo culo, quindi perdonami, ma se sei interessato, questa è la meditazione di oggi. Condividerò questo con te perché è bello e perché potrebbe farti sorridere. Ecco che arriva. Questo è il Salmo 18, ed è uno di quei salmi di David che è stato tradotto in un linguaggio moderno da questo uomo chiamato Eugene Peterson - grande scrittore. Dice: "Dio mi ha reso la vita completa quando ho messo tutti i pezzi davanti a Lui. Quando ho fatto il mio atto insieme, mi ha dato un nuovo inizio Ora, sono attento alle vie di Dio. Non do Dio per scontato Ogni giorno ripasso i modi in cui lavora, cerco di non perdere un trucco, mi sento rimesso insieme e sto osservando il mio passo: Dio ha riscritto il testo della mia vita quando ho aperto il libro del mio cuore ai suoi occhi". Non è bello?


Quello è bello. Parlami del tema dell'amore in questo album. Inizi il disco con "Love Is All We Have Left".



Mi ci vorrà un po 'per rispondere alle tue domande, ma alla fine risponderò a loro. Stavo immaginando una fantascienza Frank Sinatra. [Canta torchily] "Amore e amore sono tutto ciò che ci rimane." È quasi comico in un certo senso, tranne che ti strappa il cuore. Commedia tragica Ho pensato che sarebbe stato interessante scrivere una canzone dal punto di vista di una persona che forse non avrebbe cantato un'altra canzone. Una delle cose che mi pongo in questo album è: "Se hai una cosa da dire, che cos'è? Se questo è tutto ciò che ci rimane, sono contento di questo - amore".

Quello che volevo fare su questo album è di avere occasionalmente una conversazione dialettica in cui più giovane mi assale più vecchio. E così hai quella voce in "Love Is All We Have Left": [Sings] "Ora, sei dall'altra parte del telescopio / Sette miliardi di stelle nei suoi occhi / Così tante stelle, così tanti modi di vedere / Ehi, non è il momento di non essere vivi. " È innocente che tu parli all'esperto e dici che va bene. Sono giunto a un pò di pace con quello zelota più giovane che ero solito essere. E penso che quello più giovane non disapproverebbe dove sono finito. Forse il processo per arrivarci non gli sarebbe piaciuto.



Non stai solo cantando canzoni d'amore; queste sono meditazioni profonde sul potere dell'amore.
Probabilmente è il nostro grande argomento come band. Quando abbiamo cantato "Pride (In the Name of Love)", è stata una cosa straziante per un giovane uomo cantare, se ci pensate. Ma se stai chiedendo quale parte dell'amore sia, sai, la lingua inglese è così ricca, ma è limitata in questa parola "amore". Ci sono molte altre parole.


Che mi dici della canzone "Ordinary Love"?
Questo è amore non romantico. L'amore che le persone fanno, gli affari che le persone fanno per stare insieme. Ciò che Yeats chiama "passione fredda". Adoro l'idea che le grandi relazioni abbiano una temperatura più bassa.


Non un amore transazionale, ma una volontà quotidiana di tollerare e accettare, che richiede più pazienza e meno passione.
Sì. Io e Ali siamo probabilmente più innamorati di quando ci siamo messi insieme. Non penso che gli sia dato molto credito, ma quando le persone affrontano i loro problemi e stanno insieme - "L'amore ordinario" è quello. Spero sia interessante scrivere canzoni d'amore. Non le centinaia di migliaia di canzoni sulla passione e perdere la testa per amare. Non è interessante scrivere canzoni fredde, misurate e how-got-here?


"Landlady" è una canzone d'amore straordinariamente carina su di te e Ali e la ringrazi per tanto.
Arrivare a casa - questa è la chiave per me. Non posso crederci perché sono cresciuto dormendo sui divani della gente, dormendo sul loro pavimento, scappando dal circo e raggiungendo un gruppo rock & roll. Mi ci è voluto molto tempo per capire dove sia la casa. Ho lasciato casa probabilmente la settimana in cui è morta mia madre [quando Bono aveva 14 anni]. Voglio dire, sono stato lì per [casa d'infanzia] 10 Cedarwood Road per i prossimi anni, ma non ero davvero lì. Su Songs of Innocence, "Questo è il punto in cui puoi raggiungermi ora" spiega la consapevolezza che, mentre ero seduto lì, ho spostato l'indirizzo. Ero con la band. La band era dove vivo. Erano un'altra famiglia.Mi ci è voluto molto tempo, ma penso di essere finalmente tornato a casa. Ma l'unico modo per dirlo è con un po 'di umorismo. E così su "Padrona di casa", c'è un po 'di finta linea di Bob Dylan, che è "Non saprò mai cosa volessero dire i poeti affamati perché quando ero al verde, pagavi sempre l'affitto". Ho imparato molto da Bob Dylan nel corso degli anni, e una cosa che ho imparato è che nel tuo momento più serio hai bisogno di umorismo. Ti serve del fottuto umorismo. Ecco perché sono così orgoglioso dell'album. Hai tutte queste cose esuberanti, ma hai anche, in "Blackout", "Il dinosauro si chiede perché sia ancora sulla Terra: una meteora promette che non farà male". È divertente, ma lo è anche "Landlady", ed è per questo che "Landlady" funziona. Si spera che abbia abbastanza umorismo e umiltà per non essere fottutamente straziante.


Lascia che ti chieda di "Summer of Love", che parla della Siria e dei rifugiati. Da dove viene quella canzone, musicalmente?
C'è un tizio che lavora con Ryan Tedder, che ha scritto una bellissima piccola parte di chitarra. E Edge stava attraversando la sua piccola eccitazione, dicendo: "Oh, se vuoi qualcosa, basta chiedere. Come l'hip-hop, assaggiala, provala o riproducila". Era una grande libertà per lui. Anche questo è stato parte dello spirito di questo disco. Era come, "Guardiamo in posti che normalmente non guardi." E così abbiamo ottenuto questo bellissimo stato d'animo, e abbiamo questa bellissima e melodica sorta di ode ai Beach Boys e ai Mamas and the Papas, e poi abbiamo trovato la svolta. E la svolta è la costa occidentale della Siria. E non la costa occidentale dell'Irlanda o della California, come molte persone hanno recensito.


Le classifiche in questi giorni sono dominate da artisti più giovani. Quasi tutti i Top 40 sono hip-hop o pop. Il rock non è più al centro della nostra cultura. Dove si inseriscono U2 in questo nuovo mondo?
Il banco è stato "giocato" più volte. Al momento, lo streaming è sul modello basato su annunci. E questo è molto, molto giovane, ed è molto, molto pop. È dominato dalla frequenza degli ascolti, ma non è in realtà una misura del peso di un artista. Quando passi da un modello basato su annunci a un modello di abbonamento, accade una cosa divertente. Quindi, l'artista che ti farà iscrivere è in realtà più prezioso.


Quello per cui paghi?
Quello per cui paghi. Se sei un adolescente e stai ascoltando qualsiasi cosa "pop", probabilmente stai ascoltandoli 100 volte al giorno. È una cotta adolescenziale, ma tra un anno non ti interesserà. Ma gli artisti che hanno una connessione con te e la tua vita, tu paghi per il servizio di abbonamento. In effetti, assisteremo a una rivoluzione nel modo in cui gli artisti e i loro fan interagiscono. Chance the Rapper, che ha un'anima meravigliosa e una mente stupenda, non ha un'etichetta discografica. Lo sta facendo lui stesso, e ha successo fino al punto in cui può dare un milione di dollari al sistema scolastico di Chicago.Ma se la tua musica è su Apple o Spotify, puoi parlare direttamente alle persone. Quello di cui hai bisogno dalle etichette discografiche è un consiglio e sai come aiutarti a gestire la tua band o il tuo marchio, i disegni e i video e tutto il resto. Questo è davvero un periodo di transizione. È stato molto ostile per molti artisti. Sapevo che Spotify sarebbe arrivato per le persone, ma molti dei miei amici erano arrabbiati per avermi creduto perché hanno detto, "Stiamo ottenendo solo micropagamenti". Ho detto che le cose sarebbero cambiate una volta raggiunto questo livello e ci vorrà un po 'di tempo. Sarà spiacevole; non è un buon momento per essere Cole Porter adesso.


Spotify sta iniziando a pagare?
Come arriva . . se le etichette discografiche non condividono ciò che stanno ricevendo da Spotify, gli artisti ignoreranno le etichette e andranno direttamente a Spotify o Apple.E così nell'ecologia di questo, dove ti trovi?
Abbiamo regalato il nostro ultimo album; o meglio, Apple ha regalato. E molto generosamente, credo. Ma l'album prima, No Line on the Horizon, era molto adulto. Quindi stiamo solo andando in questo ora. Non abbiamo ancora iniziato davvero.


Quindi pensi che la musica che stai facendo sia più adatta allo streaming?
Si. È così, così interessante, però. Siamo tornati agli anni Cinquanta ora, dove l'attenzione è sulle canzoni piuttosto che sugli album. Gli U2 creano album, quindi come possiamo sopravvivere? Rendendo le canzoni migliori. Ed avendo, spero, l'umiltà di accettare che abbiamo bisogno di riscoprire il songwriting, che è una delle ragioni per cui Edge ed io abbiamo assunto Turn Off the Dark, il musical di Spider-Man, per entrare nel teatro musicale, l'aspetto di Rodgers e Hammerstein del songwriting - Un sacco di American Songbook proveniva dai musical. Abbiamo iniziato a entrare in quello che potreste chiamare il cantautorato formale.Abbiamo chiesto a Paul McCartney, "Dove hai preso tutti quegli incredibili accordi in quelle canzoni dei Beatles?" E lui disse: "Beh, sai, eravamo un gruppo rock & roll, ma per fare dei bei concerti dovevamo fare matrimoni, come i matrimoni eleganti, dovevamo imparare Gershwin, tutte queste cose." E io ho replicato, "No, non lo sapevo." E Paul dice: "Oh, sì, abbiamo fatto dei concerti migliori". E io ho detto, "Ah!" Era come, "Nota per se stessi e Edge: entriamo nel teatro musicale, pensiamoci".Direi a metà di Songs of Innocence, abbiamo davvero iniziato a pensare in modo diverso al songwriting, essendo più formale a riguardo. E ora queste nuove canzoni hanno melodie che puoi sentire dall'altra parte della strada, dietro l'angolo. Quando sono bravi, puoi sentirli attraverso i muri.


Come scopri la nuova musica?
La band ascolta sempre la musica e io ho i miei figli. Jordan è uno snob della musica, un indie snob. Eve è hip-hop. Elijah è in una band, e ha sentimenti molto forti riguardo alla musica, ma non fa alcuna distinzione tra, per esempio, Who and the Killers. O, sai, Nirvana e Royal Blood. Non è generazionale per lui. È il suono e ciò che sta vivendo. Crede che una rivoluzione rock & roll sia dietro l'angolo.Ci credi?
Penso che la musica sia diventata molto femminile. E ci sono alcune cose positive su questo, ma l'hip-hop è l'unico posto per la rabbia maschile giovane al momento - e non va bene. Quando avevo 16 anni, avevo molta rabbia in me. Hai bisogno di trovare un posto per esso e per le chitarre, che sia con una drum machine - non mi interessa. Nel momento in cui qualcosa viene preservato, è fottutamente finito. Potresti anche metterlo in formaldeide. Alla fine, cos'è il rock & roll? La rabbia è al centro di tutto. Alcuni grandi artisti rock & roll tendono ad avere questo, ed è per questo che gli Who sono stati una così grande band. O Pearl Jam. Eddie ha quella rabbia.E quindi pensi che ci sia ancora spazio disponibile...
Ritornerà.


Sei d'accordo con Eli?
Il suo punto di vista è, se la rivoluzione del rock & roll non sta accadendo, la avvieremo.


Chi pensi che sia il pubblico degli U2? Un paio di anni fa, stavi dicendo che dovevi uscire e avere un pubblico più giovane, più nuovo, doveva fare un piccolo giro universitario, doveva reinventarsi.
L'esperimento Apple ha davvero aiutato in questo modo. Larry [Mullen Jr.] era stato molto scettico a riguardo. Ma, più tardi, ha detto: "Guarda, sono sul mio trespolo [ai concerti]. Posso vedere quello che non puoi vedere, e posso vedere che il pubblico è più giovane". Gli ho chiesto come faceva a sapere che era collegato all'esperimento di Apple. Ha detto: "Bene, perché non conoscono le parole di" Beautiful Day ", ma conoscono le parole di" Every Breaking Wave ". "E mentre andiamo avanti con questo album, siamo alla radio - è incredibile. Non riesco a pensare a un altro artista sulla cinquantina che è alla radio. Sulla radio tradizionale. Puoi pensarci?".


No. Non Bruce, non gli Stones...
Sai quella canzone che Bruce ha scritto, [2007's] "Girls in Their Summer Clothes"? Ho ascoltato quella canzone e ho detto, "Questa canzone dovrebbe essere alla radio, perché non è sempre in radio?" Di recente ho parlato con qualcuno, un fan di Bruce, e ho detto: "Conosci questa canzone? È la canzone più interessante sull'invecchiamento, è davvero una canzone di esperienza". E ho risposto: "No, non lo so". Quindi queste canzoni, possono scivolare attraverso le fessure della cultura. Ecco perché gli U2 vendono le nostre mercanzie nello stesso modo in cui lo abbiamo fatto per il nostro primo album.


Come misurerai il successo di Songs of Experience?
Mi piacerebbe avere delle canzoni famose, in modo che quando le suoniamo nel nostro spettacolo dal vivo le persone non se ne vadano, "Che cos'è? Dovremmo andare in bagno adesso?"


Quali canzoni pensi diventeranno famose?
Penso che "You're the Best Thing About Me" sarà una di loro. Penso che "Get Out Of Your Own Way" sarà una di loro. La più grande di tutti potrebbe essere "Love is Bigger Than Anything in its way", ma potrebbe essere che quello è ciò che ci dicono le persone della radio. Potrebbe essere qualcosa come "The Showman", qualcosa di inaspettato o, sai, "Red Flag Day", "Summer of Love". . . lo sai, non lo so.


Qual è la parte più difficile dell'essere in U2 adesso, nel 2017?
Ottenere consenso.


Per esempio?
Alcune persone, in un modo molto sano, pensano: "Perché vuoi farlo? Perché vuoi le nostre canzoni alla radio?" E dico che, se crediamo nelle nostre canzoni, dobbiamo usare qualsiasi mezzo che possiamo trovare per raggiungere le persone. Non abbiamo bisogno di farlo per soldi. Non abbiamo bisogno di farlo per niente. E, naturalmente, la nostra band potrebbe fare un tour per il resto della sua vita proprio su quello che abbiamo. Sto chiedendo loro di mettere un sacco di energia nel registrare queste nuove canzoni e poi vendere le nostre merci, posandole sul tavolo, come quando eravamo bambini. Tranne che non siamo bambini.


Quindi c'è un pò di visione esistenziale per quanto riguarda la tua ambizione, che diventa incandescente come sempre.
Sento una pulsione per le canzoni. Se hai intenzione di andare così lontano, devi andare fino in fondo. E non so se questo possa durare per sempre. Ma, wow, abbiamo le canzoni adesso. Venendo qui in macchina, su una stazione abbiamo sentito "You're the Best Thing About Me". Su un'altra stazione, chiamata Wave, ho sentito "Bullet the Blue Sky". Un bel giro... dopo 30 anni.


Come si sente il resto della band riguardo alle nuove canzoni?
Direi che Edge sembra come qualcuno che vuole essere nella band più che mai. Sicuramente più focalizzato su di esso nel suo insieme. Penso che gli ultimi due album gli abbiano ricordato che i punti di forza degli U2 - al di sopra dell'atmosfera e dell'innovazione e tutte le cose che ama - sono grandi melodie e pensieri chiari. È qui che siamo entrati. La melodia del verso in "The Best Thing" è stata un ritorno alla sua forma. Lo stavo chiamando punk Motown, ma ero il punk e lui era sicuramente la Motown.Adam [Clayton] sta campionando epoche più antiche e lasciandole cadere in nuove ere come un artista postmoderno. È il nostro postino postmoderno. Warhol ha iniziato quella cosa di campionamento; lo vedrebbe così. Alcune canzoni hanno la sensazione di essere stato soppiantato da qualcun altro. Adam ci vede tutti come opere d'arte. È come se attraversasse il mercato dell'arte e cercasse sempre qualcosa di interessante. Non sono sicuro che Larry sappia cosa fare dell'album. Amava il tour, ma lui e io sono probabilmente i più difficili in ogni registrazione degli U2. Dopo aver finito Joshua Tree, ricordo di essere andato al posto di Chris Blackwell in Giamaica. Noi due abbiamo tenuto aperto il bar ogni notte, commiserandoci per il caos che ne abbiamo fatto. Ha quel tipo di irlandese [cosa che è] su tutte le cose nuove. L'ho fatto a volte, ma non con questo album. Ma, sai, siamo proprio così. È difficile da spiegare.


Una volta hai detto che eri nel business di candidarti per il posto di miglior band del mondo. Sei ancora in quella faccenda?
Voglio dire, guarda, il cantante è un agitatore di folla e un imbonitore allegro. Dobbiamo attirare l'attenzione della nostra band e il fuoco d'artificio che lancerò nelle città è qualcosa di scandaloso come "Stiamo riappropriandoci per essere la migliore band del mondo". È solo per infastidire le persone o parlarne.Ma anche per farti muovere un po '.
Questo è vero. Abbiamo vissuto con questa idea, anche nei primi 10 anni di vita della band, "E se non avessimo rovinato tutto come fanno tutti? Non sarebbe sorprendente se rimanessimo insieme per 30 anni?" Voglio dire, era pazzesco. Siamo a 40 anni e penso che l'unico modo in cui possiamo concepirlo è immaginare cosa succederebbe se i Clash fossero in circolazione? Saremmo stati molto interessati a vedere quale lavoro avrebbero svolto. E, sai, il fatto che i Rolling Stones siano in giro è una specie di miracolo e qualche grazia.


Stai scrivendo riguardo l'umiltà nell'album. Come rimani umile nella tua posizione, specialmente in un'epoca di autopromozione fuori dal comune?
C'è una differenza tra l'umiltà e l'insicurezza. Ho l'insicurezza dell'esecutore, come ho detto prima. Come interprete, puoi sentire la stanza. Anche se è una specie di riunione, una cena o un'apertura, posso sentire la stanza - questa è insicurezza. L'umiltà è diversa L'umiltà è un senso genuino del tuo posto nell'universo e la comprensione del fatto che è OK svolgere un ruolo tranquillo e di supporto nella vita degli altri. . . . Non sono ancora arrivato. La grandezza come persona viene dal non perseguirlo. Abbastanza noioso se sei un artista - i fuochi d'artificio sono il motivo per cui le persone sono allo spettacolo.Pensavo che la mia insicurezza fosse umiltà perché non mi buttavo in giro, perché cerco di trattare con rispetto chiunque incontri. Ma non sono sicuro che in realtà fosse l'umiltà. Penso che potessero essere solo buone maniere.Ho ancora quella cosa, quel "diavolo sulle mie tracce", qualunque sia l'immagine di Robert Johnson. Quando sono sul palco, incontro ancora quell'altro io, quella specie di sé ombra. Ho ancora del lavoro da fare su me stesso per raggiungere un posto che potresti riconoscere come umiltà.


Ma è una lotta che ti impegni costantemente.
Penso che sia così. Spero che tu non mi abbia visto comportarsi in modo molto arrogante.Nulla che posso ricordare [rovescia accidentalmente il caffè].
E ho cercato di non esserlo, ho cercato di non versare il caffè su tutta la gente. . . .Cosa ne pensi della crisi dei rifugiati che sta accadendo in Europa?
Posso fare un passo indietro e provare a dare un quadro più macro prima di entrare in quello? Nel mondo occidentale, nella nostra vita, non c'è mai stato un momento, fino a poco tempo fa, quando l'equità e l'uguaglianza non stavano migliorando. Ci furono battute d'arresto, ma era come se il mondo fosse su una traiettoria verso l'equità, la giustizia e l'uguaglianza per tutti.C'è la famosa citazione di Martin Luther King.
"L'arco dell'universo morale è lungo, ma si piega verso la giustizia." Tu ed io siamo cresciuti in un mondo in cui le cose stavano migliorando, nonostante tutti i contrattempi. Questo non era nel mondo più ampio, non nel mondo intero, ma nel mondo in cui siamo cresciuti. E la ragione di ciò è stata in gran parte dovuta al fatto che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è diventato molto chiaro per la prima volta nella storia della razza umana abbiamo avuto la capacità di estinguere tutta la vita.Questo è stato uno shock che non abbiamo correttamente calibrato. Ha cambiato il modo in cui Giacometti ha fatto arte. Ha cambiato il modo in cui Picasso dipinse figure umane; tutto è cambiato sia consciamente che inconsciamente. Il rock and roll è scoppiato. Tutto ciò che l'amore e la pace provengono da persone nate dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale.Quando si sono svolte le elezioni [2016] e le persone hanno intuito che stava accadendo qualcosa di terribile e qualcosa di senza precedenti, c'era un senso di dolore. Avevamo la Brexit, così anche le persone in Europa lo sentono. E ho pensato: "Questo è il melodramma". Perché le persone, persone razionali che conosco, si sentono in lutto come se qualcuno fosse appena morto? È un'elezione e si correggerà, qualunque cosa.Ma poi ho capito che qualcosa era morto. L'innocenza della gente era morta. E una generazione che era cresciuta pensando che lo spirito umano avesse una naturale evoluzione verso l'equità e la giustizia stava imparando che questo potrebbe non essere il caso. Il mio atteggiamento era: "OK, bene, ora è ora che ci svegliamo e ci rendiamo conto che non possiamo dare nulla per scontato". I grandi primati sono stati molto più a lungo della democrazia, e questo tizio che non deve essere nominato - è solo una nuova manifestazione di quel grande primate. Siamo stati agitati. Anche in Europa, le persone hanno dimenticato ciò che il fascismo ha fatto a loro. Che fosse il fascismo descritto come Stalin o Mao nel comunismo di stato, qualunque cosa tu voglia chiamarlo. È dimenticatoIn realtà stiamo tornando al modo in cui eravamo. Il nuovo normale è il vecchio normale. È terrificante. Il demonizzante dell"altro" è tornato.

Ma per tornare alla tua domanda. In Europa, le persone hanno paura per le loro vite e il loro stile di vita, i loro mezzi di sostentamento e la loro omogeneità culturale, e hanno iniziato a costruire muri attorno alla loro definizione di Europa. Sta diventando fortezza in Europa, e c'è una mentalità da upbridge che probabilmente viene alimentata da forze esterne. La vergogna è che, all'inizio della crisi dei rifugiati, hai avuto quelle incredibili fotografie di famiglie che arrivavano dalla Siria sui treni in Germania, a Monaco, e la meravigliosa accoglienza ricevuta. Le persone portano scarpe e vestiti per i bambini - spontaneamente, non organizzati. Solo la genuina bontà del popolo tedesco. E [Angela] Merkel all'improvviso diventa non solo il capo dell'Europa, ma il cuore dell'Europa. E cosa succede?

Quelli alla sua destra cominciano ad affollarsi e la gente inizia a lamentarsi. E c'è stato un momento in Francia dove se Le Pen avesse vinto le elezioni, non Macron, l'unificazione dell'Europa sarebbe stata minacciata. Pensaci. Uno dei grandi positivi che uscì dalla negatività della seconda guerra mondiale avrebbe potuto essere perso.



Quello che è successo qui negli Stati Uniti è che Le Pen ha vinto.
Giusto.C'è questa lunga storia in cui abbiamo visto il paese diviso su grandi questioni morali, e sopravvissuto, più o meno. Cosa potrebbe accadere qui? Stai parlando della democrazia come un dinosauro?
Come ho detto, i grandi primati hanno sempre governato gli ambienti, e la democrazia non è l'habitat naturale dell'homo sapiens.La democrazia è una presunzione straordinaria che dipende da un mezzo di informazione efficace. Quindi le "notizie false" non sono una minaccia falsa. Hai un presidente post-verità che guida un paese post-trust. Il brivido non è che il grande primate sia abbastanza intelligente, cosa che è chiaramente, ma se fosse molto intelligente e meno facile da leggere. Ciò che dovrebbe anche essere facile da leggere sono le lezioni di sinistra e di destra che devono imparare da come è avvenuta questa assurdità. Non dovrebbe prendere una star della reality-TV per leggere i fischi e i fischi delle persone scontente pronte a lanciare i dadi per gli affari non come al solito. Abbiamo tutti bisogno di fare un lavoro migliore per comprendere da dove proviene la rabbia e il senso di dislocamento.Come attivista, hai una storia di collaborazione con i politici. Come lavori con qualcuno a Washington, DC, in questo momento?
Mi sono reso conto che non potevo lavorare con questo presidente, che lo volesse o no, perché non puoi credere a quello che dice. Quindi ho preso un incontro con Mike Pence. Era stato un difensore del PEPFAR [Piano di emergenza del Presidente per l'AIDS Relief]. Tredici milioni di persone devono la vita al PEPFAR, e Pence si è alzato e ha combattuto per questo al Congresso quando ero lì. Così sono andato, "Ottimo, posso lavorare con lui", ma era agli inizi. I tagli [a -PEPFAR] sono stati promessi con il taglio totale degli aiuti esteri. Il vicepresidente ci ha detto nel nostro incontro che sosteneva PEPFAR, ma devo dire che è il Congresso che merita credito per aver impedito che i tagli venissero a buon fine. Questo ti fa fare domande più difficili sull'amministrazione.Recentemente hai visitato George W. Bush in Texas. Parlami di questo.
Penso che alla sua uscita dallo Studio Ovale fosse un uomo molto più umile. Quando l'ho visitato nel suo ranch, l'ho trovato che viveva molto tranquillamente. Non ha parlato molto, ma fa molta pittura. Sono sicuro che è addolorato vedendo vittime di recenti guerre che sono tornate a casa e dipinge proprio quelle persone.Laura e le sue due figlie sono molto orgogliose del lavoro svolto dall'America nella lotta contro l'HIV / AIDS. Abbiamo lavorato a stretto contatto su questo. Anche il capo dello staff di Condoleezza Rice e Bush, Josh Bolten, merita molto credito. È il più grande intervento sanitario nella storia della medicina. Ora ci sono circa 20 milioni di vite salvate in una guerra che in precedenza costava 35 milioni di vite. Se vuoi pensarci in questo modo, circa la metà delle persone che sono morte nella seconda guerra mondiale sono state perse in un piccolo virus. Non è ancora entrato. Ci sono molti di noi che ci hanno lavorato, ma non sono sicuro che anche ora apprezziamo appieno la portata di ciò che è stato realizzato di fronte a un tale orrore, ma dovrebbe ricordare alla gente cosa è possibile se possiamo mettere da parte la partigianeria.

Cosa dici alle persone scoraggiate da questo momento? C'è speranza dopo questo?
C'è. C'è. Penso che il momento debba essere appena recuperato. Questa è sicuramente l'era più tetra dai tempi di Nixon. Sicuramente mina l'idea stessa dell'America, cosa sta succedendo adesso. E i repubblicani lo sanno, i democratici lo sanno - nessuno se ne sta andando bene qui. Sappiamo che chi dovrebbe saperlo meglio ha provato a cavalcare la celebrità dell'uomo per fare le cose. Vivranno per pentirsene. Prima di uscire contro di lui nelle primarie, ho chiamato molti amici repubblicani che ho e ho detto: "Non posso in tutta coscienza essere tranquillo mentre questa ostile acquisizione del vostro partito e forse del paese accade". E ho fatto la citazione, e continuo a resistere "L'America è la più grande idea che il mondo abbia mai avuto, e questa è potenzialmente l'idea peggiore che sia mai accaduta."

In "American Soul", hai detto che l'America "è un sogno che tutto il mondo possiede".
Sì, è su questo album. L'Irlanda è un paese molto carino. La Francia è un grande paese. La Gran Bretagna è un grande paese, ma non è un'idea. L'America è un'idea ed è una grande idea. E il mondo sente un interesse in questa idea. Vogliamo che tu abbia successo, ed è per questo che diventiamo fottutamente odiosi e ci buttiamo via la bocca. Il mondo ha bisogno dell'America per avere successo, ora più che mai.

Parlami della ONE Campaign, che combatte contro l'estrema povertà. Dove sei ora con esso, e quanto sei coinvolto?
Oggi abbiamo quasi 9 milioni di membri, poco più di 3 milioni di membri in Africa. Spero che le voci a sud dell'equatore soffochino le voci a nord dell'equatore. Spero che alla fine venga messo fuori servizio. E sta diventando un'organizzazione sempre più indipendente. Le donne stanno facendo un passo in avanti. La nostra campagna principale in questo momento si chiama Poverty Is Sexist. E ce n'è un altro chiamato Girls Count. Circa 130 milioni di ragazze non possono andare a scuola che vogliono andare a scuola. E sto lavorando di più in background. E questo è OK.

Quindi sto cercando di rendere la mia leadership più strategica, più dietro le quinte. Se sarò chiamato per le riunioni, andrò. Facciamo campagne per la trasparenza nel settore minerario e nell'industria degli estrattivi. Sono orgoglioso di tutto questo lavoro. Non è molto scritto, ma è importante quanto combattere l'HIV / AIDS. Il più grande assassino nel mondo in via di sviluppo non è una malattia: è la corruzione.

Come stai combattendo la corruzione?
ONE ha promosso una campagna per una regola che esige che ogni compagnia mineraria iscritta al New York Stock Exchange dichiari quanto paga per i contratti minerari. Perché se quegli accordi non sono trasparenti, allora è facile per i governi locali manipolare quei numeri, e sono numeri molto grandi. C'è un nuovo proverbio africano, non ti prendo in giro: prega che non scopriamo il petrolio. Perché porta tutte le persone sbagliate in città. Se c'è un antidoto alla corruzione, se c'è un vaccino, è la trasparenza. Portalo fuori all'aperto.

Quanto sei coinvolto con esso? Stai cercando di ritirarti da esso?
Non mi sto affatto ritirando. Sono ancora molto coinvolto, ma penso sia salutare che l'organizzazione non debba fare affidamento su di me. Abbiamo delle persone brillanti. Il nostro nuovo capo, Gayle Smith, ha diretto lo sviluppo del presidente Obama ed è una vera forza - la Gayle Force, la chiamiamo. Penseresti che durante i tour diventerebbe più tranquillo, ma in realtà stiamo incontrando i leader in ogni singolo posto in cui ci troviamo. Quando gli U2 hanno suonato a Parigi, sono andato a trovare Macron e [sua moglie] Brigitte.

Com'era?
Macron è stato molto gentile a vedermi; era appena stato eletto in uno degli uffici più potenti del mondo. Sono stato davvero preso dalla sua umiltà nel lasciarmi entrare in modo così gioviale. Ha una mente rapida e stimolante, e un'arma segreta di una moglie che è stata la causa principale dell'istruzione di ONE sull'istruzione delle ragazze nei paesi in via di sviluppo. . . . L'educazione non è facile, è costosa. Abbiamo parlato del suo impegno a portare la Francia a destinare lo 0,7% del reddito nazionale lordo [RNL] all'aiuto allo sviluppo, APS.

E ha accettato lo 0,55 per cento entro il 2022, qualcosa di cui non era stato reso pubblico fino alla riunione. E 'stato un grande incontro. Ma ciò che impressionava di lui era che non era concentrato sui numeri. Era concentrato su di essere efficace. Ha detto: "Ci stai facendo mantenere la promessa, siamo felici di mantenere la nostra promessa, devi assicurarti che i francesi traggano valore dal denaro, perché vogliamo sostenere la lotta contro la povertà estrema".

Ora, avrei ottenuto quell'incontro se il tour non fosse arrivato in uno stadio vicino a te? Forse, perché è più curioso e interessato della maggior parte, ma per altri leader, no. Il trambusto e il razzmatazz di arrivare in città con il circo rendono le persone ansiose di incontrarsi. In America, abbiamo avuto tanti repubblicani come Democratici che ci hanno fatto visita in questo ultimo tour. Questo non è uno scherzo. Senatori, persone del Congresso, anche se abbiamo un momento nello show in cui lo attacchiamo all'uomo che non deve essere menzionato.

Sei stato associato ad Aung San Suu Kyi, il leader de facto del Myanmar, di cui ti sei difeso come liberatore politico quando era prigioniera. Ora, sembra essere, nel migliore dei casi, in piedi pigramente mentre il suo paese perpetra quella che sembra essere una pulizia etnica. Qual è la tua opinione su cosa sta succedendo lì?
È molto difficile, e io sono - mi sento nauseato a riguardo. Mi sono sentito davvero male, perché non riesco a credere a tutte le prove. Ma c'è la pulizia etnica. Sta davvero accadendo e lei deve dimettersi perché sa che sta accadendo. Sono sicuro che lei ha molte ottime ragioni nella sua testa perché non sta calpestando. Forse è che lei non vuole perdere il paese di nuovo nell'esercito. Ma lei lo ha già fatto, se le immagini sono quelle che ci passano, comunque. I diritti umani che vengono bruciati, le vite che vengono bruciate nello stato di Rakhine sono più importanti di un'unità senza di loro.

Pensi che dovrebbe dimettersi?
Dovrebbe, per lo meno, parlare di più. E se la gente non ascolta, allora si dimette. Questo è tutto davvero molto preoccupante. Sono ancora confuso da ciò, in realtà.

È sorprendentemente brutale.
È che proiettiamo sulle persone che vogliamo essere? Troviamo qualcuno che ci piace e ci diciamo che esiste una persona che è migliore di noi. Più capace di noi. Una bussola morale più vera di noi. Li infondiamo con tutte queste qualità. Lo facciamo con le persone. Penso di essermelo fatto. Le persone hanno la loro versione di te, proiettano ciò che vogliono vedere su di te. Forse era sempre un politico. Lei non era una santa. Non era una sorta di salvatore. Forse abbiamo sempre sbagliato, e dobbiamo solo accettare di sbagliare. O forse le è successo qualcosa di terribile che semplicemente non sappiamo.

Hai fatto il tour di Joshua Tree, hai ottenuto il nuovo disco, e ora ti stai preparando a tornare per un altro tour in primavera. Cosa ne pensi ora che l'anno è finito? Qualche ultima parola di saggezza?
Mi sto aggrappando all'idea che attraverso la saggezza, attraverso l'esperienza, potresti in alcuni modi importanti recuperare l'innocenza. Voglio essere giocoso. Voglio essere sperimentale. Voglio mantenere la disciplina del songwriting che penso che abbiamo lasciato andare per un po '. Voglio essere utile Questa è la nostra preghiera familiare, come sai. Non è la preghiera più grandiosa. È solo che siamo disponibili al lavoro. Questa è la preghiera degli U2. Vogliamo essere utili, ma vogliamo cambiare il mondo. E vogliamo divertirci allo stesso tempo. Cosa c'è di sbagliato in quello?

 

La traduzione è ad opera dello Staff di U2place.com ed è vietato riprodurla senza autorizzazione.

 

Scritta da: Staff il 28/12/2017

Il produttore degli U2 Andy Barlow parla di Songs of Experience!

Andy Barlow, uno dei produttori di Songs of Experience, è stato intervistato dalla celebre rivista statunitense Billboard. Ecco la traduzione di questa interessante chiacchierata dalla quale emergono molti aspetti del lavoro che ha portato all’ultimo album degli U2.

Per sua stessa ammissione, Andy Barlow è un grande fan degli U2 più o meno da sempre. Achtung Baby è stato forse l’album che mi ha fatto desiderare di essere un produttore musicale” dice l’artista e produttore britannico, prendendosi un meritato riposto tra le date del tour dei Lamb, la band elettronica che ha formato con la cantante Lou Rhodes. Mentre riflette sulla sfida unica di co-produrre gli U2, Barlow rivela a Billboard: “Sembrava che ogni giorno potesse succedere qualcosa di eccezionale”

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(Courtesy of Andy Barlow)

Billboard: Qual è stato il primo contatto con gli U2?

Andy Barlow: I Lamb stavano suonando in Russia e il mio manager mi chiamò proprio al momento di salire sul palco e così capii che si trattava di qualcosa di importante. Disse: “Sto per dirti qualcosa che non puoi rivelare a nessuno”. Io risposi “Lo posso dire a Lou (la cantante dei Lamb ndr.), vero?” E lui disse “No, non lo puoi dire a nessuno. Devi promettere. Ho firmato un accordo di non divulgazione. Ho appena parlato con il manager degli U2 e si domandavano se ti andasse di recarti a Monaco e fare una prova di due giorni.” La cosa strana è che quando avevo 19 anni avevo avuto una premonizione circa il fatto che un giorno avrei prodotto un album degli U2. E la cosa ancora più strana è che 24 ore prima di ricevere quella telefonata, un mio amico mi ha chiesto: “Qual è la prossima cosa che vorresti fare?” E io risposi “Mi piacerebbe fare un album degli U2, non sarebbe fantastico?” Letteralmente 24 ore più tardi il mio manager mi ha chiamato con quell’offerta.

B: Diversamente dal passato, gran parte di Songs of Experience è stato scritto e registato in studi improvvisati mentre la band stava provando per i concerti o durante il tour. Qual è stata l’idea alla base di questo processo?

AB: Non avevano davvero mai fatto una cosa come questa prima. Di solito l’approccio di Bono prevede che quando un tour è terminato e tutto il divertimento e la confusione del tour sono finiti, quello sia il momento di mettersi seriamente a scrivere musica. Il suo atteggiamento questa volta è stato: se prendiamo qualcuno mentre siamo in giro e iniziamo a scrivere, nel momento in cui ci metteremo a lavorare all’album, avremo già una forma e un’idea di base e non avremo lo stesso tipo di pressione. Quindi è quello che abbiamo fatto.

Dopo Monaco, mi hanno chiesto di andare a Vancouver per sei settimane per un’altra prova e alla fine di queste settimane, mi è stato offerto il lavoro. Da quel momento sono andato in circa 10 paesi diversi nei successivi due anni, a volte per diversi mesi di fila quasi mai davvero in veri studi - forse il 10% del tempo. Il resto era lavorare in camerini o alberghi o palazzi dove Bono e la band erano ospiti. Avevamo preparato un equipaggiamento abbastanza completo, seppur limitato, e facevamo qualsiasi cosa ci venisse in mente.

B: Qual è stato il progetto inziale del disco e come si è sviluppato nel tempo?

AB: All’inizio ho lavorato per lo più con Bono. Il resto della band era come “Bono, sei fuori di testa. Siamo già molto occupati. Abbiamo tanti appuntamenti con la stampa da gestire. Stiamo cercando di provare e tu hai questo tizio con cui scrivi e registri. Che diamine! E’ folle”. Così per le prime settimane, eravamo in pratica solo io e Bono, a buttar fuori idee. Quando Bono scrive, non scrive direttamente i testi. Lo chiamiamo “Bongolese”. Di fatto butta già parole sulla vista o sulla tazza di caffè che sta bevendo - solo pura canalizzazione - e da lì trova cosa ci sta bene e lo mette insieme. Il giorno dopo, dopo aver ascoltato la linea vocale che abbiamo inventato, scrive il testo e, quando è esaltato per qualcosa, porta tutto a The Edge. Da lì in poi, è qualcosa di simile a un ping pong tra di loro - come Lennon e McCartney che si rimbalzano le idee l’uno dell’altro.

B: La band ha chiarito che gli avvenimenti politici hanno cambiato la direzione dell’album a metà della registrazione. Com’è stato dal punto di vista di un produttore?

AB: Il disco è cambiato radicalmente quando è stato eletto Trump. L’avevamo di fatto terminato e poi la band è arrivata il giorno dopo e ha deciso “Dobbiamo cambiarlo. Non è più pertinente”. Così ci abbiamo lavorato per un altro anno. Alcune delle canzoni sono finite ai margini. Abbiamo inserito alcuni nuovi branie un sacco di testi sono cambiati. Bono è piuttosto famoso per cambiare i testi fino all’ultimo minuto disponibile prima di renderli definitivi, e persino anche fino alla registrazione finale i testi possono essere ancora modificati. La band è stata semplicemente prolifica. Ad un certo punto avevamo 60 canzoni - alcune con i testi completi, alcune a metà - partendo dalle quali abbiamo dovuto restringere il campo.

B: The Edge ha anche parlato di un certo e non specificato “incontro ravvicinato con la mortalità” che ha vissuto Bono, che ha portato a rielaborare molti dei testi dell’album. Cosa puoi dire al riguardo?

AB: Non ne abbiamo fatto un grosso problema deliberatamente. Era quasi come lavorare in studio come al solito. Sapevo che stava succedendo qualcosa, ma sembrava che la musica stesse aiutando e così siamo tutti andati avanti con la musica. Per essere una persona così estroversa, Bono è davvero riservato.

B: Come ritieni che questi eventi abbiano influenzato il prodotto finale?

AB: Penso che abbiano reso l’album più umano e aperto. Se ripenso a cosa sarebbe potuto essere prima che arrivasse Trump, non avrebbe avuto la stessa umiltà che ha ora.  Penso che abbia davvero portato a galla più aspetti umani della band. Penso sia il loro miglior album degli ultimi 20 anni. Il loro disco precedente Songs of Innocence aveva cinque anni di lavoro alle spalle e penso che possa essere stato “lavorato troppo”.

B: Dopo circa un anno di lavoro sull’album, la band è andata in studio con il produttore Steve Lillywhite per registrare nuovamente alcuni arrangiamenti delle canzoni prima di iniziare il loro tour per l’annivaersario di The Joshua Tree. Questo come ha modificato le cose?

AB: Fino a quel momento, molte parti - specialmente le parti di batteria di Larry Mullen Jr e di basso di Adam Clayton - erano state fatte separatamente. Poi la band ha stabilito: “In realtà, abbiamo il bisogno di allontanarci e suonare queste canzoni come una band. Poi dovremo registrare di nuovo queste performance con quella energia”. Questo li ha riportati a essere quattro ragazzi in uno studio che suonano insieme, che è poi lo spirito originale dei primi dischi.

B: Sei uno dei numerosi produttori che hanno lavorato a Songs of Experience, insieme a Jacknife Lee, Ryan Tedder, Steve Lillywhite, Paul Epworth e Jolyon Thomas, e sei citato nei credits di cinque tracce, incluse “Love is all we have left”, “Landlady” e “Red Flag Day”. Come hai trovato l’esperienza di lavorare insieme ad alcuni dei produttori di maggior successo al mondo?

AB: Devo dire dire che era piuttosto snervante. Non avevo mai lavorato prima a un disco con più produttori. E per 21 anni sono stato un artista molto attaccato alle proprie idee e canzoni, quasi fossero dei figli. Così quando gli altri produttori sono stati coinvolti e hanno cominciato a tagliare a pezzi i miei “figli”, ho dovuto rapidamente imparare a essere meno suscettibile a proposito delle mie idee. La cosa positiva è che eravamo tutti pronti a buttar giù idee per la band e da lì avrebbero poi potuto ricostruire come sarebbe andato a finire l’intero arrangiamento.

All’inizio il manager di allora Brian Celler mi ha portato fuori a cena e mi ha detto “C’è questa traccia "The little things that give you away"” e in pratica ha letto una lista dei produttori migliori al mondo - Brian Eno, Steve Lillywhite, Paul Epworth, Danger Mouse - che ci avevano lavorato. Ha detto: “La band sa che c’è una grande canzone lì dentro e se riesci a farla uscire dal “mondo delle idee”, avrai fatto qualcosa che nessuno di questi altri produttori è riuscito a fare”. Così è diventata una specie di missione personale. Anche se molti di noi ci hanno lavorato, Jolyon e io abbiamo davvero dato forma a quella canzone. Ha quel tipo di forma alla Lamb. Il modo in cui risale gli ingranaggi ed esplode alla fine.

B: Com’è lavorare con gli U2 se paragonato alla produzione di altri artisti?

AB: Se chiedi a qualsiasi produttore che abbia mai lavorato con gli U2, come li paragona a qualsiasi altra band, penso che ognuno direbbe la stessa cosa, ossia che nulla ti preparerà mai a lavorare con gli U2. Sono completamente differenti rispetto a tutte le altre band. Per mesi continui a incontrare nuove persone che non hai mai incontrato prima. E’ una specie di grande famiglia e tutti quelli che ci sono dentro sono i migliori in quello che fanno, dal loro video director al loro lighting designer, sono i migliori nel loro campo. Un altro aspetto è che spesso sono in studio giusto per un paio d’ore al giorno perchè sono impegnati a fare altre cose. Era completamente fuori dalla mia “zona di comfort”, fin dal primo primo giorno. Ma allo stesso tempo sono molto umili, molto pazienti, rispettosi, gentili, cortesi e davvero disponibili nel prendere decisioni. Molto spesso possono volerci mesi prima che un artista inizi ad aprirsi e fidarsi di te, mentre con Bono era praticamente successo dopo due minuti. Siamo andati subito d’accordo.

B: Che impatto ha avuto il lavoro con gli U2 sulla tua musica con i Lamb?

AB: Quando lavori con persone stimolanti è impossibile non esserne toccati. Basta vedere come Bono dà forma alle canzoni prima di scriverne i testi. Lo abbiamo fatto con i Lamb nell’ultimo disco, cosa che non abbiamo mai fatto prima e finora i risultati sono davvero buoni. Al momento stiamo lavorando a una traccia in cui ogni otto battute ci sono 10 cambi di tempo e a metà cambia anche la partitura. E’ davvero problematico e spigoloso, ma in qualche modo sembra anche scorrere bene. Dopo aver prodotto cose che devono avere anche una sorta di rilevanza commerciale, come David Gray o gli U2, ci permettiamo di sperimentare ancor di più in questo nuovo disco.

Scritta da: Staff il 21/12/2017

U2 at the BBC: i video dell'esibizione

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Finalmente la BBCMusic sta mettendo a disposizione i video dell'esibizione degli U2 at the BBC. Ecco i primi comparsi, nelle prossime ore (giorni) aggiorneremo l'articolo con i nuovi video







Scritta da: Staff il 20/12/2017

Stasera la performance degli U2 agli Abbey Roads Studios durante lo speciale su BBC One!

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Stasera alle 22 ore italiana su BBC One sarà trasmesso lo speciale: U2 at BBC
Si tratta di un programma unico nel suo genere lanciato dall'emittente inglese nel 2015 con ospiti del calibro di Adele e Micheal Bublè.
Il programma è strutturato come un un viaggio nel mondo della band irlandese insieme la conduttrice Cat Deeley iniziato durante le date finali di San Paolo in Brasile del 'Joshua Tree Tour 2017', dove l'intento era quello di raccontare come la band vivesse 'on the road' documentando spostamenti e angoli di vita comune negli spazi liberi dai concerti di fronti a grandi masse.
Il tutto come una sovrapposizione voluta dagli ampi spazi delle venue dei mesi scorsi all'intimità unica che può dare un esibizione agli 'Abbey Road Studios' di Londra.
Una performance registrata il 16 noembre scorso resa ancora più unica perchè realizzata insieme ad un orchestra composta da 38 elementi che hanno dato rilievo a pezzi come 'All I Want Is You' e tanti altri.
Prima della live performance Cat Deeley insieme a Bono, The Edge, Adam e Larry fanno un excursus della loro vita musicale dalla Mount Temple School di Dublino fino all'ultimo lavoro discografico 'Songs of Experience'.
Vi riportiamo la probabile scaletta che verrà proposta stasera durante lo speciale (può essere soggetta a variazione):


Beautiful Day / Starman (snippet)
Lights Of Home
With or Without You / Love Will Tear Us Apart (snippet)
Get Out Of Your Own Way
One / Invisible (snippet)
Father And Son (snippet) / Love Is Bigger Than Anything in its Way / All You Need Is Love (snippet)
All I Want Is You / Walk to the Water (snippet)

Ecco alcuni video in anteprima pubblicati dalla BBC:





Scritta da: Andrea Saccone il 19/12/2017

Ecco i video completi dei due singoli lanciati su Spotify Singles!

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Nella giornata di ieri su Spotify sono stati pubblicati i video dei due singoli lanciati nella giornata di mercoledì 13 dicembre (Vedi News).
Come vi abbiamo riportato le canzoni in questione sono "The Little Things That Give You Away" e "What's Going On" entrambe registrate nella Neptune Valley vicino Los Angeles
Ecco come vedere i due video, bisogna accedere attraverso l'applicazione di Spotify e cliccare su questi link sotto indicati:

Link diretto per la visione del video di "The Little Things That Give You Away" (Neptune Valley Version)

Link diretto per la visione del video di "What's Going On" (Neptune Valley Version)

I video sono stati pubblicati anche su Youtube:



Scritta da: Andrea Saccone il 16/12/2017

U2: analisi approfondita sulle vendite di Songs Of Experience

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Come stanno andando le vendite di Songs Of Experience, a distanza di un paio di settimane dal lancio mondiale? Puntuale l'analisi dei nostri esperti Gianluigi Cima e Fabrizio Lunelli.
Buona lettura

Innocenza ed esperienza.

Non rappresentano solo stati d’animo su cui gli U2 hanno forgiato e cesellato gli ultimi due album. Con una parafrasi neppure così ardita, potremmo infatti considerare innocenza ed esperienza i due volti contrapposti che hanno effigiato l’approccio della band sul mercato nel 2014 e nel 2017, generando una singolare dicotomia: se per Songs of Innocence, forse peccando di candida ingenuità (“innocenza”), il gruppo optò per polarizzare su di sé ogni attenzione, pascendosi del clamore scaturito dal rilascio gratuito a beneficio esclusivo degli oltre 500 milioni di utenti Apple, per Songs of Experience si è registrato un moto di resipiscenza che ha indotto gli U2 a muoversi con più circospezione e maggior cautela. Un’uscita, insomma, all’insegna della morigeratezza o quasi (“esperienza”).

La peculiare release di Songs of Innocence aveva irreparabilmente menomato, sotto il profilo ostensivo, l’ermeneutica delle classifiche. Valutare il rendimento di un album disponibile gratuitamente per oltre un mese, vien da sé, è compito improbo. Ciò nonostante, non si temono smentite affermando che il successo ha travalicato ogni più rosea previsione. Circa 1,5 milioni di copie vendute ed una sequela di numeri #1 all’esordio in vari paesi: Italia, Croazia, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Polonia, Belgio, Repubblica Ceca.

A fare da contrappunto al successo commerciale (perché di successo bisogna indubitabilmente parlare), il vespaio di polemiche che ha costretto il gruppo ad una pubblica ammenda tanto repentina quanto inopinata: “il pomo della discordia”, paradossale ma vero, era incarnato proprio da quell’album-cadeau (eppure, qualche lustro addietro, le querimonie per l’esorbitante prezzo della musica si sprecavano, no?), giudicato da più di qualcuno inopportuno: indebita ingerenza nelle abitudini musicali (?) degli aficionados della “mela di Cupertino”, coartazione della volontà altrui, manie di grandezza, megalomania. Se ne sono lette di tutti i colori.

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Alla fine, tuttavia, gli algidi numeri sono stati dalla parte della band: più di 81 milioni di utenti hanno ascoltato l’album, ben 26 milioni i download integrali, oltre al prepotente rientro del nutrito catalogo nelle classifiche di tutto il globo. Per tacere, infine, dei 100 milioni di dollari incassati dal gruppo sulla concessione ad Apple dell’esclusiva. Pur stretti nell’avviluppante morsa delle critiche, una volta rintuzzati i malumori, gli U2 ne sono usciti vincenti da par loro. Come accade da oltre trent’anni a questa parte, peraltro.

La strategia promozionale che era seguita al lancio gratuito “di massa”, si snodava secondo profili decisamente nuovi per gli U2: 15 eventi con performance live, principalmente acustiche/semi acustiche, spesso ad opera del solo duo Bono-The Edge. Allorquando, tra novembre e dicembre 2014, la band aveva in programma di spingere sull’acceleratore della promozione, soprattutto negli Stati Uniti, con la partecipazione per ben cinque serate al The Tonight Show with Jimmy Fallon, sul network americano NBC, Bono fu vittima del grave incidente in bicicletta che costrinse gli U2 a rivedere i propri piani. Vennero così annullati quasi tutti gli impegni promozionali, ivi compresa l’attesa partecipazione, quali headliners, al popolare festival radiofonico KROQ's Almost Acoustic Christmas. Priva del proprio leader, la band mantenne solo il concerto benefico del 1 dicembre 2014 a New York, denominato "U2 Minus 1, in celebrazione del World AIDS Day: al microfono, in sostituzione di Bono, si alternarono Chris Martin e Bruce Springsteen. Anche questo aspetto incise sul rendimento di Songs of Innocence nelle sue prime settimane di uscita.

Quanto sopra ha influenzato in maniera rilevante anche la release dell’ultimo album degli U2, Songs of Experience, fresco d’uscita. Questa volta, come già detto, il gruppo ha imboccato il dolce declivio di un lancio più tradizionale. Ha riposto le fanfare e anteposto la musica. Conformandosi, tuttavia,  agli odierni dettami del mercato. Dopo il rilascio del singolo apripista, You’re The Best Thing About Me, anticipato di qualche giorno dalla gustosa anteprima del video di The Blackout su Facebook, similmente ad altri artisti, gli U2 non hanno calato sul tavolo un secondo singolo univoco e definito, come succedeva sino a qualche anno fa, ma hanno puntato ad appagare i variegati palati del pubblico con un lancio quasi plurimo, così da garantirsi un appeal radiofonico quanto più eterogeneo possibile. Nell’ordine sono stati rilasciati Get Out of Your Own Way (il cui videoclip è di uscita imminente) e, di nuovo, ma questa volta in studio version, The Blackout, entrambe rese disponibili per il download e lo streaming all’inizio di novembre 2017 (quest’ultima è stata anche riversata in un vinile in edizione limitata capace di titillare l’animo dei più strenui collezionisti in occasione del recente “Black Friday-Record Store Day” del 24 novembre). A ciò si aggiunga il rilascio, a metà novembre, sia del lyric video sia del download/streaming di American Soul, ennesimo succulento antipasto dell’album.

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Songs of Experience, quattordicesima fatica di studio della band irlandese, ha visto la luce ufficialmente il 1 dicembre 2017: come ha risposto sinora il mercato? La strategia degli U2 si è rivelata nuovamente vincente?

Disveliamo subito l’obiettivo precipuo della band dal punto di vista commerciale: conquistare la vetta della prestigiosa Billboard Chart negli Stati Uniti. Affare tutt’altro che scontato se solo si considerano la morfologia dell’utenza americana, poco proclive a riporre fiducia nelle rock band e negli artisti più attempati, la peculiare declinazione di generi musicali in voga da quelle parti e, non per ultimo, la tendenza ormai inveterata a privilegiare gli artisti cosiddetti da “singolo”, anziché da “album”. In piena consonanza con la frenesia che ormai attanaglia l’industria discografica mondiale!

Ebbene, l’obiettivo è stato brillantemente raggiunto!

L’album ha debuttato al #1 della Billboard Chart, vincendo la concorrenza di Chris Stapleton e Taylor Swift, con 186.000 copie vendute. Quello appena snocciolato è il dato complessivo, che tiene conto anche dei 6,5 milioni di ascolti in streaming (il criterio di conversione in vigore negli Stati Uniti prevede che 1500 ascolti in streaming, ovvero 10 download, di una o più canzoni dell’album, equivalgano ad un album venduto). I dati afferenti alle pure vendite (fisiche e digitali), invece, dicono 180.000 copie.

Gli U2, ci preme rimarcarlo, con l’ottavo album della loro strepitosa carriera piazzato al #1, guadagnano un altro titolo, assurgendo di diritto nella storia della classifica statunitense (più di quanto già non lo fossero). Bono & co. sono, infatti, il primo gruppo (quarto artista in assoluto nella storia della musica) ad aver issato un album in vetta alla Billboard Chart in quattro differenti decadi: ’80 (The Joshua Tree e Rattle and Hum), ’90 (Achtung Baby, Zooropa, Pop), ‘00 (How to Dismantle an Atomic Bomb, No Line on the Horizon), ’10 (Songs of Experience).

Giù il cappello, dunque, al cospetto di una band capace, alla soglia dei sessant’anni, di dettare ancora legge nel più opulento ed importante mercato del mondo: ciò, si badi, malgrado la marcata palingenesi del settore discografico, sempre più orientato al consumo anziché all’acquisto di musica (a pagare dazio sono gli artisti più “stagionati”), e nonostante l’inaridimento di quel fervore artistico che, sino a non molto tempo addietro, era concime per un terreno che sembrava vieppiù ubertoso proprio negli Stati Uniti: paese in cui si è sempre assistito ad un imponente florilegio di artisti, band e generi.

Al primo posto nella Billboard Chart, ha contribuito in maniera determinante la possibilità, limitata ai fan residenti negli Stati Uniti che acquistavano i biglietti per le date dell’Experience + Innocence Tour (in partenza da Tulsa il 2 maggio 2018), di ricevere una copia di Songs of Experience, in virtù di un codice tramite il quale ritirare (“to redeem”) presso uno store collegato a Nielsen SoundScan copia fisica o digitale dell'album Tale operazione ha fruttato agli U2 circa 40.000 copie supplementari.

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Infine, a sostegno del fantastico e storico risultato ottenuto oltreoceano, non va trascurato il battage promozionale intessuto dalla band nei mesi scorsi: 1) lo show di Jimmy Kimmel a maggio 2017 (con l’esordio live di The Little Things That Give You Away); 2) il The Tonight Show di Jimmy Fallon a settembre, con la prima esibizione live di You’re the Best Thing About Me; 3) la doppia performance al SNL il 2 dicembre; 4) l’intervista con il guru dei media statunitensi, Howard Stern, rilasciata da Bono e The Edge al The Howard Stern Show, sul canale radio satellitare Sirius XM, il 4 dicembre scorso. A parere di chi scrive, la scelta di diluire gli impegni promozionali nel tempo, astenendosi da partecipazioni massive a programmi tv e radio nella settimana d’uscita di Songs of Experience, deriva dalla volontà di scongiurare sovraesposizioni mediatiche e mantenere viva nel tempo, in maniera costante, l’attenzione sull’album e poi sul nuovo tour. 

E nel resto del mondo qual è stato il rendimento dell’ultimo, attesissimo, lavoro degli U2?

In Italia, Songs of Experience ha esordito al #2 della classifica ufficiale stilata dalla FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana). La band ha dovuto soccombere alla feroce concorrenza di Jovanotti, uno degli artisti, insieme a Vasco Rossi e Ligabue, capace di coagulare un massiccio consenso nello “Stivale”. Ma gli U2 hanno di che consolarsi, state tranquilli! Innanzitutto con la prima posizione nella classifica di vendita dei vinili ufficializzata dalla stessa FIMI. In secondo luogo, con la certificazionedisco d’oro”, guadagnata in un una sola settimana per aver venduto oltre 25.000 copie. Ma soprattutto con il #1 nella classifica stilata da “MUSICA&DISCHI” che, rispetto alla concorrenza, non assegna valore allo streaming, basando le proprie rilevazioni sulle pure vendite (fisiche e digitali), utilizzando comunque i medesimi canali del competitor.

I nostri, poi, ci sembrano sufficientemente agguerriti per provare a sferrare un attacco alla vetta della classifica FIMI già a partire dalla prossima settimana. La recente esibizione del duo Bono-The Edge il 10 dicembre a “Che tempo che fa”, ad esempio, oltre ad infiammare i cuori dei fortunati presenti in studio, ha funto da propellente per le vendite digitali dell’album, che sulla piattaforma iTunes ha scavalcato Oh, Vita! di Jovanotti, agguantando per alcuni giorni l’agognato numero 1. E non solo. Si è altresì assistito ad un boost di vendite e streaming dei due nuovi brani suonati live in acustico, oltre al rientro in classifica di numerosi album del catalogo.

Per converso, le cose sono andate – relativamente – meno bene nel Regno Unito. L’avverbio è fondamentale: quando si parla di U2, si è portati a credere che solo la prima posizione sia idonea a cementare la primazia della band sul piano commerciale. Gli aspetti da valutare sono invece molteplici e, in ogni caso, almeno due: 1) la carta d’identità dei nostri che, ineluttabilmente, determina una carenza di appeal tra le giovani generazioni; 2) la pubblicazione dell’album in prossimità del Natale che, se per un verso genera numeri di vendita più cospicui, per un altro vede il plotone della concorrenza più robusto che in altri periodi.

Ad onor del vero, anche altri fattori hanno concorso al mancato n. 1 in UK: la ridda di polemiche (speciose, diciamocelo francamente) divampate nel 2011 in merito alla presunta evasione fiscale della band (trasferimento in Olanda della società U2 Limited), che proprio a Glastonbury (chi non ricorda il sarcastico cartello “U pay tax 2?”) ha raggiunto una dimensione parossistica; oppure le recenti,  malevole, illazioni legate al coinvolgimento (?) di Bono nella lista nera dei “Panama Papers” (ribattezzati “Paradise Papers”), sottolineato con enfasi pretestuosa e qualunquistica soprattutto da svariati media britannici. Inoltre, i detrattori della band hanno ulteriormente rincarato la dose riguardo al mal digerito “affaire Apple” risalente al 2014, già ampiamente commentato più sopra. Per ultimo, tuttavia, si rileva anche una strategia promozionale un po’ deficitaria da parte degli U2 in terra d’Albione. Concentrati sulla conquista degli Stati Uniti, non è bastato il minishow a Trafalgar Square dell’11 novembre scorso in occasione degli MTV EMA’S. Sarebbe forse stato opportuno, a nostro modesto avviso, anticipare lo special televisivo che andrà in onda il prossimo 19 dicembre 2017 su BBC1, in guisa da trasmetterlo in concomitanza con il lancio dell’album, rinvigorendo, in tal modo, pure i fuocherelli più sopiti tra i fan (e l’anteprima live di All I Want Is You corrobora ampiamente i nostri sospetti). Ma tant’è. Anche nel Regno Unito, comunque, gli U2 si consolano con il #1 nella classifica dei vinili più venduti e con il #2 in quella degli album più scaricati digitalmente.

Nel resto del mondo l’album si sta comportando in linea con le aspettative. Come più volte ribadito, oggi le charts devono essere analizzate “cum grano salis”, tenendo conto, in relazione ai nostri quattro, del fattore anagrafico, che ormai comincia a pesare, della preponderanza dello streaming, che va a detrimento degli artisti non più giovanissimi - ancorché icone sacre del rock - e vivifica invece le generazioni partorite dai talent show (basti pensare che nella top 20 della Billboard Chart capitanata dagli U2, fanno capolino artisti che, quanto a pure vendite, hanno racimolato meno di 1000 copie, facendo leva esclusivamente sulla spinta propulsiva dello streaming).

Alla luce di quanto evidenziato, eccellenti sono da giudicarsi i primi posti in Olanda e Belgio (Fiandre), autentici feudi per la band irlandese, nonché in Canada (25.000 copie vendute nella prima settimana), Irlanda e Portogallo. Buonissimi anche i piazzamenti al #2 in Germania (da sottolineare, in terra teutonica, l’esibizione promozionale a sorpresa del 6 dicembre a Berlino per la folla che solitamente popola il trasporto sotterraneo tedesco, noto come U-Bahn), Spagna, Austria, Svizzera, Svezia (#1 tra i vinili), Danimarca, e il #3 in Francia, dove ha inciso notevolmente la scomparsa di un’icona della musica francese del calibro di Johnny Hallyday. Si poteva, certo, fare meglio in Australia (#5 in classifica generale, #1 tra gli album digitali) e Nuova Zelanda (#9), luoghi in cui la band non suona dal vivo dal lontano 2010 e nei quali, di conseguenza, l’attenzione verso i nostri è irrimediabilmente scemata, non senza una punta di acredine da parte di innumerevoli fan di lungo corso, sentitisi abbandonati dal mancato passaggio in Oceania degli ultimi due tour. A poco, evidentemente, è servito lo “special-intervista” che gli U2 hanno concesso alla popolare trasmissione australiana “60 minutes”, in onda il 26 novembre scorso.

Che i risultati conseguiti da Songs of Experience siano eccellenti, d’altro canto, lo testimonia la classifica degli album più venduti al mondo stilata dal celebre sito “Mediatraffic.de”: i nostri hanno aperto al #1 con 441.000 copie complessive! Nel 2017, circoscrivendo l’analisi ad artisti affini agli U2 anagraficamente e/o per attuale rilevanza o per genere, solo i Coldplay hanno fatto meglio nella settimana d’esordio. Non è tutto. Gli U2 possono fregiarsi di un altro record: quello della più proficua settimana, tanto a livello di vendite complessive (fisiche, digitali, streaming) quanto di pure vendite (fisiche e digitali), per un album rock nel 2017.

Sul fronte digitale, focalizziamo ogni attenzione sulla piattaforma più diffusa, quella di Apple: iTunes. Ebbene, qui registriamo un dominio incontrastato da parte degli U2, un’egemonia che si è consolidata già poche ore dopo la pubblicazione dell’album. La prima posizione è stata raggiunta praticamente in ogni paese del mondo, eccetto, tra i più influenti, gli Stati Uniti (#2 è il picco). In Italia, l’album ha stazionato al #2, dietro Jovanotti, per diversi giorni. La splendida performance tenuta a “Che tempo che fa”, ha tuttavia spinto Songs of Experience alla conquista del primo posto.

A presidio della descritta supremazia, si noti che, mentre scriviamo, il disco è al comando della European iTunes Album Chart da ben due settimane, mentre ha svettato nella Worldwide iTunes Album Chart per dodici giorni consecutivi!

In conclusione, possiamo affermare che, nonostante il trascorrere del tempo remi contro gli U2, ormai avulsi dalle dinamiche di un mercato che si sta sempre più tenacemente abbarbicando agli ascolti in streaming, agli airplay radiofonici e alle visualizzazioni dei video, due sono i dati irrefutabili da rimarcare:

1) ogni lavoro della band continua a guadagnarsi i crismi dell’evento, con i nostri ancora capaci di dominare le classifiche di vendita un po’ ovunque nel mondo. Soprattutto nel mercato più rilevante in assoluto: gli Stati Uniti. Se poi l‘album è una gemma di notevole caratura come Songs of Experience, beh, il compito si presenta senz’altro più agevole.

2) dal vivo, signore e signori, a tutt’oggi non ce n’è per nessuno.

Chissà che il raziocinante The Edge della Zoo Era non avesse ragione quando asseriva: “I don’t think that our best work is behind this, I think it’s in front of this”.

Un ringraziamento speciale a Rudy e all’intero staff di U2place per la disponibilità e la fiducia che continuano ad accordarci. Non è più un forum. Per noi è una casa. 

Un grazie indistinto, per ultimo, a tutti, ma proprio tutti, gli utenti che contribuiscono assiduamente ad un topic, nato nel lontano 2004,  che continua ad arricchirsi giorno dopo giorno.

Gianluigi Cima (Illusion)

Fabrizio Lunelli (Tallarico)

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Scritta da: Staff il 15/12/2017

Su 'Spotify Singles' due nuove canzoni degli U2!

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Spotify
ha rilasciato nella giornata di oggi nella sezione 'Spotify Singles' due canzoni degli U2.
Le canzoni in questione sono:

"The Little Things That Give You Away" (recorded at Neptune Valley, LA)

"What's Going On" (recorded at Neptune Valley, LA)

"The Little Things That Give You Away"
si presenta in una veste diversa rispetto alla 'album version', più lunga di circa 12 secondi e si avvicina come esecuzione a quella proposta live durante il Joshua Tree Tour 2017.
Mentre "What's Going On" è una versione della cover di Marvin Gaye realizzata da Bono insieme a Wyclef-Jean per la campagna 'Artists Against AIDS Worldwide' nel 2001 prima dell'11 settembre.
Per la prima volta tale cover è eseguita full band dopo alcune live performances insieme a Gwen Stefani dei No-Doubt durante la terza leg del 'Elevation Tour 2001'.
Ecco il link diretto a Spotify dove potete ascoltare gratuitamente queste canzoni -----> U2 'Spotify Singles' 

Scritta da: Andrea Saccone il 14/12/2017

Bono e The Edge ospiti a "Che Tempo che fa" su Rai 1

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Questa sera gli U2 si sono esibiti alla trasmissione "Che tempo che fa" condotta  da Fabio Fazio su Rai 1. Erano presenti Bono e The Edge e hanno suonato tre canzoni in versione acustica.

You'r The Best Thing About Me
Get Out On Your Own Way
Sunday Bloody Sunday

Durante la breve intervista durata circa 10 minuti Fazio ha intervistato Bono e The Edge sul nuovo disco "Songs of Experience". Era presente una delegazione di U2place composta dallo staff e da altre 30 persone sorteggiate tramite un concorso all'interno del nostro forum nei giorni scorsi. La parte relativa a Bono e The Edge è stata registrata giovedì 7 dicembre presso gli studi RAI di Via Mecenate. Su richiesta esplicita della RAI non abbiamo potuto rivelare pubblicamente l'orario di registrazione, trattandosi di un'esclusiva della RAI. Purtroppo ci sono delle regole e abbiamo dovuto rispettarle. Erano presenti comunque numerosi fan dentro e fuori dagli studios che erano comunque a conoscenza della registrazione.
Troviamo parecchio mortificante leggere certi commenti superficiali e con una vena di cattiveria. U2place esiste da 18 anni e da 18 anni è al SERVIZIO dei fan, quello che è stato fatto non è un insieme di tante belle parole farcite di falsità come molti altri amano circondarsi, U2place ha parlato con i fatti: coreografie, raduni, esclusive in anteprima mondiale a volte, aiuti continui costanti e quotidiani ai fan in cerca di biglietti, di abbonamenti, di presale e di tante altre cose... e tutto questo GRATUITAMENTE e forse meglio a volte del sito ufficiale. Quindi chi commenta sui social dandoci dei falsi o dei depistatori dovrebbe vergognarsi e fare un piccolo esame di coscienza. Essere fan degli U2 non è un dovere e nemmeno un diritto acquisito, essere fan degli U2 è un piacere che dev'essere condiviso con serenità. La cattiveria va lasciata da un'altra parte, non qui.

E noi fan come abbiamo vissuto l'intervento di Bono ed Edge? Ecco alcuni pensieri raccolti tra i presenti:

Alessandro, Alex The Fly: "ci sono momenti in cui prendi una decisione ed inconsapevolmente stai per fare una scelta che in qualche modo ti cambierà o quantomeno ti segnerà. Uno decide di andare ad un concerto, sceglie la data, si arma di pazienza, carta di credito, spera nella fortuna e poi programma tutto il resto.
Questa volta invece non c'erano Biglietti da prendere, date da scegliere...una sola possibilità, quella di vedere delle "persone" con cui "convivi" da quasi trent'anni in un'occasione molto più intima di quello a cui sei abituato quando sei insieme a 40/50 mila fan come te.
Puoi spendere soldi non preventivati per soli 15 minuti per due perfetti "estranei"? perdere un giorno di lavoro, fare su e giù per l'Italia in un solo giorno lasciando a casa moglie e figli per soli 15/20 minuti?
Non si può fare realisticamente ma stavolta pensi che lo devi fare, non so se te lo meriti ma senti che lo devi fare.

Forse ti spinge il "timore" che non ci possa essere in futuro una nuova occasione come questa ma hai la sensazione che va fatto e basta.
Tutto quello che poi è successo prima di quei venti minuti resterà comunque nella memoria: attesa, freddo, speranza, un cd e un libro da farsi autografare, la penna tenuta in mano quando le dita ormai non sembrano rispondere più...poi l'arrivo e la cocente delusione...ecco forse non dovevo...
Comunque si va avanti...i miei venti minuti mi aspettano adesso e cerchiamo di goderceli per bene.
Ecco "Lo studio", il posto occupato con quella telecamera forse troppo tra la mia direzione e quel divano, tutto scorre troppo velocemente mentre sullo schermo compare un "countdown" e una cifra che conosco bene 20' 00''.
Quando inizi a sentire le prime note dici dentro te "perché questa?" (you’re the best thing about me) (anche se sapevi che ci sarebbe stata), i secondi scorrono al contrario sempre più in maniera rapida e tutto diventa magico, quel pezzo abusato dalle radio è diverso o sono io che lo sto avvertendo in maniera differente.
Un quarto di quel tempo se n'è già andato e le successive note che ti arrivano nella testa sapevi che sarebbero arrivate e anche stavolta l'impatto è diverso da come te lo immagginavi (get out of your own way).
180 persone battono le mani e intonano parole che hanno ancora pochi giorni di vita e tutto questo è sempre più coinvolgente.
Poi arriva l'intervista e ti trovi a guardare in faccia così da vicino persone tu segui da una vita che invrce non sapranno mai della tua esistenza.
Il countdown continua a correre troppo veloce e i tuoi minuti sono inesorabilmente scaduti...quei due tuoi cari amici sconosciuti vogliono fare un regalo a chi è lì per loro "one more" e allora in un attimo ti trovi investito da uno dei primi pezzi che te li ha fatti incontrate e conoscere (sunday bloody sunday)...finisce il pezzo e come in un concerto c'è chi intona "Pride"...il cerchio si chiude, il viso stanco del tuo fratello maggiore ti mette apprensione ma ti ha regalato inconsapevolmente 20 minuti indimenticabili, unici, magici...anzi trenta"

Marina, Cliath: "Ho partecipato all'appuntamento al buio in preda alla tonsillite perchè sono una sfrontata, quando sono stata estratta ho fatto il 2+2 con Fazio e sono trasalita. Sono una cinica alfaprivativoemotiva, ma se si tratta di BONO si fermano tutti gli orologi del cosmo. Dalla Puglia con furore sono piombata sul divano della mia seconda casa preferita, tra cuori ribelli e pieni d'amore. Nemmeno siamo usciti a fare festa, avevamo il buco dentro dell'appuntamento con chi ami. La mattina l'ansia delle nozze e i corpi nel viaggio sull'autostrada deserta del Nord che produce. Freddo, un freddo porco per una terrona, vinto solo e soltanto dagli amici. Amici vecchissimi, nuovi e nuovissimi, io vi chiedo scusa, perchè quando vi vedo per me siete automaticamente casa. Al di fuori non ci capisce nessuno, la banalità delle solite domande o degli sguardi critici di chi non ha il fuoco indimenticabile, ci ha inondato di noia per anni, con voi si sta per ore, giorni, in giro per il mondo ed è come se fosse così da sempre. Quindi il mio eterno grazie agli U2 va agli U2 per tutto ciò che sappiamo e che dentro abbiamo e a questo mondo di amici  in continua espansione come l'Universo. Belli tutti quelli che ho incontrato, quelli che non c'erano ma che erano nel cuore e quelli che guarderanno stasera con la stessa emozione. 
Dentro, negli studi, quando parrucchino ci invitava ad essere caldi negli applausi ridevamo tutti, perchè quando gli U2 sono entrati è stato come se fossimo come sempre, sotto un palco. A parte la performance da brividi, vissuta in religioso silenzio, c'era una energia diffusa che era tangibile, con le bocche che sussurravano i testi, con gli occhi lucidi e con una empatia che è arrivata dritta negli occhi di Bono. L'abbiamo visto tutti, si è sentito a casa subito, tra i suoi, nell'abbraccio del pubblico suo, dei cuori suoi. Mi meraviglio di come manteniamo la compostezza di non andare tutti ad abbracciarlo, a raccontargli le nostre lacrime, i nostri grazie, la nostra esistenza da sempre stretta per mano alla sua. Mia madre dice che da quando avevo 9 anni ha visto questa cosa crescere e crescere e crescere che ormai è come se avesse un altro figlio in casa, mi ha chiesto come stesse, se avesse ancora gli orribili capelli biondi e tra le righe voleva sincerarsi di quell'ansia forte che avevo addosso, voleva essere certa che se qualcosa è andata storta adesso sia tutto ok, perchè se the lines on the face are the map to the soul, quel volto segnato ha fatto male a tutti. Eravamo lì ad abbracciare l'Uomo che amiamo, a celebrare un disco STUPENDO e una vita insieme. Grazie U2, per essere quello che sono. Grazie U2place perchè la passione è potente come il fuoco, ma è nulla senza l'intelligenza e l'empatia."

Mikaela, MikaelaTenderTrap: "L’appuntamento è dopo pranzo, ma l’agitazione inizia a farsi sentire dal mattina. All’arrivo in via mecenate le transenne suscitano il ricordo di altri momenti già vissuti, ma questa volta è diverso, l’attesa pietrifica, un po’ per il freddo, un po’ per l’album appena uscito, un album denso che ti entra dentro, le liriche di Bono questa volta rimbombano dentro, lo calano in un ruolo umano, lo identificano nelle sue fragilità , ne sottolineano i momenti difficili attraverso cui è passato, forse mentre noi vedevamo solo la star immersa in un tour; del resto le emozioni per il joshua tree ci hanno saziato l’anima da fan u2, che altre emozioni potrebbero regalarci?
Le ore passano, in compagnia, con l’album in mano, la speranza di un autografo, la paura di dimenticare una frase da dire che poi al momento giusto non verrà mai fuori. Arrivano i van, i cuori si scaldano, ma Edge e Bono si infilano dritti negli studi Rai. E’ solo un attimo, Bono promette di passare a salutare dopo la registrazione, ma noi si ha un appuntamento dentro e si entra.
Una volta seduti c’è chi ci ricorda l’importanza di accoglierli in modo caloroso, ma noi siamo fan, sappiamo come farlo al meglio.
Le luci si accendono, Fazio annuncia gli ospiti, ed eccoli finalmente, le luci dello studio sono ancora più luminose ora.
Bono si accomoda sul divano, quasi si sdraia come un bimbo sul suo amico Edge, e a lui si appoggia per tutto il tempo dell’intervista, a lui cede spesso la parola. 
Vengono eseguite You’re the best thing, Get out of your own way , e una toccante Sunday bloody Sunday, il pubblico in delirio si alza in piedi, l’ovazione e’ totale e Bono si getta verso il pubblico, saluta, ringrazia, cerca un appoggio anche da noi, e viene ricambiato con gioia.
Un momento unico, intenso, vederlo e sentirlo fare cenno alle sue fragilità e ai momenti difficili attraverso cui è passato rende il tutto ancora più emozionante, le luci si spengono e rimaniamo nell’ombra e nel dubbio che le sue parole, dell’intervista e dei suoi testi celino una sofferenza che ancora non è finita. Ma ci sarà tempo per parlarne con gli amici, tempo per organizzarsi per il tour, tempo per tornare a sognare di incontrarlo ancora, per una stretta di mano e una parola detta in un inglese zoppicante, ringraziarlo di tutto quello che abbiamo saputo cogliere dalla musica degli u2 in tanti anni di passione.
Torna al centro della band con quest’album Bono, forse questa volta non con il suo ego dirompente, ma con la sua umanità ci guida verso quelle luci di casa che celano ombre che un po’ spaventano, ma le ombre fanno parte della luce attraverso di esse si impara a conoscersi meglio, a conoscere meglio anche quel tipo irlandese che ci ha sempre guardato dall’alto di un palco e che ora vediamo un po’ più umano".

Massimo, lupomax: " U2place in questi anni ha reso il “place” dove si trovavano gli u2 (in dato ed importante momento legato ad un evento) sempre più vicino a noi, complice la tecnologia che avanza a grandi passi e ci rende sempre più facile condividere esperienze portando la condivisione ad un livello tale da poter a volte credere di aver vissuto certe esperienze in prima persona. Con periscope assistiamo ai concerti attraverso gli “occhi” degli altri, con mixrl abbiamo sentito i concerti con le “orecchie” degli altri.
Sono grandi emozioni che l’essere in una community molto ben informata ed organizzata ci regala ma c’è comunque un invalicabile limite che non si può scavalcare, c’è sempre uno schermo di un pc o di uno smartphone tra noi e questa esperienza oppure lo schermo di una tv.
U2place ha fatto un regalo grande, enorme che molti sembrano fare ancora fatica a capire, il regalo di poter scavalcare questo limite e vivere una di queste esperienze in prima persona, tra l’altro un tipo di esperienza di solito riservata a pochi spettatori che di solito non hanno informazioni riguardo gli artisti che vedranno durante la trasmissione, un’esperienza per la quale non si può semplicemente acquistare un biglietto, non c’è presale o codice.
Ed è cosi che ci si ritrova fuori dagli studi televisivi davanti ai quali mai avrei pensato di trovarmi solo qualche giorno prima. Il grigio del cielo milanese e l’umidità non hanno gettato la minima ombra su una giornata perfetta sotto tutti i punti di vista. Non sono stato tra i fortunati che hanno incontrato il Bono e The Edge all’aeroporto, ma non posso dire nemmeno di essere stato parte dei delusi che li aspettavano in via mecenate. Facevo parte di un gruppo di persone felici, speranzose di un icontro certo ma felici di ritrovare amici provenienti da ogni dove.
Io non conoscevo molti dei presenti ma con altri invece sto notando che ormai siamo a 8 anni di conoscenza.
Il tempo passato nello studio (per lo meno il tempo dedicato agli u2) si è consumato in un lampo, sul cronometro a loro dedicato ho notato che si è andati oltre al tempo previsto di 10 minuti abbondanti, una sorpresa nella sorpresa.
Dovrò rivedere il tutto in tv per mettere a fuoco alcuni dettagli ma quello che si vedrà domenica sarà comunque filtrato e costruito da una regia, quello che abbiamo visto noi era reale, ci è stata concessa l’opportunità di assistere ad un evento reale e di poterlo ricordare così come è stato... La realtà che ho avuto di fronte mi ha permesso anche di cogliere un Bono all’apparenza molto stanco e un po’ giù di tono. Anche durante l’intervista l’ho visto cedere volentieri la parola ad Edge in più occasioni cosa che non è tanto da lui. Forse è stata solo un’impressione comunque, perchè ai miei sensi tutto è sembrato molto diverso durante l’esecuzione di una bellissima ed intima quanto potente Sunday Bloody Sunday, canzone extra non prevista, Edge ha fatto un sorrisetto furbo a Fazio davanti alla richiesta ma l’esecuzione che ci è stata regalata non era certo una cosa tanto per fare, Bono è stato profondo ed incisivo, cantando ad occhi chiusi nel silenzio di uno studio ammutolito che però ha sempre fatto la sua parte ad ogni minimo accenno di Bono. Ricordo questa più che le altre due canzoni eseguite per fare promozione al disco, eseguite forse in modo un po’ sbrigativo (o forse ero io emozionato a tal punto da non rendermi bene conto).
Auguro a Bono ed Edge un futuro assieme oltre alla musica quando e se questa dovesse mai venire meno nelle loro vite, dire che sono comici è dire poco.
Un plauso al pubblico, educato quanto potente e rumoroso al bisogno, a sottolineare la nostra passione, credo che i 2 l’abbiano percepito, dubito però che dalla tv ciò possa trasparire, lo spero. Comunque sia io c’ero e quindi ricorderò.
Ricorderò anche un bel dopo trasmissione davanti ad una semplice pizza accanto a delle semplici persone che parlano in maniera semplice delle cose straordinarie che capitano loro, vite diverse legate da questa passione che di tanto in tanto prende qualche colpo ma che è ancora viva e vegeta.
Ho visto gioia e rispetto negli occhi di chi ha ricevuto questo regalo tanti quanto ne ho visti negli occhi di chi questa sorpresa è riuscito a realizzarla, con grande difficoltà per cercare di accontentare quanti più possibile e dovendo comunque fare i conti con chi questo rispetto invece non l’ha avuto.
Ancora grazie e auguro ad altri di avere la stessa fortuna che ho avuto io."
Eleonora, U2rules: "Inizia tutto con una notte insonne: quella tra il 6 e il 7 di Dicembre. No, nonostante sia milanese non ho una strana forma di feticismo per la giornata di Sant’Ambrogio e la fiera degli Obej Obej. A Milano, nella mia Milano arrivano loro, la band che da quando ho 14 anni accompagna la mia vita e in un certo senso la controlla; nessuna accezione negativa. Gli U2 mi sono entrati nel cuore quando ero un’adolescente e non ne sono più usciti.
Chi non ha grandi passioni non capisce cosa voglia dire per me avere l’opportunità di assistere ad una loro esibizione in un piccolo studio televisivo davanti a sole 200 persone. Per cui sì notte insonne e agitazione alle stelle, poi con la mia sorella uduica Adele, Marco e Carolina arriviamo in via Mecenate alle 13.30 circa. Li troviamo tante facce amiche, quelle che senti ogni giorno ma riesci a vedere solo di tanto in tanto, ma non importa perché ad unirci c’è un’unica grande passione, quella per i quattro di Dublino.
Inizia la lunga attesa, Bono e Edge dovrebbero arrivare nel pomeriggio; le notizie si alternano, gli orari cambiano. Intanto fai chiacchiere con fan storici ascoltando quasi ipnotizzata i loro racconti. Si parla anche del nuovo album e il giudizio è unanime; lo amiamo. Un album che ti entra dentro e ti smuove l’anima e le viscere. Sono le 17.25 circa quando la polizia si schiera e subito dopo ci sfilano davanti prima un furgoncino nero con dentro Bono e poi una berlina nella quale siede Edge. Scendono dalle vetture, salutano con un gesto della mano i fan schierati in loro attesa e si scusano; è tardi e devono entrare a provare. Inutile negare un po’ di delusione ma mi ricordo subito della grande opportunità che mi è stata data e mi torna il sorriso.
Dopo il controllo documenti di rito entriamo in studio e prendiamo posto; siedo in terza fila. A breve saranno a pochi metri da me.Entra Fazio, qualche raccomandazione sulla discrezione da mantenere e preannuncia che tenterà di fare loro una richiesta extra rispetto quanto pattuito. Finalmente si comincia Fazio e la Lagerback li presentano, sul mega screen le immagini della loro storia, nello studio si diffondono le sonorità dei loro pezzi più celebri.
Lo schermo si apre e finalmente fanno il loro ingresso Bono e Edge; il pubblico è in piedi, l’accoglienza festosa e rumorosa.  Ho la pelle d’oca. Intonano per prima You’re the Best Thing About Me; il pubblico ascolta in religioso silenzio, forse intimorito dal fatto di trovarsi in uno studio televisivo. La voce di Bono è calda e potente, ti avvolge e ti culla.
E’ la volta di Get Out Of Your Own Way. A questo punto il pubblico non si trattiene e canta insieme a Bono, accompagna battendo le mani a ritmo. Bono ed Edge sono visibilmente storti dalla reazione del pubblico e sorridono emozionati, grati per l’accoglienza. Si accomodano su un divanetto di pelle; bono si stende poggiando la testa sulle gambe di Edge, un o’ come se fosse dallo strizzacervelli.
Fazio inizia con le domande sul disco e sui testi; Non posso fare a meno di notare che Bono appare molto stanco e cede spesso la parola a Edge che interviene come un fratello amorevole.
Poi la richiesta di Fazio: “vorremmo intonaste la vostra preghiera laica”. I due si consultano e accettano. Partono le lacrime per una versione di Sunday Bloody Sunday di una bellezza che non si può spiegare, puoi solo arrenderti e lasciare che ti trafigga il cuore.
L’applauso che segue è interminabile, Bono visibilmente commosso. Mentre esce dallo studio cerca il contatto con il pubblico che come dalla migliore tradirione italiana si dimostra un po’ troppo caloroso e costringe la sicurezza ad internare accompagnando il “poeta” fuori dallo studio.
Resto seduta per qualche minuto, in contemplazione di quanto appena vissuto, certa di avere ricevuto un dono unico"



Stefano, Vicovox: "Seduto su un seggiolino di uno studio televisivo, pensando a come è passata la giornata - 4 ore piacevolmente volate aspettando automobili nere con vetri oscurati - e a come sarà la serata.
Nel frattempo assistenti di studio che spiegano come funzionerà il programma, quando applaudire, Fazio che scalda i motori e chiede di dargli una mano quando domanderà ad i nostri un fuori programma sul finale. Non ricordo chi tempo fa esortava ironicamente di guardare più televisione (eh eh).

E dal seggiolino mi alzo quando entrano loro, microfono e chitarra pronti, e via con due acustici, Bono che sa come stare davanti a telecamere e sa come afferrare - come ce ne fosse stato bisogno - il pubblico.

Mr Hewson che un paio di ore prima scendeva dall'auto nera vicino a pochi metri da me, calmo ma di una presenza forte, carismatica, quasi "magica", e si scusava perchè doveva entrare dentro siccome in ritardo ma sarebbe uscito a salutare in un secondo momento.

L'intervista procede nella normalità, si tocca il tasto del periodo negativo passato da Bono, Edge e Fazio che lo rincuorano con due gesti rassicuranti. 

Arriva il momento in cui Fazio aiutato da noi chiede il fuoriprogramma, ed allora salgono le note di Sunday Bloody Sunday, e quindi i 250 presenti, le persone rimaste fuori ad aspettarli (Bono ed Edge manterranno la promessa ed andranno a salutarli), gli spettatori che assisteranno da casa, si uniscono insieme a questa preghiera - come l'ha definita Fazio - e cantiamo, ed il calore è tanto, ed allora la performance volge al termine, il pubblico si alza in piedi, noi che innalziamo il coro di Pride, ed io alzato sopra quel seggiolino applaudo, e ripenso ai miei 20 anni uduici, ed applaudo, e penso che cavolo l'avresti detto 20 anni fa, ed applaudo, e sorrido, e li vedo ringraziare e penso - un'altra volta - che siamo fortunati ad essere fans degli u2.

Si spengono i riflettori ed i due vanno spontaneamente a salutare le prime file, ed allora il fan che è in me, quello che non ha mai incontrato la band scende e trova un passaggio laterale, Bono continua a salutare e quando prende la via di uscita si trova davanti me che semplicemente gli dice un "hey Paul, great", e ci stringiamo la mano alta. Seguirà anche la stretta di mano con Edge.


In venti anni più  volte mi ero immaginato cosa avrei fatto, cosa avrei detto a Bono se lo avessi mai incontrato, se lo avrei abbracciato o detto chissà quante cose. In verità ho fatto la cosa più semplice del mondo, l'ho guardato negli occhi e ci siamo dati la mano, un secondo di stretta forte e decisa in cui c'erano 20 anni di ascolti, di sogni, di sorrisi, di dispiaceri, di vita. 

Non gli ho più detto niente, forse non l'ho neanche salutato, e sono tornato felice, quasi in trance, a sedere su quel seggiolino di quello studio televisivo ricordandomi sempre - come diceva quello lì - che devo guardare sempre più televisione."



Andrea, Dobro: "07/12/2017, il mio primo appuntamento al buio, così tanto al buio che non mi ero nemmeno accorto del contest sul forum; e per questo devo ringraziare un amico placer che me lo ha segnalato sabato 2.
Non ci ho pensato 2 volte, l’appuntamento è totalmente al buio ma lascia comunque intendere che sia un evento unico nel nome degli U2. Devo ammettere che per due delle 4 domande ho dovuto andare a rivedere su U2byU2(non si smette mai di sapere abbastanza sui nostri 4).
A questo punto non restava che attendere, contando di non aver mai vinto in vita mia un’estrazione, un concorso o un sorteggio, la vivo con molta serenità, ma allo stesso tempo comincio a fantasticare su cosa possa essere questo evento straordinario, con la speranza forte che vi sia presente la band. Domenica 3 Fazio annuncia la presenza di Bono ed Edge nella puntata successiva e a quel punto il sospetto che l’evento sia la registrazione alla RAI si fa piu’ concreto.
Arriva il giorno dell’estrazione e non ci posso credere ma ci sono! Sono l’ultimo della lista! Da un lato una grandissima gioia, dall’altro un terribile senso di colpa per quell’amico che mi ha segnalato il contest e che non è tra gli estratti. I giorni precedenti all’evento devo ammettere di averli vissuti con un po di sana ansia, tra i primi ascolti di SOE e il provare ad immaginare a cosa avrei assistito.
Finalmente arriva il grande giorno, alle 13 sono già in via Mecenate, ritrovare tante persone con cui hai vissuto e condiviso concerti, viaggi, transenne ed emozioni è un po come un ritorno a casa; diciamolo, gli U2 e la loro musica sono quello che ci porta a ritrovarci in queste occasioni, ma poi il condividere la nostra sana malattia è qualcosa che vale tanto quanto la musica che amiamo.
L’attesa scorre via piacevolmente in compagnia tra risate, ricordi e un gran freddo, con l’aspettativa di riuscire ad avere Bono ed Edge davanti a te per un attimo, per un autografo, un selfie o anche solo una stretta di mano.
Devo ammettere che un po di delusione c’è stata quando i nostri sono arrivati in ritardo e sono entrati negli studi senza fermarsi fuori; una delusione che comunque ha ben poco peso se confrontata con la possibilità di vederli dal vivo in un ambiente intimo e fuori dal comune come lo studio di Che tempo che fa. E’ la prima volta che partecipo ad una trasmissione televisiva e sono molto incuriosito da tutto quello che succede attorno (diciamo che anche Filippa mi “incuriosiva” parecchio). La scenografia è da subito ben chiara, due poltrone al centro dello studio dove si siederanno Bono ed Edge come nel salotto di casa. Finalmente ci siamo eccoli che entrano e si presentano con Best thing+Get out acustiche quasi in medley, due canzoni che non amo particolarmente, forse due delle canzoni che apprezzo meno di SOE ma come al solito il coinvolgimento è totale, la capacità di Bono di rapirti e portarti dentro le canzoni è unica. L’intervista è piacevole, Fazio mi risulta quasi simpatico(e non è facile ammetterlo per me viste le nostre opposte fedi calcistiche).
Il tempo vola tra argomenti leggeri e piu’ impegnati, si arriva velocemente alla fine dell’intervista con la richiesta (non so quanto a sorpresa) di Fazio di eseguire Sunday Bloody Sunday: Bono ed Edge non possono rifiutarsi nello studio non siamo tanti ma siamo molto rumorosi e il nostro entusiasmo credo (o voglio pensare che sia così) abbia trasportato un po anche loro.
E’ una Sunday dolce e intensa che vuole dare un messaggio di speranza, quello che anche le situazioni che sembrano insuperabili si possano risolvere, col compromesso dice Bono. L’esecuzione termina con un tripudio, il mio amico Medulla di fianco a me parte col coro di Pride(Oh oh oh oh) e tutto lo studio si unisce facendo sentire chiaramente a Bono e Edge l’affetto, il calore e l’intensità che proviamo per loro e la loro musica. E’ stata una serata speciale, una giornata speciale, memorabile nel nome degli U2, nel nome di u2place e di questa passione che ci unisce e ci fa stare bene insieme.
Grazie di cuore a chi ha permesso che tutto questo si realizzasse."


Alessandro, Il Prof: "Cercherò di raccontare soprattutto il contorno di quello che è stato visto in televisione e che è già stato descritto con molto sentimento da gli altri.
Tutto inizia con telefonate, messaggi, accordi per partire in macchina tra amici che arrivano da parti diverse d’Italia, c’è chi ha fatto ore di treno, chi parte dalla stessa città di Bologna e chi da vicino, primo appuntamento in autogrill per incontrare altri amici e finalmente ci dirigiamo in via mecenate, in macchina racconti della volta precedente sempre in RAI, aspettative, pensieri, mentre ascoltiamo in sottofondo il nuovo album.
Forse questa volta sono più tranquillo senza troppe aspettative di incontrarli o altro, sono già tanto contento di assistere al programma, che qualunque cosa sarebbe un, comunque meraviglioso, di più.
Vedo fan intorno che non li hanno mai incontrati e percepisco la loro “tensione”, li capisco perfettamente perchè è la stessa che avevo anche io, prima di incontrarli per la prima volta che guarda caso è stata proprio in via mecenate il 12 ottobre 2014
L’attesa passa veloce in compagnia e tra risate, chiacchiere e un gran freddo arriviamo alle 17.30
Arrivano le auto, qui capisco perchè li ho dentro di me dai tempi di WAR, le emozioni aumentano, non si possono trattenere ed è, anche per me, come fosse la prima volta, spero di rivedere quello sguardo che ti fissa come ogni volta che l’ho rincontrato.
Questa volta però il caso vuole che non ci sia tempo, l’aereo ha tardato, si sono già fermati con i pochi fuori dall’aeroporto per cui vanno subito dentro, vedo molte persone deluse e tristi, la loro occasione dopo tante tante ore di freddo sembra svanita.
Ma c’è sempre il grande onore di poterli vedere e soprattutto sentirli in studio per cui ci accomodiamo dentro.
Al loro ingresso in studio, in un attimo sparisce tutto, si crea quella magia che solo loro riescono a creare, c’è poco da raccontare, le emozioni si vivono, e non riuscirei a descriverle perchè sono comunque molto personali, una voce e una chitarra riempiono lo studio e ci scaldano, Bono ispirato, si carica dell’energia del pubblico e la restituisce amplificata, il suo carisma è ancora immenso!
L’intervista scorre tra battute, cose serie, racconti sull’origine delle canzoni, qui Bono è invece “strano”, non è il solito chiacchierone, lascia spesso parlare Edge… quando finiscono, dopo una meravigliosa “Sunday Bloody Sunday”, scendo con calma qualche scalino, li vedo passare vicino e semplicemente allungo educatamente la mano, stringo quella di Edge che sorride trasmettendo la sua calma.
Prima di tornare al mio posto vado a salutare anche il mitico e disponibilissimo “Joe” che mi dice delle 4 date ad ottobre, gli dico “see you next year in Los Angeles” e mi risponde quasi sorpreso “oh great”
Ma non è ancora finita qui, durante l’intervista di Hamilton iniziano ad arrivare messaggi che sono ancora a Milano e che partiranno alle 22,30, cerco a mia volta di condividere questa informazione  e di avvisare gli altri, finita la trasmissione andiamo anche noi in aeroporto, siamo in pochissimi fuori ad aspettarli, tutti tranquilli e composti.
Vediamo le auto che entrano, Edge esce per primo ma anche questa volta non si ferma, ma come sempre è sorridente e dispensa saluti.
Bono rimane in auto per 5 minuti abbondanti insieme ad un’altra persona a vedere un video, quando esce ha un viso stanco, non sembra molto in forma, spero sia stanchezza, ma trova l’energia per scusarsi di non potersi fermare a fare foto e firmare autografi, passa vicino  e stringe un paio di mani, si gira e mi guarda, non so cosa gli sia passato in testa, magari un flash dell’incontro di qualche mese prima ad Amsterdam, sta di fatto che allunga la mano per stringere anche la mia, una stretta che ricorderò, una mano calda, forte che ripaga di tutta la lunga giornata e rientriamo a Bologna. 
Se dovessi riassumere la giornata, direi che sono semplicemente felice."


Francesca, Lince: "Ho sempre sognato di “vedere” gli U2 in uno spazio intimo, ristretto, come se suonassero solo per me. Un concerto privato, mio.
Un sogno, appunto.
In qualche modo è capitato, in quello strano modo con cui il destino snoda davanti a noi i suoi percorsi: eccoli, davanti a me, a pochi metri. Bono ed Edge. Veri, reali.
Sono qui, con me.
Sono qui per me, per noi pochi e fortunatissimi. Davvero non ci si crede.
Quando parte l’annuncio di Fazio e sul video wall iniziano a scorrere spezzoni di filmati, concerti ed interviste e nell’aria si sentono le loro canzoni più note mi rendo conto che sta per succedere, che sta succedendo, che il sogno sta diventando reale.
Bono si avvicina al microfono, Edge con quel suo sorriso spiazzante lo affianca con la chitarra e tutto comincia. E io ci sono, incredibile davvero.
La cosa pazzesca è la voce di quest’uomo, l’uomo che insieme ai suoi 3 amici mi ha salvato la vita decine di volte. E continua a farlo.
Voce incredibile, calda, toccante, emozionante, perfetta .. perchè in un set acustico non puoi mentire, non puoi truccare, nasconderti dietro effetti o strumenti complicati. C’è solo la tua voce accompagnata dalla chitarra.
Ed eccoli col cuore in mano, con una sincerità disarmante. La dolcissima voce di Edge accompagna quella di Bono: armonia perfetta.
Passano the best thing e get out e sono così intense che è impossibile non amarle: mi sono piaciute entrambe al primo ascolto perchè sanno di estate, di cieli blu e di armonia, ma avere l’onore e il privilegio di sentirle così è qualcosa che va oltre ogni mia aspettativa.
L’intervista scorre veloce, domande interessanti, risposte complete.
Edge parla tantissimo, sorride sempre, allarga le braccia e il cuore: quest’uomo riesce a trasmettermi una serenità incredibile.
Bono è … Bono:  si sdraia sul divanetto, parla del Papa, dell’Africa, dei figli, di se stesso, del disco .. Di questo disco “ossessionato” dalla morte: “rivolgiti agli altri pensando di essere morto"… da morti non si può mentire, le maschere cadono, i filtri non servono più, la prospettiva è vera, cruda, tagliente.
Un disco infinito, talmente puntuale nel toccare corde profondissime da quasi spaventare, ma intriso di speranza e di luce. Tantissima luce.
Come quella sui cieli d’Irlanda, finalmente in pace… “se è successo in Irlanda, perchè non potrebbe succedere altrove?”
Parte Sunday, sentitissima … how long must we sing this song?, how long? tonight we can be as one .. il cuore batte fortissimo, un sorriso che si allarga da un lato all’altro del viso e tanta gioia dentro.
Brividi a non finire, la felicità di quei minuti insieme a loro, un sogno realizzato. Priceless.
L’emozione palpabile, la chiarezza con cui avverto che sì, anche stasera mi hanno presa per mano, su quelle strade senza nome .. perchè l’amore è tutto ciò che ci resta, l’unica cosa che trascende lo spazio e il tempo. E la morte.
Questo è il dono che ci fa l’ “esperienza”. E questo è il regalo che ho ricevuto da loro.
Grazie, fino alla fine del mondo."


Andrea, Bono83: "40 ore di passione che mi hanno portato ad essere presente a questa performance live.
'Sunday Bloody Sunday' rappresenta il punto finale di ciò che ho vissuto ma anche il punto di partenza, la silenziosità acustica della sua esecuzione rappresenta il nulla in confronto alla potenza rivoluzionaria del messaggio che vuole trasmettere. Questa ‘preghiera laica’ è figlia dell''innocenza' dove solo un ego smisurato del ‘North side of Dublin’ ti porta a conquistare il mondo con la forza delle parole e ideali che hanno segnato la tua giovinezza, una sorta di parallelismo continuo come un legame che vuole essere da raccordo con quell'ego che Bono riconosce di placare con uno scatto d'umiltà figlio dell'esperienza e che ti porta ad avere coscienza di ciò che sei stato, ciò che sei ma soprattutto dove tutto questo ti porterà. L’architrave di questo pensiero è alle loro spalle, il loro percorso musicale segnato da 41 anni di immagini che si sovrappongono dall’’innocenza’ di Peter Rowen in ‘Boy’ all’’esperienza’ Eli Hewson e Sian Evans in ‘Songs of Experience’ con le copertine dei loro lavori musicali, dove al centro di tutto primeggiano i loro giovani figli innocenti nella posa ma con elmetto in testa alla giovane Sian segnata in passato da problemi che è la vera chiave di questa immagine semplice ma potente, tutto ciò non è altro che una logica non solo musicale ma anche ideologica che rispecchia il loro credo lungo una vita intera. È questo che hanno voluto trasmettere Bono e The Edge in questi 30 minuti, scanditi non solo da questa idea musicale ma anche segnati da opinioni in merito a temi spinosi come la questione migranti tanto a cuore ai due rocker irlandesi, una visione comune con Papa Francesco con cui condividono primati unici, da una parte il pontefice che ‘lotta’ da ribelle di fronte a tale questioni, dall’altro The Edge che è il primo musicista che abbia mai suonato nella Cappella Sistina. Ma come tutti sappiamo il padrone della scena resta Bono che conquista il palcoscenico gettandosi sul divano come farlo suo e alla fine saluta tutti stringendo mani e con un mio sussulto mi avvicino ad una scala all’uscita dove incrociamo gli sguardi come una sorta d’intesa dove accenna un sorriso e vedi quell’innocenza ma dove intravedi l’esperienza che ti segna e capisci tutto il senso per cui insegui i tuoi sogni attraverso le loro parole fino alla fine del mondo. A presto vecchi amici di Dublino, ‘Dream out loud’  "


Alcune foto 'rubate' durante il pomeriggio:


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Scritta da: Staff il 10/12/2017

U2 in Italia nel 2018, ecco cosa ci ha detto Joe O'Herlihy

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Una voce importante viene da Joe O'Herlihy, audio director degli U2 da sempre, come sua consuetudine si è dimostrato molto molto disponibile con i fan che lo hanno avvicinato, a precisa domanda, lui ci ha risposto che ad ottobre 2018, gli U2 faranno quattro date al Forum di Milano e l'annuncio arriverà a brevissimo.

Qui la storia del primo incontro tra gli U2 e Joe, un rapporto consolidatissimo negli anni.

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Scritta da: Staff il 08/12/2017

Bono e The Edge saranno a 'Che Tempo Che fa' domenica 10 dicembre alle 20.35 su Rai Uno!

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Bono e The Edge saranno a Che Tempo che fa Domenica 10 dicembre alle 20.35 su Rai Uno!

E' stato annunciato poco fa da Fabio Fazio in chiusura della puntata di stasera andata in diretta sulla rete ammiraglia della Rai.
E' la seconda volta che i due rocker irlandesi partecipano al talk show della Rai, la prima è stata il 12 ottobre 2014 durante la promozione di 'Songs of Innoncence'.
Questa rappresenta la prima attività promozionale europea in merito al nuovo album 'Songs of Experience', dopo le performances a Londra e New York City

Qui potete trovare il video della loro partecipazione a 'Che Tempo Che Fa' del 2014 ------>  Bono e The Edge a 'Che Tempo Che Fa' 12 ottobre 2014

Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti

Stay Tuned

 

Scritta da: Andrea Saccone il 04/12/2017

U2 Songs of Experience: dall'oscurità alla luce

u2

Esistono due cose che non abbiamo chiesto e non chiederemo mai: nascere e morire. In mezzo c’è tutto, dall’innocenza all’esperienza.
Si nasce senza niente, nulli e si muore senza niente ed è questo che Bono, in questo Songs of Experience ha cercato di catturare, tutto quello che c’è in mezzo, il più possibile, prima di tornare al vuoto, al nulla, all’oscurità.
Songs of Experience si presenta come un disco apparentemente leggero, i singoli presentati come 'You’re The Best Thing About Me' o 'Get Out Of Your Own Way' lasciano intuire questo eppure anche lì, nei testi, dietro alle melodie orecchiabili ecco che si intravede la vena poetica e profonda di Bono che ogni volta ci lascia con profonde riflessioni.
Perché Songs of Experience è una riflessione sulla vita, sui sentimenti e sulla morte, ed è lì che tutti prima o poi dovremmo arrivare.
La morte che riaffiora ancora una volta nei testi di Bono: da I Will Follow, dalla morte di Iris, alla morte di Bob Hewson fino a Songs of Experience.
Tutta la vita ha dovuto confrontarsi con la morte e questa volta i testi sono stati ispirati da una sua esperienza diretta, come racconta lo stesso Bono nella lettera che lascia in eredità ai fan: la paura di morire che in qualche modo diventa il volano per un disco che cresce ad ogni ascolto.
Songs of Experience comincia con un brano coraggioso, per gli U2, Love Is All We Have Left. E sembra quasi un pensiero che Bono ha cercato in qualche modo di concretizzare quando la paura della morte ha bussato alla sua porta. L’amore è tutto quello che abbiamo lasciato, ed è in qualche modo il calore e la sicurezza delle luci di casa, che in lontananza crescono, con Lights of Home e riempiono il cuore e che permettono di ritrovarci.
Non vuole essere questa una delle tante recensioni che vanno di pari passo a descrivere i brani, uno alla volta, no… questa è la recensione di un fan, di un fan che si emoziona e scrive di getto quello che prova, gli U2 non si possono studiare a tavolino come se fossero una verifica da fare a scuola.
Gli U2 vanno vissuti e in qualche modo va assorbita la loro esperienza, i loro errori e i loro successi, non esiste esperienza senza innocenza. Non si può smarrire la via e ritrovarla con l’esperienza se non si sono fatti gli errori per perderla grazie all’innocenza.
Per questo motivo in diversi brani ci sono strofe di Songs of Innocence, cambiate trasformate e rivisitate, non è una mancanza di idee come qualcuno può aver ipotizzato… anzi, è proprio questo il concetto: non esiste esperienza senza innocenza e l’innocenza ha bisogno dell’esperienza, è un’intersezione, non un distacco.
Per diretta ammissione di Bono Songs of Experience nasce dall’esperimento suggeritogli dal poeta Brendan Kennelly, “se in qualche modo vuoi scrivere dei tempi che stai vivendo, scrivi come se fossi morto”.
Ed è qui che Bono rinasce, partendo dalla fine, partendo dalla morte, per tornare alla vita, alla gioia di vivere, alla fede: in Dio, in se stesso, in Iris, nell’amore.
Bono parte dall’oscurità, dalla paura del vuoto e del nulla, per arrivare alle luci di casa perché finchè c’è speranza, finchè c’è luce, c’è vita.
Ogni brano è di fatto una lettera, una lettera che Bono ha scritto… ai suoi figli, ad Adam Larry e The Edge, ad Alison (Landlady), ai suoi fan (The Showman), a se stesso.
Songs of Experience è un processo creativo che nasce da A Day Without Me e arriva qui, al 2017, 41 anni dopo, a quel vuoto a forma di Dio lasciato da Iris che ancora oggi è lì.
Dopo essersi messo a nudo con Songs of Innocence anche questa volta Bono e i suoi fedeli compagni riescono a contrastare le ombre, l’oscurità.
Perché è ‘nell’oscurità, dove hai imparato a vedere, quando le luci si spengono’ [The Blackout] che ognuno di noi riesce a vedere se stesso, per quello che è. L’oscurità è necessaria per poter vedere le stelle.
Chapeau Bono, ancora una volta grazie per averci permesso di leggere il libro del tuo cuore.

Scritta da: Rudy il 03/12/2017

Video: Ecco la live performance degli U2 al Saturday Night Live!

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Poche ore fa gli U2 si sono esibiti durante il 'Saturday Night Live' della NBC.
La band irlandese ha eseguito per la prima volta dal vivo 'American Soul' , nuovo pezzo tratto da 'Songs of Experience', come seconda canzone è stata scelta invece 'Get Out Of Your Own Way', suonata più volte durante questo tour promozionale del nuovo lavoro discografico degli U2.

Ecco i video della performance al 'Saturday Night Live':



Scritta da: Andrea Saccone il 03/12/2017

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